lunedì, settembre 27, 2004

The Day After Park

Be' ieri sono andato a fare due passi nel Parco Nord. E' interessante per due aspetti, uno perche' e' un parco realizzato in tempi recenti utilizzando spazi "di risulta", cioe' spazi che sono rimasti come avanzi del boom edilizio e relative opere di speculazione immobiliare, due per la gente che lo popola. Il primo espetto e' evidente nel disegno delle aree piantumate, estremamente razionalista che si contrappone ad esempio al disegno del Parco di Monza, realizzato alla fine dell'800, che invece cercava di replicare una natura selvaggia e neo-romantica. E poi ovviamente dai manufatti che qui e la' affiorano tra le piante come bunker di una guerra atomica e dalle aree in cui non si puo' fare a meno di pensare "chissa' cosa c'e' qui sotto", inteso come discarica di scorie nucleari. A proposito della gente, e' una fauna metropolitana che converge al parco dai palazzoni intorno, ma e' tutto sommato incoraggiante che il parco sia pulito e senza tracce di vandalismo. Forse la gente rispetta istintivamente i pochi spazi verdi disponibili o forse il Parco Nord incute un po' di tristezza e di timore reverenziale con questa sua aria di residuato bellico.
Sito del Parco: parconord.milano.it

3 commenti:

  1. Il reazionalistico è refuso di razionalistico o sta per "con intento e logica di reazione"?
    Cosa significherebbe, in questo caso, un parco reazionalistico?

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  2. Parco Nord è una delle tante manifestazioni del soviet locale. Un'area di risulta tra le fabbriche che viene attrezzata per la ricreazione del solerte operaio. Tutto emana dal soviet, il disegno, la manutenzione, gli eventi, eccetera. Meglio averlo il parco che non averlo.

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  3. Mi pare che, tutto sommato, il tio giudizio sia positivo.

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