martedì, giugno 19, 2018

Cosa ho imparato in questi giorni sul bosco

I semi di faggio contengono un olio fluido di sapore dolce il quale può essere spremuto e utilizzato nell’economia domestica come commestibile e come combustibile. Nella fine del secolo scorso (1700) in Francia fecero esperienze accurate sulla quantità e la qualità dell’olio di faggio e da un calcolo dell’agronomo Baudin, fu desunto che raccogliendo i semi dal bosco di Compiègne (quale era in allora) si avrebbe potuto ottenere tanto olio da bastare molti anni agli abitanti del luogo.

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I semi del faggio forniscono il 17 per 100 di olio il quale quando fu ben preparato ha colore abraceo senza odore e di sapore molto dolce, se dalle mandorle fu separata la corteccia e la pellicola. Non è troppo fluido. Raffreddandolo si solidifica a -17° ed ha la densità di 0,922 a 15°. Può supplire all’olio di olive e possiede la preziosa proprietà di conservarsi non rancido più a lungo che gli altri olii, anzi si afferma che migliori nell’ invecchiare e che dopo cinque anni sia di gusto più delicato e che si mantenga non guasto per dieci e fino per venti anni.

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Berthollet, l’Héritier e Tissot furono incaricati dal Governo (Francese) di quel tempo di compilare due istruzioni relative alla raccolta dei semi di faggio ed all’estrazione dell’olio donde si possono ritrarre buoni insegnamenti anche al presente. L’Italia non è scarsa ne suoi alti monti di faggi di alto fusto e però potrebbe volgere la propria attenzione sopra un industria che tornerebbe vantaggiosa per più titoli ed in ispecie al presente in cui gli olii commestibili e per saponi raggiunsero un prezzo elevato quantunque non s’adoprino più di frequente nelle lampade e lucerne, avendovi surrogato il petrolio. Noi daremo un riassunto di quanto fu indicato come conveniente su tale argomento. Verso la fine di settembre si farà la raccolta dei semi i quali poi dovranno essere stesi in istrato sottile in luogo secco ben aerato e guardato dal sole. Per agevolare la disseccazione fu trovato opportuno indirizzare una corrente d’aria calda nel detto luogo, credendosi anzi che ciò facendo la quantità di olio risulti maggiore. I semi già secchi devono essere vagliati per separarne i vuoti ed i tarlati; si può anche farne la cernita a mano, ma vi occorre troppo tempo; si può gittarli nell’aria come si fa pel frumento.

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I semi del faggio hanno il loro mandorlo chiuso in un guscio cui succede immediatamente una pellicella che dà cattivo sapore all’olio. Nel modo più rozzo di operare si spremono i semi senza toglierne il guscio e con ciò si perde 1/7 dell’olio che si ricaverebbe dalle mandorle sbucciate, come fu verificato per mezzo dell’esperienza. Per isbucciarli si fanno passare fra due macine somiglianti a quelle dei molini comuni ma talmente discostate che non facciano altro che frangere i gusci. Rimane la pellicola che si può togliere scuotendo le mandorle scortecciate entro un sacco e poi vagliandole. Quando si abbiano i semi preparati nel modo disegnato si dovranno ridurre in pasta con uno dei mezzi seguenti:

Si portano al molino a pila e si pilano a colpi moderati avendo cura di aggiungervi dell’acqua di tempo in tempo, per trasfondere coesione alla pasta, che poi si sottopone al torchio come si fa per gli altri semi oleiferi. Basta 1 parte d’acqua per 15 parti di semi da pestare e il pestamento dura un quarto d’ora incirca. Si conosce che è a termine allorchè spremendo un po di pasta tra le dita l’olio ne schizza fuori.

Si possono anche sottomettere allo schiacciamento delle macine verticali di pietra dura come si usano per altri casi.

Ma il metodo migliore è quello della macinatura. Scortecciati i semi, dapprima si riducono in farina grossolana che indi si sminuzza di più in un molino da cereali. Usando qualche cautela cioè che la macina non giri troppo veloce e l’aria possa rinfrescarla non si ha da temere l’inconveniente che s’ingrassi.
Ridotti in farina sottile se ne fa pasta con acqua che si spreme sotto il torchio come per gli altri semi oleiferi valendosi dei torchi o pressoi usati per l’olio d’olivo e pei semi oleiferi. Allorché non ne geme più olio si riporigono le focacce sotto macine verticali si inaffiano con acqua tiepida che agevola l’uscita dell’olio gonfiando le mucilagine si rimette al pressoio la seconda pasta e se ne ricava un olio di seconda qualità. Talvolta si prendono le seconde focaccie si rimettono sotto le mole verticali si bagnano con acqua bollente e si riesce ad una terza proporzione di olio che riesce di qualità inferiore.
Tratto dall’Enciclopedia di Chimica Scientifica ed Industriale – Volume Sesto edita nel 1873 e disponibile gratuitamente online per la consultazione.

domenica, giugno 17, 2018

Escursione Premana, Via del Ferro, Casera Vecchia

L'abitato di Premana si trova in Val Varrone, una valle laterale della Valsassina che prende il nome dal fiume Varrone. Tradizionalmente noto per la produzione di coltelleria, forbici in particolare.


Come potete vedere è un paese di discrete dimensioni, edilizia anni '60 e '70, attaccato con la colla sul fianco della montagna. Da Premana comincia la Via del Ferro che sale seguendo il corso del fiume verso diversi rifugi sulle cime attorno. Io sono andato al Casera Vecchia che si trova in una valle suggestiva e un po' lunare, a circa 1700 metri. Il bosco è differente da quello che si trova salendo da Introbio verso il Buzzoni, la era in prevalenza lecceta, qui invece ci sono molti più abeti. Vi sconsiglio vivamente di fare l'errore che ho fatto io, cioè salire al paese e cercare posteggio, perché è un labirinto, non c'è spazio da nessuna parte e rischiate la multa. Invece potete posteggiare nell'area industriale che si trova sotto, un po' nascosta, bisogna cercare il cartello e svoltare a destra prima di salire. Anche perché tanto il sentiero che parte dal paese scende e poi risale, quindi tanto vale. Il percorso si snoda tutto su una strada semi-carrozzabile, che durante i secoli è stata più volte risistemata in funzione delle attività minerarie, quindi non presenta difficoltà se non per la lunghezza e qualche tratto di pietraia.

Ho mangiato polenta con spezzatino, torta con le noci, acqua frizzante e caffè, 14 euro. Al pomeriggio minacciava pioggia e dopo un pigro tentativo di trovare le antiche miniere, che purtroppo non sono segnalate, sono sceso di buon passo. Si diceva altrove dei borghi dell'Appennino abbandonati. Qui è il contrario, specialmente nel fine settimana è tutto un lavorare, dai paesi salgono sulla montagna a inventarsi qualcosa da fare. Per esempio Premana possiede un anti-paese poco più su, fatto dalle seconde case degli stessi abitanti di Premana, che per ragioni loro vogliono avere una casa in basso e una in alto. Ci sono malghe con le mucche, cataste di legna ovunque, teleferiche, lavori di sistemazione della mulattiera e del fiume, più tutta l'economia della "ospitalità" legata ai rifugi in alto. Salendo abbastanza si trova anche un sistema di laghi artificiali e dighe per l'idroelettrico.

Questa volta le fotografie sono in ordine preciso lungo la salita.






















Curiosità: una cosa bella delle montagne è che sono tutte diverse. A pochi chilometri trovi posti come questo dove c'è acqua dappertutto, la montagna letteralmente gronda acqua da ogni poro e posti assolutamente privi d'acqua, nel senso di acqua in superficie, per esempio l'altro lato della Valsassina dando verso le Grigne. Anche il microclima di una valle è diverso da quello della valle a fianco, per esempio questo percorso per me è qualche grado più freddo del precedente.

Dimenticavo, a partire dall'abitato che vedete a metà della rassegna fotografica, non c'è più segnale di telefonia mobile. Se andata al Casera Vecchia portatevi una pallina, c'è un cane di media taglia e peloso che vuole giocare. Non ha smesso un attimo di infilare la testa tra le mie gambe con un legno perché glielo tirassi, nonostante io facessi finta di nulla, che non sono particolarmente cinefilo.

Una china pericolosa

Eccoci a questa copertina dell'Espresso e all'articoletto di Repubblica.
Apro e chiudo la parentesi per sottolineare il distacco palese della cosiddetta "sinistra" dalla realtà.

Primo, è pericoloso mettere la foto dell'immigrato con la scritta furbetta "uomini e no". Infatti loro danno per scontato che il lettore "di sinistra" automaticamente associ il nero al bene e il bianco al male, aiutato dalla sapiente scelta delle espressioni. Apparentemente non si rendono conto che la stessa immagine si può leggere al contrario, che nell'epoca del colonialismo europeo esisteva una giustificazione teorica circa la "superiorità" di una certa umanità sopra un altra. Immaginiamoci se la stessa copertina, a parti invertite, l'avesse pubblicata il giornale "la Padania", mettendo ad esempio un muratore bergamasco biondo e un immigrato nero colto nell'atto di spacciare o di cacare per strada.

Secondo, si insiste con le frasi fatte come "l'invasione che non esiste". Non esiste? Allora io ho le allucinazioni. Lo dico sempre, quando esco di casa io fatico ad incontrare un italiano. Tutti i negozi attorno casa mia sono gestiti da stranieri, sono stranieri quelli che fanno le pulizie nel mio condominio, sono stranieri i titolari delle bancarelle del mercato, sono stranieri quelli che stanno lavorando in un buco in strada e quelli che trovo seduti in piazza la sera. D'accordo, la distribuzione degli stranieri non è omogenea in Italia e io vivo nel posto dove ce ne sono di più. Diverso vivere nei quartieri del lusso o nei palazzi popolari delle periferie. Negare l'evidenza però funziona solo quando parli a dei pazzi, gente che antepone la "fede" a quello che tocca con mano. Quelli che invece hanno un briciolo di raziocinio residuo, pensano inevitabilmente che gli stai vendendo le proverbiali lucciole per lanterne e più ti ostini a negare, più affermi.

Video - Uomini e no, L'Espresso. Fotocopie, sono tutti fotocopie.

mercoledì, giugno 13, 2018

Vendo matasse di pura lana di pecora filata a mano

Vendo matasse di pura lana di pecora filata a mano. Disponibili a due fili e a tre; le matasse a tre fili sono più fini e di lana di pura razza Brogna, da pecore allevate da noi in Carnia (FVG), all'aperto, nel modo più naturale possibile.
La lana è non tinta, lavata con acqua, cardata e filata manualmente; il costo è di 20 euro all'etto. È adatta per lavori ai ferri e all'uncinetto.
Possibilità di ritiro a Udine.

Link per l'acquisto: Vendo matasse di pura lana di pecora filata a mano.


P.S.
Non sono io l'allevatore di Udine, faccio solo pubblicità a Gaia.
Se vi piace lavorare a maglia, accattateville, le matasse.

martedì, giugno 12, 2018

Idioti e menzogne

Allora partiamo da presupposto delle Elite Apolidi della Trilateral, sul genere Soros.

Ecco, considerato questo, passiamo al fatto che gli orfani della Dittatura del Proletariato vedono nella immigrazione un'arma con cui abbattere finalmente l'odiata Borghesia. Non importa che l'immaginario della cosiddetta "sinistra" sia tutto un casino di percezioni distorte e unicorni che mette insieme cose disparate e spesso contraddittorie, l'importante è che si possa continuare ad avere uno scopo e un posto nel mondo.

Addiveniamo finalmente ai fatti. I fatti sono che:
1. l'immigrazione è reclutata in Africa promettendo ai giovani sfaccendati la vita del rapper che vedono su Internet, è organizzata dal punto di vista logistico dalle succitate Elite Apolidi che ne fanno uno strumento del Nuovo Ordine Mondiale, come chiaramente spiegato con banale semplicità qui. Gli immigrati non sono selvaggi, ognuno ha in mano il suo smartphone che funge da "finestra" sul mondo distorto a bella posta, vedono le stesse cose dei ragazzi italiani.

2. gli immigrati non fuggono da niente, gli è stato promesso il Paese dei Balocchi, ovvero un posto dove tutti sono ricchi, nessuno lavora e le donne bianche gliela sbattono in faccia. Il Saviano di turno piange per le condizioni a cui devono sottostare. Che però sono le stesse a cui devono sottostare i ragazzi nativi del paese di Saviano. Gli Italiani del Sud che non possono o non vogliono campare di sussidi devono emigrare. Nel passato ai loro antenati veniva promesso lo stesso che cercano oggi i giovani africani, prendete il bastimento e andrete in un posto dove tutti sono ricchi, nessuno lavora e le donne ve la sbattono in faccia. Poi anche loro si trovavano nei ghetti a campare di espedienti o sfruttati. Questa è solo una delle centomila contraddizioni tipiche della "narrazione".

3. gli immigrati non cercano di compiere la "traversata" sui "barconi" e non fanno "naufragio", da cui necessità di "soccorso in mare". Quello del "naufragio" è un trucco schifoso, cosi come la richiesta di asilo e i ricorsi, per forzare la mano, sia dal punto di vista della propaganda per gli sciocchi che da quello "legale", andando a distorcere lo scopo e l'uso di strumenti concepiti per contesti del tutto differenti. Invece chi organizza il viaggio degli immigrati si allontana di poco dalla costa sui gommoni, spesso prendendoli a traino cosi non si spreca un motore ogni volta, perché sono l'imbarcazione che costa meno ed è facile da usare e rimpiazzare, poi chiama col telefono i numeri che sono stati predisposti dalle varie agenzie, private e governative e quindi gli immigrati vengono caricati dalle navi-traghetto delle ONG, sempre finanziate dalle Elite Apolidi, che non li trovano per caso ma li vanno a prendere per sbarcarli in Italia. In alternativa, con la solita tecnica del contrabbando, gli immigrati vengono caricati su una nave-madre che poi cala i gommoni e ci carica sopra i migranti, in modo da spostarsi in una zona di mare differente, dove comunque è concordato l'appuntamento col "soccorso".

4. l'immigrazione, che è motivata dal profitto, è una violenza. E' qualcuno che ti impone la sua presenza in casa tua, con un mandante che lo istruisce (le Elite Apolidi) e dei fiancheggiatori che lo aiutano col piede di porco (la "sinistra" e il Vaticano). Non a caso in tutto il mondo l'immigrazione, che non si munisce di passaporto e visto, è un reato. Che è la ragione per cui si usano le navi invece degli aeroporti, dove ti chiedono i documenti. Qui ci imbattiamo in un'altra perversione, oggi ci vendono l'idea che quando un reato viene compiuto da un numero abbastanza ampio di persone, smette di essere un reato e diventa una "abitudine", un tratto culturale, quando non una cosa bella, virtuosa, auspicabile. Nessuno è illegale, niente è illegale. Facciamo l'esempio della fabbricazione di bambini nelle cliniche dell'ammore, con tutto il corredo di commercio abbietto di parti di esseri umani e sfruttamento del bisogno, bambini che poi vengono magicamente "materializzati" davanti alle autorità richiedendone il "riconoscimento" come "figli di due babbi" o di "due mamme", senza andare a vedere dove e come sono effettivamente stati generati questi bambini e di chi sono effettivamente parenti. E quali "diritti" sono stati negati a monte. Davanti al fatto che molti partecipano a questo commercio e ci sono belle cifre in gioco, ecco che diventa la "nuova normalità".

Lo so, sono cose che ho già scritto varie volte ma pare che sia necessario ripeterle.
Video - al netto dei concetti marxisti, il resto è semplice evidenza.
Video - come confermato da questo lapsus per cui la signora Boldrini si è mangiata le mani, la "migrazione" come STILE DI VITA.

Aggiungo che mai come in questi giorni appare chiaro chi sono i "progressisti" italiani e che l'Italia all'estero non ha amici. Cosa che di conseguenza dovrebbe fare pensare o ripensare a tante cose.

lunedì, giugno 11, 2018

La sveglia

Se i compagnucci non ve l'hanno ancora detto, in Italia per potersi curare bisogna avere la assicurazione privata come negli USA, tanto bistrattata.

Non ci credete?

Ad Aprile dovevo prenotare due esami per la vista presso il locale ospedaletto, da fare in unica sessione tra Novembre e Dicembre. Mi dicono no, non si può, non abbiamo ancora la "agenda degli appuntamenti", torna a Giugno. Oggi torno e, dopo avere aspettato due ore seduto mentre nessuno faceva nulla del mio foglio appoggiato sul tavolo, mi dicono venga, entro nella solita stanzetta dove mi segnano a matita gli appuntamenti sul foglio della "impegnativa", che nel ultimamente da rosso è diventato bianco, cosiddetta "impegnativa elettronica". Poi, cosa che prima non facevo ma adesso, caspita, è "elettronica", devo ripassare dal banco della accettazione e li mi dicono che non hanno i permessi "elettronici" per prenotare i due esami, solo uno. Allora mi rimandano nella stanzetta, dove dopo un po' di armeggiare la signora mi dice non c'è niente da fare, ritorni tra un mesetto oppure venga il giorno dell'esame e vedremo di farglielo lo stesso.

Vorrei fare una strage ma non avendoci lo M-16 come gli Americani, ingoio il rospo e scendo le scale. Non come UCoso che prende l'ascensore. Arrivo al piano terra e devo farmi largo per guadagnare l'uscita attraverso una torma rumoreggiante di vecchietti in confusa fila davanti ad un'altra accettazione (Ortopedia?), ognuno coi suoi scartafacci in mano.

Ciliegina sulla torta depressiva, arrivo sulla ciclabile della accoglienza, che poi una volta si chiamava marciapiedi e qualcuno ha strappato via lampada e portalampada, c'è solo il cavo penzoloni.

Ecco i risultato della ventata nazifascista.

sabato, giugno 09, 2018

Bellissima giornata e impresona

Insomma, per me è stata una piccola impresa salire al rifugio Buzzoni partendo da Introbio, sono 1000 metri di dislivello per 2 ore e 30, camminando spediti. C'ero già stato, come potete leggere qui ma ero più in forma. Comunque, stamattina mi sono alzato presto, ho preso lo scooter e mi sono diretto verso la Valsassina, risoluto e canticchiando questo motivetto.

Oggi è stata una giornata bellissima, la montagna era intrisa d'acqua come una spugna, arietta freschina, la vegetazione in pieno rigoglio, mai visto tanto verde. C'è una specie di alberi che non so identificare che riempo il bosco di fiori gialli a grappolo con un intenso odore con una nota di agrumi. Il sentiero per me è molto bello, c'è solo un tratto di pietraia subito prima (salendo) della pineta, il resto è foglie e terra, tutto coperto dagli alberi. Sono arrivato coi miei tempi e ritmi al rifugio, piano piano si è riempiti di escursionisti e gitanti, perché si può raggiungere più facilmente scendendo dalla stazione terminale della "ovovia" di Barzio. Mi hanno messo a tavola con tre signori sulla sessantina e li ho rintronati di chiacchiere, più o meno sensate. Ho mangiato polenta e arrosto, un po' salato ma buono, col caffè ho speso 11 euro.

Allego un po' di foto prese col solito telefono Nokia da due soldi, stavolta le divido per argomento.





Faggeta









Panorami
Qui mi trovo sull'altro lato della valle rispetto alla gita precedente da Pasturo







Vegetazione
Alberi coi fiori gialli profumati


Vegetazione
L'ultimo è un faggio secolare celebre presso i locali




Faccione e rifugio
Non ho fatto fotografie fuori e dentro il rifugio perché c'era gente e bambini.

Escursione raccomandatissima, per chi ce la fa.

Postilla: tra i tipi umani che incontri in montagna, vecchi, giovani, tatuati, super-sportivi, panzoni, spicca il "meridionale in gita".
Il "meridionale in gita" si presenta cosi:
- polo stile "rugbista" a righe, da cui ovviamente spunta il pelo e la catena d'oro
- jeans attillati ma spessi
- barbetta mediorientale e occhiali ray-ban com montatura dorata
- scarpe da passeggio chiare, di quelle a suola sottile
- (opzionale) borsello.

mercoledì, giugno 06, 2018

Anche la letterina su Repubblica ci illustra il mondo contemporaneo

Allora, prima leggete il post precedente e guardare il video. Che in pratica è il riassunto di questo blog. Poi leggete la chiosa finale della letterina che pubblica oggi Repubblica sulla rubrica "Invece Concita".
Cara Italia, non siamo mai stati cosi lontani. Quest’anno si celebrano 70 dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, letta a Parigi il 10 dicembre del 1948 da Eleanor Roosevelt ma credo che tu te lo sia scordato...
Mi sento in lutto lo confesso. Sento che tu non sei tu e che ti ho perso...
Ricordati ti prego di quanto hai sofferto quando hai ceduto all’ignoranza, all’intolleranza, al razzismo, alla xenofobia, all’omofobia e alla violenza. Fai in modo che questa sia solo un parentesi, un piccola caduta per poterti poi rialzare fiera e libera come puoi essere solo tu. Il Mondo ha bisogno di un’Italia bella e tollerante dove ognuno abbia le stesse opportunità, la stessa dignità, gli stessi diritti e la stessa possibilità di essere uguale nella sua diversità.
Vi faccio notare che qui ci sono DUE GIRI di giostra.
Nel primo giro c'è il "politically correct" che elenca tutti gli stereotipi della "ideologia liberal", la quale, ve lo ricordo, fu messa a punto alla fine degli anni Sessanta dalle Elite Apolidi per essere diffusa a partire dalle università americane in sostituzione del vecchio marxismo-leninismo, per quanto "universale", non adeguato al progetto "globalista" delle succitate Elite.
Nel secondo giro c'è la riscrittura della Storia d'Italia, che ne prima ne dopo il 1948 fu più ignorante, intollerante, razzista, xenofoba, omofoba o violenta degli USA di Eleanor Roosvelt dove la prassi era quella della "caccia alle streghe", della apartheid, dei presidenti e dei leader politici assassinati a fucilate, eccetera eccetera. Senza contare il solito discorso che nessuno di questi fenomeni ha la minima idea della Storia d'Italia del Novecento, sia per genesi, vita e morte del Fascismo che per i decenni successivi.
Totale distacco dal passato, dal presente e quindi dal futuro.

Riporto ad esempio questa tabella "ovvissima":
Omicidi per 100,000 abitanti, IRXOV sta per "intollerante, razzista, ecc",.
Paese - Percentuale - Totale
Italy - 0.78 - 469 (IRXOV)
Poland - 0.74 - 286 (IRXOV)
Hungary - 1.48 - 146 (IRXOV)
USA - 4.88 - 15,696 (Eleanor Roosvelt, diritti umani)
Come si vede i "diritti umani" vengono insieme a SEI VOLTE più omicidi.