venerdì, maggio 11, 2018

Gita a Erve, Alpinisti Monzesi e Miniera della Passata

Questa gita si dovrebbe dividere in diverse parti. Vi risparmio andata e ritorno in moto sulla Valassina, che è la solita via crucis. La prima parte è l'arrivo al paese di Erve, che si trova al confine con la bergamasca, quello che anticamente era il confine tra lo Stato di Milano e lo Stato di Venezia. Io parcheggio all'entrata del paese e poi lo attraverso a piedi fino all'estremità opposta dove comincia la salita verso il rifugio Capanna Alpinisti Monzesi. Ora, ci sono due sentieri, uno indicato come "impegnativo" che ho fatto all'andata e uno indicato come "facile" che ho fatto al ritorno. Non mi è sembrato tanto più facile, anche perché ho dovuto guadare una decina di volte, avanti e indietro, i due o tre torrenti che scorrono verso Erve. La parte del ritorno non l'ho documentata perché ero inseguito da nuvoloni minacciosi. Comunque, la prima parte della gita si conclude con l'arrivo al rifugio.

Nota: ho già visitato gli stessi luoghi.












Dopo la pineta, eccoci arrivati al rifugio. In tutta la giornata ho incontrato solo quattro persone, due svizzeri tedeschi, un signore anziano che doveva tornare a casa a badare alla moglie malata e un tizio che ho chiamato per chiedergli una informazione e ha fatto finta di non sentire. Quindi, dopo essermi riposato al rifugio, avendo tempo e annoiandomi un po', ho proseguito verso la miniera della Passata.








Non mi sono addentrato nella miniera, dato che ero sprovvisto di qualsivoglia attrezzatura, tipo casco e luce e non sapevo se ci fossero parti pericolanti o pozzi. Tutte le entrate sono aperte e liberamente accessibili, quindi presumo non ci siano grandi rischi, comunque sono rimasto fuori. C'è un tavolo con due panche sullo spiazzo, mi sono fatto una dormitina.

Infine, mentre tornavo dalla miniera verso il rifugio, ho incrociato due camosci. Il primo ha proseguito ma il secondo si è fermato per brucare a una ventina di metri davanti a me. Quando ho scattato, siccome il nokia fa il rumore tipo macchina con otturatore meccanico, ha alzato la testa e mi ha fissato. Io mi sono immobilizzato e la mia tenuta decathlon attuale l'ho scelta apposta per essere vagamente mimetica, vari toni di grigio. Siamo stati li trenta secondi a fissarci poi ho alzato la mano per provare a fare un'altra fotografia e cosi è scappato. Fanno un verso di allarme strano, tipo "gnè".


A parte la stranezza complessiva di un ambiente dove si stratificano reliquie antiche, robaccia moderna e animali che sembrano un po' strampalati, vorrei chiudere con un discorso relativamente serio.

Uno dei refrain del "compagno medio" riguardo i "migranti/profughi/rifugiati" è "tu dici cosi solo perché sei fortunato ad essere nato in Italia". Ecco, se leggete la storia del paese di Erve e pensate alla gente che veniva a scavare minerale di piombo in un angolo della montagna, minerale che poi portava a valle con la gerla, capite che razza di vita facevano gli Italiani di cento o duecento anni fa. Non tanto diversa da quella degli Italiani di duemila anni fa, infatti l'aspetto della miniera ottocentesca è tale e quale a quello che mi immagino di una minera greca o romana. Tutto quello che abbiamo oggi ce l'hanno lasciato quei disperati, è stato letteralmente costruito sopra le loro ossa. La "fortuna" non c'entra niente, non abbiamo vinto la lotteria, invece siamo i discendenti di gente capace di fare miracoli, gente che la propaganda ci insegna a ripudiare, a dimenticare.

24 commenti:

  1. Belin Lorenzo tei (detta alla spezzina!) sempre un bel fante!

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    1. La signora Sara discende degli Apuani, gente di montagna, fiera, che resistette ai Romani.
      Una bella ... fantessa! :)

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  2. Bella gita!
    Bravo!

    PS: piove anche qui dai leoni...

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    1. Più che altro serve la voglia di mettersi in moto e andare. Meno male che piove nel postaccio. Qui ha piovuto abbastanza tanto che i boschi sono fradici.

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    2. A proposito di pioggia nel postaccio.

      Pare che in uno dei quartieri a nord, la settimana scorsa, ci sia stata una alluvione improvvisa, con tanto di strade che parevano fiumi e macchine trasportate dalla corrente (120, dicono) e titoloni tipo "Rafting nella capitale" (con tanto di "giovane-fusto-che-vuole-fare-il-figo" in instabile equilibrio su una delle macchine trasportate dalla corrente, ma pensa te...)

      Io penso che, visto che sono turchi e fanno le turcate (come le abbiamo chiamate, con un collega italiano, le cose tipiche, raffazzonate e irragionevoli di qui) sappi che qui, quando progettano strade, se ne sbattono altamente delle vie di sfogo per l'acqua. Costa troppo, da una parte. Non piove così tanto in termini assoluti, dall'altra. Comunque, quando piove viene tutta insieme. Le strade sono fiumi, spesso di 5-6 cm, raramente 10, la settimana scorsa, in quel quartiere, forse 50 cm tutti insieme.

      Ieri, per dire, c'era ancora un accumulo di acqua cospicuo nella strada (vuoi che siano belle dritte, leggermente spioventi? Noooo...). Era notte, illuminazione scarsa, cielo che riflette nero. Ovviamente me ne sono accorta tardi. Se ci fosse stato qualcuno, l'avrei docciato. Gli schizzi sono arrivati a metri fuori dalla carreggiata (andavo ai 90-100). Almeno non sono uscita di strada, che è gran cosa...

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    3. Quando sei in giro in auto NON passare mai sotto un cavalcavia se vedi che è allagato.

      Andare a 90-100 in quelle condizioni denuncia il fatto che non hai tutti i tuoi venerdi. Ti farei presente che "docciare" i passanti è l'ultimo dei problemi quando c'è il rischio di andare a sbattere.

      Chi va coi turchi impara a turcare.

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    4. Hai ragione.

      Diciamo che ho commesso un'imprudenza che dovevo evitare. Perché lo so come sono le cose qui, e quindi non ho scuse se non la stanchezza del giorno (ma vale poco... non ci sono scuse).

      Ha senso anche il detto, per certe cose sono diventata "turca" (non per tutte!)
      Spero di avere selezionato le cose migliori, ma chissà...

      Via, terrò presente la roba sui cavalcavia, che sai che io sono veneta di campagna, i cavalcavia sono in alto e la strada in basso non va giù, che c'è tanto spazio e nessun bisogno di scavare (che poi, saltano fuori tombe etrusche e si bloccano i lavori a tempo indeterminato...)

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    5. La stanchezza è una aggravante, non una scusa. Se sei stanca devi andare ancora più piano. Lo dici tu che ci sono cose "migliori" che puoi selezionare, da qui non ne vedo.

      Quello che salta fuori se scavi dalle tue parti non sono le tombe etrusche, che i tuoi compaesani hanno ripulito secoli fa, è il bottino di qualche ladron imbriaco che l'ha nascosto li e poi si è desmendegato indove.

      Vai piano!

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  3. Lorenzo, hai un po' troppa grinta nei selfie :D

    Bergamaschi e Bresciani non mi stanno molto simpatici (forse perchè ho invidia di certe loro valli...)

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    1. Ma che grinta, ho la mascella serrata perché sta per venirmi un infarto.

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    2. Avevo anche delle foto con la bocca spalancata e il labbro a penzoloni, non le ho pubblicate perché erano troppo fantozziane.

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    3. Ah, poi devo ribadire due cose: faccio le foto senza vedere il display, quando le faccio verso l'infuori e quando le faccio verso l'indentro, cioè il "selfie", il nokia ha il display (e il bottone) dal lato opposto all'ottica, quindi sono doppiamente a caso, non so nemmeno dove guardare.

      E' veramente strano che escano foto guardabili.

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    4. Il vantaggio è che il nokia è grande un quarto e pesa un quarto dello scemofono medio.

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  4. Pochi chilometri e si è in territori inselvatichiti.
    Forse non come in Appennino.
    Che meraviglia!
    Ricorda, per alcuni scorci, la Val Grande.

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    1. Le Alpi hanno due caratteristiche uniche dal punto di vista "naturalistico".
      1. sono l'ultima vestigia dell'era glaciale, con la flora e la fauna collegate. O almeno lo erano quando gli inverni erano più freddi di quelli odierni.
      2. sono un corridoio naturale che unisce nord e sud, est e ovest, percorso da sempre da uomini, da bestie e anche dalle piante. Vivere sulle Alpi è sempre stato durissimo ma aveva un senso per le specificità sopra esposte. Il risultato è che a me sembra che la "vita" in senso lato sulle Alpi sia abbastanza più "densa" di quella sull'Appennino, che invece è più "diluito".

      L'Appennino al contrario ha un clima meno vario, sia perché c'è meno acqua (laghi, fiumi in basso, col loro micro-clima e micro-ambiente, ghiacciai in alto), sia per orografia meno drastica, più uniforme. Inoltre, l'Appennino percorre l'Italia per la sua lunghezza ma è relativamente "isolato" dal resto d'Europa, per cui le popolazioni tendono a "separarsi" in sotto-tipi.

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    2. Comunque, per la precisione, in questa gita parliamo di quote molto basse, la miniera è attorno ai 1200 metri. Non è facilmente accessibile perché le Alpi, come scrivevo sopra, sono "drammatiche". Ci sono parecchie miniere nelle montagne attorno ma cambia il tipo di minerale/metallo in base alla natura delle rocce, che non sono affatto omogenee da una montagna all'altra.

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  5. > tu dici cosi solo perché sei fortunato ad essere nato

    qui, ha affermato oggi la madre di mio figlio quando è venuta a prendere l'assegno.
    Parte con "ah ci sono le tasse universitarie, qui [in Italia, in Germania no]"
    Le dico che sono duemilaquattrocentomiliardi di euro di debiti accunulati dai cattocomunisti (ell è sempre stata in area SPD, Gruenen)
    io sono tassato come un limoneservodellaglebainps.
    Che coi miei soldi e dei nostri veci farciscono le case popolari di marocchini contro di me, contro di noi.
    Ah povera gente che scappa dalle guerre, solo perché "sei fortunato ad essere nato qui".
    Mi sono preso mezzora e ho smontato, una ad una, la catasta di scemenze accatastate nella sua testa.
    Già, le famose guerre del Marocco, no!?
    UnBipedinone era nervoso perché ad ogni sua obiezione con i soliti slogan di plastica per idioti, io mi rendevo conto del plagio e delle programmazione sulla madre di mio figlio e aumentavo il martellamento. Del resto, se ti hanno avvolto la testa con una struttura di calcestruzzo armato per dis-trarti, per isolarti dalla realtà, non puoi procedere col piumino per spolverare, no!?
    Poi ha convenuto su vari punti.

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    1. Tutto il discorso si può semplificare al massimo ma è una di quelle cose che non si possono dire.

      Immaginati di essere un padre tipo quelli della Bibbia che deve escogitare un modo per "sistemare" i figli. Cosa fai? Ti dai da fare per mettere uno ad allevare pecore e l'altro a coltivare la vigna e gli olivi. Quindi tu ci metti del tuo per mettergli in mano un mestiere e poi li affidi a Dio.

      Adesso immaginati di essere un cialtrone privo di talento e privo di scrupoli. Cosa fai? Mettere in piedi allevamenti e coltivazioni è uno sbattimento, quindi provvedi i tuoi figli di una paghetta, facendoti prestare i soldi da uno strozzino.

      Il nostro problema non è il Debito in quanto tale ma il fatto che abbiamo una enorme Spesa improduttiva, ovvero lo Stato non ha investito in pecore e vigne e olivi, al contrario, ha fatto il possibile per smantellarli e ha scelto consapevolmente di provvedere una paghetta a quanti più Italiani possibile. Per due ragioni, primo perché era la cosa più facile da fare, secondo perché questo rende gli Italiani dipendenti da chi gli da la paghetta.

      Aggiungiamo a questo meccanismo le conseguenze del Nuovo Ordine Mondiale, nel quale siamo sempre più periferici e il fatto che il centro-sud è storicamente affetto dal "familismo amorale", ovvero la carenza di "senso civico", ognuno per sè. Oltre le conseguenze ovvie che Reggio Calabria è più vicina all'Africa che all'Europa.

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    2. Nota che la dottrina "sinistra" vede nel fatto che uno allevi pecore e l'altro coltivi la vite un CRIMINE contro l'umanità. Propone come soluzione la "collettivizzazione", pecore e viti sono dello Stato che poi impiega gente e ridistribuisce il ricavato. In questo modo le pecore e le viti diventano incidentali, secondarie, rispetto al nocciolo che è lo Stato che mantiene tutti con criteri arbitrari. Eccoti spiegato perché ovunque è stata messa in pratica la collettivizzazione si finiva per andare in giro coperti di stracci e mangiare i topi.

      Secondo me ci sono due tipi di persone, quelli che si rendono conto di come funziona il mondo e quindi chiedono allo Stato di fare lo stretto necessario e quelli che sono condizionati nelle Tre Categorie che al contrario chiedono allo Stato di occuparsi di tutto, quanto più possibile.

      Il guaio è che la seconda posizione è possibile solo per gente che non ha alcuna cognizione, che non ha memoria di come siamo arrivati dove siamo.

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  6. Ci sono stato pure io.
    Purtroppo quel percorso non ha un granchè di panorama.

    Anch'io amo camminare in montagna, ma la strada in auto mi fa scappare la voglia.
    Ti consiglio il Cornizzolo da Eupilio (non c'è nemmeno da arrivare a Lecco), ma non la strada asfaltata bensì il sentiero che sale come una scorciatoia e ogni tanto attraversa l'asfaltata.
    Due avvertimenti:
    1) un paio di ponti crollati/pericolanti sono stati chiusi e per arrivare a Eupilio bisogna andare avanti come se volessimo andare a Valmadrera e tornare indietro.
    2) il rifugio Consiglieri è inaffidabile: già alle 13:30 hanno finito tutto e tu resti con la fame della salita e una discesa da fare a pancia vuota. Portati la schiscetta.

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    1. Io mi porto sempre i panini e l'acqua, per non essere vincolato al rifugio. Di solito quando cammini nel bosco il panorama è limitato ma hai il vantaggio di stare all'ombra, a me non dispiace, ci sono comunque tanti piccoli dettagli da osservare ed ascoltare.

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