mercoledì, agosto 22, 2007

Le tasse in Italia

Un principio basilare è che l'imposizione fiscale deve essere proporzionale al reddito. Vuol dire che chi guadagna di più paga di più in proporzione rispetto a chi guadagna di meno.
In Italia questo principio non esiste. Una parte del prelievo fiscale consiste in "imposizione indiretta", cioè gabelle che si pagano a vario titolo al difuori della imposizione sul reddito. Esempi eclatanti, l'IVA, che incide sul consumo, per cui paghiamo il 20% su qualsiasi transazione, che sia pane o una automobile. Le svariate "tasse di possesso" su qualsiasi cosa, dalla TV al motorino. Le marche da bollo da apporre su qualsiasi documento. Eccetera. Adesso il governo si propone di aumentare la tassa "sulle rendite", cioè sui guadangi ottenuti da speculazioni finanziarie, dal 12.5% al 20%. E di rivedere tutta la questione degli estimi immobiliari e della compravendita di immobili. In ultimo, per entrare a Milano con l'auto si deve pagare un pedaggio.
Ora, attenzione, nonostante la propaganda per ritardati della "sinistra", questa tassazione, essendo una aliquota FISSA, colpisce in misura ovviamente minima chi ha un reddito elevato mentre incide pesantemente su chi ha un reddito ridotto. Se io faccio di mestiere il precario in un call center per 800 euro al mese pagare 5 euro in più tutti i giorni per andare la lavoro è una mazzata, se sono l'avvocato di Tronchetti Provera non me ne accorgo nemmeno. Se sono uno dei tanti risparmiatori che ha messo i suoi soldi in banca dopo una vita, un aumento della aliquota del 7.5% mi taglia le gambe, mentre se sono Prodi probabilmente ho portato i miei soldi in Lussemburgo. Eccetera.
Per tradizione gli Italiani sono tutti piccoli risparmiatori e proprietari della loro casa. Lo so io e lo sanno anche i "governi". Governi che per altro si guardano bene di andare a fare in conti in tasca alle banche o al grande capitale.

E ricordiamoci che siamo in una Nazione dove Luca Cordero di Montezemolo va ad un incontro con studenti universitari a dire che la sua carriera scolastica si è fondata sul copiare a mani basse. Ben inteso, succede ovunque solo che gli altri se ne vergognano e noi ce ne vantiamo.

3 commenti:

  1. montezemolo oltre a quel gran figlio di papà ( agnelli ) che è ha detto ultimamente su repubblica che è favorevole allo sciopero fiscale... lui.... e in oltre che l'Italia "ha tra i più alti tassi d'imposizione fiscale, però abbiamo in cambio servizi inesistenti. Non esiste che la gran parte delle tasse vadano a sostenere 3200 aziende pubbliche sul territorio, con 17.500 Consiglieri" che, sempre secondo il presidente degli industriali, rappresentano "una discarica per politici trombati e portaborse. E non è più possibile che adesso arrivano dei marziani in Italia, a dire che le tasse sono troppo alte, dopo che per cinque anni hanno governato il Paese, con un grande maggioranza, e io non ho visto una diminuzione dell'Irap. Allora, dobbiamo essere seri. Abbiamo bisogno di una politica forte, autorevole, che decida, più vicina ai veri problemi dei cittadini".

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  2. Il problema del Fisco a mio avviso è una derivata del problema della Democrazia.
    Se io eleggo un rappresentante senza possibilità di esprimere una preferenza nominale e se poi gli eletti governano senza vincolo di mandato, significa che il governo pùò benissimo non solo non essere rappresentativo di una parte della popolazione o anche tutta ma addirittura governare contro gli interessi degli elettori per favorire determinati interessi particolari.
    Mi dicono che in democrazia puoi eleggere altri rappresentanti ma questo non è tanto vero se la democrazia si riduce ad un cartello, come avviene praticamente in tutti i settori economici in Italia.
    Il risultato concreto è che non esiste correlazione tra i soldi prelevati tramite l'imposizione fiscale e i servizi che lo Stato eroga ai cittadini. Se tu paghi oltre il 50% del tuo stipendio in tasse e ti dicono che non ci sono soldi per pagare le pensioni e se devi fare una visita devi pagare il ticket, se non sei stupido arrivi a capire che i soldi che ti prendono sono un furto e che non vengono investiti ma semplicemente "regalati" a qualcun altro.
    Quando lo Stato viene vissuto come nemico occupante che impone i tributi ai vinti, è normale che qualcosa prima o poi succeda.

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  3. Giuseppe Di Nunzio01 giugno, 2010 18:29

    Ho sentito di una società che affitta posti barca di cui è ha acquistato la disponibilità/concessione per 50 e/o 60 anni.Questa società addebita agli affittuari,con regolare fattura, non solo l'ICI pagata al Comune per il posto barca, ma anche l'IVA del 20% sull'importo dovuto per ICI. E' consentito applicare un'imposta (IVA) su un'altra imposta (ICI)? E se anche fosse possibile, in cosa è consiste la prestazione di servizio della concedente : nel pagamento ICI per conto dell'affittuario?

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