lunedì, ottobre 18, 2004

Essere e/o Apparire

Tratto da un articolo di Republica: I jeans a vita bassa delle quindicenni
"Professore, ma non ha capito che oggi solo pochissimi possono permettersi di avere una personalità? I cantanti, i calciatori, le attrici, la gente che sta in televisione, loro esistono veramente e fanno quello che vogliono, ma tutti gli altri non sono niente e non saranno mai niente."
A parte il tono un po' scontato da intellettuale di sinistra dell'articolo, ci sono alcune considerazioni interessanti da fare secondo me:
1. Che ruolo ha la famiglia e che ruolo ha la scuola? Che ruolo hanno i genitori e che ruolo hanno i professori? Cosa insegnano i genitori e cosa insegnano i professori? In teoria la scuola dovrebbe darti delle nozioni e degli strumenti per pensare. Ma pensare a cosa serve se per "esistere" devi fare la veline o il calciatore? I genitori possono proporre dei modelli di comportamento, ma quali modelli proporre? Proporre modelli contro corrente significa proporre una vita da "drop-out", la "non-esistenza" assoluta, ancora peggiore dell'anonimato che si aborrisce nel brano soprastante.
2. E' un fatto che nella vita "reale" non conta chi sei "dentro", se sei Mozart o Kant, anche a livelli minimi contano solo (o prevalentemente) le PR e quindi la quantita' e qualita' della rete di relazioni che ti costruisci intorno. Ne consegue che la "esistenza" e' funzione del numero di relazioni e della tua posizione in questa galassia rispetto ai "centri di potere". Cioe' tu esisti se gli altri dicono che esisti e piu' lo dicono e piu' esisti, e' una idea di esistenza che e' funzione della "approvazione".
3. Quindi leggere un libro o avere una idea non ti fa "esistere", avere il look giusto invece ti aiuta a creare e mantenere le PR e percio' seguire la moda e' una necessita' pratica.
Il concetto di "personalita'" del brano sopra non e' affatto legato allo "Universo Interno" della persona, cioe' la sfera sprirituale, i pensieri, le idee, eccetera, piuttosto e' vicino alla idea di "carisma".

2 commenti:

  1. Purtroppo ha ragione, ma che orrore.

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  2. Aggiunta, quelli che possono permettersi una personalità li abbiamo creati noi e se dobbiamo vivere nella loro ombra allora non capiamo che possiamo anche distruggerli, tutti, nessuno escluso.

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