mercoledì, agosto 30, 2017

Una ciliegia tira l'altra

Cosa succede quando il Ministro dell'Istruzione e della Ricerca Scientifica non ha un diploma ma in compenso lunga militanza nel sindacato? Che la istruzione scolastica italiana fa passi da gigante, che diamine! Come dubitarne, è nella logica delle cose. Con queste premesse proseguono le riforme della Buona Scuola.

Alle elementari e alle medie tutti promossi per legge.

Signori, è ufficiale, mia nipote potrà continuare ad ignorare le divisioni e moltiplicazioni fino alle superiori. Per allora probabilmente ne potrà fare a meno del tutto. Stasera alla sua festa di compleanno le comunicherò la lieta novella. Che poi, poverina, l'unico motivo concreto per cui deve andare a scuola è che deve essere parcheggiata da qualche parte mentre i genitori sono al lavoro. I diplomi li potrebbero assegnare per semplice anzianità.

10 commenti:

  1. E nessuno che pensi ai noccioli.

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  2. Molto terra-terra, lo scopo non è (sol)tanto mantenere ignorante tua nipote (o chicchessia), bensì ridurre la spesa che le dirigenze considerano ormai "inutile" (quelle destinate ai servizi) essendo terminata la stagione della suasione in favore di quella della imposizione. Non bocciare significa ridurre la quantità delle persone inserite nel percorso scolastico (non esisterà più chi usufruirà del servizio per x anni in più), così come significa la stessa cosa ridurre di un anno il percorso della scuola "superiore". L'allungamento dell'obbligo da 16 a 18 anni è la foglia di fico per mascherare le intenzioni, perché di fatto sono ben pochi coloro che a 16 anni lasciano effettivamente la scuola, quindi mettendo sul piatto della bilancia l'anno in meno con la manciata di "obbligati" in più, il "risparmio" rimane consistente.

    Ci sarebbe tanto da aggiungere, e non certo per rendere più luminosa l'atmosfera del quadro, però non ne ho davvero voglia, anche perché toccherei aspetti che chi è estraneo all'ambiente non avrebbe modo di riscontrare in prima persona e potrebbe pensare che sto calcando la mano più del necessario.

    La scuola è solo uno degli aspetti di un quadro più generale.

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    1. Parlavo ieri con un genitore che ha una figlia più o meno dell'età di mia nipote e cadeva dal pero. Gli dicevo cose inaudite. Sarebbe già drammatica la situazione se mi limitassi alla cosa in se, diventa incredibile se aggiungo che non viene percepita, anzi, la gente vive nel migliore dei mondi possibili. Un po' come l'altro conoscente che mi tesseva le lodi del Sistema Sanitario dove per una visita ti dicono o che "le liste sono chiuse" o che devi aspettare minimo un anno. Non so, ancora, è come vedere uno coperto di ghiaccio che ti dice "caspita che caldo oggi, eh?".

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  3. Omogeneizzati, parificati, lisciati e unificati asini e aquile.
    L'ugualismo che avanza.


    Questa mi era sfuggita.

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    1. Ti sarà sfuggito anche che si (ri)abbandona la valutazione docimologica (i numeri) per (ri)adottare il sistema dell'assegnazione per livelli (A-E). Cavoli, questi sì che son passi avanti! E, ancora una volta, occorrerà rimettere mano a meccanismi collaudati per riprendere a brancolare nel buio, con un effetto confusione in crescendo rossiniano. Ma tutto questo non importa, l'importante è che le decisioni della corrente avversaria vengano (formalmente) annullate, invertite per far vedere che "in quel del ministero si lavora alacremente per migliorare il sistema scolastico". In questo caso non importano neppure i costi, figuriamoci quanto può importare lasciar lavorare il personale con strumenti coi quali finalmente si cominciava a prendere la mano. Ovviamente, fino al prossimo (finto) cambiamento, eh?

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  4. Contrordine, compagni! Pare che (mai esser certi) la questione delle promozioni automatiche e quella dell'abbandono del voto numerico siano (siano state? non se ne può mai sapere una univoca) "revisionate", condendole con la solita serie di "ma anche", "bisogna vedere caso per caso", "di solito sia così, ma non è detta che non possa essere cosà" e via discorrendo. L'ideale, per chi tiene il coltello dalla parte del manico, perché in questo modo la responsabilità non è mai di chi ha emesso la norma, bensì di chi la applica. Ovviamente restando intatta la possibilità di chi dovesse giudicare un contenzioso di decidere in base al proprio personale convincimento, visto che la norma dice e contraddice ogni tre righe (anzi, rigorosamente dice in un documento e contraddice in un altro, in modo che risalire la catena per capirci qualcosa sia pressoché impossibile a meno di impegnare per tot mesi un intero studio legale).

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    1. Si, però...
      Riprendendo quello che scrivevo a UCoso nel post successivo e quello che ho scritto a te in passato, come mai le bandiere palestinesi e le molotov si tirano fuori solo per le questioni banalmente contrattuali? Perché il signor Erri De Luca non diventa l'ideologo del movimento di rivolta degli insegnanti? Perché la contrapposizione tra chi tiene il manico del coltello e chi sta dalla parte della punta è un tuo artificio, ecco perché.

      La Scuola è uno degli enormi "centri di spesa" dove mangiano tutti, i funzionari dei partiti, i funzionari dei ministeri, il sindacato e ha anche il vantaggio secondario che è utile per il lavaggio del cervello delle "masse". Gli insegnanti, salvo eccezioni, sono un serbatoio di voti della "sinistra" e perché? Perché non gli importa delle "riforme" o delle "circolari" assurde, gli importa del concorso, del contratto, dello stipendio garantito, eccetera e quindi si sdraiano per terra davanti a chi glieli promette. Gli studenti, quelli migliori, devono diventare uguali agli insegnanti, perché la devianza dalla regola diventa "fascismo".

      Una persona "normale" dovrebbe concludere che è molto più catastrofico il modo in cui viene gestita la Cosa Pubblica e in particolare l'Istruzione, rispetto all'ampliamento della base NATO o ad una linea ferroviaria che attraversa una valle alpina. Solo l'ATAC, gli autobus di Roma, ci portano un debito di 1.3 miliardi di Euro. Per non dire di altre questioni tipo l'introduzione di 6 milioni di immigrati nel giro di vent'anni, a crescere.

      Invece no. Perché il nostro problema è l'orsa XYZ. E' come un mondo ribaltato, alla rovescia.

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    2. Non è che una porcheria più grande renda meno grave quella più piccina. Semplicemente, la porcheria grande e quella piccina si sommano per dare come risultato una porcheria enorme.

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    3. E cosa c'entra?
      Gli insegnanti, come i dipendenti pubblici in generale, tradizionalmente sono bacino elettorale della "sinistra".

      Ergo, manifestano solo per le questioni "sindacali", quelle approvate dal Partito (oggi dalle elite apolidi). Come dicevo a UCoso, una linea ferroviaria che ha sostanzialmente i due difetti di essere ingombrante e costosa, è la Fine del Mondo e giù palestina, resistenza, molotov, antifascismo, centri sociali.

      Lo sfacelo della "Terza Via", cioè le conseguenze dello "Stato Imprenditore", come le acciaierie, il petrolchimico, lo stato generale delle infrastrutture di ogni ordine e grado, lo Stato garante dei "diritti", tipo Sanità e appunto Istruzione, quello non è la Fine del Mondo, magari un piccolo fastidio. Quindi niente palestina, niente resistenza, niente molotov, niente antifascismo e niente centri sociali.

      Non c'è una matrioska che contiene statuine più piccole, c'è il contrario, tutto da una parte, dove non conta niente e non fa danni, serve però a mettere in scena il solito presepio e nulla dall'altra, dove bisognerebbe affrontare la responsabilità (personali e collettive) di cent'anni di "cattocomunismo".

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    4. Vorrei sottolineare la differenza tra "ortodosso" e "omologo".

      C'è una certa persona qui, a noi nota, che rispetto al altre persone che frequenta e già questo dice qualcosa, NON è "ortodosso", cioè non si conforma perfettamente alla "dottrina corretta", ha delle punte di eresia.

      Ma E' "omologo", cioè ha le stesse caratteristiche delle persone che frequenta, in particolare gli stessi pieni e vuoti, la "forma" se preferisci.

      Ora, estendendo questa osservazione, la ragione per cui gli insegnanti, come altre categorie professionali o sezioni della popolazione generale, non si oppongono a certi eventi e invece si oppongono (per modo di dire) ad altri, è che sono magari non (completamente) ortodossi ma sono sicuramente omologhi.

      E' una conseguenza banale della considerazione che ogni popolo ha le leggi e i governanti che si merita. Si può dire anche come i governanti e i legislatori sono omologhi del popolo che li esprime.

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