lunedì, febbraio 12, 2018

La Casta

Tra le molte cose difficili da comprendere e da sopportare c'è questa faccenda della "casta" dei "politici" o in generale dei "potenti" che sottopone ad ogni sorta di vessazione ed angheria un popolo di brava gente, onesta, laboriosa. Le cose non stanno affatto cosi. A titolo esemplificativo vi sottopongo un paio di questioni tra quelle che non si possono dire.

Le basi sono descritte in un articolo che ho già segnalato tempo fa:
Le ragioni del Debito Pubblico.
Per capire come si traduce nel concreto e nel dettaglio:
Più anni in pensione che al lavoro.
... sono 471.545 i pensionati italiani che ricevono un assegno di vecchiaia, di anzianità contributiva o ai superstiti da oltre 37 anni, ovvero con una decorrenza antecedente rispetto al 1980. Il che significa che hanno trascorso, nella loro vita, più tempo in pensione che al lavoro. Il dato emerge dagli osservatori statistici dell’Inps (2017) che calcolano invece in oltre 700 mila le persone che hanno una pensione liquidata da almeno 35 anni (dal 1982, l’anno di Pablito appunto, o negli anni precedenti). Non si includono naturalmente in questi numeri i trattamenti di invalidità e le pensioni sociali. Le pensioni private antecedenti il 1980 sono 413.157 mentre le pubbliche sono 58.388.
[...]
L’età alla decorrenza delle pensioni liquidate prima del 1980 è di 49,9 anni per la vecchiaia e di 46,4 per l’anzianità, mentre per i superstiti da assicurato è di 41,5 anni (45,7 per i superstiti da pensionato). Per i pensionati del settore privato l’età è un po’ più alta per i trattamenti di vecchiaia (compresa l’anzianità) con 54,7 anni, mentre è più bassa per i superstiti con appena 40,7 anni al momento della liquidazione della pensione.
Ora, ci avviciniamo alle elezioni. Sotto casa mia ogni tanto compaiono i banchetti del PD e di LeU, presidiati da anziani. Gli stessi anziani che attaccano bottone dal medico, dove ovviamente prendono la prenotazione prioritaria e godono di esenzione dal ticket, per raccontarmi che sono in pensione da quando avevano cinquant'anni e delle difficoltà dei figli laureati.

5 commenti:

  1. Anche a me fa girare i coglioni parecchio sta gente. La stessa che poi mi dice che devo rimboccarmi le maniche...bah...

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    1. Molti anni fa mi giravano i coglioni perché pensavo che fossero semplicemente tonti.

      Poi ho capito che in realtà sono delle abbiette prostitute, le quali per "nobilitare" in qualche maniera la propria condizione, fanno finta che dare via il culo in cambio di una regalia sia questione di grandi principi etici e morali, alla voce "diritti" (diritti di tutti a tutto).

      In realtà questa gente si è prostituita fin dalla gioventù, delegando il "potere" a quelli che gli promettevano e gli garantivano le regalie, quel tenore di vita sopra le proprie possibilità che ci ha indebitati e che adesso schiaccia le "nuove generazioni".

      Siamo al punto che la "delega" ai caporioni, pur di garantire le "pensioni", arriva alla cancellazione dell'Italia come Nazione e degli Italiani come Popolo. Infatti, non a caso, uno dei primissimi slogan per giustificare il "meticciato" era "pagheranno le nostre pensioni", non a caso ancora oggi in TV vedi un signor Bersani che snocciola dati demografici.

      L'unica cosa che conta è tenere in piedi il più a lungo possibile questa commedia. A qualsiasi costo, proprio qualsiasi. Se il "pensionato" deve scegliere tra le stragi e la pensione, non ci pensa un nanosecondo, il fine giustifica i mezzi.

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  2. La casalinga di Voghera, ovviamente poco istruita, anzi tonta, si dice: ma perché qualcuno deve pagare la pensione ad altri, perché i giovani devono mantenere tutti sti vecchi? Non sarebbe più giusto che la gente risparmiasse per la vecchiaia, come un Immanuel Kant qualsiasi, che non aveva la pensione, e si trovasse poi in tarda età col suo gruzzoletto da amministrare, senza dover chiedere l'elemosina a nessuno? Il fatto è che la vita, grazie al progresso e alla medicina, si allunga sempre di più per cui quel gruzzoletto può anche non bastare per arrivare decentemente ai cent'anni in buona salute e con tutte le cure immaginabili, apparentemente dovute. E chi pagherà allora il resto? E dove sta scritto che alcuni debbano mantenere altri che sono pure sempre più esigenti? Già, il patto di solidarietà intergenerazionale non scritto che sta alla base dello stato sociale moderno. C'è una parolina inglese antipatica che usano solo gli Italiani: welfare (che si pronuncia uelfer). Nessuno in Europa, tranne gli Italiani e ovviamente gli Inglesi, dice uelfer. Uelfer fa più fino della traduzione italiana che sarebbe assistenza statale (insomma carità pubblica). Se invece di questa curiosa parola, che molti Italiani nemmeno capiscono e sanno pronunciare, si dicesse appunto sempre assistenza statale ci si renderebbe conto che una marea di gente, milioni e milioni, vivono di assistenza e la invocano come un diritto sacrosanto. Viviamo ormai nell'era dei diritti, i doveri non esistono più o sono una voce trascurabile. Io invece sostengo che esiste anche questo dovere: di non rompere le scatole al prossimo senza necessità, è anche una questione di dignità: come puoi pretendere di fare sempre il parassita, di campare alle spalle degli altri? Nessuno deve pagare la pensione ai vecchi, nemmeno i negri d'importazione, i vecchi avevano il dovere di mettere da parte qualcosa per la vecchiaia. Se non l'hanno fatto, sperando di fregare gli altri, vivranno della carità pubblica (non li lasceremo certo morire di fame, ma non potranno avanzare troppe pretese). Il fatto è - ci dicono persino gli ecologisti e le sinistre - che la gente risparmia perfino troppo invece di spendere e mantenere in piedi la macchina del consumo inutile e persino dannoso (gli Italiani sembrano essere in effetti dei grandi risparmiatori, almeno quelli che se lo possono permettere). Le banche oggi i risparmiatori li schifano (e li spennano). Il risparmio oggi non va bene, devi consumare tutte le cagate che si producono, se no sei un asociale, un eversivo. L'ex comunista Ferrara e il suo ignobile Foglio: consumate, bastardi, consumate, se no è crisi. Consumate, fottuti Italiani, i soldi sono sexy. E poi lo stesso Ferrara e il Foglio piangono per il declino demografico. Non si può consumare come dannati ed essere al tempo stesso prolifici: o i consumi o la famiglia numerosa dell'anteguerra e persino della guerra (ci vuole tanto a capire che la gente non ha più figli perché preferisce la dolce vita, i consumi?). Come gli antichi Romani decadenti che non volevano più la scocciatura dei figli. Forse una civiltà finisce così: aumentano il benessere e la raffinatezza e si spegne lo slancio vitale
    P.S. C'è da dire comunque - una cosa di cui non si sente mai parlare - che anche i giovani vivono alle spalle sia dei genitori che della società che li mantiene agli studi persino fino a trent'anni e oltre. Non ci sono dunque solo ignobili vecchiacci che non si decidono a crepare, ma anche tanti giovani che campano alle spalle della società senza produrre niente. Tutti sanno per es. che l'università aperta a tutti, compresi i somari, è un gigantesco parcheggio, anche di studenti svogliati e poco dotati che spesso non finiscono nemmeno gli studi. Sono parcheggiati per anni, così non rompono, e speriamo che il vento cambi, che saltino fuori i posti di lavoro.
    E se invece li si impiegasse per la raccolta dei pomodori, invece di importare all'uopo negri da sfruttare?

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    1. Io la vedo un po' diversa.
      Immaginati che uno si stufi di lavorare e decida di fondare un partito per poi vivere dei proventi che gli verranno nei modi più disparati.

      Di cosa ha bisogno? Del consenso.
      Come si ottiene il consenso? Dicendo alla gente le cose che la gente vuole sentirsi dire.

      Allora, il nostro "politico" si alza in piedi su una cassetta in mezzo alla piazza e dice: "cari lavoratori, dopo tanti anni di sfruttamento da parte del padrone, vi siete guadagnati il diritto ad una adeguata pensione che vi permetta di godervi la vecchiaia".

      Dalla folla si alza una voce "compagno, chi di noi si è guadagnato la pensione?" E il nostro "politico" dice "va bene, vediamo... te quanti hanni hai? 60? Bene, te da domani sei in pensione e prenderai tot", prende e se ne va.

      Il giorno dopo stessa scena e il nostro dice "va bene, te quanti anni hai? 50? Bene, anche te sei stato sfruttato anche troppo dal padrone, da domani sei in pensione e prenderai tot".

      E cosi via. Noterai che manca completamente un qualsiasi calcolo economico, dare/avere. Come risolve il problema il nostro "politico"? Semplice, forte del "consenso" ottenuto come sopra, viene eletto e poi incaricato (secondo le manfrine tra Parlamento e Governo) quindi va dagli organismi che sovraintendono alle risorse pubbliche e semplicemente ordina di pagare. Gli impiegati di questi enti se ne sbattono tanto sono a loro volta dei dipendenti a cui il nostro promette mari e monti, quindi pagano. Pagano stampando moneta, pagano chiedendo soldi in prestito e firmando cambiali, in qualsiasi modo, non importa.

      Ci saranno delle ripercussioni? A chi importa? Al nostro "politico" no, gli serve il consenso per il tempo necessario ad fare la sua fortuna personale. Ai dipendenti e funzionari della Pubblica Amministrazione no perché sono i primi beneficiari dello spettacolo circense. Agli elettori no, fintanto che beneficiano della Spesa Pubblica irragionevole.

      Importa alle "future generazioni" che però sono nel frattempo indottrinate e sottoposte a lavaggio del cervello per cui gli sembra tutto logico e "normale", per esempio che l'Italia importi 5-6 milioni di immigrati mentre i "giovani" italiani a loro volta espatriano.

      Torno a dire, anni e anni fa pensavo che alla base ci fosse fondamentalmente la stupidità e l'ignoranza. Poi ho capito che invece è una cosa fatta consapevolmente, di proposito, con la semplice idea di prostituirsi. Gli Italiani sono da sempre un popolo di prostitute e tutti i discorsi sono delle cortine fumogene per nascondere questa semplice verità.

      Ci ho pensato dopo ma quando un certo personaggio che frequentava certi blog mi ha detto che io dovevo smetterla di fare questi discorsi perché anche io venderei il culo per due monete, intendeva proprio questo, senza volere. Che vendere il culo è nella natura delle cose per come la vedono gli Italiani, è la cosa su cui si fonda tutto il loro universo materiale e immateriale. Il resto è finzione.

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    2. A proposito dell'idea che uno investa una parte dei suoi guadagni in un "fondo" che poi gli frutti un vitalizio (o la restituzione della somma), ci sono vari ostacoli ma quello più insormontabile è nel meccanismo descritto sopra.

      Se il "politico" avesse detto "va bene, mettiamoci qui a studiare come si può organizzare il rapporto contrattuale tra prestatore d'opera e chi richiede la prestazione in modo che ne risulti un reddito sufficiente ad accantonare delle somme". NON AVREBBE OTTENUTO NESSUN CONSENSO, ne da parte del "padrone" che si sarebbe dovuto sottomettere alla logica economica del calcolo di cui sopra, ne da parte del "lavoratore" che non avrebbe avuto in testa il famoso concetto del "diritto", che discende dal concetto del "diritto umano", ovvero qualcosa che ti spetta per nascita, a prescindere da qualsiasi contingenza materiale.

      Stringi stringi, incontriamo un concetto base: se vuoi essere libero devi essere disposto a rinunciare, tanto più rinunci, tanto più sei libero. Viceversa, se necessiti di cose a cui non vuoi o non puoi rinunciare, ovviamente sei vincolato, ricattabile, subordinato rispetto a qualsiasi meccanismo che regoli l'accesso alle cose di cui necessiti.

      Facciamo un esempio a capocchia: diciamo che io ho bisogno di andare 30 giorni al mare ogni anno. Mi devo garantire il tempo libero e le risorse economiche sufficienti. Se il mio potere contrattuale verso il datore di lavoro è basso, non posso imporgli la richiesta, quindi mi devo rivolgere a qualcun altro che mi "tutela" e mi garantisce questo "diritto". Ma questo "qualcuno" non è puro spirito di benevolenza, vuole qualcosa in cambio. E cosa può volere? Che io gli dia la delega in bianco per gestire la mia vita e quella dei miei figli e nipoti.

      Quindi, quello che non posso guadagnare col le braccia me lo guadagno vendendo il culo mio e dei miei discendenti. Se avessi risposto "no grazie, ne faccio a meno", sarei stato (più) libero ma alla fine la libertà non ti fa godere, anzi è un peso, una responsabilità, una condanna. Invece nel mucchio di quelli che danno via il culo, mal comune mezzo gaudio.

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