giovedì, marzo 22, 2018

A riprova del fatto

Questa è l'era del cretino.
Google Home arriva in Italia. Inizia l'era degli assistenti virtuali da casa.
... si possono gestire gli apparecchi smart della casa come lampadine connesse o come Chromecast per avviare un video di YouTube o Netflix sulla Tv semplicemente con un comando vocale”, aggiunge Kothari. "L’Italia è il settimo Paese nel quale esce Google Home. Sappiamo cosa gli italiani chiedono al nostro motore di ricerca sul web ...

Considerando il capitombolo di Facebook in materia di privacy, Kothari ci tiene a segnalare che il loro altoparlante intelligente è attivo unicamente quando si pronuncia la frase "Ok Google". Non ascolta tutto e l’unico tasto presente è quello per metterlo in standby.
Ah, le matte risate. Bene, siamo sollevati nel sapere che ufficialmente a Google non importa registrare ventiquattro ore al giorno i rumori della casa, gli basta sapere tutto quello che fate con tutti gli apparecchi collegati alla Rete. Sempre al netto di eventuali accessi remoti e backdoor non-ufficiali che sono li nell'interesse del cliente, ovviamente.
In realtà preoccuparsi di privacy semplicemente quando si porta a casa un sistema come Google Home è tardivo. Per non dire di peggio. La raccolta di dati sulle nostre abitudini è iniziata da anni. Le grandi compagnie almeno hanno un volto pubblico da proteggere. Sono quelle piccole e sconosciute le più quelle pericolose, come insegna in caso di Cambridge Analytica.
Eh si, come insegna il caso. Appunto. Chi scrive questo articolo non si rende nemmeno conto dell'auto-ironia involontaria. Auto-ironia su ogni singola cosa che scrive, elevata a potenza ennesima. I lettori, condizionati come automi, bevono tutto questo diluvio di scemenze senza obiezioni.

>> Marchettona del Corriere - video

8 commenti:

  1. Ma in pratica significa che con un rutto potrò spegnere le luci di casa? :D

    Comunque, riguardo l'ultima considerazione di Repubblica che suona proprio da presa per il culo, direi che hanno ragione loro. Fino a oggi in pochi si sono preoccupati di privacy continuando ad usare social e dispositivi vari in maniera disinvolta, quindi anche google home verrà accolto dai più come l'ennesimo "innocuo" giocattolino tecnologico.

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    1. Io direi piuttosto che la gente ha in mano dei gadget elettronici di cui non capisce il funzionamento e si fa manipolare da una "informazione" condotta da incompetenti prezzolati.

      La cosa che fa spavento è il NULLA assoluto che costituisce la quotidianità.

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    2. Comunque spegnere e accedere le luci richiede un interruttore e io ne avevo uno che si attivava battendo le mani nell'Anno di Grazia 1985.

      Non è questa la funzione dello "assistente", piuttosto quella del "suggeritore", che deve avere una interfaccia vocale (un domani anche visiva) per abbassare ulteriormente la quantità di cose che devi sapere e l'impegno che ci devi mettere. Questi aggeggi non servono a FARE le cose, servono a RICEVERE le cose.

      Lo scopo di Google è quello di fare da tramite tra chi vuole "godere" e chi propone il "godimento". Sul lato del primo, rende il più semplice possibile l'accesso all'offerta, sul lato del secondo facilita il più possibile il "contatto" e la "fidelizzazione".

      La gente ormai è cosi condizionata alla stupidità che nessuno si fa venire l'idea elementare che ogni aggeggio come quello dell'articolo abbia un identificativo univoco a cui sono associate tutte le operazioni che l'utente finale compie tramite l'aggeggio e tutti i dispositivi collegati all'aggeggio.

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    3. Leggevo ieri un post sull'uso di una auto elettrica e chi scrive suggeriva l'importanza di collegare l'auto e le stazioni di ricarica e lo scemofono tra di loro, in modo da pianificare con precisione le tappe e i tempi delle ricariche.

      Ora, chiaro il vantaggio di andare direttamente alla stazione X avendo prenotato la ricarica senza preoccuparsi di fare calcoli o di trovare la stazione occupata.

      Peccato che cosi facendo una entità terza che controlla/vede la rete non solo sa in ogni momento dove si trova la tua automobile elettrica ma sa anche dove ti trovi tu in persona, se vai la lavoro o a fare spesa o a mignotte, quanto ci stai, magari con ci sei, eccetera. Aggiungiamo magari i pagamenti, sanno anche cosa compri e dove.

      Qui non si tratta di "privacy", concetto ambiguo, si tratta di CONTROLLO.

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    4. Beh ma è già così da un po' di tempo. Ad esempio quasi nessuno utilizza più i navigatori perchè c'è già Google Maps integrato nello smartphone e sul cruscotto dell'auto ci attaccano il telefono. Però Google Maps per funzionare come navigatore richiede l'attivazione della geolocalizzazione, solo dopo Google comincia a registrare tutti i tuoi spostamenti. io non so quanta gente sia a conoscenza di cosa sia la geolocalizzazione, infatti una volta attivata in pochi hanno l'accortezza di disattivarla. Poi ci sono persone che sanno benissimo di usare una "app" spiona (la più eclatante è Whatsapp) ma la usano ugualmente, quasi rassegnati. Ormai stanno cercando di far passare per "normalità" il fatto di essere sorvegliati di continuo.

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    5. "Ormai stanno cercando di far passare per "normalità" il fatto di essere sorvegliati di continuo."

      Parole sante.

      La nuova "normalità" contiene questa e tante altre cose prive di senso.

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  2. Io non ho bisogno di alcun assistente, in casa, tanto meno virtuale.
    I dementi, gli incapaci, gli inabili devono essere tanto più assistiti tanto più la loro deficienza è grave.

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    1. La diffusione di queste abitudini va di pari passo con tutto il resto della contemporaneità per come concepita dal Piano.

      Abbiamo appena votato, indagando ho scoperto che nessuno vota dopo essersi informato e avere ragionato sui programmi dei candidati. Molti non sanno nemmeno la differenza tra Parlamento e Governo. Eccetera.

      Se ascolto la radio, guardo la TV, leggo i giornali o la versione Internet, trovo solo un oceano di cretinate, gossip, propaganda rozza. Sono stato ad un convegno dove parlavano fior di avvocati, sbagliavano i verbi.

      Insomma, è un'epoca di barbarie ma non nel senso "compagno" del "tutti uguali tranne i dirigenti", è sempre il solito discorso della riduzione dell'uomo ad idiota.

      Per cui è assolutamente inevitabile che non esista comprensione e padronanza degli strumenti come quelli descritti nell'articolo.

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