sabato, febbraio 24, 2018

Antifascisti e antifascisti

Chi mi legge sa o dovrebbe sapere che TUTTA la Storia che crediamo di conoscere in realtà ci viene fornita nella versione artefatta che è strumentale a realizzare il Piano delle elite apolidi e mondialiste. Quindi non vi dovrebbe servire, però nel dubbio ecco un esempio di antifascismo di cui non leggerete mai nei libri delle scuole del "regno" e, ovviamente, dai media.

La mistificazione con cui il Partito Comunista si è attribuito, con le sue emanazioni intra e extra parlamentari, la rappresentanza della "sinistra" e dello "antifascismo", con cui ha riscritto la Storia della "Resistenza" e dell'Italia repubblicana, continua ancora oggi, solo adoperando un lessico leggermente differente.

Dopo questa citazione:
A Porzûs aveva sede il comando del Gruppo delle Brigate Est della Divisione Osoppo, comandato dal capitano degli alpini Francesco De Gregori, detto "Bolla". La formazione autonoma di "Bolla", che teneva inalberata presso il proprio comando - e ben visibile a distanza - la bandiera italiana con lo scudo sabaudo, operava all'interno di una regione dominata dalle formazioni garibaldine che su ordine del PCI dalla fine del 1944 erano state inserite nell'esercito di liberazione della Jugoslavia, alle dipendenze del IX Korpus sloveno. Gli osovani, con le loro continue proteste contro le mire nazionalistiche jugoslave e contro la politica di collaborazione garibaldina, presentate anche direttamente da "Bolla" presso il CLN di Udine, suscitarono la reazione delle componenti comuniste del Comitato, che attivarono i gappisti operanti nella zona, incaricandoli di attaccare la sede del comando osovano.

Sul posto vennero quindi inviati un centinaio di gappisti, guidati da Mario Toffanin "Giacca", elemento fortemente ideologizzato ed estremista, che catturò con un trucco "Bolla" ed altri comandanti della Osoppo, tra cui il giellista Gastone Valente "Enea", e li fucilò subito, sottraendo carteggio, armi e provviste. Gli altri partigiani osovani presenti, tra i quali Guido Pasolini (fratello maggiore di Pier Paolo), vennero tutti quanti fucilati successivamente ad esclusione di due, che accettarono di entrare nei GAP.

L'eccidio ebbe rilevanti seguiti giudiziari con un lungo processo, che si concluse con pesanti pene, peraltro in grandissima parte non scontate a causa della fuga di un sostanzioso numero di imputati in Jugoslavia o in Cecoslovacchia, nonché per i vari provvedimenti di amnistia e indulto che si susseguirono dopo la guerra.

Non tutti sanno che lo zio del cantautore De Gregori fu tra le vittime del tradimento comunista e anti-italiano. L'artista ha ricevuto lo stesso nome di battesimo, Francesco, in memoria dello zio. Notare l'ipocrisia della citazione della Medaglia d'Oro.
... riaffermava l’italianità della regione e la intangibilità dei confini della Patria. Cadeva vittima della tragica situazione creata dal fascismo ed alimentata dall’oppressore tedesco in quel martoriato lembo d’Italia dove il comune spirito patriottico non sempre riusciva a fondere in un sol blocco le forze della Resistenza.

Ecco cosa sanno e cosa capiscono "a sinistra" nel 2018.

Il Processo.
Tornando a De Gregori, io trovo veramente divertente questo passaggio della sua biografia nel quale, pur avendo fatto tutta la carriera "organicamente" alle necessità "politiche" di allora, fu sottoposto ad un "processo politico" che deve avergli ricordato lo zio. A riprova che la Storia si ripete.

Quindi vi rimando al post precedente.
Se volete, anche a questo, precedente.

Infine, tanto per capire di cosa parliamo, vi rimando a questo articolo, di cui forse vorrete approfondire la bruttissima storia del Rogo di Primavalle.

11 commenti:

  1. Risposte
    1. Mi dicono che mi dovrei vergognare delle cose che scrivo. Vedi te, "anonimo".

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    2. Io ti leggo proprio per le cose che scrivi.

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    3. Che sono semplici constatazioni. E' un po' come nella storia I vestiti nuovi dell'imperatore, solo che noi viviamo in un'epoca in cui la gente è condizionata al ribaltamento per cui il "brutto" deve essere "bello", lo "scemo" diventa "migliore", la "carogna" è "nobile", eccetera.

      Per cui se dici le cose come stanno, ti devi vergognare. Invece se menti, se fingi, se millanti, sei rassicurante, tutto bene, tutto continua come sempre, quindi ti puoi vantare.

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    4. Rileggi il passaggio linkato sopra del "processo politico" al cantante De Gregori. Considera le seguenti cose:
      - nipote del partigiano ammazzato dai comunisti
      - carriera tutta fatta nell'ambito della "sinistra" massimalista degli anni settanta
      - finisce macinato dai "compagni" come lo zio

      Di tutto questo oggi NESSUNO SA NIENTE. Intanto si rimette in scena la "Resistenza" immaginaria e si rievocano i "fantastici anni Settanta" in cui siamo stati nuovamente "liberati", questa volta invece che con la mitraglia con la droga e "vietato vietare".

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    5. Con in più le aggiunte di Soros che ci manda contro le sue ONG e gli immigrati che da una parte devono realizzare il "meticciato" e dall'altra concretizzano il "nuovo fascismo" che viene a coincidere con il "razzismo", per cui il "partigiano" adesso diventa a sua volta "meticcio", retroattivamente.

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  2. Anche Robespierre fu ghigliottinato.
    Un kompagno zelota troverà sempre qualche kompagno più kompagno di lui, più ortodosso e... "più migliore".

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    1. Eh no, semplifichi.
      Robespierre era "compagno" come lo può essere al giorno d'oggi un milionario. La sua famiglia era dell'alta borghesia, lui stesso di professione fu avvocato, accademico e ad un certo punto si fece eleggere come rappresentante del solito Terzo Stato, la "sinistra" originaria, che allora NON includeva ne operai ne contadini ma solo la Borghesia.

      Alla luce degli eventi della Rivoluzione è difficile dire se fosse un avventuriero che sperava di farsi una posizione coi soliti sistemi o se fosse un vero psicopatico di quelli che dietro gli ideali godono a di torture e ammazzamenti.

      Fatto sta che i "compagni" si avvicinano a Robespierre solo nella Terza Categoria, che è molto minoritaria. Le altre due categorie, quella degli Idioti e dei Mai Cresciuti la trovi in fila per la pagnotta statale o dove scorre il sangue. Questi non solo non sono infastiditi dai "più migliori" ma NE HANNO LA NECESSITA', perché i primi anelano ad essere tutelati e protetti, i secondi di ricevere le direttive, farsi indicare il nemico di turno.

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    2. Tornando ai "cantautori".

      Ci sono stati anni nella Storia dell'Italia in cui, conformemente alla teoria di Gramsci, il PCI controllava completamente certi "luoghi della cultura". Non aveva ancora colonizzato completamente la Scuola e la Magistratura come oggi, per primo aveva proceduto con la cosa più facile, ovvero la "cultura popolare", detta "pop", da cui cinema, spettacolo, canzone. Insomma i luoghi dove si definivano le "mode".

      A quel tempo se volevi lavorare in quegli ambiti dovevi non solo essere vagamente "progressista", dovevi manifestare aperta militanza di ortodossia marxista-leninista, dovevi subordinare l'universo alla Classe Operaia. La cosa, superato un certo punto, non era "spontanea" o "ingenua" ma era accuratamente studiata e perfezionata.

      Come puoi leggere qui (leggi tra le righe, non fermarti al dato nudo e crudo).

      Ora, a me premeva sottolineare come De Gregori e Pasolini ebbero entrambi dei parenti partigiani uccisi a tradimento dalle milizie comuniste che non erano "antifasciste" ma eseguivano ordini che puntavano a ridurre l'Italia o almeno il Nord, nella stessa condizione dei Paesi dell'Est, da cui ci salvammo solo perché fummo occupati rapidamente dagli Americani.

      De Gregori per campare si dovette piegare alla ortodossia obbligata di quelli che assassinarono suo zio e Pasolini, come tutti dovrebbero sapere, fu a sua volta emarginato (nonostante sia diventato poi una icona ipocrita).

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    3. Non ha cambiato niente. Ancora oggi la "sinistra", che nel frattempo ha solo cambiato padrone, lavora contro l'Italia e gli Italiani. E il controllo sul pensiero e sulla "cultura" è diventato ancora più capillare e onnipresente.

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