giovedì, ottobre 09, 2008

Ribadiamo il concetto

Prima domanda:
Perché in Italia qualsiasi azienda statale o parastatale deve per forza produrre deficit, richiedere continui finanziamenti e arrivare al fallimento, probabilmente pilotato per procedere alla privatizzazione come svendita agli "amici"?
Seconda domanda:
Perché le infrastrutture di base della Nazione, ad esempio i trasporti e le telecomunicazioni, devono essere cedute a privati con la conseguenza di creare dei cartelli o dei monopoli che da una parte frenano l'economia e dall'altra danneggiano i cittadini?

Questo è un blog quindi vengo al punto con un brano preso da:
La rete fissa di accesso e gli impegni di Telecom
Chi controlla la rete fissa controlla e controllerà non solo il mercato della telefonia e dell'accesso a larga banda ad Internet, ma anche quello dei servizi e dell'offerta di contenuti; e potrà condizionare significativamente anche il mercato mobile quando la richiesta di banda larga in mobilità spingerà gli operatori ad installare centinaia di migliaia di piccolissime "stazioni base" domestiche (la cosiddette "femtocelle") che trasformeranno in "mobile", agli occhi dell'utente, quella che sostanzialmente resterà una rete fissa.
Lo so, mi ripeto. Ma qui c'è un doppio ordine di problemi, il primo consiste nel fatto che Telecom possiede la infrastruttura fisica con la quale vengono erogati i servizi suoi e dei suoi "concorrenti", che già è un paradosso. Il secondo deriva da "il mercato dei servizi e dell'offerta di contenuti", cioè l'idea che la infrastruttura di rete non sia "neutra" rispetto ai servizi e ai contenuti ma esista solo in funzione di questi. Quindi io "cittadino/cliente" non ho la facoltà di accedere alla rete e poi scegliere quali servizi e contenuti mi interessano ma al contrario posso accedere solo ai servizi e ai contenuti che il "provider" determina a suo vantaggio, ovviamente nelle modalità che gli fanno più comodo.

La nostra auto-definita "classe dirigente" cosa fa?
O non ci arriva oppure ci mangia sopra. O entrambe le cose.

Nessun commento:

Posta un commento