giovedì, febbraio 16, 2006

Che bello vivere di contraddizioni

Dal sito del Corriere:
Kamikaze contro i marines, non è terrorismo
Caso Daki e guerra in Iraq, le motivazioni dell'appello rafforzano le assoluzioni decise dal giudice Forleo
MILANO — «L'instradamento di volontari verso l'Iraq per combattere contro i soldati americani non può essere considerato sotto alcun aspetto un'attività terroristica». E questo nemmeno quando, come in questo caso, «appare chiaro il reclutamento di kamikaze».

C'e' solo un piccolo particolare contradditorio e cioe' che l'Italia ha inviato propri soldati in Iraq e in Afganistan per affiancare gli Americani. Non solo, ma uno dei "suicidi" si e' fatto esplodere presso una caserma italiana a Nassirya, provocando 19 morti. Quindi in sostanza il giudice sta dicendo che e' lecito gestire sul territorio italiano una organizzazione che ha lo scopo di reclutare e inviare volontari per ammazzare soldati italiani e "alleati". Ennesima dimostrazione della attitudine italiana a cominciare le guerre con uno schieramento per finirle nello schieramento opposto, alla bisogna. Poi pretendiamo che all'estero ci prendano sul serio... In linea teorica a questo punto gli Americani potrebbero considerare l'Italia come "avversario" invece che come "alleato" visto che si trovano contro gente che non arriva solo dalla Siria, dalla Cecenia eccetera ma anche da Milano e Varese. Mi viene in mente che i cavalli in bronzo che sono a San Marco a Venezia sono parte del bottino che i Veneziani riportarono dal sacco di Costantinopoli, compiuto da Crociati che in teoria avevano giurato di combattere gli "infedeli" per liberare la Terrasanta. Il sacco di Costantinopoli ne provoco' la successiva caduta nelle mani degli Ottomani, tanto e' che oggi si chiama Istambul e la basilica di Santa Sofia e' una moschea.

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