lunedì, aprile 15, 2019

When I was a Revolutionary Marxist

How I am partly to blame for Mass Immigration.

Ecco un altro pazzo criminale che dice "ho cambiato idea". Siccome so che l'ipotetico lettore del mio blog fatica a leggere l'inglese, vi traduco i passaggi chiave.
Quando ero un marxista rivoluzionario, tutti eravamo favorevoli a che ci fosse quanta più immigrazione possibile.

Non era perché ci piacevano gli immigrati ma perché non ci piaceva la Gran Bretagna. Vedevamo gli immigrati, da dovunque venissero, come alleati contro la immobile, seduta, conservatrice società del nostro Paese alla fine degli Anni Sessanta.

Ci piaceva anche sentirci superiori alla gente sbalordita, di solito nelle parti più povere del Paese, che vedeva il proprio quartiere improvvisamente trasformato in "comunità vibrante".

Se osavano sollevare la minima obiezione li chiamavamo bigotti.

Gli studenti rivoluzionari non venivano da quelle "aree vibranti" (venivamo, per quello che ricordo, sopratutto dal Surrey e dalle parti più belle di Londra).

Potevamo vivere nei posti "vibranti" per qualche anno di squallore, in mezzo a prati non falciati e pattumiera che traboccava dai cassonetti.

Ma lo facevamo come gente di passaggio, senza responsabilità e senza figli, non come proprietari di casa o genitori di bambini in età scolare oppure come anziani che speravano in un po' di serenità alla fine delle loro vite.

Quando ci siamo laureati e abbiamo cominciato a guadagnare, ci siamo spostati nei quartieri della Londra bene e diventammo estremamente esigenti circa le scuole dove mandare i nostri figli, una scelta che avevamo tranquillamente negato ai cittadini meno abbienti, quelli che disprezzavamo come "razzisti".

Sapevamo o ci importava della grande rivoluzione silenziosa che allora stava per trasformare le vite dei poveri britannici?

Per noi patriottismo e tradizione dovevano essere sempre derisi come "razzismo".

Voleva anche dire (nuovi) domestici a buon mercato per ricca nuova classe media, per la prima volta dal 1939, cosi come (nuovi) ristoranti e manodopera, muratori, idraulici, che lavoravano in nero.

Non erano i nostri salari che erano ridotti, non erano i nostri impieghi ad essere spinti fuori mercato. Gli immigrati non facevano i nostri lavori.

Non erano una minaccia per noi.

L'unica minaccia (per noi) poteva venire dalla gente ma potevamo sempre mettere a tacere le loro proteste suggerendo che fossero i fascisti dei nostri giorni.

Da allora ho capito quanto fossi maligno, egocentrico, snob e arrogante, cosi come la maggior parte dei miei compagni.
Ecco, il resto dell'articolo descrive come è diventata la Gran Bretagna e come dovrà diventare l'Italia e il resto dell'Europa. Perché le Elite Apolidi hanno realizzato il loro Piano per tappe successive e il Primo Esperimento sono stati gli USA e la cosiddetta "anglosfera".

Vi ricordo però, come dimostrato al post precedente, che i cosiddetti "marxisti rivoluzionari" degli Anni Settanta non stavano in realtà realizzando una utopia marxista ma, come conferma Fusaro, stavano lavorando per conto delle Elite Apolidi Mondialiste, cioè per quello che i "marxisti" chiamano "turbocapitalismo", all'annientamento della Borghesia. Era necessario appunto cancellare la Borghesia in quanto era custode dei "valori tradizionali" ed ostacolo massimo alla realizzazione del Mondo Nuovo.

4 commenti:

  1. Razzisti anti.
    Molto peggio dei razzisti.

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    1. La cosa interessante dell'articolo, non solo la parte che ho tradotto ma tutto l'insieme, è che descrive la genesi di quella che è oggi la Gran Bretagna, cioè una società "multietnica" dove gli autoctoni sono ormai minoranza e vengono progressivamente sostituiti dal "meticciato". L'articolo ci spiega che il Piano è stato messo in atto, come dico sempre, a partire dagli anni Settanta, mentre qui da noi c'erano i famosi "anni di piombo".

      La differenza è questa:

      In GB la "sinistra", quelli che l'articolista chiama "marxisti rivoluzionari", negli anni Settanta avevano già abbandonato apertamente il progetto di insurrezione armata per espropriare la Borghesia e instaurare la Dittatura del Proletariato sul modello sovietico. Avevano sostituito il nominale "marxismo" con il Piano che nelle parole di Fusaro prevedeva l'annientamento della Borghesia non a favore dei "lavoratori", della "classe operaia", del "proletariato" ma, al contrario, a favore del "Turbocapitalismo" (tuo e di Fusaro) o delle Elite Apolidi Mondialiste (mie). Rispetto alle quali Borghesia e Proletariato sono la stessa cosa, la stessa "sotto-umanità" che è solo risorsa materiale, soggetta e spendibile.

      Da noi invece negli Anni Settanta ancora si sparava nelle strade pensando di portare a compimento la Resistenza, la "lotta di liberazione" per come la vedevano le milizie comuniste negli Anni Quaranta, cioè la instaurazione di un regime comunista.

      Io ho cominciato a percepire che stavano preparando la stessa ricetta della Gran Bretagna del passato anche per l'Italia del presente qualche tempo dopo avere assistito ai vari cambi di nome e ragione sociale del vecchio PCI. Per esempio quando D'Alema, uno che da piccolo faceva i discorsi di ortodossia marxista davanti a Togliatti, figlio di dirigenti comunisti, mandava i bombardieri italiani a compire la Serbia in ottemperanza alla "politica delle cannoniere" neo-coloniale delle Elite Apolidi (Turbocapitalismo). Con la stessa solerte approvazione che una volta il PCI riservava all'invasione della Cecoslovacchia o dell'Ungheria da parte dell'Armata Rossa.

      Era cambiato il padrone, anche se formalmente gli "ideali" della propaganda erano gli stessi. D'accordo, Occhetto ad un certo punto aveva annunciato che non ci si doveva più riferire alla Rivoluzione d'Ottobre ma a quella Francese, invece che alla fucilazione dello Zar e della famiglia, bimbi inclusi, al terrore giacobino di Robespierre.

      Ma alla fine, D'Alema era diventato paladino della NATO. In ossequio alla propaganda della "guerra giusta", "esportare la democrazia" e "diritti umani".

      Ecco. I "tipi umani" descritti dall'articolo sono gli stessi, però quelli italiani sono "sfasati" di quarant'anni. Il vantaggio è che sappiamo di che morte vogliono farci morire. Anni fa scrivevo ad una signora scozzese che in origine le abitudini alimentari in Scozia e in Lombardia erano molto simili. Lei non sapeva di cosa stessi parlando perché non aveva nessuna memoria di cosa mangiassero in Scozia prima che ci fosse il kebab e il pollo al curry. O i precotti del supermercato, tipo la pizza surgelata con sopra le ciliegie.

      I "razzisti" sono quelli della Terza Categoria, quelli che vivono nei palazzi del centro, i riccastri. O quelli che ambiscono a diventarlo.

      Quelli delle altre due categorie, cioè la "base" della "sinistra", non sono razzisti, sono disabili. E' gente mutilata, storpiata dal lavaggio del cervello e che, nella migliore delle ipotesi, ragiona in termini di do-ut-des, cioè spera di ricavare i proverbiali lavoretti e pensioncine da qualsiasi iniziativa che cali dall'alto, dalla Terza Categoria. Sono figure tristi, guardarli è come guardare il reparto dei malati terminali di un ospedale.

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    2. Infatti, su che tasti pigiano i capoccioni?
      A parte "salvare le vite", i tasti sono quelli dei "lavori" e delle "pensioni". La signora Bonino dice che se non ci fossero i figli degli immigrati, dovremmo chiudere 35 mila scuole e licenziare 65 mila insegnanti. Lo spauracchio delle prime due Categorie, non avere il "posto", la "pensione", che sono il nocciolo del "sociale".

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    3. In questa analisi disincantata sulle sinistre progressive sorti, mi strappa una risata il tuo "la pizza surgelata con sopra le ciliegie".
      Se butti dentro della roba "con le ciliege sopra", pure la tua testa produrra' della roba "con le ciliege sopra".

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