mercoledì, ottobre 06, 2004

Emigranti ed Immigrati

Aggiungo un mio post sull'argomento degli sbarchi. Non me la prenderei piu' di tanto per il post di Gilbertino che evidentemente e' un po' "naive", d'altra parte viene dalle isole Kiribati. Vorrei precisare due punti: l'immigrazione da che mondo e' mondo e' soggetta ad una regolamentazione, altrimenti non e' immigrazione ma diventa invasione. Il concetto e' lo stesso di qualcuno che entra come ospite a casa tua, oppure qualcuno che entra senza il tuo permesso. E' implicito nel concetto di Stato il fatto che abbia dei confini presidiati, cosi come e' implicito nel concetto di casa che abbia delle mura e una porta vigilati dal padrone di casa. Se la cittadinanza italiana, cioe' il diritto di risiedere in italia con onori ed oneri derivanti dalla cittadinanza previsti dalle leggi dello Stato, fosse esteso a tutta l'umanita' questo implicherebbe come logica conseguenza che l'Italia come "nazione" cesserebbe di esistere per diventare solo il nome di una localita'.

Emigranti italiani all'inizio del '900

Secondo punto, l'Italia storicamente e' terra di emigranti. Sulla figura dell'emigrante che arriva ai nostri confini oggi si fa un sacco di retorica che lo equipara idealmente e spesso anche giuridicamente ad un profugo di guerra o ad un rifugiato politico. In realta' la molla che spinge l'emigrante del passato come quello odierno e' semplicemente la speranza di trovare condizioni lavorative piu' vantaggiose delle opportunita' che ha a disposizione nel suo paese, quindi e' una questione meramente economica. E' ovvio che poi dalla possibilita' di ottenere un migliore tenore di vita discendono tutta una serie di corollari, cosi come e' ovvio che nei paesi da cui provengono gli immigrati ci siano spesso condizioni socio-politiche di crisi e i diritti civili e le opportunita' delle persone non possono essere confrontabili con quelle che esistono qui. Ma ancora, e' proprio per creare e mantenere condizioni socio-politiche e culturali che soddisfino le ambizioni degli abitanti che nascono, spesso attraverso processi lunghi e sofferti, gli Stati nazionali e quindi le frontiere, per differenza con altre comunita' circostanti.

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