sabato, aprile 07, 2018

Prima escursione del 2018 - Murelli, Colmegnone e forti

Eccoci alla prima gita di quest'anno con l'amico "blogghe" Lupolibero, autore delle fotografie seguenti. Ho visitato la stessa località anche l'anno scorso, in estate, come potete leggere qui.


I colori sono ancora molto diversi da quelli estivi.
La località dove andremo è povera di acqua.


Lasciamo l'auto al paese di Schignano.
Salendo incontriamo le ultime tracce di neve.


Arrivati al Murelli ci rifocilliamo. Coniglio e polenta per me,
polenta "uncia" per Lupolibero. Seguirà fetta di torta e caffè.
35.50 in due. Sosteniamo l'economia locale.
La signora del Murelli ci racconta che sono visitati
da numerosi turisti in estate, vengono apposta anche
dall'Australia. Si arriva al rifugio per diverse vie
noi abbiamo fatto la solita carrozzabile che
passa davanti alle caserme della Finanza. Strada in pessime
condizioni per cui pare il sindaco di Schignano
imponga un pedaggio, anche alla signora che sale e
scende da casa sua che è collocata all'inizio
della strada. Lo sappiamo perché l'abbiamo incontrata
alla partenza.


Per i non avvezzi, dettaglio della polenta "uncia".
Pranziamo davanti al camino col fuoco acceso.


Proseguiamo per il belvedere del Colmegnone, purtroppo
nel frattempo il cielo si è parzialmente coperto.


Assalito da capre interessate al panino.
Testarde e per niente timide, abitano l'agriturismo
appena sotto la salita del Colmegnone.


Al ritorno visitiamo le fortificazioni risalenti ai primi del Novecento.
Per i forti bisogna prendere un sentiero che scende a sinistra
guardando verso valle nella direzione di questa foto.
Si arriva ad una croce di metallo e si prosegue a sinistra, dietro l'edificio.





Torniamo a valle.


Lupolibero in posa con bandiera nostalgica in tema.
Lo ringrazio ancora per la compagnia e le foto.

Nota a margine: ci siamo dati appuntamento a Como, venendo da due direzioni diverse. Io sono arrivato in moto. Era parecchio che non andavo a Como in moto e ho trovato il traffico incredibilmente aumentato, nonostante io andassi in direzione contraria al grosso dei pendolari e le strade veramente mal tenute. Delirio. Insisto sul solito punto, sui "media" di tutto si parla tranne che dei problemi REALI della quotidianità.

14 commenti:

  1. Wow, bellissima escursione!!!
    Bellissime foto!
    Bravi!

    Mi funziona di nuovo Wikipedia (qui era oscurata, uno ci arrivava con wikizero ma alcune cose non venivano bene, tipo le immagini delle formule)
    quindi vedo cos'è la polenta uncia... insomma, una sorta di polenta taragna senza il grano saraceno. Mi sbaglio?

    Beh, ti dirò, vi invidio molto, anche se ho appena mangiato (e roba buona, casalinga) e quindi non dovrei avere fame... ma coniglio e polenta, e polenta uncia... sospiro.

    Bravo/i, continua/te le uscite e i reportages...

    Veneta in Esilio

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    1. INGREDIENTI

      500g Farina di Mais Bergamasca o Farina di Grano Saraceno
      Sale grosso, quanto basta
      250g di Semuda
      250g Formaggio grasso d’alpeggio
      150g Formaggio grana grattugiato
      200g Burro
      10 Foglie di salvia
      6 Spicchi d’aglio

      PREPARAZIONE

      Mettete sul fuoco una pentola con due litri d’acqua ( o come detto se avete la fortuna di avere un camino o stufa a legna in modo da utilizzate un paiolo in rame e con un bastone poi mescolare energicamente quando la polenta si indurisce ).

      Salare e portare a temperatura di ebollizione.
      Far cadere la farina a pioggia mescolando, affinché non non si formino grumi.
      Cuocere per almeno 45 minuti, mescolando energicamente con molta frequenza.
      Tagliare a cubetti la semuda, il formaggio d’alpeggio e grattugiare il grana.
      Quando la polenta è cotta, far sciogliere il burro in una padella, insieme alle foglie di salvia e cuocere gli spicchi d’aglio fino a farli solo dorare. (regolate con le foglie di salvia, togliete dal fuoco quando sono croccanti).
      Prendere la polenta e versarla in una scodella da portata precedentemente riscaldata, alternando a ogni cucchiaiata cubetti di formaggio e grana grattugiato.
      Versare su tutto il burro caldo, mescolare rapidamente e servire subito.

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    2. A parte che essere veneti è una roba brutta, nessuno ti ha costretta all'esilio, ci sei andata di tua volontà perché, in quanto veneta, sei un po' come le caprette di cui sopra, testona.

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    3. Beh, ti do' ragione, testona lo sono, da sempre, ecco.

      Testona E Veneta

      PS: qui comunque ci sono già le angurie e le more di gelso, dalla costa... oh, sono buonissime! Non ci credevo... per le angurie, intendo. E invece...

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  2. Secondo me per una ipotetica prossima volta nel comasco, se puoi viaggiare in autostrada, dovresti uscire a Como Monte Olimpino. A quel punto si è già a nord della città e si evita il traffico urbano, quota consistente del quale è causato dalle scuole. Presso Largo Spluga si trova anche un parcheggio gratuito ( a sud di Villa Olmo ).

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    1. Si può fare tutto, bisogna vedere se ne vale la pena.

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    2. Per esempio, non so per quale ragione per te è importante il comasco, guarda che le montagne verso la bergamasca, sempre se si resta sotto i duemila metri, sono più belle e ci sono "n" più rifugi e percorsi.

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    3. Basta guardare la solita mappa del sito Rifugi di Lombardia.

      Sul lato sinistro del Lago, diciamo lato "Comasco" ci sono 9 (nove) rifugi.

      Sul lato destro, ovvero lato "Lecchese" ci sono 35 (trentacinque) rifugi.

      Ancora più a destra, nella "Bergamasca", ci sono 27 (ventisette) rifugi.

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  3. Anche io penso che sia MOLTO importante sostenere l'economia locale.
    Anche con la piccola ristorazione, come il pranzare mangiando del cibo locale, polenta col coniglio oppure "unta". Sono piatti un po' più articolati (per fare una buona polenta ci vuole buona farina di mais e... tempo, io la tiro nel paiolo di rame almeno 1h 15'). Questo è incompatibile con la ristorazione banalizzata, indudstrializzata, massificata, velocizzata. Molti rifugisti sono già diventati dei riscaldatori di "robe" precotte, semilavorati, etc. , oppure, come segnali tu da me, propinatori di cibi alieni, semplicemente mostruosi, aberranti rispetto al luogo.

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    1. Una volta, quando la montagna era avventura, il rifugio serviva a rifugiarsi, trovavi un tetto, un focolare, un po' di polenta riscaldata e magari un tocco di formaggio. Oggi che è tutto un "selfie", è tutto sullo stesso piano, il Bosco Verticale degli emiri a Milano e il bosco verticale sulle montagne, o quello che ne rimane.

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  4. La polenta è buona sempre! Un bel giro davvero!

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  5. ... la montagna ha sempre il suo fascino...
    ... duro e rilassante al contempo...

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    1. E' l'ultimo posto dove puoi toccare le memorie.

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