lunedì, marzo 12, 2007

Servizi a Valore Aggiunto e Network Neutrality

"Se la neutralità della rete viene a mancare può significare trovarsi a scegliere un provider di accesso ad internet sulla base dei contenuti (siti web, servizi VoIP ecc) che si possono utilizzare con quel provider. Se mancasse la neutralità i provider potrebbero fornire il servizio di connessione ad internet favorendo alcuni contenuti del web rispetto ad altri. Sarebbe un'architettura di rete basata sui favoritismi, progettata affinché taluni servizi possano avere enormi vantaggi rispetto ad altri, che permetterebbe la creazione di un nuovo mercato tra fornitori di contenuti per il web e Internet Service Provider.

La neutralità della rete è recentemente minacciata dai legislatori statunitensi che, spinti dalle richieste di grandi provider, stanno valutando l'introduzione di quella che viene chiamata Internet a 2 velocità, una riforma alla legislazione sulle telecomunicazioni; tale riforma, seppur avvenga in America, per via della natura di Internet interessa tutto il globo.
"
Wikipdia (ENG): Network Neutrality
Wikipdia (ITA): Neutralità della Rete

Bisognerebbe chiedere a qualcuno che ha una formazione legata al Marketing o alla Vendita per sapere l'esatta definizione di Servizio a Valore Aggiunto, ammesso che esista. Dato che io sono ignorante vi posso solo dire quello che ho capito. In sostanza si tratta di prelevare i soldi dalle tasche dei "clienti" oltre che attraverso la vendita di un prodotto o servizio "principale" anche tramite una serie di prodotto o servizi "accessori" che vengono costruiti sopra il prodotto principale. Per la telefonia tutti sanno dei numeri speciali "a pagamento", i servizi per scaricare giochi, suonerie, eccetera. Spesso discussi perché l'utente viene furbescamente indirizzato verso questi servizi senza adeguata informazione sui costi che gli verranno addebitati. Facciamo però un altro esempio, un Internet Provider come Telecom vi vende un abbonamento ADSL che costa 20 Euro al mese. Il concetto è semplice, a me serve una connessione Internet tramite la rete telefonica, quindi il gestore colloca un "rubinetto" tra me e Internet che mi apre e chiude a seconda del contratto che sottoscrivo. Poi i genii del Marketing pensano: "cosa altro gli possiamo vendere oltre la semplice connettività?". Ora, non fatevi ingannare dalla apparente banalità della domanda. Dal punto di vista di chi vuole guadagnarci sopra, Internet soffre di un enorme difetto, per definizione non è localizzata. Per esempio la TV può imporre il pagamento diretto (il canone) o indiretto (pubblicità) perché gli utenti Italiani hanno accesso solo ai canali televisivi italiani. Esiste un "mercato locale" definito e regolato dalle Leggi e dagli accordi tra i pochi operatori presenti, tra cui lo Stato. Per quanto riguarda Internet l'unico punto in cui si può efficacemente imporre la gabella è il nodo di connessione. Da quel punto in poi tutti accedono a tutto e quindi non c'e' modo di imporre alcunchè agli utenti. Allora il genio del Marketing conclude "Internet a me non serve, devo realizzare la "convergenza" tra Internet e altri "media" tradizionali e quindi replicare i medesimi meccanismi di business". Risultato, il simpatico Internet Provider, ad esempio Telecom, propone un nuovo tipo di connessione ADSL "ad alta velocità", 20 Mega. L'utente ingenuo e ragazzino pensa "fantastico! cosi posso scaricare tutto quello che mi pare", peccato che lo scopo del Provider sia quello di vendere tramite questo abbonamento un servizio di Voce e Televisione via IP, quindi la connessione Internet vera e propria non può che essere del tutto secondaria. Anzi, l'uso della banda per connettersi al Web DEVE essere ridotto al minimo. L'offerta Alice recita:
"ti permette di raggiungere fino a 20 Mbps di velocità in download e fino a 384 Kbps in upload*. In un attimo puoi quindi scaricare i file, i video e la musica in Mp3 che preferisci, chattare e ricevere mail, condividere documenti e foto con chi vuoi, utilizzare più applicazioni contemporaneamente.Il tutto a casa tua, in libertà"
Esaminiamola:
1. "fino a 20 mega" e' la dicitura convenzionale di tutti i contratti ADSL dei Provider italiani e significa in sostanza che la velocità reale della linea può essere qualsiasi valore inferiore a 20 Mbps. Cioè puo' essere anche 200Kb, 100 volte meno. Quindi l'abbonato paga un prezzo fisso per un servizio che invece non offre alcuna garanzia.
2. "fino a 384Kbps in upload" significa che al massimo la banda in uscita sarà 50 volte meno di quella in entrata. Viene concessa abbastanza banda in uscita solo per potere sostenere la banda in entrata. C'è una spiegazione tecnica ma in parole povere se si scarica con questa linea non si può usarla per inviare nulla perchè la banda in uscita è già occupata. Solo questo implica indirettamente la morte di qualsiasi network P2P, dato che tutti scaricano e nessuno invia.
3. "scaricare i file, i video, ecc" significa scaricarli a pagamento da un indirizzo interno alla rete del Provider. Infatti in questo modo non solo il provider realizza un servizio Pay per View, cioè si paga per accedere ad un dato contenuto o servizio ma evita anche di pagare a sua volta il consumo della banda "internazionale" per la quale dovrebbe "affittare" delle infrastrutture che non sono sue.
Le altre cose citate nella offerta sono del tutto indipendenti dal tipo di connessione che si utilizza, cioè non c'entrano nulla.
A questo punto viene il bello... Oltre alle limitazioni tecniche intrinseche di questa offerta, il Provider si vede costretto a discriminare tramite suoi apparati il traffico generato dagli utenti. Mi spiego. Non esiste fisicamente abbastanza banda per tutti gli abbonamenti venduti. Quindi il Provider fa in modo di "filtrare" e distribuire il traffico per dare a tutti una parvenza di funzionamento e per privilegiare quei servizi "a valore aggiunto" che gli possono dare un ritorno contro gli utilizzi di Internet e della banda che farebbero contento l'abbonato ma che per il Provider sono soltanto un peso inutile quando non un costo esorbitante nel momento che deve adeguare le proprie infrastrutture. Tipicamente il traffico generato dalle applicazioni di File Sharing come Emule, Bittorent, ecc. ma concettualmente qualsiasi altra applicazione che richieda molta banda in entrambi le direzioni.
Purtroppo non è facile districarsi perché le aziende come le telefoniche operano spesso in regime di cartello con i concorrenti quando non di monopolio e sono sostenute da un enorme intreccio di interessi che le rende intoccabili. A questo punto mi verrebbe da dire che l'unica arma in mano a noi consumatori è il boicottaggio di quei prodotti o servizi che vanno evidentemente contro il nostro interesse. E quando possibile delle aziende che li propongono. Ma sono pessimista, infatti basta vedere l'esempio più ovvio non-neutrale, Fastweb. Già il nome e' un inganno, si chiama "fast web" (web veloce), una cosa che filosoficamente è l'esatto contrario del Web.

2 commenti:

  1. Infatti io ho fatto il downgrade da Alice 2Mb a 640K perchè tanto della 2Mb non me ne facevo nulla, pensa che quando ho chiesto il downgrade mi hanno offerto la 20Mb ma ho rifiutato.
    Vi sono oscure ombre all'orizzionte

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  2. Non è solo questione di termini del servizio e di costi.
    E' questione di definire cosa è Internet e se vale la pena di preservarla oppure no.
    Internet è un insieme di tecnologie che permette di collegare il mio computer con il tuo, indipendentemente da dove siamo fisicamente sul pianeta.
    Una volta collegati possiamo scambiarci qualsiasi informazione in un qualsiasi modo.
    Tutto quello che rende impossibile questa opzione, per esempio scambiandola con la possibilità di accedere a programmi TV via computer, va a minare la natura stessa di Internet, sostituendola con qualcosa di diverso.
    Mentre Internet è una cosa che esiste soltanto nel nostro interesse di persone, il "qualcosa" esiste nell'interesse di corporations e governi.

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