lunedì, settembre 11, 2017

Immigrazione e lo ambientalismo

La chikungunya, che ha causato 7 infezioni nel Lazio di cui 4 a Roma, è una malattia virale che scatena febbre acuta e trasmessa dalla puntura di zanzare infette. Non esiste un vaccino. La prima epidemia nota è stata descritta nel 1952 in Tanzania, anche se già nel 1779 era stata descritta un'epidemia in Indonesia forse attribuibile allo stesso agente virale. A partire dagli anni Cinquanta, varie epidemie di chikungunya si sono verificate in Asia e in Africa. In Europa nell'agosto 2007 sono stati notificati i primi casi autoctoni in Emilia Romagna.
Chikungunya, quattro nuovi casi a Roma.

Come dice la signora Bonino, con la saggezza che gli viene dalla sua partecipazione alla Fondazione Open Society di Soros? Ah si, "anche sulla zanzara migranti capro espiatorio". Per inciso, con cinismo disumano davanti alla morte di una bimba.

Per la malaria, che è un'altra cosa ma in comune ha le zanzare come veicolo di diffusione, ecco un approfondimento.
Io aggiungo solo che in Italia la malaria era endemica, nel centro e nel sud fino a che nel Novecento furono bonificate le aree paludose. Stante il fatto che la malaria c'era e gli avi l'hanno faticosamente rimossa, tra l'altro inquinando l'ambiente con gli insetticidi, in questi anni stiamo facendo del nostro meglio per re-introdurla, un po' come l'orso. E il cerchio "ambientalista" si chiude.

Edit: ad ulteriore aggiunta del post precedente.
Io sottolineo due cose: l'inefficacia della soluzione tampone delle "vasche" che devono contenere l'ondata di piena associata alla costruzione di nuovi complessi edilizi per ripagare l'opera con gli oneri di urbanizzazione. Che è un po' come se un medico ti curasse una gamba rotta rompendoti un braccio. Ma gli "ambientalisti" sono sempre distratti da altre cose, tipo il proverbiale orso "assassinato". Seconda cosa ovvia: appena le vasche "tampone" si riempono sopra una certa soglia di sicurezza dovrebbe suonare una sirena di allarme che avverte la popolazione a valle del rischio di inondazione, come minimo spostarsi ai piani alti o evacuare. Figurarsi, se tanto mi da tanto i Livornesi manco sapevano dell'esistenza delle vasche. Finché non ci scappa il morto, silenzio di tomba. Ironicamente.

Ah, se qualcuno mi dice "ma la pioggia eccezionale, global warming, ecc" io rispondo che a parte l'ovvia osservazione che i corsi d'acqua da che mondo è mondo sono soggetti a "piene eccezionali" ed esondano e cambiano l'aspetto del territorio dove scorrono, quindi farli sparire dentro un tubo e costruirci sopra delle case sulla base di "tabelle" è una scemenza a prescindere, anche i terremoti sono eventi eccezionali. Infatti noi non siamo capaci di PREVENIRLI e ci limitiamo alla "ricostruzione", lasciando da parte premesse e svolgimento della stessa. Perché? Per la stessa ragione delle "vasche", l'unica cosa che possiamo immaginare è mettere una pezza ad una cosa che non può funzionare e anche in quel caso nessuno sa dove trovare i soldi ne che soluzione tecnica impiegare. Altrimenti semplicemente ignoriamo il problema e ci affidiamo alla sorte.

9 commenti:

  1. Mi sei diventato un poco ambientalista ultimamente...
    Ihihi

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    1. L'ambientalismo è un imbroglio evidente.
      E' come i "piatti italiani" che mangiano gli Americani, ecco. In teoria potrebbe esistere da qualche parte il "vero ambientalismo" ma non lo sapremo mai fintanto che siamo occupati dall'Armata Rossa e anche quell'argomento è presidiato dai carri armati.

      Che poi è la ragione per cui ce l'ho con te, ovviamente.

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  2. Lorenzo, cosa ne pensi di questo articolo (sono curioso):

    http://www.simofin.com/simofin/index.php/italia/13717-ius-soli-fuga-avanti

    Per me è un articolo poco chiaro. Vi si legge fra l'altro:

    "Ma non c’è stata una politica di accoglienza e di sicurezza né una linea di condotta comune e condivisa, l’equivalente di una Maastricht sull’immigrazione."

    Ti dirò che io sono contrario persino al diritto di asilo (a cui fra l'altro i profughi da zone di guerra non hanno diritto secondo la convenzione di Ginevra: hanno solo diritto alla protezione finché durano le ostilità nei loro paesi di origine, poi devono rientrare).
    Le persone che hanno o avrebbero diritto di asilo sono probabilmente milioni nel mondo intero. Distinguere gli aventi diritto dai semplici profughi o avventurieri è difficile, forse impossibile. Comunque le ricerche per stabilire la verità (profughi o avventurieri o gente in cerca di una vita migliore?) costano miliardi - miliardi! A carico dei contribuenti. Secondo me i falsi profughi o i non aventi diritto - che sono dunque degli imbroglioni - dovrebbero restituire i soldi scroccati ai contribuenti (anche gli avvocati che li sostengono in malafede) o dovrebbero farlo i paesi di origine o l'ONU. I paesi di origine non si vogliono riprendere i propri cittadini e i razzisti o i duri di cuore saremmo noi! Non si può nemmeno escludere che i paesi di origine spingano i propri cittadini a emigrare, a tentare l'avventura (i fessi europei devono accogliervi in base alle loro leggi ...). Del resto lo hanno fatto anche gli Svizzeri nell'Ottocento e Novecento: pagavano il viaggio (di solo andata!) ai diseredati o nullafacenti (ce n'erano anche in Europa!) perché si togliessero dai piedi e tentassero la fortuna in America (non è una balla!). Solo che le dimensioni del fenomeno erano ben diverse: erano centinaia, forse anche migliaia col tempo, ma non milioni, decine o centinaia di milioni come adesso.
    Eppure le frontiere esistono ancora, eccome. Guarda India e Pakistan decisi a usare l'atomica per il Kascmir o anche lo scandalo per l'occupazione della Crimea da parte di Putin (Crimea che era della Russia fino a qualche decennio fa e che fu "regalata" dall'ucraino Kruscev all'Ucraina). Si ribadisce ad ogni istante che confini e sovranità sono sacrosanti e poi bisogna bisogna gettare ponti, non alzare muri.
    La "pace eterna" di Kant era una pace armata: non consigliava il disarmo totale, non era così scemo.
















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    1. L'ho scritto tante volte: esiste un Piano concepito da elite apolidi che punta a demolire l'Europa degli Stati Nazionali e, tra i vari strumenti adoperati, c'è il famoso "meticciato" di Scalfari. La "sinistra" è semplice esecutore, manodopera di questo Piano. Si punta ad estendere al mondo il tipo di società che oggi esiste negli USA, che è di fatto il Primo Esperimento di queste "elite apolidi".

      Gli aspetti istituzionali, i legalismi, sono incidentali, non è li che si gioca la partita. Qui si lavora a condizionare le persone dalla nascita e per tutta la vita in modo che trovino "normali", cioè dritte, allineate, corrette, le cose più assurde e impensabili. E alla fine, auto-lesioniste, come rinunciare alla propria indipendenza e auto-determinazione in favore del "Governo Mondiale". Più infiniti altri paradossi grandi e piccoli.

      Fine, non c'è altro da dire.

      La resistenza è fisicamente impossibile per una questione di numeri. La massa ormai è cosi condizionata che pochi "dissidenti" non possono nemmeno rallentare la valanga, figurarsi farla retrocedere. Per quanto mi riguarda sono un po' nella posizione degli ultimi soldati tedeschi che combattevano per le strade di Berlino.

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    2. Nota che il "Governo Mondiale" è un progetto che risale ai tempi della Grande Guerra. Qui bisognerebbe fare del "revisionismo" su tutto, per primi certi eventi del Novecento e, stante le leggi vigenti, rischierei la prigione.

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    3. Lorenzo, un'immagine forse ancor più pittoresca è quella del soldato non tedesco ma giapponese rimasto a presidiare l'isoletta nel Pacifico... Una figura magari non per niente ridotta a macchietta totòsimile da tanta cinematografia holliwoodiana e non solo.

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    4. Eh no, perché il soldato giapponese NON sapeva che la guerra era finita e combatteva perché era rimasto isolato, senza ordini, appunto su un'isola deserta. Per quanto ne sapeva, il Giappone poteva avere conquistato tutto il mondo.

      Ben diverso dal soldato tedesco tra le rovine di Berlino, se permetti.

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    5. Io qui non sono mica tra le fronde di un'isola tropicale o nella jungle dell'Indocina.

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    6. Hai ragione: vivi in una zona che è assai peggio di qualsiasi jungla, indocinese o meno.

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