mercoledì, gennaio 24, 2018

Il vero significato del digitale

Il mio negozio è in crisi: colpa di Amazon.
Il vero significato è "automazione".
L'automazione cambia i tempi e i modi della vita quotidiana.
Il guaio non è tanto il fenomeno di perse, quanto che manca la capacità e la volontà di governarlo, orientarlo, usarlo "bene" invece che "male". Il paradosso è evidente se si pensa che la automazione dovrebbe dare alle persone più tempo e modo per vivere le relazioni, con tutti i corollari tra cui appunto i "luoghi" dove possono accadere queste relazioni e invece nei fatti le persone sono risucchiate dentro un insieme di comportamenti compulsivi, luoghi e modi astratti, spersonalizzati e spersonalizzanti. Invece di cazzeggiare in una piazza, in un parco, su una spiaggia, siamo collegati a Matrix, ognuno nel suo loculo.

33 commenti:

  1. Si ma scriverlo sul blog anziché dirlo in una piazza/parco/spiaggia... eh... dai...!

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    1. Te sei uno di quelli che pensa di saperla lunga ma non è proprio cosi. Infatti io ci metto un nanosecondo a scrivere una cosa sul blog e lo posso fare da un punto qualsiasi. Non significa che io passi la vita a spippolare un furbofono (che non possiedo) o che compri qualsiasi cosa su Amazon (mai comprato qualcosa su Amazon).

      Quindi, non solo non fai ridere ma manifesti incomprensione del problema.

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    2. Il problema è questo e a me capita di continuo. Non solo, mi capita anche di avere davanti/attorno persone con almeno due furbofoni.

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    3. Anche per questo io continuo a utilizzare, il 95% del tempo, il mio vecchio Nokia da pochi euri.
      Limita la comunicazione a ciò che ha una qualche importanza.
      Prevenire è meglio che curare.

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    4. Non è solo questione di "comunicazione" ma di priorità, sia nel senso della importanza che dai a certe cose invece che altre, sia nel senso delle cose che puoi o non puoi fare fisicamente.

      Per esempio, ci può stare fare una ricerca su un argomento/oggetto/località, tutto un altro paio di maniche è comprare e farsi consegnare la cosa a casa invece che andare di persona al negozio. Se vuoi è la trasposizione di andare in montagna coi propri piedi contro andarci in funivia o peggio in auto. La "smaterializzazione" e appiattimento bi-dimensionale di tutto.

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    5. In merito alla foto nella quale lui "spippola" mentre lei si annoia col bicchiere in mano... osservo che, almeno nel mio ambiente di lavoro, le donne sono percentualmente molto più portate allo spippolamento rispetto agli uomini. Io ci vedo una patologia, in tutto questo spippolare. Pare, però, che io sia strano.

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    6. Non è questione di "lui" e "lei", è che quando passeggi, sei seduto a tavola, conversi, stai guardando una partita, insomma in ogni occasione, i tuoi interlocutori spippolano sul furbofono. Di recente mi è capitato di vedere un video di una di quelle signorine che ti mostrano la patata se paghi tot soldi al minuto, che spippolava proprio nel mentre. Voglio dire, cosa c'è di più fastidioso di parlare a qualcuno che intanto sta facendo tutt'altro? Eppure ormai sembra normale.

      Allora uno si domanda "ma cosa avranno di cosi importante da spippolare?" e scopre che non stanno controllando l'orbita di un satellite artificiale via furbofono, stanno leggendo dei messaggini, che altri spippolatori gli scrivono. Ovvero, mentre tu gli parli questi stanno scambiando messaggini con altri.

      Non so se è chiaro cosa intendevo con "le persone sono risucchiate". Significa che sta diventando "più vero" quello che sei dentro il furbofono di quello che sei fuori dal furbofono. Ha una priorità più alta, tutto il resto è solo una conseguenza, un orpello.

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  2. Con tutta 'sta tecnologia noto che per me e milioni di altre persone i carichi di lavoro, i ritmi, non solo non sono diminuiti ma sono pure aumentati.
    Ah, diciamo che esistono anche milioni di sottooccupati, di non occupati. Semplicemente, come osserva Massimo Bordin, con la tecnologia, centinaia e centinaia di milioni di persone diventano economicamente inutili e, quindi, di fatto, inutili (come ecologista per me non sono inutili, sono un problema in sé, ma questo è un altro discorso).
    Un marxista punterebbe il dito contro il capitalismo.
    Io indico, invece, il globalismo.

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    1. Ti dimentichi una cosa: il "lavoro" non è sparito perché non lo vedi attorno, l'hanno spostato dove non lo vedi. La roba che compri su Amazon e ti viene portata a casa viene fabbricata in culo al mondo da schiavi di cui ignori l'esistenza e ti viene portata con dei corrieri che sono appena sopra il lavoro dello schiavo.

      L'automazione è solo nella parte che puoi vedere, quella che appositamente ti propongono come "radioso futuro", da cui tutta la fuffa sul "digitale".

      Il marxista sarebbe costretto, come la signora Boldrini, a reclamare la "neutralità della rete" invece della collettivizzazione dei mezzi di produzione, i quali mezzi, appunto, sono oltre l'orizzonte di tutti noi, compreso il marxista.

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    2. In tutta la vita ho comprato un solo oggetto online, un PC. Costava 250 euro, compreso assemblaggio e spedizione dalla Cina. Non un giocattolo eh, un vero PC che uso regolarmente. L'ho comprato online perché era l'unico modo per averne uno senza Windows preinstallato.

      Lo stesso per altro vale per la bicicletta, ne ho comprata una da Decathlon a 100 euro, l'ho comprata di persona ma non cambia rispetto al "valore" della merce.

      Come è possibile che una bicicletta, completa e messa su strada, costi al negozio 100 euro? Semplice, fabbricarla e distribuirla ai negozi costa pochissimo e questo non dipende tanto dalla automazione quanto dalla manodopera.

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    3. La carta di identità "elettronica" che devo ritirare in Comune dopo 3 mesi di attesa per l'appuntamento allo sportello e 6 giorni lavorativi per farmela spedire dalla Zecca di Stato, l'ho pagata 23 euro.
      Ovvero un quarto della bicicletta, un decimo del PC. Significa che, pur essendoci molta più automazione, la manodopera interessata al rilascio della carta di identità costa molto ma molto di più della manodopera interessata alla vendita della bicicletta.

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    4. > In tutta la vita ho comprato un solo oggetto online

      Il mio negozio è in crisi: colpa di Amazon

      La distruzione dell'economia locale.
      Scoprono l'acqua tiepida.

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  3. UUIC, mio fratello alcuni anni fa mi disse una cosa molto sensata: "Se scopri un metodo per fare più in fretta il tuo lavoro, usalo per lavorare meglio e più in fretta, ma tientelo per te e non farti scoprire, perché se si viene a sapere che quel metodo esiste finisce che se ne appropriano e, come ringraziamento, ti rifilano più lavoro da fare -- 'tanto ora hai tempo!'"

    Cinico o saggio?

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    1. E' un ragionamento da dipendente.

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    2. Sebbene la mia etica mi condizioni e tendo a condividere trucchi, buone pratiche, etc., devo dire che, come ogni condizionamento, presenta dei problemi.
      Se da un miglioramento da me escogitato non traggo alcun vantaggio (economico, nella riduzione dei carichi, etc.) ma finisce per avvantaggiare altri (ad esempio ciò che i marxisti/comunisti indicano con "padrone") e, non solo, a svantaggiare me, con ulteriori aumenti dell'intensità e dei carichi di lavoro, sarebbe bene NON condividere il miglioramento.
      Allora, se esistono una dirigenza e una proprietà illuminate, esse riconosceranno il beneficio e lo condivideranno (vedere, ad esempio, il capitalismo tedesco); se invece, come capita sempre più spesso, i vertici sono il risultato del filtro passamerda (vedi il capitalismo anglofono), si torna alla necessità di non condividere ciò che ti può addirittura danneggiare.

      I saggi sono cinici!

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    3. Già, invece "ladrare" le idee altrui e usarle contro chi le ha avute che cos'è?

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    4. Se la domanda è rivolta a me, non capisco il senso del "ladrare". Anzi, direi che "ladrare" è prendere uno stipendio senza lavorare. Mettiamo che uno di professione faccia l'operaio alla catena di montaggio, si fa venire una idea su come montare un pezzo in modo da risparmiare 10 minuti. Se non è un cretino, va dal capoccia e gli dice "ho avuto una idea che migliora la produzione e gliela mostro, però se funziona vorrei un premio di X o un aumento di Y". Bisogna capire due cose fondamentali, primo che bisogna prendersi delle responsabilità, secondo che il rapporto tra azienda e dipendente è un rapporto che risulta da una contrattazione.

      Viceversa, si può sempre intraprendere una guerra di attrito per cui l'azienda fa finta di pagare e tu fai finta di lavorare, come con l'odore dell'arrosto di Bertoldo, pagato col rumore della moneta.

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    5. In che mondo vivi? Non funziona proprio così.

      E comunque la frase che ipotizzi (capisco le esigenze di brevità, ma si fa notare) comporta un riconoscimento una tantum al quale corrispondono la cessione pressoché completa della paternità dell'idea e del suo valore in divenire, la completa mancanza di tutela d'un frutto dell'ingegno e la mancanza di garanzie circa un uso non mirato a danneggiare l'ideatore o "persone terze". E solo questo perché non sono un esperto di leggi e codicilli, perché se lo fossi mi sa che la cosa si farebbe ancora più articolata.

      Non si tratta di "far finta di lavorare". Si tratta di saper lavorare in modo più efficiente, di sapere che la qualità della vita non dipende solo dai soldi e che il "reddito" può assumere diverse forme, e di sapere chi si è e con chi si ha a che fare.

      Conoscendo i miei limiti e i miei pesi a fronte di una contrattazione tra forze asimmetriche, e avendo ben chiaro in mente che le dirigenze hanno certe caratteristiche "umane", son propenso a dar ragione a mio fratello: col nuovo metodo "occulto" finisci in 50 minuti il lavoro che hai sempre fatto in 60 -- il tempo residuo è tuo, come è tua l'idea che ti ha permesso di risparmiarlo -- e stai bene attento ad elaborare metodi per mantenere la cosa tra te e te, ché le sanguisughe sono animaletti ingordi.

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    6. Garanzie? Ecco appunto.
      Invece funziona proprio cosi e te lo dico per esperienza diretta.

      Quello che invece non funziona cosi è che il "dipendente" abbia effettivamente qualcosa di valore da proporre e/o che se la senta di prendersi le responsabilità che derivano dal farsi avanti. Infatti la maggior parte, quasi tutti se non tutti, preferiscono essere tante copie di Pino Lavatrice, ovvero "tu mi dici cosa devo fare e io lo faccio". Dove nel "io lo faccio" bisognerebbe aggiungere "più o meno". Perché? Perché l'unica cosa che conta sono le "garanzie". Ovvero che stipendietto e pensioncina sono variabili indipendenti da quello che uno fa o non fa, da come lo fa, da quando lo fa. A me è capitato di vedere gente che non risponde al telefono, gente che guarda un macchinario che fuma, acqua che cade dal tetto, qualsiasi cosa. Perché muovere un dito quando non è obbligatorio e quando comunque c'è "garanzia", non vale la pena.

      Ci sono tante pose patetiche in giro e una di queste è il "povero lavoratore angariato, sfruttato e sottovalutato". Un mio conoscente, il quale se va bene, per sua stessa ammissione, lavora due ore al giorno e il resto lo passa a cazzeggiare su Internet, un giorno si lamentava che l'azienda non gli riconosce la "professionalità". E questo è uno relativamente per bene, se ne trovano di tutti i colori.

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    7. Avrei un bell'episodio concreto da raccontare, con tanto di epilogo "a sorpresa" che ha lasciato il marpione di turno a bocca aperta e che attesta quanto faccia bene assicurarsi di non dare spazio agli "accordi" con chi è in posizione di poterne fare strame (e quasi assiomaticamente di volerne fare strame) con un semplice atto d'arbitrio. Non lo faccio perché non ne ho voglia. Se vuoi contrattiamo, però. ;)

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    8. Poi, volendo, possiamo dire due parole su come le entità private che più private non si può, quelle dove il Mercato è il Super Mercato (alla Marvel Comics, per intendersi), l'impresa, la concorrenza, bla, bla... su come quelle entità private non si assicurino in ogni modo, nero su bianco e con certezza di rientro, di avere "garanzie" quando ti prestano i soldini. Sto parlando, s'era capito, delle banche, quelle che quando però prendono i miei soldini anche solo in deposito si "dimenticano" che sarebbe bello fornire almeno altrettante "garanzie" di quelle che pretendono. A me dicono solo "firma qui", assicurandosi che quel che c'è scritto "lì" sia accuratamente incomprensibile e volumetricamente improponibile alla lettura, poi cominciano a blaterare di "servizi" e a caricarmi spese su spese per poter usare i miei soldi per specularci su...

      Fantastico! Non sono ragionamenti "da dipendente", però sarebbe interessante trovare un'etichetta almeno altrettanto denigratoriamente descrittiva.

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    9. Le galere sono piene di ladri ed assassini. Allora secondo la tua logica, assumiamo che rubare ed ammazzare sia la norma.

      Questo però contraddice il fatto che esistano le galere, se fosse la norma in galera ci sarebbero i pochi che non rubano e ammazzano.

      Ecco l'ennesimo paradosso.

      L'unica spiegazione logica è assumere che rubare ed ammazzare sia una eccezione che deve essere gestita in quanto tale.

      Se rubare ed ammazzare è una eccezione, ne consegue che in tutti i cani normali le persone si regolano con una contrattazione in cui ognuno cede qualcosa in cambio di qualcos'altro.

      Una azienda cerca di pagare i dipendenti il meno possibile e questi cercheranno di dare in cambio il meno possibile.

      Questo implica che i dipendenti che per una ragione qualsiasi hanno qualcosa di più da dare, per l'azienda possono essere due cose, un fastidio o una risorsa. A quel punto, visto che, statali a parte, il lavoro non è una condanna e nemmeno una benedizione, si tratta di contrattare.

      Contrattare significa anche cambiare lavoro se le cose non quagliano nella maniera desiderata.

      L'alternativa è, come detto in altro contesto, rassegnarsi alla totale inutilità dell'esistenza.

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    10. Vorrei fare presente che da quando ho memoria uno dei temi ricorrenti riguardo le faccende contrattuali/lavorative è quello del MERITO.

      Chiaro che nel mondo degli statali, todos caballeros, tutti vengono premiati in maniera indifferente.

      Nel mondo non-statale, siamo in due condizioni, o il "merito" non esiste, quindi smettiamo di parlarne, oppure esiste e in qualche maniera deve essere riconosciuto.

      Direi a naso che il problema è quantitativo, ovvero la gente che ha un "merito" è una frazione della massa che di "meriti" non ne ha. Questo ci porta a concludere che ovviamente il "merito" può esistere solo se la contrattazione tra le parti avviene su base individuale e NON PUO' ESISTERE se la contrattazione è collettiva.

      Al collettivo conviene REPRIMERE il "merito".

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    11. A proposito delle banche:
      "sarebbe bello fornire almeno altrettante "garanzie" di quelle che pretendono."
      Anche te, semplicemente non hai capito come funziona la banca. La banca non vende "garanzie", vende RISCHIO.
      Quando porti i risparmi in banca stai accettando un rischio X in cambio di un rendimento Y.

      Se il rischio è prossimo a zero, il rendimento è prossimo a zero.

      Se ti trovi nella condizione in cui il rischio è maggiore del rendimento, ovvero NON TI CONVIENE portare i soldi alla banca, torniamo al caso della "contrattazione", ovvero puoi chiedere alla banca termini diversi, cambiare banca, non portare i soldi in banca.

      Confronta il rapporto "contrattuale" con la banca rispetto al rapporto "garantito" che hai con l'INPS, dove SEI OBBLIGATO per legge a versare dei soldi e SAI PER CERTO che questi soldi vengono spesi immediatamente (più quelli che ci buttano dentro senza dirtelo, tramite la fiscalità ordinaria), con la promessa non scritta da nessuna parte, senza alcun contratto, che un giorno ti pagheranno un vitalizio a scandeza ed ammontare del tutto arbitrari.

      Per qualche misteriosa ragione però tu mi fai l'esempio della "banca" come "non-garanzia" e non mi fai l'esempio dell'INPS perché magari per te quella è una "garanzia".

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    12. Chi ha in mano il sistema pensionistico (e sarebbe riduttivo dire "lo Stato") ha già dimostrato di che pasta è fatto, dunque non c'è ragione per ritenere che usi quel meccanismo con intenzioni diverse da quelle con le quali usa ogni altro meccanismo del quale dispone. Dunque citiamo pure l'Inps, basta che non serva a fare sconti ad altri.

      Per dire, gli stessi che hanno in mano l'Inps hanno anche in mano la possibilità di costringere a tenere un conto bancario, ed hanno pure la possibilità di vanificare l'esigibilità del controvalore reale di un titolo di pagamento rapportato al momento dell'emissione. Si stanno ritagliando pure la possibilità di detenere una copia fisica di quel titolo di pagamento, quasi che sia diventato un crimine!

      Insomma, ne vediamo di cotte e di crude. Questo rende un minimo sospettosi e mal disposti.

      Chiudo citando un noto filosofo della cultura italiana: alla gente povera rimanga l'onestà, a vantaggio di chi non ce l'ha (e qui si aprirebbe un discorso su un assunto a mio modo fuorviante, quello che vorrebbe che la gente povera sia sempre onesta, il che è chiaramente falso, laddove è sempre vero che quella che ha accumulato ricchezza è o è stato disonesto e/o ha ereditato i frutti della disonestà di chi lo è stato in vece sua; tralasciamo questo aspetto, che la frase a effetto è intrigante).

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    13. Ma va, il sistema pensionistico non è mica servito ad arricchire gente come De Benedetti o Tronchetti Provera. E' servito a tenere buoni milioni di italiani FINO AD ORA, milioni di Italiani che sporgono il petto vantando virtù mentre nello stesso momento incassano vitalizi che NON GLI SPETTANO.

      Mentre questi italiani incassano, a te spostano in avanti i termini per godere dello stesso beneficio e/o cambiano il rapporto tra quanto versato e quanto percepirai. Perché non si possono modificare retroattivamente le "garanzie" in essere ma si possono modificare in ogni momento quelle future.

      Ora, mi vieni a dire che le banche cercano di fregarti e che le aziende cercano di non pagarti.

      MA VA?
      Se parti dal presupposto che se la gente avesse quello che gli spetta e quello che gli spetta dipende da quanto vale, ci sarebbero milioni di morti di fame. Siccome bisogna "garantire", ecco che tutti fregano tutti.

      Solo che ci sono ambiti dove puoi mettere sul piatto una tua merce e contrattare lo scambio e ambiti dove non puoi, perché SEI COSTRETTO.

      Tornando a bomba. Se vuoi essere "garantito", ovvero non essere esposto al rischio, implicitamente accetti di essere sempre e comunque subordinato.

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  4. Io uso il computer, trovo l'email molto pratico (un clic e il messaggio è dall'altra parte del mondo), faccio persino l'e-banking e compro a volte online qualcosa (soprattutto libri di antiquariato). Ma non ho lo smartphone e non ho mai posseduto nemmeno un cellulare (semplicemente non ne ho mai avuto bisogno), eppure sono sopravvissuto. Ma sto pensando ultimamente di essere proprio questo: un sopravvissuto. Tutti girano con quello stupido oggetto, ovunque, alla fermata del bus, in treno, al ristorante, probabilmente anche al cesso o quando scopano. Ma che mondo è mai questo? Io leggo ancora i classici, ma tutti questi giovani non leggono più. Che noia i libri, la lettura, i classici, la tradizione. Invece lo smartphone è sfizioso, ci sono sempre novità, messaggini, stronzate. Comunque se uno viene a casa mia armato di smartphone gli do un calcio in culo. Se vieni da me e vuoi stare con me per conversare o fare qualcosa insieme non puoi tenere quel maledetto oggetto a portata di mano per non perdere nulla. Ma che devi perdere, scemo? O me o la smartphone. Preferisci lo smartphone, così sfizioso? E vaffanculo allora.
    Però però. Il mondo va così oggi e io sono un sopravvisuto. Come vuoi parlare a un giovane senza quel coso così sfizioso? I giovani sono ormai irraggiungibili per me.
    Come cantava il Cyrano di Guccini? "In questo mondo non trovo più la strada ...".
    P.S. Non sono su Facebook naturalmente: una comunità di deficienti. Qualcuno mi aveva proposto la sua amicizia su questo Facebook, mi sono iscritto ma sono fuggito spaventato dopo solo quarant'otto ore: un sacco mi scemi mi proponevano la loro amicizia ... Un mondo di matti, di esibizionisti, di scemi. E ovviamente non "cinguetto", un'altra trovata di scemi. Ma ormai cinguettano anche Trump e il papa, devi essere in sintonia coi tempi, se no sei tagliato fuori. E vabbè, sono tagliato fuori. Appunto, non ci capisco più niente, sono un sopravvissuto. E intanto beccatevi questa bella notizia (a cui bisogna fare naturalmente la tara, il Giornale è la vergogna d'Italia, dice qualcuno):
    http://www.ilgiornale.it/news/politica/leuropa-spalanca-porte-libera-ai-migranti-climatici-1486186.html

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    1. Per la notizia, non posso che ribadire sempre lo stesso concetto: queste cose non capitano per caso, fanno parte di un Piano. Il Piano prevede di disgregare le Nazioni europee tramite il famoso "meticciato", quindi devono ripopolare l'Europa con gli immigrati più velocemente possibile, in modo che gli Europei siano messi davanti al "fatto compiuto" della famosa "società multietnica" prima di avere modo di abbozzare una qualsiasi reazione.

      Lo scopo delle elite apolidi della massoneria e della finanza è ovvio.

      Lo scopo della cosiddetta "sinistra" è duplice, da una parte c'è gente pagata per fare il lavoro, dall'altra, siccome chi è "di sinistra" ha dei problemi mentali, si tratta di realizzare la "rivoluzione anti-borghese" (paradossalmente, ad opera di boghesi masochisti) usando come armi gli immigrati, il "meticciato", invece che la mitraglia.

      Riguardo il furbofono, non si tratta di possederne uno ma dell'uso che ne fai. Come scrivevo sopra, siccome la gente ritiene che le "relazioni" che intrattiene col furbofono siano "più vere" o abbiano più importanza di quelle che intrattiene di persona, succede che mentre sono a casa tua spippolano per relazionarsi con altri.

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    2. Secondo me sottovaluti un aspetto: la mostruosa esplosione demografica in corso dopo la fine della seconda guerra mondiale. Eravamo due miliardi all'inizio del secolo scorso, tre miliardi e qualcosa nel 1970. Adesso siamo lanciatissimi verso gli otto miliardi (ogni 10-12 anni un miliardo in più, cioè quasi una nuova Cina o India). L'Africa contava 200 milioni alla fine della guerra, adesso superano il miliardo e sono previsti due miliardi nel 2050, quattro a fine secolo. Una cosa semplicemente spaventosa, mostruosa. Ci aspetta il caos, salvo catastrofi impreviste (cambiamenti climatici, carestie, guerre, asteroidi, nuovi virus ecc.). Dicono che all'ONU si preoccupano dell'invecchiamento della popolazione in Europa e abbiano già previsto delle contromisure (senza chiedere il nostro parere). Non dice la racchia radicale che "abbiamo un giardino d'infanzia al di là del Mediterraneo" grazie al quale potremo ripopolare l'Italia e anche l'Europa? Ma a parte le elite mondialiste, Soros, il Bilderberg, la Trilaterale, il papa filomassone ecc. ecc. come pensi di poter fermare i miliardi di negri (sì, dico negri perché sono naturalmente un fascista e razzista) ma anche di asiatici che si riverseranno sull'Europa in cerca di una vita migliore o anche solo per sopravvivere? Insomma, ci sarà per forza un rimescolamento di popolazioni, "esodi biblici" inevitabili viste le proporzioni del fenomeno (l'incremento demografico). Ci vorrebbe l'atomica per fermarli. Il bello che l'atomica e tante altre sofisticatissime e micidiali armi ce le abbiamo, ma non possiamo usarle per ovvi motivi umanitari e etici. Eppure la corsa agli armamenti prosegue (gli Americani investono ogni anno qualcosa come 600 miliardi di dollari nella difesa, il decuplo di Russia e Cina, almeno secondo le stime). Anche l'Italia ha una difesa (e persino confini riconosciuti), ma non vuole più difendersi, anzi - per la prima volta nella storia - una difesa nazionale è al servizio dell'invasore in nome dell'umanitarismo (ma dei morti di fame italiani il papa, la racchia radicale e la Boldrini - che dichiara 149'000 euro di reddito - non si curano). Eugen Drewermann, un ex teologo cattolico molto ferrato nelle scienze, aveva calcolato in ca. 1,5 miliardi il carico umano ecocompatibile. Sono cifre approssimative e discutibili, ma adesso la situazione - dal mio punto di vista - è fuori controllo. Forse il termitaio umano è ormai inevitabile a questo ritmo. Che vita sarà la loro? Sembra però che il tasso di natalità stia calando ovunque, tranne che in Africa, per cui "ci assesteremo" a ca. 10 miliardi per fine secolo. Io invece credo e temo che gli uomini-formiche saranno molti di più. E come gli potrai impedire di "spostarsi", di cercare una vita migliore, anche solo acqua da bere, un diritto umano inalienabile?

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    3. Non capisco la logica. L'Europa ha prodotto ricchezza e popolazione di pari passo. In linea teorica dove c'è aumento della popolazione significa che aumentano le risorse disponibili pro capite.

      Ergo, non esiste una correlazione diretta tra demografia e migrazioni. Il "tenore di vita" gli Africani potrebbero/dovrebbero realizzarlo a casa loro invece di cercarlo da noi, dove invece contribuiscono a ridurlo.

      Secondo me invece la ragione dietro le migrazioni è che queste sono organizzate e gestite andando a reclutare la manovalanza e pagando dove serve, allo scopo di realizzare il "meticciato".

      Non serve nessuna "atomica per fermarli" perché non c'è nessun movimento spontaneo. Sono I NOSTRI leader/capoccia che li fanno venire di proposito, investendo cifre enormi. Quindi, casomai, ci vorrebbe una rivoluzione, che però è resa impossibile dal lavaggio del cervello.

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    4. Sergio, a un mio caro amico di gioventù che si lamentava perché sono sempre irrintracciabile al telefono, ho risposto che però, a differenza di quel che accade per lui, sono sempre disponibile di persona. Aggiungendo che delle "amicizie telefoniche" non so che farmene. Ovviamente non s'è più fatto vivo.

      Come vedi non sei l'unico sopravvissuto.

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    5. Che poi "amicizia" vuol dire tutto e niente. Quelli che conosco io che spippolano col furbofono non cercano "amici", cercano "trombamiche".

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    6. @ MrKeySmasher

      Il virtuale è curioso, interessante e talvolta affascinante. Ma la presenza fisica è insostituibile, necessaria, non puoi stare eternamente al telefono o online. Vuoi mettere una scopata online o virtuale e una reale? Ma anche per realizzare qualche progetto bisogna vedersi. Sembra che ci sia gente nello stesso ufficio che comunica coi colleghi solo con l'email, preferiscono così che parlarsi direttamente. Recentemente ho sentito di quanto sia importante per le persone anziane il contatto fisico, senza rischiano il disorientamento, la depressione.

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