mercoledì, gennaio 03, 2018

Disinformazione continua

La verità malcelata sulle nostre pensioni
Come in quasi tutti i Paesi, anche in Italia le pensioni degli anziani sono pagate dai contributi che versa chi lavora.

Prego confrontare con:
Pensioni, uno squilibrio (italiano) da 88 miliardi
... ogni anno, la spesa per le pensioni pubbliche supera i contributi versati di 88 miliardi di euro. Si tratta dello scarto più vasto dell’Unione europea dopo quello dell’Austria ...
Ne avevo già scritto qui.

Ovvero, il primo articolo ci presenta il sistema previdenziale come se fosse un "sistema chiuso". Sempre truffaldino perché non accantona i "contributi" per pagare le pensioni ma semplicemente trasferisce i "contributi" versati da chi è "attivo" nei vitalizi di chi è "pensionato". Essendo "chiuso", tanto entra, tanto esce. Quindi se per ipotesi un "pensionato" riceve 1000 euro, servono due "attivi" che versino 500 euro a testa di "contributi". Da cui il problema è limitato al conto del "dare" e "avere", se diminuisce la contribuzione, deve diminuire l'erogazione.

Il secondo articolo ci dice invece che il sistema previdenziale non è "chiuso" ma "aperto", quindi non solo paga le pensioni con i "contributi" dei "lavoratori attivi" senza accantonamento ma paga molto ma molto di più di quanto riceve con i "contributi" e lo fa attingendo, IN MANIERA OCCULTA, alla fiscalità ordinaria. Questo ha tantissime conseguenze che si possono riassumere dicendo che in realtà l'ammontare e le scadenze della pensione sono del tutto ARBITRARIE, in quanto non esiste rapporto tra quanto si contribuisce e quanto si riceve. In questa logica non si tratta solo del calcolo del "dare" e "avere" ma del Deficit Pubblico complessivo, vedi tutta la storiella delle "politiche keynesiane" contrapposte al "rigore", eccetera.

Questi due articoli si trovano SULLO STESSO GIORNALE!
Io ho smesso da un pezzo di credere alle coincidenze. Quindi c'è una regia che propala un flusso continuo di false notizie e/o nasconde quelle vere. Torno a dire, è mai possibile che tocchi a me, che sono nessuno, col mio blogghettino? Ma come siamo messi?

Intanto si avvicinano le elezioni, in cui sessanta milioni di allocchi saranno chiamati a votare non si sa come, non si sa chi, non si sa perché. Mi aspetto un mitragliamento continuo di disinformazione sui "media".


Un allocco incolpevole

13 commenti:

  1. L'assurda finzione delle pensioni è dovuta, come tutti i GRAVI problemi, a molteplici cause che lavorano al peggio sinergicamente.
    Dirittismo, ugualismo, crescitismo... sembra che tutto il peggio converga anche nel sistema pensionistico.
    Mah.

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    1. E' più grave di cosi. L'intero bilancio dello Stato è FALSO, taroccato. Le "autorità" mentono continuamente, su qualsiasi cosa, con la complicità e/o connivenza dei "media".

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  2. Giusto stamattina ho sbrigato le pratiche per la "previdenza" complementare. Provvidenza, più che altro

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    1. "Previdenza complementare" è un modo sintetico per dire "pagare di più oggi per quello che non avrai comunque domani". Che è a sua volta una perifrasi di "dare un'altra bella bisteccona in pasto agli squali".

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    2. Non so cosa sia la "previdenza complementare" ma se è una cosa in capo allo Stato, è solo un'altra imposta che ha nessuna relazione che non sia del tutto arbitraria coi "diritti". Se invece è una sorta di assicurazione stipulata con una entità privata, c'è un contratto che probabilmente sarà onorato, fatto salvo il fallimento della succitata entità, che non è evento eccezionale, visto che lo Stato continua a comprare banche decotte.

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    3. Col che hai appena detto che il "privato" non dà alcuna garanzia in più rispetto al "pubblico".

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    4. Si vede che per te non fa differenza una macchina che potrebbe saltare per aria da una che è stata progettata apposta per saltare per aria.

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    5. E' una entità privata che gestisce dei fondi: ogni mese prendono una piccola percentuale di stipendio e al pensionamento o al maturare di alti requisiti puoi richiedere tutto o parte del maturato

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    6. E' un sorta di polizza assicurativa. Ce ne sono mille mila e esistono in funzione del "regime fiscale" che lo Stato decide di applicare a certi prodotti finanziari/assicurativi invece di altri.

      A pensarci fa abbastanza ridere che oltre pagare i contributi pensionistici e le imposte (ricordando che le pensioni sono finanziate con la fiscalità ordinaria) uno debba anche sottoscrivere una polizza "privata" ma viviamo appunto in un intrico di paradossi.

      Un intrico di paradossi che origina dal fatto che gli Italiani appartengono quasi tutti alle famose tre categorie, gli ignoranti, i pazzi e quelli in malafede.

      Chi non è abbastanza ignorante, pazzo o in malafede si trova ad assistere impotente allo attorcigliarsi dell'Italia su se stessa.

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  3. Secondo te è corretto affermare che le pensioni di tipo retributivo pesano come macigni sul bilancio nazionale ?

    Al suo primissimo esordio sulla scena politica Renzi annunciò che avrebbe ricalcolato le suddette pensioni per una questione di giustizia: non era corretto che si percepisse più di quanto era stato versato - inoltre le p. retributive costituivano uno schiaffo a una generazione che fatica a trovare lavoro e la pensione l'avrebbe vista col binocolo.
    Poi il provvedimento non fu mai attuato per l'impossibilità di intaccare i "diritti acquisiti".

    Paese strano questo: i diritti pensionistici sono intoccabili, e va bè... - però nel 1986 lo Stato si arrogò il diritto di ricalcolare a suo vantaggio gli interessi dei Buoni Postali Fruttiferi, stante che essi erano dell'ordine del 10 %, quindi troppo gravosi da onorare. Ricalcolarono arbitrariamente e RETROATTIVAMENTE l'interesse di Obbligazioni già emesse !

    "Con Dm 13 giugno 1986 si era stabilito, a decorrere dal 1° gennaio 1987, un regime di calcolo degli interessi meno favorevole di quello risultante dalla tabella posta nel retro dei buoni già emessi. In forza di ciò ai risparmiatori spetta un interesse inferiore rispetto a quello indicato sul retro del buono.

    Attenzione quindi: è sempre possibile la modifica retroattiva dei tassi di interesse in quanto un buono postale può essere rimborsato alla scadenza in base al tasso di interesse stabilito da un decreto ministeriale successivo alla sua sottoscrizione."

    Perchè una "carta scritta" è modificabile e una pensione retributiva no ??? Sempre di numeri si tratta...

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    1. Se tu avessi letto i due articoli che ho collegato avresti dedotto, come ho scritto, che l'ammontare della pensione e le scadenze sono ARBITRARI.

      Significa che non esiste alcuna correlazione tra i "contributi" versati e le modalità della futura pensione.

      Anzi, non esiste nemmeno una correlazione diretta tra le pensioni attualmente versate e i contributi dei lavoratori attivi, ovvero tra quanto l'INPS spende e quanto incassa.

      La ragione è che lo Stato pompa nell'INPS i fondi necessari a pagare le pensioni attingendo dalla fiscalità generale. Se l'INPS spende 100, lo stato copre, se spendesse 150, lo Stato coprirebbe ancora, fino a che tutta la baracca saltasse per aria arrivando al famoso "default".

      E' anche ovvio quello che ho scritto sopra per un altra ragione. Se il problema delle pensioni fosse solo interno al bilancio INPS, alla peggio si tratterebbe di fare come hai detto, ovvero ridurre retroattivamente l'ammontare delle pensioni per avvicinarsi, idealmente raggiungere, il pareggio.

      Ma non è cosi perché le pensioni non pesano sul bilancio INPS, pesano sulla fiscalità generale e quindi sul Deficit e da li sul Debito. Questa è la ragione per cui la gestione delle pensioni non è affare dell'INPS ma del Governo e del Parlamento, perché servono delle LEGGI per gestire un ente per il quale basterebbe uno statuto e un regolamento interno.

      La cosa mi fa ridere. C'è tutto questo teatro, questa finzione per cui il "lavoratore" ha un rapporto, un contratto, con l'ente INPS. Che li manda le letterine. In realtà il "lavoratore" ha un rapporto con lo Stato, si potrebbe abolire l'INPS e tutta la manfrina dei "contributi", spostare tutto a titolo di semplice imposta e buonanotte, svincolare la pensione dal "lavoro", tanto è già cosi.

      Non si fa perché lo Stato deve delegare i sindacati. Chi parla di pensioni? Un Ministro e un sindacalista. Anche se poi nei fatti il sindacato non c'entra nulla perché non è l'azienda o un qualche ente collegato (come negli USA, ad es.) ad erogare le pensioni ma semplicemente lo Stato.

      La faccenda della retroattività.
      Mio nonno a 17 anni l'hanno mandato al fronte contro gli Austriaci. Le pensioni saranno riviste retroattivamente solo dopo il prossimo Caporetto, non prima.

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    2. Ah, dimenticato un passaggio chiave.
      Dato che le pensioni sono indipendenti dalle somme versate (che non vengono accantonate), la LEGGE, che non è un contratto tra privati, non dice "se hai versato X, riceverai Y" dice invece "al giorno Z riceverai il K% dell'ultimo stipendio". Questo per svariati motivi, per esempio le famose "pensioni anticipate" per cui un tizio ex ferroviere che conosco è in pensione da quando aveva 39 anni, oppure il famoso "metodo retributivo", tutte cose che hanno perfettamente senso se consideri che sono sottese ad una LEGGE arbitraria e non ad un vero calcolo dare-avere tipo polizza assicurativa privata.


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    3. Comunque il punto per me non è nemmeno questo. Piuttosto il fatto che tutte le cose dello Stato sono opportunamente occultate, mascherate, dette e non dette. Mi trovo a leggere un articolo del Corriere in cui si accusa un Ministro di mentire perché dice che i conti INPS sono in pari o in attivo quando c'è un ammanco di oltre 80 miliardi di euro.

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