giovedì, dicembre 20, 2007

Impressioni confermate dai fatti

Ormai ho una certa età. Parlando con la gente mi sono fatto l'idea che l'ignoranza tra gli Italiani stia dilagando. Pensavo però che potesse essere solo un riflesso da misantropo o una conseguenza del divario generazionale. Invece la mia impressione è stata confermata dai dati OECD che collocano gli studenti italiani al 38mo posto al mondo. Nel 2003 erano al 27mo. La tendenza mi sembra evidente.
Pare che quasi il 70% dei quindicenni non sappia spiegare il motivo della alternanza tra giorno e notte, il 30% non capisce una semplice formula di conversione tra una valuta e un'altra, il 25% non capisce il significato di un grafico.

Documento OECD qui:
http://www.oecd.org/dataoecd/15/13/39725224.pdf

L'unica proposta che ho sentito fare dai nostri politici è stata quella di investire più soldi nella scuola. Mi viene da ridere però se penso che la mia maestra delle elementari aveva 32 alunni da sola, oggi credo ci siano 3 maestre per una ventina di bambini o meno. Senza contare che da piccolo facevo i doppi turni a scuola, cioè condividevo il banco con un altro bambino e andavamo a scuola alla mattina o al pomeriggio a mesi alterni. Io non credo sia questione di soldi e di assumere altri dipendenti statali, che sono già 4 milioni.
Secondo me il problema è che l'Italia è una società decadente dove, nella assenza di punti di riferimento e di valori, anche l'educazione e l'istruzione ormai non hanno più significato. Essere stupidi o ignoranti, invece di essere un difetto a cui sforzarsi di porre rimedio, ormai è diventato un simpatico vezzo. I genitori che ai miei tempi quando venivano convocati dai professori si presentavano col cappello in mano e tornati a casa ti suonavano come una zampogna, adesso aggrediscono gli insegnanti o gli bruciano l'auto.

4 commenti:

  1. E' sconfortante, ho letto l'articolo sul corriere quasi con sgomento, benchè vi fossero chiare avvisaglie (basta parlare con un paio di ragazzini per farsi un idea di quale sia la situazione) non immaginavo un tale dramma. E' ora di smetterla con il buonismo a tutti i costi, che non fa bene a nessuno: la scuola DEVE istruire ed educare; se non riesce nell'obiettivo deve rivedere il modello educativo, in modo serio. All'italiana la situazione verrà utilizzata come paravento politico per procurarsi altri 50.000 voti...

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  2. Essere stupidi o ignoranti, invece di essere un difetto a cui sforzarsi di porre rimedio, ormai è diventato un simpatico vezzo. I genitori che ai miei tempi quando venivano convocati dai professori si presentavano col cappello in mano e tornati a casa ti suonavano come una zampogna, adesso aggrediscono gli insegnanti o gli bruciano l'auto.

    Quanto hai ragione !!!

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  3. E' proprio così.Penso che gli insegnanti si sentano giudicati da tutti (ragazzi,genitori,presidi) se non danno la sufficienza alla maggior parte della classe.Se in coscienza hanno fatto tutto il possibile ma i ragazzi non si sono impegnati, come fare a dimostrarlo?è più facile rassegnarsi e seguire la corrente...Da chi un insegnante serio potrebbe sentirsi sostenuto?penso solo dalla propria coscienza...forse è poco!

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  4. Gli insegnanti sono persone come gli studenti, per cui presumo che ci siano insegnanti più o meno istruiti e insegnanti più o meno capaci di insegnare. Gli insegnanti dovrebbero essere professionisti che producono studenti e quindi andrebbero giudicati non dal loro prodotto-studente ma da chi glielo commissiona, cioè dagli organi scolastici nazionali visti come azienda. La qualità degli insegnanti è responsabilità della organizzazione scolastica che li impiega. Se la scuola non funziona è perché niente di pubblico in Italia funziona.
    Per il resto, è chiaro che se tutta la "società" non ha il concetto di ignoranza e maleducazione come difetti di cui dolersi e da correggere, gli insegnanti non possono che adeguarsi.

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