mercoledì, luglio 26, 2017

22 Ottobre, addio illusioni, è finita

Il 22 Ottobre in Lombardia si terrà un referendum. Nel sito della Lega Nord (fino a che Salvini non cambi il nome in Lega dei Popoli o qualcosa del genere) si presenta come "Referendum Lombardia Autonoma" e si dice che lo scopo è ottenere per la Regione qualcosa di simile allo Statuto Speciale.

Allora vado a leggere il quesito referendario:
Questo il testo della domanda che il 22 ottobre gli elettori troveranno sulla scheda, a cui dovranno rispondere SI’ o NO.
“Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all’articolo richiamato?”
Oggi leggo che Maroni, il Presidente della Regione, ha speso circa 23 milioni di euro per comprare 24 mila tablet che serviranno per votare al posto delle tradizionali schede cartacee, grazie al software fornito da una azienda olandese, la Smartmatic, che ha vinto la gara d'appalto indetta dalla Regione. Dice che i tablet saranno poi lasciati in uso alle scuole dove si voterà.

Cosa dire, siamo in presenza del nulla. Aria fritta e rifritta, con quel retrogusto di meeting aziendale.

Non si capisce chi chiede a chi, dove, quando, come e cosa. Un generico "ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia", che vuol dire tutto e niente, sopratutto con le premesse ridicole per quanto sono forzate e fuori posto, "nel quadro dell'unità nazionale", seguito da "iniziative istituzionali".

L'inevitabile conseguenza del fatto che quando istituisci un Parlamento e un Governo ombra e organizzi una Guardia Nazionale, poi devi fare parlare le armi, perché da sempre è cosi che nascono le Nazioni, compresa l'Italia dell'Ottocento e del Novecento.

Oppure scherzavi, era tutto un gioco e finisci appunto a giocare coi tablet e con le app, a fare il trenino con le segretarie. Sia una cosa che l'altra possono esistere solo in un mondo di idioti che non hanno ne la percezione ne la consapevolezza delle cose. Una Nazione di Arlecchini e Pulcinella, questo siamo. Per poco ancora, ad aggiungere ulteriore beffa.


Graecia capta ferum victorem cepit
Dove per Grecia capta si intendono le tette della signora Minetti.

11 commenti:

  1. Il linguaggio è un'arma. Osserva il linguaggio che usa il tuo interlocutore, osserva come lo usa e potrai sperare d'avvicinarti alla comprensione delle sue reali intenzioni.

    Agli alti livelli, mai ci si imbatte in un uso trasparente, univoco ed inequivocabile del linguaggio. Vorrà ben dire qualcosa, no? Svegliatemi quando qualcuno di quei loschi individui cambierà linea.

    P.S. So di ripetermi, ma ancora una volta sottolineo che gli "alti livelli" comprendono la politica ma comprendono tanti altri àmbiti di peso anche maggiore.

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    1. Non è necessario. Questa gente non ha un suo linguaggio, ne usa uno che già esiste, convenzionale. Casomai, dall'ambito convenzionale si capisce il fine altrettanto convenzionale, scontato. E' tutto banale, rasoterra. Il nulla, appunto.

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    2. Eppure in tanti, anche istruiti, continuano a riconoscere almeno un minimo di credibilità a questo o a quello. La considero una cosa normale quando si parla di giovanotti (che esperienza potrà mai avere una persona di 18 o vent'anni? a quell'età l'essere "boccaloni" è meno colpevole), assai meno quando si parla di gente della nostra età o anche di un paio di decenni meno.

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    3. Non so cosa intendi per "credibilità". Io vedo gente che si mette in fila con altri perché la "pappa pronta", oltre a non richiedere fatica, garantisce anche la approvazione. Questo o quello dicono agli altri cosa fare, gli danno la "pappa pronta".

      Fai un esperimento, chiedi alla gente il come e il perché delle cose. Ti accorgerai che non lo sanno, arrivano solo al "si sa che".

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    4. Parliamoci chiaro.

      Ci sono certi fenomeni da baraccone che conosciamo entrambi, nel senso che li leggiamo, i quali prendono le notizie di cronaca come se fossero i "fatti", per esempio tizio che accoltella caio e giù analisi tipo Vespa coi modellini della scena del crimine e gli esperti e poi il "colpo di scena", eccetera. Come se la "realtà" fosse fatta di queste minchiate costruite e distrutte ad arte dagli scribacchini prezzolati a fini di propaganda, in un senso o nell'altro.

      La "notizia" che li fa godere, questi fenomeni, è tipo "ragazzo nigeriano insegue e fa arrestare borseggiatore italiano". Ah-ahh, esclamano i fenomeni, avete visto che non c'è correlazione tra immigrati e criminalità, che è tutta propaganda fascista, xenofoba, razzista?

      E tu gli puoi anche dire che l'immigrazione è una violenza, un reato, un crimine di perse, altrimenti non esiste lo Stato e quindi non esiste la Legge. Gli puoi anche ricordare che le patrie galere sono affollate di immigrati e che questa è la logica conseguenza del fatto che arrivano a milioni e che non sappiamo cosa fargli fare, mentre loro si aspettano i lussi hollywoodiani. Inutile.

      Apri il Corriere e ci trovi solo spazzatura, che serve a titillare il fenomeno da baraccone coi suoi "ah-ahh" automatici, a convincerlo che la sua esistenza di cretino è l'esatto contrario, l'esistenza di uno che la sa lunga.

      Dire che poi ai vertici di questa perversione mostruosa ci sono certi personaggi costruiti ad arte come il signor Renzi e la signora Boldrini è quello che gli Americani dicono "overkill".

      Boccaloni? Dai. Qui siamo davanti ad un processo industriale che va avanti da cent'anni per produrre milioni di deficienti. I sudditi perfetti.

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  2. Non le regioni ma le province, tutte, dovrebbero essere autonoma, autarchiche, a democrazia diretta e pareggio (utile, fino all'aver appianato i propri debiti) di bilancio.
    Mobilità tra province ridotta a casi rari da valutare.
    Il resto segue.

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    1. Tu soffri di uno strano problema ottico. Vedi il tuo dito ma non vedi la luna dietro al dito. Non fa nessuna differenza se consideri la entità amministrativa X o l'entità Y, se è una macro-Regione, una Regione, una Provincia o una città-stato. Il problema è sempre che la qualità media delle persone è insufficiente.

      Nota che la qualità media delle persone, come dico sempre, è il prodotto di un sistema progettato apposta. Perché c'è gente che esiste, che campa e si ingrassa proprio grazie al fatto che il "popolo" è cosi inadeguato che da una parte accetta di essere messo sotto come un ovino, dall'altra ne ha la necessità sia pratica che morale.

      La autonomia, cosi come la democrazia diretta, richiede al cittadino la statura morale e intellettuale degli antichi eroi, non a caso in origine erano concetti che non riguardavano il "popolo" ma solo gli aristocratici, come ai senatori romani che erano tutti patrizi, ai quali veniva chiesto di conformarsi ai valori della propria casta.

      Una qualsiasi entità amministrativa, non importa di quali estensione, che fosse popolata da gente senza virtù, soffrirebbe in piccolo degli stessi problemi di cui soffrono le entità più grandi.

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    2. Per inciso, il presupposto della "indipendenza della Padania" era proprio la differenza culturale, quindi morale e intellettuale, tra i "Padani" e gli "Italiani". Senza questa differenza, questa separazione "etnica", non avrebbe nessun senso una separazione meramente amministrativa, formale.

      Infatti non c'è stata nessuna "indipendenza" e Salvini si appresta a toglierla dallo statuto del partito, proprio perché non sussiste nessuna discontinuità tra i "Padani" e gli altri.

      Certo, questa discontinuità non esiste come ennesima conseguenza del Piano ma tanto è, il famoso "dato di fatto".

      Su una scala più ampia, se vengono cancellate le specificità locali in tutta Europa è perché via via vengono a mancare le "qualità" delle persone. Quello che era "sbagliato" o "immorale" diventa "giusto" e "normale".

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    1. Li paga la Regione Lombardia.

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    2. Mi fa girare le scatole, ovviamente, data la inutilità del gesto ma a pensarci, non è niente rispetto a cose come il debito di 1.3 miliardi di euro dell'ATAC, in omaggio al principio che ogni tanto mi viene rammentato secondo il quale il compito dello Stato è togliere ai "ricchi" per dare ai "poveri".

      Il guaio è proprio questo, che se Atene piange, Sparta non ride.

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