giovedì, dicembre 29, 2005

Il Web 2.0 e il valore medio dei contenuti

Riflessione del giorno: IL WEB 2.0 E IL VALORE MEDIO DEI CONTENUTI
Cos'e' il Web 2.0? Prendo spunto dal blog di Simone. Faro' un ragionamento da "utente". Una volta, tanto tempo fa, a qualcuno era venuta l'idea di collegare i computer tra di loro usando il telefono. Vi ricordate il film "Wargames"... accoppiatore acustico eccetera. Io non ho mai provato con quello pero' avevo un modem a 2400bps(3K) e lo usavo per collegarmi alle famose BBS che altro non erano che computer a casa di qualcuno che tu chiamavi facendo una normalissima telefonata col tuo modem e dall'altra parte ti rispondeva il modem del gestore della BBS che ti dava accesso a parte del suo harddisk. Eistevano dei software ingegnosi, in modalita' testo, che permettevano di inviare e ricevere dei file (non tutti sanno che lo ZIP e' stato inventato proprio per le esigenze dei modem di quei tempi) e anche di scambiarsi dei messaggi, che non erano ancora le email. La cosa bella era che le BBS erano poi collegate tra di loro in un network "differito" cioe' ad una certa ora ogni BBS chiamava un tot di altre BBS e gli inviava dei pacchetti contenenti i messaggi da inoltrare, in modo che un messaggio spedito tramite la BBS X a Milano arrivasse alla BBS Y a Mosca entro un certo tempo che era nell'ordine delle settimane.
Il tutto era ESTREMAMENTE criptico, per iniziati.
Poi si e' diffuso Internet e una nuova generazione di software che hanno reso la vita piu' comoda a tutti, tanto che oggi moltissimi utenti non sanno capire la differenza tra il browser e Internet come concetto, dicono "apro internet" e per loro e' tutto li. Il succo del discorso di Internet prima maniera erano/sono i "siti" cioe' le pagine corrispondenti ad un indirizzo che si possono trovare tramite un motore di ricerca o un link diretto e nelle quali sono pubblicati i contenuti. All'inizio dotarsi di un indirizzo Internet (il dominio) e creare le pagine su un server era una cosa che aveva dei costi e richiedeva alcune conoscenze tecniche, quindi una cosa per "esperti", di conseguenza esistevano due tipi di contenuti, i siti "ufficiali" di solito corrispondenti ad una istituzione e i siti "amatoriali", creati per hobby da qualche appassionato di computer.
New Economy e palle varie, arriviamo ai giorni nostri.
Per rispondere alla esigenza di aggiornamento dei siti nel tempo sono state sviluppate delle tecnologie che permettono a chiunque di pubblicare contenuti. Sempre piu' dispositivi sono stati collegati ad Internet perche' e' li, esiste ed e' il modo piu' semplice per collegare delle cose. Nasce cosi l'idea del Web 2.0, cioe' un network dove in pratica qualunque cosa e chiunque e' permanentemente collegato e puo' inviare e ricevere dati. Internet non e' piu' fatto dagli "esperti" e i contenuti non sono piu' "selezionati". Pensiamo al concetto di "notizia", una volta una notizia era pubblicata sul giornale, fonte autorevole, quindi era "vera". Poi la stessa notizia e' stata pubblicata sul sito Web del giornale e quindi vabbe', era ancora vera, anche se per sua natura piu' "volatile". Oggi chiunque puo' pubblicare una notizia, quindi come distinguere tra la notizia vera e quella falsa? Lo stesso giornalista che scrive sul sito del giornale puo' avere un blog personale piu' autorevole, piu' interessante, piu' obbiettivo (o piu' assolutamente falso) del sito dove scrive "ufficialmente". Che differenza c'e' tra una redazione "ufficiale" che risponde ad un editore e una redazione "virtuale" fatta da persone anonime che pubblicano contenuti, per esempio notizie di sport? Per assurdo la redazione virtuale potrebbe essere meglio per mille motivi. E' risaputo ormai che la migliore copertura degli eventi drammatici si trova su Internet, gli utenti e i blogger sono come i radioamatori che trasmettevano notizie di prima mano dai luoghi piu' lontani e le rilanciavano da uno all'altro. C'erano e ci sono blogger in guerra, blogger che scrivevano da New Orleans inondata, eccetera.
Internet per me era la Enciclopedia Finale di un omonimo racconto di fantascienza. La summa di tutto lo scibile umano facilmente ed istantaneamente accessibile. Ma adesso col Web 2.0 mi chiedo, data la difficolta' di discriminare i contenuti e le fonti, se diventera' piuttosto la summa di tutte le cagate mai pensate, scritte, fotografate, videate ecc. Ok, certo, in mezzo ci saranno delle idee geniali, dei capolavori, eccetera ma come trovarli? Pensiamo a Wikipedia, un progetto di enciclopedia libera dove gli articoli sono scritti e revisionati dagli utenti. Piu' gente ci scrive e piu' articoli vengono pubblicati e piu' diventa pressante la necessita' di filtrare e revisionare i contenuti, pena la perdita di attendibilita' delle informazioni e quindi l'utilita' e il senso della enciclopedia. Uno non consulta l'enciclopedia se pensa che quello che legge forse e' cosi e forse no... E' vero che viviamo nell'era delle verita' probabilistiche, ma questo e' un altro discorso... Pero' penso che i motori di ricerca abbiano lo stesso problema in merito alla "pertinenza" dei risultati di una ricerca. Gli algoritmi attuali devono per forza discriminare i risultati secondo qualche regola e anche gestire la indicizzazione dei contenuti per non essere travolti dalla mole di informazioni pubblicate...chissa', ci saranno delle teorie, non a caso Google e' uno degli attori piu' in vista in questo momento.

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