venerdì, febbraio 17, 2006

Internet di Stato

Da Punto Informatico:
Bloccato l'accesso a 500 siti dall'Italia
Sono quelli che offrono giochi d'azzardo senza aver sottoscritto un'apposita licenza con i Monopoli di Stato. Dal 24 febbraio sarà impedito agli utenti nostrani di accedere a quelle pagine web.
[...]
Di interesse segnalare come, alle polemiche suscitate dalla censura dei siti stranieri, i Monopoli ribattano con una dichiarazione della Direzione Generale secondo cui, tra le altre cose, il provvedimento "non è oscurantista in quanto tende a non rendere accessibili i siti di quegli operatori che hanno deciso scientemente di oscurare – loro sì! – il sistema delle regole che ogni Paese democratico si dà e deve darsi per salvaguardare i consumatori, l'ordine pubblico ed il sistema competitivo".


Mie considerazioni:
E' una nuova moda, gli organi giudiziari e la polizia postale decidono quali siti Web io posso visitare e quali e' meglio, per il mio bene ovviamente, che io non veda.
Quando si limita la liberta' delle persone in nome dei consumatori, dell'ordine pubblico e del sistema competitivo direi che si sente parecchia puzza di bruciato.
Assomiglia tanto al controllo di Internet che hanno in Cina.
Ulteriore prova che Internet, quando viene meno l'interesse per un nuovo modo per fare business alle spalle dei "consumatori", diventa solo fastidio per tutti i "poteri" e gli "interessi" che non sanno cosa farsene. Quando non vedono una vera propria minaccia all'ordine costituito. Facciamo prima se ribaltiamo il concetto. Diciamo che da domani possiamo accedere solo ai siti e ai server approvati dallo Stato.

Edit:
Da Punto Informatico:
Se la frase precedente vi vede d'accordo, allora c'è bisogno di questo articolo.
[...] alcuni brillanti ingegni nostrani, ispirandosi ai famigerati e vituperati censori telematici cinesi che stanno facendo da anni la stessa cosa, hanno deciso di costringere gli Internet Service Provider nostrani ad attrezzarsi in modo da poter filtrare gli IP di una blacklist di IP gestita (per ora) dalla magistratura, ed impedirne l'accesso agli utenti italiani che di questi ISP si devono servire per connettersi alla Rete.[...]

Mio ulteriore commento:
Ok ci hanno messo un po' a localizzare il punto debole del Web ma adesso lo sanno. Sono gli ISP. I provider non sono delle organizzazioni filantropiche, anzi il contrario. In pratica vivono di truffe legalizzate ai danni degli abbonati, un po' come le banche. Inoltre per esistere devono necessariamente andare a braccetto sia con la "finanza" che con la "politica", quindi una convergenza di interessi a scapito degli utenti e' inevitabile.
Sotto questo livello economico/politico, come non citare la Sindrome del Sistemista, cioe' il piacere perverso e un po' meschino che deriva dal potere di imporre restrizioni e sanzioni arbitrarie al prossimo, nel modo piu' macchinoso e involuto possibile.

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