sabato, agosto 19, 2017

Addio Scandinavia

Uno di quegli articoli che ogni tanto "scappano" inavvertitamente dalle redazioni dei "giornaloni", solitamente strettamente ortodosse sul tema del gioioso Mondo Nuovo. Quando succede, uno di questi articoli nega decenni di propaganda. Saranno cosi dementi da non rendersene conto? Leggete con attenzione:

Finlandia, Svezia, Norvegia, Danimarca.

Premesso, la Svezia ha 10 milioni di abitanti, come la Lombardia.
Le banlieue svedesi oggi sono 55. Vengono chiamate "no-go areas", esattamente come le "ZUS" francesi (Zone urbaine sensible). All'inizio di quest'anno, la sicurezza svedese, la Såpo, ha stimato che in Svezia c'erano circa 3.000 estremisti, un dato in rapido aumento rispetto alla stima di diverse centinaia registrati negli anni precedenti. Di questi, circa 2.000 erano radicali islamici. Due jihadisti di nazionalità svedese, Osama Krayem e Mohamed Belkaid, erano coinvolti negli attentati terroristici del 22 marzo 2016 all'aeroporto di Bruxelles e alla stazione della metropolitana di Molenbeek, nel centro della capitale belga, in cui 31 persone hanno perso la vita e 300 sono rimaste ferite.
Quando dicevo che siamo molto ma molto oltre la faccenda delle ONG, che quando si parla di "immigrazione" si fa di proposito una gran confusione sul passato, sul presente e sul futuro, perfino la lingua è usata in modo confuso e ambiguo di proposito.

Nota di colore: mi tocca leggere nell'articolo di cui sopra che quando trovano le foto di gente smembrata e materiale affine sui "cellulari" dei "profughi" (i "profughi") la spiegazione sarebbe che si portano dietro le memorie degli orrori da cui sono fuggiti. Due righe dopo leggo che dalle "colonie" di questi "profughi" partono a migliaia per andare smembrare la gente in Medio Oriente. Ormai la follia è "normale", come tante altre cose.

14 commenti:

  1. Osama Krayem e Mohamed Belkaid

    Chiaramente due persone indubbiamente svedesi.
    Squallido razzista xenofobo nazifascioleghista!

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    1. Io? L'articolo non l'ho scritto io e nemmeno ho deciso che in Svezia ci dovessero essere 55 "no-go area", ovvero aree dove gli Svedesi non possono entrare.

      La "cittadinanza" è l'ennesima faccenda ipocrita. Per esempio chiunque metta piede in Italia acquisisce la famosa "cittadinanza di fatto", ovvero gode di tutti i diritti degli Italiani con meno doveri. Il magrebino che è stato seccato PER SBAGLIO alla stazione di Sesto, tornato dalla Germania dove aveva fatto strage con un camion, era libero di andare e venire, lavorare, non lavorare, farsi curare a spese della collettività, preparare furgoni carichi di bombole di gas ed esplosivo come facevano in Catalogna, insomma, il fatto di dire "cittadino italiano" serve solo a suonare la zampogna della "integrazione", un inutile formalismo di quelli che nutrono le "marce dell'accoglienza".

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    2. Jus Soli, conquista di civiltà.

      "Diventando cittadini italiani si acquisiscono diritti ma anche doveri. Garantire questa possibilità ai figli degli immigrati nati in Italia è una conquista di civiltà e un modo per valorizzare e arricchire la nostra identità"

      "Il concetto di cittadinanza in un mondo che cambia non va confuso con la mancanza di certezze. Andare verso una società più aperta e multietnica non deve comportare una rinuncia alla nostra sicurezza e ai nostri stili di vita. Su questo punto le istituzioni democratiche si giocano una parte fondamentale della loro credibilità".

      Il signor Gentiloni, Presidente del Consiglio.

      I prossimi Osama Krayrem e Mohamed Belkaid saranno cittadini italiani. Lo sa bene anche il signor Gentiloni ma non sarebbe li a fare il Presidente del Consiglio se non lavorasse perché accada.

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    3. Riporto qui un commento postato altrove.

      Parti d’Europa come Ripoll, Sassuolo, Molenbeek, Malmö, etc. sono già microstati in parte o quasi completamente governati dalla sharia ovvero delle basi, avamposti islamici di miliziani etichettati, dagli utili idioti, per dirla alla Giampaolo Rossi, come “Spagnolo”, “Italiano”, “Belga”, “Svedese”, etc. .
      Le mattanze di europei sono proprio eseguite da queste generazioni 1+n di stranieri islamici artificializzati europei e radicalizzati.
      Semplicemente, come un numero intero non può essere dispari, un islamico non può essere europeo.
      Nomi come Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, Mohamed Hychami, Omar Hychami, Said Aallaa, Moussa Oukabir e Hussein Abouyaaqoub, Yassin Salhi, etc. di seconde, terze o quarte generazioni di islamici dimostrano la volontà di rifiuto totale di integrazione.
      In un certo senso hanno ragione, l’acqua non può essere oleizzata, un bullone non può essere dadizzato, un numero primo non può essere pari, una lenticchia non può essere fagiolata per legge e un islamico continua ad avere nomi, carattere, indole e prospettive islamiche (quindi storicamente, antieuropee). Nonostante le leggi cretine degli invasi invasati, Gentiloni a capo.
      Nomen omen.

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    4. Nel tuo commento c'è un punto debole: "un islamico non può essere europeo".

      In realtà potrebbe e sono esistiti islamici "europei", se intendiamo la "Europa" come denominazione geografica, come risultato della conquista territoriale islamica.

      Infatti, come ho scritto molto tempo fa, la prima volta che è stato usato il termine "europei", si trattava della cronaca di un monaco contenente la descrizione di uno scontro in cui una coalizione di latino-germanici a guida Franca affrontò un corpo di spedizione arabo che entrava in Francia provenendo dalla Spagna, allora quasi completamente "islamizzata".

      Ugualmente, i gaglioffi che abitano le "no-enter zone", con le loro moschee ufficiali e non-ufficiali, con la loro "legge islamica" non-ufficialmente riconosciuta dai governi e dalle magistrature, in tutta Europa, hanno operato una conquista territoriale simile e quindi sono "europei".

      Viceversa, proprio a partire dall'uso originario del termine, "europei" si riferisce ai diversi popoli, diversi per etnia, cultura, lingua, religione, che hanno abitato ed abitano l'Europa. Questi popoli sono accomunati dalle reciproche relazioni e scambi, a definire quella che io chiamavo "koine", parola che indica la lingua convenzionale ellenistica basata sul dialetto attico e per estensione, "affinità", "unione".

      La definizione stessa di "europei" contempla gli Arabi e i musulmani (ergo, i musulmani non-arabi come i Turchi) come elemento di contrapposizione. Ovvero gli "europei" sono coloro che si sono contrapposti ai musulmani a partire dal settimo secolo D.C. Quindi è implicito che un musulmano non può essere "europeo" perché "europeo" significa "non-musulmano", o "antagonista".

      Parentesi, in tempi antichi "europeo" era sinonimo di "franco".

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    5. In questa ottica, appare subito evidente perché i "compagni" amano l'islam e gli islamici. Proprio perché l'Europa, che i compagni vogliono distruggere, si definisce per contrapposizione, come principio antagonista.

      Mentono quando raccontano la fandonia della "integrazione", in realtà ambiscono alla "disgregazione" e l'Islam storicamente ha questa funzione precisa.

      Lo so che messa cosi è una cosa da pazzi.
      Sono dementi, folli, cosa altro posso dire.

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  2. Restano come ultime roccaforti i paesi del gruppo di Visegrad, dove il termine "Nazione" ha ancora un senso

    https://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_di_Visegrád

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    1. Polonia: 38 milioni.
      Repubblica Ceca: 10.5 milioni.
      Slovacchia: 5.5 milioni.
      Ungheria: 9.8 milioni.
      Totale: 63 milioni di abitanti.

      Sono piccoli Paesi di cui solo la Polonia ha qualche peso geopolitico, gli altri sono inesistenti. Assumere una posizione "anti-europea" comporta dovere sostenere tutte le minacce e le ritorsioni, politiche ed economiche, palesi e occulte, non solo dirette ed interne alla UE ma anche indirette, per esempio interferendo con l'import/export con i Paesi extra-europei. Inoltre, le famose "elite apolidi" governano il mondo dal loro Primo Esperimento, gli USA, da cui emana il "nuovo ordine mondiale" che è il fondamento dell'ONU (che non a caso ha sede a New York). Per cui i Paesi del Visegrad si trovano contro non solo la UE ma anche il "nuovo ordine mondiale" americano, di cui la UE è una emanazione.

      Saranno diluiti dalla pioggia.



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  3. Siamo molto oltre, hai ragione. Tuttavia, in un modo o nell'altro, occorre reagire e al momento, nel mio piccolo, credo che Europa debba assumere nei confronti dell'Islam radicale (ma io farei a meno anche dell'aggettivo) lo stesso atteggiamento di rifiuto e contrasto che ha - a mio avviso giustamente - nei confronti dell'ideologia nazifascista. Perché gli islamici sono razzisti ben più di coloro che sono tacciati di razzismo dalle nostre parti.

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    1. Ma quando dici "Europa" esattamente cosa intendi?

      Aggiungo che la "ideologia nazifascista" è uno stereotipo privo di senso e contenuto. Tempo fa ho pubblicato su questo blog un post che rimandava ad un documentario RAI sulla nascita del Fascismo. Il Fascismo non aveva nessuna "ideologia", era un "movimento" di reduci imperniato sulla figura carismatica di Mussolini, il quale prima della parola "fascismo" aveva provato altri slogan, tipo "trincerismo", "reducismo" e cose cosi.

      Partiamo dal fatto che Mussolini nasce socialista e da giovane scavezzacollo diventa giornalista e figura carismatica del Partito Socialista Italiano. La sua idea generale era quella dei Futuristi, ovvero che la società si poteva "modernizzare" solo passando attraverso una catastrofe che facesse piazza pulita delle elite allora dominanti e consentisse cosi che "forze nuove" potessero prenderne il posto. Ironicamente è la stessa idea di chi gioisce della immigrazione contemporanea alla decadenza dello "occidente". Quindi Mussolini, come molti altri all'epoca, fu un "interventista", cioè un sostenitore della necessità della Grande Guerra, non nel merito delle concessioni territoriali promesse dagli anglo-francesi (poi rimangiate) ma per la guerra in sé come occasione per attuare la RIVOLUZIONE, ovvero consentire alla Borghesia di scalzare la Aristocrazia e la Borghesia si sarebbe poi portata dietro contadini e operai.

      L'uscita dal Partito Socialista fu motivata da questa idea, perché i Socialisti non condividevano la necessità della Guerra e la rivoluzione la volevano fare unendo il "proletariato" di tutto il mondo, invece di farlo scannare nelle trincee contrapposte per favorire l'ascesa della Borghesia.

      Tutto qui, non c'era nessuna altra "ideologia" nel Fascismo che implicasse "razzismo", un termine che invece è strettamente connaturato agli imperi coloniali, che all'epoca l'Italia aveva per modo di dire, niente di paragonabile agli Inglesi o ai Francesi.

      La faccenda della "razza" per il Fascismo è una corollario secondario di un altro fenomeno, la retorica neo-classica che a sua volta non è una invenzione di Mussolini ma è stata concepita durante la Grande Guerra, soprattutto dopo Caporetto, per motivare l'Esercito Regio, composto da Italiani che erano stranieri l'uno per l'altro. Il riferimento all'Impero Romano da operetta era l'unico modo per trovare qualcosa di "unificante" per gli Italiani e aveva anche il vantaggio di identificare nel "germanico" il "barbaro invasore".

      Mussolini parlava ai reduci e quindi usava una retorica che questi già conoscevano ma non l'aveva inventata lui. Tra l'altro era una retorica ancora più antica, risaliva al Risorgimento ed aveva le stesse funzioni (vedi il Canto degli Italiani con le coorti e gli Scipioni).

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    2. Il Nazismo ha un'altra storia e genesi, se vogliamo semplificare comincia dalle condizioni eccessivamente gravose imposte alla Germania dopo la Grande Guerra. Anche li, dovendo trovare una propaganda per unificare i Tedeschi mentre li si metteva al lavoro, si ricorse ad un mito archetipo, la rifondazione dell'Impero Romano, il terzo dopo quello dei Cesari e quello di Carlo Magno, il terzo reich, appunto. Una missione che le genti germaniche pensavano gli fosse stata data da Dio molti secoli prima. Il "razzimo" tedesco era intra-europeo, serviva a distinguere il germanico dal non-germanico, quindi l'eletto da Dio che doveva conquistare il mondo dai popoli soggetti. Il caso degli Ebrei merita un capitolo a parte, per brevità dirò che la loro persecuzione fu causata non dal "razzismo" ma dalle posizioni preminenti che gli Ebrei occupavano nella società di allora. Formavano una sorta di "aristocrazia" che doveva essere abbattuta e spossessata.

      Ora, il "rifiuto e contrasto" di una ideologia che non esiste è una posa tutta interna alla "sinistra", un termine che a sua volta è una falsificazione storica quando diventa sinonimo di "marxismo" e "marxismo-leninismo". In Italia la "sinistra" si è inventata il "mito fondatore" e una contrapposizione "sinistra - destra" dove la "destra" non esiste o meglio, qualsiasi cosa non sia "sinistra" è automaticamente "fascismo" e/o "destra" (sinonimi).

      Riguardo l'Islam, siamo in guerra da 1400 anni, non è che il "rifiuto e contrasto" siano una cosa nuova. Certo, uno deve sapere cosa è successo ieri, ieri l'altro, il giorno prima, un anno fa, dieci anni fa, cento anni fa, mille anni fa. Se non sai una ceppazza oppure ti hanno raccontato una storiella tutta inventata, allora si, è tutto nuovo.

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    3. Che poi, il problema fondamentale quando parli, ti confronti, comunichi con qualcuno, anche per dire "alza le mani", è che devi farti capire.

      Noi siamo in guerra con l'Islam da 1400 anni. Loro lo sanno mentre noi facciamo finta di non saperlo, o meglio, di averci messo una pietra sopra. E glielo diciamo "no no, non siamo in guerra, pace e amore". Subito dopo mandiamo corpi di spedizione ad invadere quelli che per noi sono "Stati" (tra parentesi, disegnati dalle potenze coloniali di cui sopra, quelle del "razzismo" vero) e per gli islamici parte della "comunità dei credenti".

      Quindi gli islamici dicono "siamo in guerra, voi dite di no ma poi invadete la terra dell'islam e cercate di imporre la vostra "democrazia", che per noi equivale ad una conversione forzata, quindi stiamo ancora combattendo la stessa guerra del Saladino".

      Non basta, non solo le nostre parole contraddicono le nostre azioni ma quando siamo guerrieri, lo siamo in una maniera tutta piena di formalismi tipo "guerra pulita" che loro, indottrinati dalla nascita a teste mozzate, donne violentate, pozzi avvelenati, villaggi incendiati, non possono capire. Noi ci vantiamo di mandare eserciti che arruolano donne e transessuali che poi combattono per interposta persona coi robot, loro si rifanno ad una letteratura eroica-medievale-barbarica nemmeno mediata e filtrata come quella europea medievale dalla supervisione della Chiesa.

      Insomma, siamo noi il nostro problema.

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  4. Ma come siete retrogradi e poco moderni, state a preoccuparvi ancora di sovranità nazionale, cittadinanza, libero arbitrio, ...

    Invece, non pensate a cosa passano i poveri 60 milioni di pet che vivono tra le mura delle nostre case? E che non hanno diritti?
    Uomini senza cuore!

    Animalisti, il partito è trasversale: sigle e lobby per il 5 per cento dei voti

    [Mio dio, come siamo messi... non solo per questo, eh, per tutto il resto che giustamente scrivi...]

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    1. Prima osservazione, lo "animalismo" è palesemente irrazionale. Lo sanno anche gli "animalisti", i quali amano la litania dei mostri partoriti dalla "ragione senza sentimento". La logica sarebbe che non importa se un certo ragionamento è illogico, irrazionale, purché sia fondato sui "sentimenti", allora diventa comunque prevalente. Che idee irrazionali siano inconoscibili e inesprimibili, quindi in realtà non parliamo di "sentimenti" ma di concetti razionali sbagliati tipo 2+2=5, non importa.

      Seconda osservazione, i "pet" sono ancora in palese contraddizione con lo "animalismo", anche gli animali di allevamento. Quando l'animalista immagina di "liberare" i maiali non si rende conto che il maiale non esiste in natura, se non fosse allevato di proposito, si estinguerebbe, cosi come il cane. Lo "animalista" poi immagina un mondo senza esseri umani, che è una forma di perversione sadomasochista.

      Infine, anche questa aberrazione non è "spontanea", sono tutte cose introdotte a forza nel "comune sentire" a partire dalla fine degli anni Sessanta come parte del Piano per demolire tutto e costruire il Mondo Nuovo.

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