mercoledì, agosto 23, 2017

Agenti del sistema - sono europeo e credo nell'Unione

Su Repubblica il riquadro della rubrica della signora Concita De Gregorio, la cui biografia riporta:
A Repubblica dal 1990 al 2008, poi direttore de L’Unità dal 2008 al 2011.
Sulle vicende dell'Unità ho scritto diversi post, per esempio questo. Trattasi di una delle tante truffe operate da una minoranza di Italiani con le mani in pasta ai danni della Nazione, di quelle truffe che non si possono nemmeno nominare. Ma veniamo al dunque:

Nella rubrica della signora De Gregorio oggi leggo la letterina di Stefania Brigatti, insegnante di Lettere all'Istituto professionale Graziella Fumagalli di Casatenovo (Lecco), citata in un articolo dal titolo "Lo ius soli secondo Aziz".
Le radici, il senso di appartenenza, hanno tanta parte nella formazione dell'individuo perciò credo che sia nostro dovere farci carico di tanti bambini e ragazzi sospesi in una sorta di ‘limbo’: non italiani, non africani o altro. A questa annosa questione ha provato a dare una risposta Aziz, con l'entusiasmo dei suoi quasi vent'anni”.
[...]
Ho chiesto ad Aziz come si percepisse: se italiano o burkinabè, ivoriano. La sua risposta mi ha spiazzato: ‘Sono europeo e credo nel futuro dell’Unione’.
[...]
Un bel modo per celebrare una volta di più i sessant’anni dei Trattati di Roma e per guardare a un futuro all’insegna dell’integrazione, archiviando – ma non dimenticando – i numerosi episodi di razzismo e crudeltà che ancora riempiono le pagine dei quotidiani. Forza Aziz. E forza Europa”.
Conclusione: il funzionamento della macchina che sta piallando le coscienze e stravolgendo le vite degli Italiani, nelle sue varie componenti e passaggi. Sopra vedete la parte giornalone/fonte autorevole - De Gregorio, intellettuale che ti spiega il mondo - Prof. Brigatti, funzionario solerte e filantropo - Aziz, giovinotto esemplare, che "stranamente" è perfettamente sincronizzata con:
Il signor Scalfari:
La vera politica dei Paesi europei è quindi d’essere capofila di questo movimento migratorio: ridurre le diseguaglianze, aumentare l’integrazione. Si profila come fenomeno positivo, il meticciato, la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato. Questo è un futuro che dovrà realizzarsi entro due o tre generazioni e che va politicamente effettuato dall’Europa. E questo deve essere il compito della sinistra europea e in particolare di quella italiana.
Il Pontefice:
Nell'istituire il nuovo Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ho voluto che una sezione speciale, posta ad tempus sotto la mia diretta guida, esprimesse la sollecitudine della Chiesa verso i migranti, gli sfollati, i rifugiati e le vittime della tratta".
In sostanza la "soluzione" ai pochi ma fastidiosi problemi connaturati a quella fantastica opportunità di arricchimento che è la immigrazione, consiste nel dissolvere l'Italia e gli Italiani dentro una entità sovra nazionale "integrata" - "integrale". Aziz NON DEVE assolutamente essere "italiano", sarebbe una bestemmia in chiesa, deve sentirsi "europeo", nella accezione mostrata nel video soprastante. E questo concetto, tanto nobile, tanto superiore, ci "spiazza", perché Aziz quando fa la "tesina" non mette in bella tutte le cose che gli hanno detto di scrivere a scuola, compresa la prof. Brigatti, no no, è farina del suo sacco, il lampo di genio gli è stato ispirato dalle letture del grande poeta Giuseppe Ungaretti, che era "europeo" perché il babbo trovò lavoro nell'Egitto coloniale e lui studiò a Parigi. Senza accennare a (cito): "Quando nel 1914 scoppiò la prima guerra mondiale, Ungaretti partecipò attivamente alla campagna interventista, arruolandosi in seguito, come volontario, nel 19º Reggimento di fanteria della Brigata "Brescia".

Anche questo è un post che divide l'umanità in due, quelli che leggendo trattengono a stento il vomito e quelli con le lacrime agli occhi al pensiero di Aziz e della prof. Brigatti, fulgidi esempi "integrali". Intanto ieri per visitare il Duomo, oltre a dovere pagare il biglietto, mia nipote di 9 anni ha dovuto passare davanti ai soldati che l'hanno ispezionata col metal detector. E al Castello ha dovuto passare sotto i fucili. Ma la signora De Gregorio con la tesina di Aziz "archivia" i numerosi episodi di razzismo che "riempono le pagine dei giornali". Ma va? Ecco.

7 commenti:

  1. A parte il fatto che quello citato potrebbe trattarsi di un personaggio fittizio, confermo che esistono "De Gregorie" in cospicua quantità. Test empirici mi portano però ad affermare che non è detta che le "De Gregorie" pensino tutte realmente quel che professano, perché incide anche in misura palpabile la pressione indotta dalla volontà/necessità/obbligo di conformarsi ai dictat dirigenziali onde non essere privati dei mezzi di sussistenza. In conversazioni private e riservate ho avuto delle belle sorprese, scoprendo una quantità di "Don Abbondi" più che "Di Gregorie".

    Sull'Aziz mi astengo.

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  2. M'accorgo ora che ho confuso le "De Gregorie" con le "Brigatte". Il concetto rimane valido, tenendo presente tale scambio involontario.

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  3. Sono due pezzi dello stesso macchinario.

    Infatti la "professoressa" scrive la letterina alla "giornalista" per ringraziarla che la sua rubrica "mi aiuta quotidianamente a mettere a fuoco l'attenzione su tematiche che ritrovo nella mia vita di donna, mamma e insegnante."

    Dove per "mettere a fuoco" si intende "quale è la direttiva?". Mi viene in mente la letterina di un piccolo funzionario locale al gerarca, che comincia con l'inevitabile lode e esibizione di sottomissione servile, "servo vostro", dice Arlecchino.

    A sua volta la "giornalista" fa la stessa cosa con i suoi referenti, perché non diventi direttore dell'Unità se non hai le entrature giuste. Qui siamo più a livello del "colonnello" con "sua eccellenza".

    Riguardo i "Don Abbondi" che "pullulano" nella Pubblica Amministrazione, è perfino troppo. Don Abbondio aveva di fronte i bravi in carne ed ossa e cercava di salvare la pelle senza fare troppo danno ai parrocchiani. Un insegnante invece fa il suo "lavoro" nella applicazione delle direttive con indifferenza da impiegato in cambio dello stipendietto e la pensioncina. Se devo trovare un paragone, più che Don Abbondio mi vengono in mente le guardie che da che mondo è mondo infieriscono sui prigionieri nel loro "orario d'ufficio" per conto di despoti sanguinari e la cui giustificazione da sempre è "io eseguivo solo gli ordini".

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    1. Riguardo Aziz, è la figura retorica dello "Uomo Nuovo" cittadino del "Mondo Nuovo" come ce lo descrivono Scalfari e il Papa.

      Con l'ovvio paradosso rispetto alla letterina dell'insegnante quando dice che quello che siamo dipende anche dalle nostre "radici". Ma ormai sono tutti indifferenti ai paradossi e alle menzogne e passa in cavalleria anche questa.

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  4. Già, invasati e le loro gerarchi di invasati superiori.
    E' tutto così finto, falso, plasticato.
    Sono perfino patetici.
    Mi ricorda i grigiastri, buonisti, dimessi ambienti chiesastici nei quali ogni zelota aveva uno zelota più in alto e peggio di lui.
    Gentaglia orribile.

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    1. Te l'ho detto e ripetuto. Al netto delle ovvie considerazioni tra la differenza tra il dire e il fare, gli "ambienti chiesastici" si fondano sul trascendente, non sull'immanente. Ne la religione ebraica ne quella cristiana hanno mai proposto la "rivoluzione", ovvero il sovvertimento dell'ordine costituito, della società. Tutto il contrario. Il Papa ha preso il posto di Cesare pontefice massimo come autorità civile oltre che religiosa. I "rivoluzionari" furono o soppressi come eretici oppure metabolizzati con una "regola" come i Francescani.

      Tutto un altro paio di maniche con i "compagni", questi vogliono demolire tutto e ricostruire la loro visione del mondo qui e adesso, non nell'aldilà. La loro intera esistenza si fonda su menzogne e paradossi e questo è l'elemento di contatto con le religioni, ovvero la fede irrazionale. Ma la loro esistenza è fatta anche di azioni concrete e penso di averne elencate e descritte a non finire. Come ho detto, mentre le religioni sono abbastanza logiche, razionali, quando si tratta dell'immanente, del "mondo materiale", il "compagnesimo" è folle, distruttivo, masochista. E' una malattia mentale molto più grave.

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    2. La attuale convergenza tra compagnesimo e cattolicesimo dipende dal fatto che il clero è composto da gente "normale", i preti sono ragazzi che vanno a scuola, sono educati nelle famiglie, guardano la TV, eccetera. A parte la faccenda della "chiamata", i sacerdoti sono persone che hanno in testa le stesse corbellerie dell'Italiano medio, frutto dello stesso lavaggio del cervello. Il prete che nega il concetto di "patria" è esattamente uguale al tuo collega di lavoro o il tuo parente che dice la stessa cosa. Aggiungi che le "elite apolidi mondialiste" includono i vertici della Chiesa, eccoti la convergenza, la sovrapposizione.

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