sabato, ottobre 21, 2017

Computerino per persone col braccino

Scrissi in passato a proposito dell'acquisto di uno dei pochi computer sul mercato con sopra Linux invece dell'onnipresente Windows al prezzo di 250 euro per rimpiazzare un altro computer acquistato nel 2004. Trattasi nello specifico di un Dell Inspiron 15 3552. Sono qui con l'ennesima iterazione di Ubuntu Mate. La cosa bella è che tanta gente butta via dei computer che si potrebbero rivitalizzare semplicemente sostituendo il software e ne compra di nuovi tutti impestati di robaccia, tra "utility" e cose imposte dalle mode effimere come la convergenza tra PC e tavolette e furbofoni e gli strampalati "assistenti" tipo Siri, che come diceva una mia conoscenza, "sono il futuro". Vabè, ne ho già scritto in lungo e in largo.


Edit: a chi interessa, l'immagine che vedete si ottiene installando il tema "arc" e le icone "faenza", cancellando il pannello inferiore di Mate e spostando in basso quello superiore, aggiungendo qualche "lanciatore" e l'elenco finestre. Il background è una immagine a caso presa da Internet.

Una cosa però voglio ricordarvi: usando una distribuzione Linux non solo ottenete il sistema operativo ma anche tutti i programmi. Certo, per un uso professionale a volte servono certi strumenti e non altri ma per l'uso amatoriale o anche per un uso professionale che non ha specifiche restrizioni, non ha senso ne spendere soldi in licenze ne, sopratutto, usare software "illegali".

In generale un sistema Linux, per via di come sono separati gli "utenti" e perché tutto il software viene dallo stesso "repository", da anche molti meno grattacapi dal punto di vista della "sicurezza". Per esempio il Sistema Operativo, i Driver, il programma "Office" vengono scaricati ed installati prelevandoli dallo stesso luogo e usando lo stesso strumento con cui potete installare questo programma di modellazione per gli interni o questo programma per editare le immagini in formato RAW. Pensateci se e quando vi trovate a valutare l'acquisto di un aggeggio elettronico o la rottamazione di un altro.

29 commenti:

  1. Dal 2007 uso Linux con viva soddisfazione. Tutte le volte che mi capita di usare Windows, la soddisfazione aumenta.
    Tuttavia,

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  2. Sono abitudinaria, non programmo e non gioco quindi per me un banalissimo Windows va più che bene

    Devo dire che nel cassetto una distro di Linux ce l'ho sempre, che mi ha salvata in un paio di situazioni estreme, generalmente dandomi il tempo di recuperare i dati quando l'hd si stava suicidando

    Sulla robaccia che ci mettono dentro ti do ragione. Appena prendo un pc nuovo la prima cosa che installo è un buon "uninstaller"

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    1. Windows fino alla versione 7 aveva due difetti, il primo è che l'utente è anche "root" e il secondo è che, per facilitare gli "sviluppatori", il software non solo è di provenienza e natura eterogenee ma la procedura di installazione può fare letteralmente qualsiasi cosa. Da cui i due problemi comuni, Windows si scassa quando installi qualche software di terzi fatto male e si scassa anche quando questo software contiene qualche sorpresina.

      Dalla versione 7 in avanti Windows ha aggiunto il difetto della moda della "convergenza" tra il PC e i dispositivi touch-screen, da cui doppia modalità d'uso e due categorie di "applicazioni", quelle "legacy" e quelle "telefoniche", inclusi tutta una serie di automatismi più o meno perniciosi. Recentemente ho letto che Microsoft abbandona il tentativo di diventare un "player" nel mercato dei gadget telefonici, che poi è la conseguenza sia della super-saturazione del mercato che del semplice fatto che coi gadget telefonici puoi solo cazzeggiare ma non servono a fare nessun lavoro un minimo complesso.

      Io ho cominciato ad usare Linux per la necessità di riutilizzare computer vecchi poi ho visto che tutto sommato è molto più comodo. Installare una distribuzione Linux è ENORMEMENTE più semplice che installare e configurare Windows + drivers + programmi. Non credo che comprerò mai piu una licenza Windows se non costretto.

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    2. Linux ha due difetti: tutto l'hardware è venduto perché sia compatibile con Windows, chi sviluppa software "open source" lo fa fregandosene di quello che fanno gli altri e a volte anche per dispetto. Quindi spesso ci si imbatte in qualche componente hardware che non funziona oppure gli sviluppatori introducono modifiche, piccole o gigantesche, che non hanno senso per il mondo.

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  3. Lorenzo ti ho tolto dal mio blogroll perchè considero una questione personale il fatto che tu mi abbia tolto dal tuo.

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    1. Sopravviverò. Sopravviveremo.

      Non è una questione personale nel senso che ho rimosso tutti. E' una questione personale nel senso che ho provato a spiegare. Tu, come la stragrande maggioranza di chi si collega ad Internet, nell'Anno di Grazia 2017, non hai più il senso del bene e del male.

      Per questa ragione il fatto che il mio blog apparisse in un elenco con altri blog di cui io mi vergognerei non era una bella cosa, quindi meglio cosi.

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  4. Lorenzo allora se ti vergogni del mio blog perchè ci scrivi?anzi, scrivi più nel mio blog che nel tuo.

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    1. Pensare che tu sei una che ha studiato, figurarsi le sciampiste.

      Non ho scritto che mi vergogno del tuo blog, che è un concetto privo di senso, dato che io non ho nessuna relazione.

      Ho scritto che nel tuo blogroll il mio blog apparirebbe in un elenco con altri blog che, se fossero miei, mi vergognerei delle cavolate, per usare un eufemismo, che ci sono scritte. Intendiamoci, non che io scriva chissà cosa ma tra le mie banalità, sciocchezze e le altrui aberrazioni c'è una bella differenza.

      Quindi non mi dispiace non comparire nel tuo blogroll insieme a quei blog.

      Venendo a te, non so come scegli i blog da mettere nell'elenco. In teoria dovrebbero contenere qualcosa che tu ritieni vale la pena di promuovere e/o associare al tuo blog. Che è un'altra ragione per cui sono abbastanza perplesso riguardo la tua capacità di discernimento.

      Riguardo la ragione per cui commento sul tuo blog, dipende dall'argomento. Certi argomenti, siccome sono sottesi alla famosa propaganda e al lavaggio del cervello, richiedono un contributo, per quanto modesto e tutto sommato velleitario.

      Su una cosa hai ragione, cioè sul fatto che ogni volta che scrivo in un qualsiasi posto dove non esiste moderazione mi espongo ai fenomeni perversi di cui ho detto in precedenza. Considerato però che pochi o nessuno sono in grado di capire cosa non va e quando intervenire, significherebbe non potere intervenire in alcun luogo oltre quelli dove il moderatore sono io e quindi darla vinta a quelli che vogliono zittire me e qualsiasi "dissenso" (ma più banalmente, chiunque gli da sui nervi). E' una guerra persa in partenza, siamo d'accordo.

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    2. La guerra è persa in partenza perché se tu, se voi, se tutti fossero in grado di capire che bisogna sapersi regolare, lo farebbero da soli, senza che glielo debba dire io.

      Come ti ho già scritto, il fatto che io ti debba scrivere perché tu cancelli dei commenti che tirano in ballo mia madre per zittire me, è intollerabile, è la prova che siamo persi nello spazio profondo senza più idea del sopra e del sotto.

      Poi te la prendi perché non compari nel mio blogroll. Io non me la prendo perché non compaio nel tuo.

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    3. Sara, una cosa fondamentale: il tuo blog è relativamente "leggero" quindi i problemi che ho riscontrato li sono molto ma molto ridotti rispetto a quelli che ho incontrato in altri posti.

      Ci sono blog dove non puoi nemmeno lontanamente esprimere una idea leggermente dissonante, non solo perché il titolare pretende di ricevere commenti solo in termini di elogio e conferma di quello che scrive ma perché ci sono diversi commentatori che si assumono l'incarico di aggredire nei modi più laidi chiunque non sia coperto ed allineato, mentre il titolare e tutti gli altri assistono soddisfatti da questa loro "normalità".

      Che poi è la trasposizione elettronica dei vecchi "collettivi", di cui tu forse non hai memoria. Ci sono stati tempi in cui se provavi ad alzare la manina e dire qualcosa che stonava rispetto al coro ti beccavi le chiavi inglesi da tre chili sulla testa.

      Senza considerare la solita questione dello "anonimato", gente che spadroneggia dietro alias e personaggi di fantasia, tutti grandi amatori, tutti avventurieri alla Indiana Jones, tutti santi, tutti poeti. Dietro il personaggio, mutande cacate.

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  5. Lorenzo nel mio blog c'è un po'di tutto, compreso te.
    Ne faccio una questione personale.

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    1. Non capisco cosa mi stai dicendo.
      Pensi che dire che c'è "di tutto" sia un merito? Assolutamente no, è una colpa, un difetto, una mancanza.

      Giriamo sempre attorno allo stesso punto.

      Ad oggi siamo nel caos, sopratutto quando/dove alla gente è consentito di nascondersi dietro un supposto "anonimato", perché, te lo ripeto, alla maggior parte delle persone manca completamente la percezione del bene e del male, l'idea che ci siano comportamenti giusti e comportamenti sbagliati, che ci sia virtù e immoralità, bassezza.

      Ne fai una questione personale? Magari fosse vero, magari fosse tutto limitato a te e a me. Invece io posso essere un cretino ma sono un cretino di un tipo relativamente raro. Invece tu non ti rendi nemmeno conto di essere CONFORME.

      Sei conforme perché, appunto, c'è di tutto e per te questo significa che va bene, invece che significare l'esatto opposto, ovvero che è un casino perché non distingui la merda dalla cioccolata.

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    2. Sara, non so più come spiegartelo.

      Un conto è affermare che chiunque ha la facoltà di esprimere una propria idea, un altro conto, completamente differente, è affermare che tutte le affermazioni sono equivalenti, che è tutto sullo stesso piano, tutto ammissibile e ammesso.

      Lo stesso dicasi a proposito delle azioni. Un conto è affermare che ognuno di noi è libero di autodeterminarsi, un conto completamente diverso è affermare che tutti i comportamenti sono equivalenti, ammissibili e ammessi.

      Fanne pure una questione personale, vorrei che servisse ma non ci credo. Significherebbe che tu ti rendi conto che ognuno di noi DEVE essere misurato sulle cose che dice e le azioni che compie.

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    3. Lorenzo te la canti e te la suoni, ovvero, sai che è ora!

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  6. Bello il computerino!

    L'hai settato benino!

    Brav(in)o!

    (volevo fare rima)

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  7. Comunque, è vero: Linux ha un bell'aspetto professionale, non ha niente da invidiare a Windows.

    Io uso il Mac (perdoooooooooono!!!), che in effetti però, all'occorrenza, mi dà il compilatore del c gcc (se mi dovesse servire). Per il resto funziona tutto a dovere, e spero che non mi si blocchi il computer giusto oggi dopo avere scritto questo!!! (sono superstiziosa: il mio Mac ha la tastiera dell'"Hic shunt leones" ed è stato comprato qui tre anni orsono, quindi...)

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    1. Di compilatori per Linux ne trovi n-mila-milioni.

      La differenza col Mac sta tutta nei 250 euro tutto incluso, che come ti dissi tempo fa, viene comodo per il computer dei figli o per il computer da portare in giro senza piangere se si rompe o te lo fregano (e qui ricordarsi di codificare almeno la directory "home").

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    2. Attenzione che il punto debole del PC da 250 euro è il display, che purtroppo fa schifo. Se ti serve elaborare immagini con una risoluzione decente, bisogna guardare bene le specifiche del display (non tanto del resto dell'hardware).

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  8. Io sto alternando Ubuntu con Seven.

    Ubuntu lo sto usando per guardare i video su x hamster.. :D

    PS
    Non sono proprio un fanatico di informatica e mi sto ancora chiedendo se la scarsa (o nulla) vulnerabilità nei confronti di virus o malware sia una leggenda metropolitana oppure no.



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    1. Cerco di essere breve. La vulnerabilità di Windows fino ad ora era dovuta a due caratteristiche pensate per favorirne la diffusione, ovvero il fatto che l'utente sia anche amministratore (root) e che la installazione di programmi si possa fare con metodi qualsiasi partendo da un "pacchetto" auto-contenuto di provenienza eterogenea, cioè tu scarichi l'eseguibile e ci clicchi sopra e l'aggeggio "si installa".

      Nel caso delle distribuzioni Linux, sorvoliamo sulla definizione precisa, hai la separazione tra utente e amministratore, cioè devi assumere i "privilegi" di "root" per modificare il sistema e il software viene installato tramite un software apposta prelevando il pacchetto da un "repository" centralizzato. Significa che un "virus" (sorvoliamo sulla definizione) deve essere inserito nel repository, che è sostanzialmente l'unico punto debole della faccenda.

      Esiste anche una altra possibilità che è uguale per tutti i sistemi operativi, ovvero che si possa sfruttare un difetto in qualche servizio esposto tramite la connessione di rete per assumere i privilegi di root dall'esterno ed eseguire programmi sull'aggeggio in questione. E' una cosa possibile ma tecnicamente molto ma molto più difficile che includere un "virus" nel pacchetto di installazione di un gioco "pirata" da distribuire via torrent.

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    2. Nota che Ubuntu fin da subito ha preferito fare in modo che quando installi la distribuzione crea un unico utente che non è "root" ma ha i permessi "sudo", ovvero può alzare i suoi permessi temporaneamente col comando "sudo" inserendo la sua password-utente. Il guaio è che all'utente viene chiesta la sua password e questi la inserisce senza domandarsi la ragione, diventa un automatismo come tutti i pop-up che si aprono e chiudono di continuo e che l'utente medio ignora. Inoltre Ubuntu ha esteso i "repository" col meccanismo dei PPA, che tende ad ricordare la eterogeneità di Windows.

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    3. Okay, quindi se ho capito bene è meno vulnerabile ma la sicurezza al 100% non ci sarà mai.

      Comunque il vecchio "problema" degli aggiornamenti di Flash Player l'ho risolto installando Chrome, via il dente via il dolore. Funziona che è un aereo..

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    4. La "sicurezza" dipende dal fatto che ti colleghi ad una rete "insicura" per definizione (Internet).

      Il problema di Flash lo risolvi rimuovendo Flash una volta per tutte perché tutti i browser includono la capacità "nativa" di visualizzare i filmati.

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