venerdì, luglio 19, 2019

Oggi è andata cosi cosi. Poteva andare peggio.

Mi sono mezzo ribaltato con lo scooter per fare passare una vecchina e ho grattato via un pezzo del carter. Ho comprato tre marche da bollo da 20 euro invece di tre da 2 euro.

Ma per dare una utilità a questo post: Google e Facebook sanno se stai guardando un sito porno.

Allora, cerco di spiegare la faccenda, che per altro ho già discusso in post precedenti. Il fatto è che quando caricate una QUALSIASI pagina Web, questa può eseguire QUALSIASI script e caricare QUALSIASI oggetto da indirizzi esterni, quindi altri script QUALSIASI. Tutta questa roba altro non è che piccoli programmi che eseguono operazioni non direttamente collegate al contenuto del sito che state visitando. Per esempio uno script può creare un identificativo univoco che vi "marca", può seguire la vostra attività nel sito e comunicarla alla sua "mamma" remota, può esaminare altri identificativi e informazioni memorizzate dagli script precedentemente eseguiti quando avete caricato altri siti Web e cosi via.

Lo scopo è identificarvi e raccogliere informazioni su quello che fate quando "navigate". Non solo, ovviamente, che ricerche fate dentro Google, che video guardate dentro Youtube e cosi via, più in generale qualsiasi cosa facciate con Internet. Queste informazioni, nella migliore delle ipotesi, vengono poi rivendute agli inserzionisti per migliorare le "indagini di mercato". Nella peggiore delle ipotesi possono essere usate per informare agenzie governative, aziende private, chiunque sia interessato alle vostre attività per reprimerle, per ricattarvi o che ne so.

Allo stato attuale non esiste la possibilità di evitare completamente il problema. Si può solo "mitigare". Vi raccomando le solite cose:
- usare dei "contenitori" separati per i diversi "tipi" di siti che visitate con Firefox e l'estensione "Firefox Multi-Account Containers". Questa estensione fa in modo che il sito Pincopalla nel contenitore "A" non possa accedere alle informazioni scritte nella cache del vostro browser dal sito Vattelapesca nel contenitore "B". Ogni contenitore equivale ad un "profilo utente" diverso (che è quello che potete fare come extrema ratio se usate Chrome).
Io adopero questi contenitori:
- "google" per il blog, gmail e in generale il mio account Google
- "microsoft" per outlook
- "youtube" per youtube (notare che su Youtube non risulto utente Google)
- "notizie" per corriere, repubblica, cnn, eccetera
- "banca" per homebanking
- "farlocchi" per i siti dal contenuto discutibile
La cosa si può complicare a piacimento. Lo sbattimento è iniziare e associare ogni sito al suo contenitore. Questa estensione andrebbe migliorata ma è un aggeggio messo insieme da Mozilla a tempo perso, su cui non lavora nessuno.

- usare l'estensione "uBlock Origin" in modalità "avanzata" e disattivando per default l'esecuzione di qualsiasi script e il caricamento degli oggetti di terze parti. Questa impostazione poi vi obbligherà ad abilitare manualmente (temporaneamente o permanentemente) l'esecuzione degli script di ogni "sottodominio" necessario a fare funzionare correttamente il sito.
Per esempio, il sito "pornhub" per funzionare richiede di consentire l'esecuzione degli script (ed eventualmente oggetti di terze parti) per i sottodomini:
si > pornhub.com
no ! fonts.googleapis.com
no ! google-analytics.com
no ! icfcdn.com
si > phncdn.com
no ! trafficjunky.net

Il sito del Corriere invece:
si > corriere.it
--- no ! rum-dytrc.corriere.it
no ! akamaized.net *a volte va attivato per certi video
no ! chartbeat.com
si > corriereobjects.it
--- no ! js2.corriereobjects.it
no ! fonts.googleapis.com
no ! google-analytics.com
no ! googletagservices.com
no ! imasdk.googleapis.com
no ! imrworldwide.com
no ! krxd.net
no ! rcs.it *a volte va attivato per contenuti trasversali al gruppo RCS
no ! rcsobjects.it *a volte va attivato
no ! rubiconproject.com

Infine, vi consiglio di andare nelle opzioni, privacy e sicurezza, quindi:
- abilitare la funzione interna "blocco contenuti" di Firefox e tutte le sotto-voci.
- configurare Firefox per non salvare i dati che immettete nei form, non salvare le password e cancellare ogni voce della "cronologia" quando lo chiudete.

martedì, luglio 16, 2019

Cronaca di questi giorni, parte seconda


Il doppio volto del Paese.
di Ernesto Galli della Loggia.

Come vedete, non sono l'unico a sottolineare QUESTO problema catastrofico e a RIBADIRLO ancora.

A parte l'immancabile dichiarazione di ortodossia mondialista che mi fa sudare freddo, "chi può dire infatti se nel destino di Milano non vi sia quello di diventare una vera e propria cosmopoli, una città-mondo sul modello di New York o di Shanghai?", l'editoriale del signor EGdL non fa che confermare quanto dicevo, compreso il fatto che di tutto si parla sui "media" tranne che dei VERI scandali e dei VERI drammi nazionali.

La cosa drammatica è che tutto questo succede perché i "media" non sono pagati dai lettori o dagli spettatori, sono pagati dagli azionisti e dagli inserzionisti. Quindi possono essere solo strumento di manipolazione, non di "verità" e se hanno una qualsiasi utilità, non è quella dei lettori o spettatori.

Mi chiederete perché allora il Corriere pubblica un editoriale in cui si dice "l’analfabetismo e il dilagare dell’ignoranza in buona parte del Mezzogiorno, di cui siamo venuti a conoscenza in questi giorni". Chi ne è venuto a conoscenza? Lo zerovirgola dei lettori? Onestamente, non lo so. Allo stesso modo non so perché su Repubblica hanno pubblicato l'editoriale della signora Ronchey "Perché siamo tornati analfabeti". Forse perché nel complesso della solita propaganda un singolo editoriale non fa differenza, forse perché lo interpretano in maniera differente, per esempio l'editoriale del signor GEdL si può leggere come una critica al M5S. Perché, cosi come la signora Ronchey parla genericamente di "partiti" riferendosi al "Sessantotto", GdL dice "siamo venuti a conoscenza in questi giorni" quando sa bene che è un problema che risale all'Unità d'Italia, ha almeno 150 anni e tutti si sono affannati a nasconderlo invece che a risolverlo.



Ecco cosa ci diceva nel 2015 della Scuola uno che ha gli stessi referenti che hanno i "media". Li era ancora in auge e sproloquiava a reti unificate, adesso scrive surreali lettere a Repubblica. Lettere in cui "Il mondo globalizzato è la più grande chance per l'Italia. ... educhiamo i nostri figli allo studio, al sacrificio, al rischio, alla curiosità", quando dagli Anni Settanta la storia VERA è quella raccontata dalla signora Ronchey e che tutti noi abbiamo toccato con mano, tranne quelli che si vantano del proprio "sapere democratico". Quando ancora prima la storia VERA è quella accennata da EGdL circa "il dilagare dell’ignoranza in buona parte del Mezzogiorno" che ne determina la natura e ne condiziona l'esistenza non da ieri, da sempre.

Infine, ultima considerazione ovvia: le persone della Terza Categoria della Sinistra, quella dei Furbastri, fondamentalmente disprezzano il "popolo" delle altre due categorie. Come mi conferma Augias su Repubblica quando mi presenta un saggio del "professore di scienze politiche Yves Mény. Mentre in rete dilagano fake news e creduloneria, l'autore riflette sul "popolo sovrano" voluto dai rivoluzionari americani e francesi nel nome della ragione, salvo poi ritrovarsi nelle mani di un popolo, appunto, incolto, incompetente e povero, dagli umori imprevedibili e brutali". Augias sarebbe divertente, come al solito, se io fossi un marziano che guarda dal disco volante. Altrimenti è una figura tragica, di quegli "intellettuali" che si pregiano del fossato che hanno scavato tra loro e un "popolo" di cui hanno determinato l'abbrutimento, fingendo poi di non saperne la causa e la ragione. Il "popolo" che Renzi assegna alla "alternanza scuola-lavoro" cosi che possa sfruttare al meglio la chance della Globalizzazione. Oh signore.

lunedì, luglio 15, 2019

Cronaca di questi giorni

Mi fanno giustamente notare che sui "media" la notiziona del momento è lo "scandalo" degli intrallazzi della Lega con... boh, non ho capito con chi, quindi diciamo genericamente "con la Russia".

Uno "scandalo" che per ora non si basa su nessun fatto concreto, a parte che un certo tizio italiano, pare appartenente agli ambienti della Lega anche se non si sa bene a che titolo, trattava con dei tizi russi circa un commercio di oli combustibili.

Staremo a vedere come evolverà la faccenda, per ora sembra lo scimmiottamento dell'analogo caso "Russiangate" montato su Trump dai "media" americani, con il coinvolgimento delle agenzie governative tipo FBI e che poi è finito nel nulla.


Nello stesso momento i "media" non raccontano nulla di questo "scandalo":
Inchiesta Angeli e Demoni sui bambini strappati alle famiglie per lucrare sulle cure di psicoterapia.
... Le ipotesi di reato, a vario titolo, sono di frode processuale, abuso d’ufficio, maltrattamento di minori, violenza privata, depistaggio, falso in atto pubblico, tentata estorsione, peculato d’uso, sino alle lesioni gravissime a causa dei traumi subiti dai bambini durante l’affido, che hanno portato alcuni di loro ai gesti di autolesinismo o alla tossicodipendenza.
Non raccontano nulla di questo altro "scandalo":
Il procuratore generale della Cassazione si è dimesso.
... sulla scorta del contenuto di una conversazione intercettata dal trojan inserito nel cellulare di Luca Palamara, è indagato per rivelazione di segreto d'ufficio.
Se vi chiedete cosa c'è a monte di questo fatto di cronaca, ecco:
Lo scandalo nella magistratura italiana, spiegato.
L’indagine su Luca Palamara, spiegata.

Vi faccio presente un altro piccolo problema: per qualche ragione sulla quale non mi sento di azzardare delle ipotesi, il PD ha messo insieme un "team" di legali con il quale dichiara di volere procedere con una querela contro chiunque diffonda "odio, insulti, fake news, eccetera" sui "social", presumo aventi come oggetto il PD o esponenti del PD. In particolare, tutti quei "troll" che osano mettere in relazione il PD o esponenti del PD con i due "scandali" sopra citati.

Perché solo in quel caso si può parlare di reato, negli altri casi è "disobbedienza".
Ecco per esempio cosa scrive Adriano Sofri sul Foglio:
Tentativo di rivalsa nei confronti del ministro dell'Interno, che lancia attacchi violenti a nome del governo.

Senti, brutto stronzo. Ti piace insultare una giovane donna in gamba a nome del governo italiano, eh? Maramaldo. A nome degli italiani, 60 milioni? Pallone gonfiato, ceffo vigliacco. Ti sei rotto le palle, eh? Coglione. Te li sudi tu i tuoi selfie, eh?, disgustoso gradasso.
Tanto per capire cosa è l'Italia, del signor Sofri si scrive "è un saggista, giornalista, scrittore e attivista italiano", però bisognerebbe aggiungere: "ex leader di Lotta Continua, condannato a ventidue anni di carcere – dopo un lungo iter giudiziario – quale mandante, assieme a Giorgio Pietrostefani, dell'omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi". Condanna di cui ha effettivamente scontato 9 anni in carcere e 7 in semilibertà e arresti domiciliari.

Il signor Sofri scrive sul Foglio, un quotidiano fondato da Giuliano Ferrara che, grazie al fatto che risulta essere l'organo ufficiale di un partito politico, di cui nessuno ha mai sentito parlare, tale "Convenzione per la Giustizia", dal 1997 al 2017 ha ricevuto oltre 53 milioni di euro di contributi statali per la "editoria". Ferrara dichiarava:
... la legge dava una possibilità e noi l'abbiamo sfruttata, è un trucco nel senso che non era un vero partito, era un... Sì avevamo chiesto a due amici, Marcello Pera, che faceva parte del centro destra, senatore, e Marco Boato, deputato del centro sinistra, due persone amiche, due lettori del giornale, di firmare per il giornale, abbiamo fatto questa convenzione... un escamotage, sì, legale, perfettamente legale.
A questo proposito, essendo io dichiaratamente pedante, vi ricordo la faccenduola del fallimento de l'Unità. Vi devo ricordare anche questo dettaglio, riguardo il signor Ferrara e, di riflesso, il signor Sofri:
Nato in una famiglia antifascista, Giuliano Ferrara è figlio del senatore comunista Maurizio Ferrara (direttore de l'Unità e presidente della Regione Lazio) e di Marcella de Francesco (partigiana gappista e poi a lungo segretaria particolare di Togliatti).
Ferrara, dopo aver lasciato la facoltà di Giurisprudenza, si avvicina alla politica da contestatore sessantottino, partecipando agli scontri di Valle Giulia (1º marzo 1968).
Nel 1973 è responsabile, per il Partito Comunista Italiano di Torino, del coordinamento provinciale FIAT e scrive sul quindicinale Nuova società. Nel 1977, sempre per il PCI torinese, è responsabile del settore scuola e cultura, per poi divenire due anni dopo segretario cittadino. Come tale l'8 giugno 1980 viene eletto consigliere comunale nel capoluogo piemontese diventando in dicembre il capogruppo comunista.
Ma signori, il problema sono le "fake news" sui "social", è quella l'emergenza su cui giustamente il PD interviene, emergenza su cui si dovrebbe pronunciare il legislatore, meglio se "europeo" meglio ancora se "mondiale".

AGGIUNTA DOVEROSA: Il dossier Mitrokin.
C'è tutta una storia patria, fino all'altro ieri, che o viene rimossa o viene riscritta.

domenica, luglio 14, 2019

Al lettore meridionale

Caro lettore meridionale, ti spiego la ragione della reciproca insofferenza.

Premesso che tutto il mondo è paese quindi ci sono bravi e cattivi, belli e brutti ovunque nel mondo, la ragione per cui il Nord vorrebbe la "autonomia" è che non vuole essere tirato a fondo da quello che percepisce non solo come un peso morto ma come una infezione, una cancrena.

Il Nord non sopporta l'idea che a centocinquantanni dall'Unità il Sud non faccia nessuno sforzo per tirarsi fuori dalle sue magagne ataviche, anzi, che abbia impostato l'esistenza sull'esercizio del Piangi e Fotti, tanto più fastidioso quanto esibito e celebrato.

Il fatto è che al Nord sussiste l'idea della "cittadinanza" che comporta diritti e doveri, di conseguenza la "comunità" si aspetta determinate virtù dai cittadini e i cittadini si aspettano che la "comunità" contraccambi garantendo determinate funzioni. Significa che al Nord il cittadino paga le imposte, differenzia i rifiuti, rispetta le leggi e le regole e nello stesso momento pretende che la fornitura di acqua sia impeccabile e che magari ci sia la casina comunale dell'acqua gasata gratis, pretende che due volte alla settimana passi l'azienda che ritira i rifiuti e che pulisca le strade, che se al mattino c'è il mercato alle quattro del pomeriggio sia tutto pulito. Se poi capita l'inaspettato, l'evento eccezionale, ecco che il cittadino inverte l'equazione e invece di aspettare che qualcuno lo aiuti, si aiuta da solo. Esempio: Tromba d'aria sulla riviera romagnola.

Lasciando da parte i toni celebrativi, trionfalistici, l'episodio è perfettamente normale nel quadro della "cultura" del Nord Italia. Tu fai il tuo e ti aspetti che il "pubblico" faccia il suo. Magari cerchi di imbrogliare e ti aspetti che il vigile ti dia la multa. Quando il "pubblico" viene meno, esci di casa, ti accordi coi vicini e ti sporchi le mani in prima persona. Al Nord non ci sarebbero mai montagne di rifiuti per le strade perché se l'azienda preposta non venisse a ritirarli, i cittadini si organizzerebbero in proprio. E non dandogli semplicemente fuoco, quella sarebbe l'azione degli immigrati ma provvedendo le ruspe per rimuovere e i camion per trasportare.

Nella mia vita la prova pratica di questa "impostazione culturale" l'ho avuta durante la naja. Il compianto Corpo degli Alpini, eliminato quando è stata sospesa la Leva, era concepito esattamente secondo questi principi. Ogni unità degli Alpini, giù fino alla squadretta con a capo un caporale, operava nelle regole della catena di comando ma, se lasciata da sola, operava in completa autonomia, coi mezzi disponibili o inventandoseli. Non c'era bisogno di dirlo, era dato per scontato. Banalmente significa che se si rompe il cesso, fai rapporto. Se non viene nessuno a riparare il cesso, te lo ripari da solo. Se continua a non venire nessuno, magari ne fai altri due di cessi, tanto per. Questo spiega perché gli Alpini in congedo nel tempo si sono proposti come una specie di "Protezione Civile" non-ufficiale. Portati nel luogo di un disastro, erano capaci non solo di essere autonomi per la propria sussistenza ma di riparare, costruire, sfamare, alloggiare, senza richiedere direttive o supporto.


Quindi, ecco cosa divide il Nord e il Sud. Al Nord lo "Stato" siamo noi. Al Sud lo "Stato" ti lascia solo.

Quando vediamo, come nel caso dei post precedenti, che un servizio critico come l'Istruzione non funziona, al Nord vogliamo risolvere il problema mettendoci le mani, al Sud il problema diventa l'occasione per piangere miseria e fottere lavoretti e pensioncine. Al Nord "autonomia", al Sud "statalismo" assistenziale, che poi non deve togliere l'occasione per piangere e quindi fottere.

Diventa intollerabile quando il Sud ti dice che non vuole che tu risolva un problema perché questo toglierebbe "risorse" da destinare agli stipendietti e alle pensioncine. Cioè che il problema non deve essere risolto perché il problema è la ragione d'essere del Sud o meglio, del rapporto tra Nord e Sud.

Tra i centomila post sull'argomento, forse potreste dare una occhiata a questo.
Sulla depurazione, l’Italia è oggetto di due condanne e di una terza procedura d’infrazione, che riguardano complessivamente 909 agglomerati urbani, di cui il 25% in Sicilia (231 agglomerati), 143 in Calabria (16%), e 122 in Campania (13%).

venerdì, luglio 12, 2019

Sono testardo e anche pedante parte seconda

La democratizzazione del sapere iniziata negli anni ’70 e strumentalizzata dai partiti ha prodotto solo ignoranza. L’uso errato del web e il consumismo hanno fatto il resto.

... la lotta alla "logocrazia", ossia alla prevalenza della parola nell'insegnamento, a favore, invece, dell'uso delle immagini.

... un nuovo genere di analfabetismo - condizione che, com'è noto, aiuta ad opprimere e dominare le masse, non certo a promuoverne l'autodeterminazione o la coscienza politica - la cui caratteristica saliente è convincere illusoriamente chi ne è soggetto di essere invece in possesso della cultura.

... Secondo studi scientifici di recente pubblicazione il Q.I. dei giovani europei ha cominciato a calare proprio negli anni '70 e si è ridotto da allora a oggi con una media di 7 punti per generazione
- SILVIA RONCHEY su Repubblica.

Ovviamente, la signora Ronchey evita di fare nomi e cognomi, di raccontare cosa è successo dagli Anni Settanta ad oggi, scrive genericamente "i partiti", come se non sapessimo chi ha da sempre reclamato l'egemonia della "cultura" e si premura di assicurare il lettore che si tratta del CASO e non di un complotto, di qualcosa di creato ad arte.
Adesso, mettete in relazione queste immagini col post precedente. Istruzione. Autonomia regionale. Il Movimento 5 Stelle "garante".

Il Corriere, nel 2013, ci raccontava:
MILANO - Penalizzati da insegnanti severi, tirati nei voti. Gli studenti lombardi portano a casa pagelle meno brillanti, escono dalla maturità con punteggi più bassi e devono fare salti mortali per conquistare la lode. Anche se risultano più preparati. C'è uno spread della valutazione che poi pesa quando presentano il curriculum, quando vanno ai concorsi, quando cercano lavoro, il teorema non è nuovo, la novità sono i dati. I ragazzi di Milano e dintorni brillano ai test Invalsi e nelle rilevazioni Ocse Pisa, prove standard, uguali per tutti, ma quando le valutazioni sono soggettive, scrutini ed esami di maturità, la partita la stravincono i colleghi del Sud a partire dai calabresi, che però restano indietro nei test nazionali.

E Repubblica, nel 2014:
... graduatoria per la scuola primaria della provincia di Torino, alla quale il ministero ha assegnato 258 posti da suddividere a metà tra precari e vincitori di concorso. Delle 129 cattedre che dovrebbero andare - il contingente preciso delle assunzione in favore dei precari dipende anche da quanti sono i vincitori di concorso rimasti senza posto - ai precari storici ben 108 verranno assegnate a freschissime new entry provenienti dalle regioni meridionali. Metà delle quali provenienti dalla Sicilia.
... la graduatoria della scuola primaria della provincia di Milano è stata letteralmente presa d'assalto dai maestri delle regioni meridionali, dove la disoccupazione è ormai a livelli greci. Dove il 98 per cento dei 245 posti disponibili nelle scuole della provincia del capoluogo lombardo sarà occupato da docenti meridionali.


Le ultime elezioni europee. Cosa "garantisce" il M5S?

Dopo il caso drammatico di Roma, amministrata dal "Movimento", eccoci al caso Torino. Ripeto la domanda, cosa "garantisce" il M5S? Per altro, il sindaco del "Movimento" viene da Sinistra, Ecologia e Libertà, mica pizza e fichi. o Fico.


Sono abbastanza sicuro che c'è una correlazione con i test INVALSI

... al Nord, sempre con la media nazionale posta a quota 200, raggiungono 211 punti, lasciando indietro tutti: 197 per gli studenti di Toscana, Lazio, Umbria e Marche, 194 per i ragazzi delle regioni meridionali e addirittura 185 punti per quelli di Sicilia ...


Come sopra, c'è una correlazione con i test INVALSI ma non ditelo a Saviano

-- Selezione di post precedenti (alla voce INVALSI).
-- Ulteriore selezione di post precedenti (alla voce SCUOLA).

mercoledì, luglio 10, 2019

Sono testardo e anche pedante

Quindi ripeto sempre le stesse cose.
Si conferma anche per la quinta superiore il divario tra le regioni del Nord nelle quali l’insufficienza grave nelle prove di italiano è quasi fisiologica al di sotto del 10 per cento e quelle del Sud dove sfiora il 20 per cento in Puglia e Molise e supera il 25 in Calabria: «In quest’ultima regione è come se uno studente su quattro non fosse andato a scuola», commenta Ricci.

Ma il vero problema della scuola superiore in Italia resta la matematica: ci sono regioni come la Calabria, la Campania e la Sicilia dove il 60 per cento dei ragazzi non ha raggiunto le competenze minime richieste dai programmi.

A cui segue il famoso "orgoglio".
"L'autonomia è nel contratto e si farà - ribadisce come detto Di Maio su Facebook - ma sarà un'autonomia per tutti gli italiani, equilibrata e giusta. Di spaccare il Paese in due e lasciare il Centro-Sud isolato non se ne parla. Se mio figlio va a scuola deve avere le stesse opportunità degli altri bambini. Insomma, facciamo le cose fatte bene e il MoVimento 5 Stelle ne è il garante
Al solito, auto-ironia inconsapevole.
La verità è che a nessuno importa se gli studenti sanno leggere, scrivere, fare di conto, quello che importa è che siano garantiti stipendiucci e pensioncine. Di cosa è garante esattamente il "Movimento"? Ah, le risate. Amare.

lunedì, luglio 08, 2019

Da Introbio al rifugio Buzzoni

Informazioni di servizio: per andare al Buzzoni da Introbio si prende il sentiero 25. Ci sono due modi, all'ingresso del paese, parcheggiare presso la stazione dei Carabinieri e girare a destra dopo il torrente oppure parcheggiare dalla parte opposta, uscendo dal paese verso Primaluna, tornare indietro a piedi e prendere la via "delle ville". Io di solito faccio questa seconda strada. Il sentiero non è ripido ma è parecchio lungo, sempre nel bosco, alcuni tratti sono di pietrisco. Serve una certa resistenza, io ci metto 2.5 o 3 ore a seconda della voglia. Il sentiero 25 si incontra a due terzi di strada con il 19 (credo) che viene da Barzio. Vi ricordo che al Buzzoni si arriva anche dal versante opposto, prendendo la funivia da Barzio ai Piani di Bobbio e da li il sentiero 11 (credo), che dura un'oretta. Se usate la funivia, controllate l'orario di chiusura, mi sembra che sia alle 17.




A metà strada mantenevo ancora un contegno.




Quest'anno invece della fioritura dei maggiociondoli
ho incontrato quella di un altro albero, indovinate quale.



La quantità di insetti era incredibile, si sentiva
un costante brusio, come un enorme alveare.


La Grigna sulla via del ritorno.




Incredibile ma vero, ce l'abbiamo fatta anche questa volta.