mercoledì, aprile 02, 2008

La Banda Ultralarga e il Sistema Paese

Stamani mi sono imbattuto in questo articolo sul sito corriere.it: L'Italia a banda larga è divisa in tre
L'articolo è interessante perché secondo me dimostra che nell'Anno Domini 2008 Internet rimane un "oggetto misterioso" e se ne parla sempre e solo a sproposito.
In particolare la cosa che mi urta è la seguente citazione:
«Il sistema Italia — dice de Brabant — è ormai consapevole che la rete a banda larga è condizione essenziale per lo sviluppo del Paese. Consapevolezza dimostrata dalla presenza dell'argomento nei programmi elettorali di entrambi i maggiori partiti. La domanda è chi paga un'infrastruttura del genere: e per i prossimi tre anni è indispensabile investire i 700 milioni di euro che servono per portare il Paese a 20 Megabit».
Ora, chi ha solo un minimo di confidenza con Internet sa che per potere accedere alla maggior parte dei contenuti basta un modem dial-up, che usa 5KB in tutto. Per accedere ai disgraziatissimi siti in Flash col nefando "skip intro" e per vedere i video do Youtube basta una connessione ADSL 640Kbps (80KB). Sotto il concetto della banda "ultra larga" ci sono due cose che non vengono dette nell'articolo e cioe':

1. la asimmetria delle connessioni ultra-larghe (380Kbsp:20MBps - 1:50) che è funzione dell'idea che l'utente usi la connessione per fruire di servizi in modo "passivo" (vedi sotto).

2. violazione della "network neutrality" e cioè il fatto che chi investe in infrastrutture di rete "ultra larga" lo fa per vendere dei servizi veicolati dalla SUA rete ai SUOI abbonati, in modalità "pay per view", la comunicazione tra due network differenti viene ridotta la minimo indispensabile. Il che significa avere una disponibilità di "banda" (e quindi di servizi) INTERNA al network molto diversa da quella ESTERNA, cioè quella disponibile per accedere ad Internet e ai servizi "neutri", cioè non erogati e gestiti dal provider.

Ovviamente nessuno dice esattamente PERCHE' la "banda ultra larga" sarebbe condizione essenziale per lo sviluppo del paese. Quello che vedo io è soltanto che si vuole spendere una montagna di denaro pubblico per creare le infrastrutture su cui poi certi gruppi economici privati possano fare business vendendo servizi "consumer" modellati su quelli convenzionali della TV. Del resto la rete attuale in capo alla Telecom è stata pagata dai contribuenti prima che Telecom stessa fosse svenduta con la solita privatizzazione a capocchia.
Conclusione inevitabilmente qualunquista: nella migliore delle ipotesi chi scrive gli articoli, parla in TV e soprattutto i "politici" che vengono citati sono incompetenti, altrimenti sono in malafede. Probabilmente entrambe le cose. E tutto questo è possibile perché gli Italiani, in quanto elettori e contribuenti, sono ignoranti o in malafede a loro volta, quindi li si prende in giro facilmente e li si gestisce in modalità "collusiva", tramite la diffusione capillare del "magna magna".

Evidentemente gli Italiani sono ben contenti di pagare il canone RAI, essere bombardati di pubblicità, pagare l'abbonamento alla Pay per View satellitare e/o digitale terrestre e pagare l'abbonamento alla Pay per View via Internet. Inclusi gli investimenti pubblici per regalare i decoder o per posare i cavi in fibra ottica.

Tutto questo, vi ricordo, quando lo Stato ha sperperato milioni di euro per il "Portale del Turismo" italia.it, poi abortito per la incapacità manifesta di capire cos'era e quindi di farlo funzionare. L'Italia ha proprio bisogno della "banda ultra larga".

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