mercoledì, dicembre 27, 2006

Online Advertising

Allora, prima cosa facciamo della sottile ironia parlando dell'advertising di Microsoft in casa di Google (dal sito del Corriere):

Microsoft: aumenta contatti pubblicita' del 76%
MILANO - Microsoft ha lanciato un nuovo meccanismo per aumentare i contatti sulle pagine pubblicitarie del 76%. Un profilo molto dettagliato degli utenti fornisce solo pubblicita' mirata, anche frammentando gli 'spot' in parti con uno specifico contesto. Per farlo incrocia i dati sul traffico, individuando i modelli comportamentali dei suoi utenti grazie alle informazioni contenute nel profilo Hotmail, e ai vari siti di ricerca del gruppo. La novita' rientra nella guerra tra colossi: diretti concorrenti sono Yahoo e Google, quest'ultimo guida il settore con una raccolta di 2,69 miliardi di dollari, il 70% in piu' rispetto al 2005. Microsoft, forte dei suoi 263 milioni di utenti, fara' rispondere quelli nuovi a tredici domande personali per dividerli in categorie. Il meccanisco non e' nuovo, ma un miglioramento cosi' sostanziale lascia prevedere un ulteriore slancio dell'advertising on line, settore che negli ultimi anni e' cresciuto a ritmi vertiginosi. (Agr)

Ora la questione e': a quanto pare ad oggi esistono ancora "utenti" soggetti allo "advertising online", che NOTORIAMENTE si puo' filtrare dalle pagine con relativa facilita', sopratutto se si usa un browser moderno invece di quel rottame di Internet Explorer.
Anzi, non solo esistono questi "utenti" che subiscono passivamente ma negli "ultimi anni" (quali ultimi anni?) il settore pare sia cresciuto a ritmi vertiginosi, cosa che per altro sembra in contraddizione lo stato generale del Web, che, a parte le nicchie 2.0, e' semplicemente regredito agli anni '90. Basti pensare alla ascesa e alla caduta dei "portali"...
Trovo strano e un po' incomprensibile vedere gente che "scopre" il Web come se fosse una cosa inventata ieri invece che oltre 10 anni fa (considerando ovviamente la diffusione di massa).
Ultima cosa, a parte la irrisoria facilita' con cui si puo' filtrare lo "advertising", mi viene anche in mente che farsi profilare non e' una cosa tanto simpatica e che volendo con un po' piu' di impegno si puo' evitare anche quello.

Comunque, a mio avviso quello che e' successo e che sta succedendo e' piuttosto la concentrazione abbastanza generica dei "contatti" per cui vengono "valorizzati" (inteso come gli viene attribuito un valore business/ipotetico) quei servizi che aggregano il maggior numero di utenti.
Giocoforza si parla dei colossi come Google, MSN, Yahoo, eccetera, che hanno un nucleo di search engine, con le annesse policy secondarie (profilazione, risultati mirati, ecc) e intorno una costellazione di web-services, dalla vecchia web-mail, passando per i blog, ormai maturi e forse in fase calante fino al "social networking" che e' piu' vicino concettualmente alla utenza dei telefonini.
E se vogliamo secondo me tutto si riassume sempre nella vexata quaestio: A COSA SERVE INTERNET? Da leggersi come "come si puo' rendere Internet un business remunerativo?".
Prego riflettere sulle implicazioni passate, presenti e future di questa domanda...
Nella mia esperienza personale negli ultimi 10 anni mi sono sentito rispondere solo con la mitica idea della "convergenza" tra i media, nello specifico tra TV e Internet, anche se in seguito c'e' stata l'ondata "wireless/mobile" e quindi la "convergenza" in sostanza e' diventata l'idea di portare il modello TV sui dispositivi palmari passando per Internet.

P.S. Ah, no, non ho aggiunto ADSense a questo blog.

1 commento:

  1. Nella mia Semplicità internet è una specie di risorsa culturale inesauribile.
    C'e' pure un sito dedicato a Enzo Avallone.

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