martedì, ottobre 11, 2005

To blog or not to blog

Scrivere in un blog presenta qualche difficolta'.
La prima e' definire una "linea editoriale" cioe' che tono dare al blog. La maggior parte sono dei diari e qui e' difficile non andare sopra o sotto le righe. Perche' a differenza di un diario che e' una cosa privata, il blog serve per pubblicare dei contenuti, quindi si scrive perche' chiunque possa leggere. D'altra parte, se non si parla di se stessi e delle proprie esperienze, e' difficile trovare argomenti senza finire per fare copia-incolla da un sito di news. C'e' poi un altro aspetto interessante di cui si e' discusso e si continua a discutere. Se si scrive in un blog si corre costantemente il rischio di pubblicare considerazioni o informazioni "sensibili" o "riservate" riguardo a persone, il lavoro, l'azienda, eccetera. Facciamo il caso di un impiegato della azienda X che nel suo blog personale parli male di un dirigente o descriva i difetti di un prodotto. Oppure il blog tenuto da un soldato al fronte nel quale descrive la sua giornata passando involontariamente informazioni sulle operazioni militari, sulle procedure, sui turni di guardia. Esiste tutta una casistica di impiegati licenziati per il contenuto del loro blog e di mil-blog chiusi per ordine superiore. Addirittura c'e' una corrente di pensiero che vorrebbe regolamentare i blog con una apposita normativa che in qualche modo equipari i blog ad un media convenzionale. Questo perche' adesso i blog "bypassano" le notizie ufficiali e i media con effetti a volte devastanti nel bene e nel male.

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