giovedì, ottobre 28, 2004

Jeanette Winterson

"La materia, quella cosa così solida, così ben conosciuta,

proprio quello che si tiene in mano e di cui è fatto il corpo,

allo stato delle nostre conoscenze attuali è costituita soprattutto da spazio vuoto.

Spazio vuoto e punti di luce.

Che morale possiamo trarne sulla realtà del mondo?"

1 commento:

  1. Mi avventuro in una disquisizione para - filosofica.
    Molto moltissimo tempo fa qualcuno ha detto:
    "Nulla e'"
    "Se anche fosse, non sarebbe conoscibile"
    "Se fosse conoscibile non sarebbe esprimibile"
    Poi, passato un po' di tempo un tale Cartesio espresse l'idea in altri termini e cioe' (in latino) "cogito ergo sum", che contrariamente a quello che pensa Gilbertino, vedi intestazione del suo Blog, significa "penso, quindi esisto". Cioe' portato alle estreme conseguenze, la "realta' oggettiva" e' solo una rappresentazione dell'IO.
    E da li in poi era tutta discesa.
    Secondo me la questione del rapporto tra "io pensante" e "realta' oggettiva" e' irrisolta, diciamo che il brano citato di Winterson introduce "la materia" come fatto assodato e scontato ma secondo me o lo assumiamo come un concetto primitivo oppure come una idea convenzionale.

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