lunedì, settembre 11, 2017

Livorno e lo ambientalismo

Io non sono un "esperto", un "dotto", uno "studioso" ma non serve. Quando si verifica una inondazione come quella di Livorno la causa è sempre e solo una: esistono dei corsi d'acqua nella zona che solitamente sono in secca o portano pochissima acqua e quindi nel corso del tempo sono stati deviati e/o coperti. Poi si è costruito come se questi corsi d'acqua non esistessero. Il risultato è che quando piove molto questi torrenti raccolgono grandi masse d'acqua dal territorio circostante e non hanno più modo di scaricarla nel loro alveo naturale, l'acqua viene fermata dalle costruzioni, accumula energia e all'improvviso si sfoga travolgendo cose e persone. Anche qui vicino casa mia succede lo stesso col fiume Seveso che quasi ogni anno allaga dei quartieri di Milano. Ripeto, ogni anno.

Edit: conferma qui, ci sono tipo quattro torrenti interessati all'inondazione di Livorno.
Il Riomaggiore scorre all’aperto fino al cimitero dell’Ardenza terra. Poco oltre, per i suoi ultimi due chilometri che attraversano Ardenza mare e fino alla foce, è tombato, opera che risale agli anni Sessanta. Il rivo, sarebbe esagerato chiamarlo torrente, è letteralmente esploso all’imbocco della rampa del garage di un gruppo di palazzine di edilizia popolare in via Rodocanacchi.
L'Italia è cosi OVUNQUE, in conseguenza al "boom economico" e anni successivi che hanno cancellato duemila anni di storia precedente come se non fossero mai esistiti.

Leggevo recentemente una intervista al signor Veltroni che con esercizio mirabile di leadership ci spiega che la "sinistra" non può dirsi tale se non è "ambientalista". Che mi riporta ai titoloni sui giornaloni di qualche giorno fa sulla allarmante presenza di "microplastiche" nell'acqua potabile e al precedente scandalo dell'orso ucciso in Trentino. Ecco, aria fritta. Non mi viene in mente niente di più inutile, vuoto, fasullo dello "ambientalismo" della "sinistra". Che poi ha questo come altro lato della medaglia.

I problemi concreti dell'Italia, che richiedono soluzioni concrete, ingegneria, sono semplicemente ignorati. Non solo le inondazioni che si ripetono ogni anno ma anche i terremoti già accaduti e che devono accadere o la sempiterna questione della raccolta e smaltimento dei rifiuti o ancora l'inquinamento causato dall'agricoltura e dall'industria. Gli espertoni che popolano le rubriche di RAI3 ci fanno grandi discorsi apocalittici sul "global warming" o approfondite dissertazioni sulle pratiche della "sostenibilità" o sulla reintroduzione del muflone. Come evitare che il torrente Pincopalla allaghi la città di Vattelapesca, tutte le volte che piove un po' più forte del normale, oppure il fatto che il 90% degli edifici in cui vivono gli Italiani andrebbero abbattuti, quello non interessa oppure è populismo.

La verità è che i "tecnici" dei Comuni, delle Provincie, delle Regioni, i quali dovrebbero redigere i "piani" tramite cui gestire il territorio, sono gente che occupa quel posto perché bisogna dare il "lavoretto" e la "pensioncina" agli amici. Lo stesso dicasi per gli eventuali consulenti chiamati a supplire. Non hanno le competenze ne l'interesse per affrontare i problemi. Meno ancora ce l'hanno i rappresentanti eletti e incaricati, sindaci, presidenti, assessori, consiglieri. E quindi si può e si deve strologare solo di "global warming" e dell'orso "assassinato".

Ultima cosa: perché frane e inondazioni colgono sempre sindaci e cittadinanza di sorpresa? Perché, posto che le rogne sono li e sono note da decenni, i Comuni non hanno personale che può essere mobilitato per le emergenze. Quindi non c'è nessuno che giri per le strade di notte o la Domenica e vada a controllare il livello dell'acqua di un torrente. Tranne, tornando al post precedente, i due Carabinieri della caserma locale.

37 commenti:

  1. Essendo socio di Ecopop (www.ecopop.ch) - l'unica associazione ambientalista che tematizza il rapporto tra territorio e popolazione - mi permetto di ricordare il problema demografico: siamo ormai quasi 7,5 miliardi su questa terra, ogni 10-12 anni la popolazione mondiale cresce di circa un miliardo di esseri umani (cioè quasi di una nuova Cina o India). La popolazione ideale per l'Italia (ca. 300000 km2 non tutti abitabili) sarebbe di 35-40 milioni, invece siamo 61 milioni GRAZIE all'immigrazione (questo grazie è ripetuto da tutti i giornali). Per decenni la popolazione italica è stata di ca. 57 milioni, poi il balzo in avanti di cui tutti si rallegrano (non proprio tutti, io no per esempio, anche se vivo all'estero). Del resto è sovrappopolato anche il paese in cui vivo che è passato dai 5 milioni del dopoguerra agli attuali 8,5 milioni in appena 70 anni. Certo l'Italia - e anche l'Europa - hanno un problema serio: gli autoctoni non si riproducono più, l'Italia - sede del Vaticano - è addirittura il fanalino di coda mondiale (1,3% il tasso di natalità). Ma secondo me questo è un problema minore (anche se continuando così gli Italiani si estinguerebbero entro poche generazioni). Ma a questo c'è rimedio perché - dice la Bonino - "abbiamo un giardino d'infanzia ad appena 300 km dalle nostre coste". L'Africa infatti esplode di natalità. Proprio l'ideale per cambiare radicalmente l'aspetto dell'Italia. Tra un secolo in Italia saranno tutti faccette nere. E chi storce il naso è ovviamente un razzista (dice l'odiosa - e brutta - congolese). Posso dire che è brutta o debbo aspettarmi una denuncia?
    La demografia, questa sconosciuta.

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    1. L'Italia non sta cadendo a pezzi perché siamo troppi, sta cadendo a pezzi perché siamo immobilizzati in un eterno "istante presente" che non ci permette di guardare ne indietro ne in avanti.

      Mi sento un po' frustrato in questo dialogo tra sordi. Come fai anche te a non capire che questi discorsi dei "massimi sistemi" servono solo a distrarci da quello che abbiamo sotto gli occhi, a portata di mano?

      Segui la logica: siccome non puoi fare niente di concreto per mitigare il problema della sovra-popolazione allora non puoi fare niente per il soffitto che ti cade in testa. Non è cosi, logica vorrebbe che tu cominci a riparare il soffitto, che non ti cada in testa e da li tu prosegua a riparare le cose attorno e forse, un giorno, arriverai alle questioni "globali".

      Adesso chiediti perché ti mettono sotto il naso la popolazione mondiale e non il soffitto che ti cade in testa.

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    2. "Adesso chiediti perché ti mettono sotto il naso la popolazione mondiale e non il soffitto che ti cade in testa."

      Ma nessuno mi mette sotto il naso la questione demografica mondiale. Ci sono arrivato da solo e già da oltre quarant'anni. Di questo problema non parla proprio nessuno - e se ci accenni passi subito per nazista e nemico del genere umano. Ci si preoccupa invece delle culle vuote, soprattutto in Italia - non senza ragione, devo ammetterlo. Il problema è locale e globale. Se si parla da noi di demografia è solo per deplorare il cosiddetto inverno demografico (dai preti a Ferrara).

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    3. Ma non è vero, la questione demografica, associata a tutte le altre apocalissi incombenti, a me la raccontavano a scuola che ero bambino col grembiulino e il fiocco.

      Non è che sia campata per aria, intendiamoci.

      Solo che è una di quelle cose cosi enormi che sostanzialmente non ci sono azioni concrete che si possono adottare per correggere il problema. E' fondamentalmente connaturato a certi fenomeni culturali ed economici. La gente benestante e con un livello di istruzione elevato di solito figlia di meno rispetto a gente povera e analfabeta.

      Torno a dire, abbiamo mille mila problemi quotidiani che richiedono una soluzione pratica oggi o domani, che dopodomani è già tardi.

      Per esempio tutti i ponti e i cavalcavia costruiti al tempo del boom economico o subito dopo, vanno revisionati e ove necessario sostituiti. Altrimenti capita che crollino sul malcapitato che ci sta passando sotto, come è successo sulla Valassina non tanto tempo fa.

      Anche li, l'inchiesta ha accertato mancanze da parte di tutti gli enti coinvolti, dalla Polizia stradale all'Anas, dalla azienda che spostava carichi eccezionali sul cavalcavia che non ne poteva reggere il peso alla amministrazione pubblica. Insomma colpa di tutti e di nessuno.

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    4. Cito il Renzi:
      "Le amministrazioni locali devono sviluppare gli uffici tecnici per sbloccare i piccoli e medi cantieri, bisogna semplificare la burocrazia, investire nella banda larga perché le reti di domani non sono le dighe o le autostrade, quella di domani sarà l'Italia della gigabyte society". Infine si deve puntare alle grandi opere e alle infrastrutture, come sul piano ferroviario la Napoli-Bari-Lecce."

      Ora, a parte il fatto di dire una cosa e poi il contrario nella stessa frase, a parte straparlare di cose di cui non si sa nulla, la "sinistra" che secondo Veltroni non può non essere "ambientalista", secondo Renzi punta alle "grandi opere", quando, in entrambi i casi, lo "ambientalismo" di Veltroni e le "grandi opere" di Renzi, in una città italiana qualsiasi piove un giorno e succede una strage.

      Se io faccio notare questi continui paradossi a Sara, per prendere ad esempio una persona che si definisce "di sinistra", lei mi risponde che la cosa non la disturba e non la coinvolge perché nella "sinistra" ci sono "diverse anime" e quindi è vera una cosa ed è vero anche il suo contrario. Soprattutto a nessuno, ne a Veltroni ne a Renzi ne a Sara, viene chiesta ragione delle cose dette e fatte.

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    5. > Ma nessuno mi mette sotto il naso la questione demografica mondiale.
      Infatti.
      Ora il mondo è stipato come mai e qualsiasi cosa non ordinaria che succede va a impattare su territori zeppi di umani.
      Le stesse costipazioni umane, per mancanza di spazio, vanno a costruire in posti assurdi, togliendo spazio fisico ai corsi di acqua che, di tanto in tanto, se li riprendono.
      Se cascasse un albero su un bus con tre persone farebbe certamente meno danni che se ne trasportasse novanta.

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    6. Io non posso che ripetere il solito discorso, se ti brucia la casa la questione della demografia direi che sarebbe il caso di accantonarla. Se vuoi un consiglio, prova ad ascoltare una seduta delle Camere e poi mi dici.

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  2. "La gente benestante e con un livello di istruzione elevato di solito figlia di meno rispetto a gente povera e analfabeta."

    Fatto sta che anche la gente povera in Italia ha meno figli di una volta, complici il boom economico, la pillola, la secolarizzazione ecc. Persino il prolifico sud di una volta fa lo sciopero delle nascite. Sono i ricconi da noi, ma anche altrove, che hanno oggi tanti figli perché se lo possono permettere (vedi Berlusconi, sua figlia Barbara, la Hunziker ecc.). Un figlio costa oggi un occhio della testa, tanto è vero che deve intervenire lo Stato (Francia, Svezia) per rialzare il tasso di natalità (ma nemmeno in questi paesi si raggiunge il tasso di sostituzione, 2,1%). Anche in Italia si pensa ad interventi statali di vario tipo per sostenere le famiglie. Ma oggi la gente vuole godersi la vita, non avere figli (o uno, al massimo due).

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    1. Il tuo commento è contraddittorio. L'idea di "godersi la vita" è tipicamente decadente e riguarda persone che non hanno necessità impellenti, immediate. In altre parole, i paesi con una bassa natalità o addirittura negativa hanno una popolazione necessariamente benestante e relativamente istruita.

      Viceversa, le popolazioni povere e analfabete non hanno ne i mezzi ne la forma mentale per anteporre il "godersi la vita" alle funzioni primarie. Quindi, da una parte non possono ne immaginare ne procurarsi anticoncezionali, dall'altra la prole numerosa, quando non falcidiata da carestie e malattie, è una risorsa di braccia, un po' come le bestie da soma.

      Senza contare l'altra ragione storica, se due villaggi si contendono una sorgente, il villaggio che dispone di più giovani abili alle armi sottomette l'altro.

      Ripeto che comunque tutto questo discorso esiste nell'iperuranio, nel meta-universo. In Italia non abbiamo un problema demografico ne in un senso ne nell'altro. Abbiamo il problema che l'Italia costruita negli anni del boom economico ci sta crollando addosso.

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    2. Il godersi la vita non è affatto decadente.
      Nel senso è che è ciò a cui hanno ambito tutti, da sempre.
      Ora, possiamo dire che le società di ogni tipo siano decadenti da sempre. Ma questo svuoterebbe la parola del suo significato.
      Certamente è la necessità che aguzza l'ingegno, come la fatica tempra corpo e mente. Però i ricchi patrizi romani facevano le orge e le vietavano ai plebei. Altrimenti questi non avrebbero lavorato per loro.
      Il bue vien castrato per farlo lavorare, mansueto. Il toro manda al diavolo te e il tuo giogo.

      Poi ci sarebbe il pattern de "antibiotico sì, pillola no" ovvero come i progressi e la tecnica vengono usati a culo per questioni di scollamento tra etologia bioevolutiva e nuovi ambienti tecnomodificati.

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    3. "... è ciò a cui hanno ambito tutti, da sempre."
      Assolutamente FALSO come molte delle cose che scrivi. Ma ormai ho capito che di Storia sai poco e adesso non ho voglia di fare il mio solito pistolotto.

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    4. Se l'umanità in tutte le epoche avesse avuto come fine "godersi la vita", saremmo ancora a razzolare per i boschi nudi raccogliendo le bacche. Invece l'umanità progredisce perché l'essere umano è perennemente insoddisfatto e vuole andare oltre, più avanti, più in alto. Vuole avere di più di quello che ha, vuole creare grandi cose, vuole lasciare un segno.

      Come dicevo, c'è tutta una letteratura sulla questione ma ad una certa età o certe cose le sai, oppure è abbastanza tardi. Io sono scoraggiato, ho sempre meno la velleità di pompare l'acqua fuori dal Titanic.

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  3. Non c'entra con Livorno, ma lo stesso c'entra:

    http://www.ilgiornale.it/news/manifesto-muray-contro-i-caritatevoli-1439716.html

    Un bel passaggio dell'articolo (almeno a me è piaciuto):

    "Ma i buoni almeno sono davvero buoni? Muray: «La smania di persecuzione freme sotto l'ondata di crociate filantropiche». I buoni odiano con un'intensità spaventosa. Nel regno del Bene, l'esilio, sotto forma di bavaglio, è la condanna comminata a chi non si sottomette. L'indifferenziato nel sesso ti sembra forzare la mano alla natura, con conseguenze indesiderabili? Sessista. Pensi che l'immigrazione non controllata sia controproducente per gli italiani e per gli immigrati stessi? Xenofobo. Trovi inaccettabile che alcuni musulmani vogliano imporre una visione del mondo in cui la legge discende da dio? Razzista. Esigi il rispetto delle regole senza deroghe? Fascista. Giudichi il multiculturalismo un esperimento fallito che porta alla frammentazione e quindi alla implosione della società? Fascista e xenofobo. Ti pare assurdo giudicare il passato con gli occhi di oggi, e dare la caccia al Male nei secoli dei secoli? Fascista, xenofobo e ignorante. Chiedi di poter almeno discutere di tutto ciò? Populista, qualunquista, carogna. Non basta la pubblica riprovazione? Si possono sempre approvare leggi in favore di ogni minoranza reale o sedicente (col risultato inevitabile di distruggere lo stato di diritto a colpi di eccezioni, Giovanni Sartori docet)."

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    1. Io non faccio ne il sociologo ne lo psicologo ma mi sembra evidente che i "buoni" in realtà vogliono che tutto sia controllato e tutti siano irregimentati all'interno di un sistema di "tutele", perché temono e odiano il prossimo. E' l'esatto contrario della ragione apparente. Una persona come il signor Scalfari non è un filantropo, è un aristocratico decadente che disprezza e teme la plebe e la vuole sottomessa e neutralizzata.

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    2. Scalfari è un razista estremo, direi proprio l'archetipo del neo soviet, di colui che imbastisce una società nella quale egli ti possa sfruttare come schiavo mansueto e rincoglionito, col tuo consenso.
      Trova molti stupidi che abboccano alle sue teorie razziste anti. Beh, direi che se lo meritano.

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    3. Scalfari non si preoccupa di trovare gente che abbocca, parla ex cathedra come il Papa.

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  4. Sempre in tema (mi sembra) e comunque divertente e/o deprimente:

    http://www.simofin.com/simofin/index.php/cultura/13704-scuola-multietncica

    Abbiamo da un lato l'ossessione dell'uguaglianza e dell'inclusività,
    dall'altro l'esaltazione della diversità come elemento "arricchente" (questo brutto aggettivo non fa parte del mio vocabolario attivo, che sia un calco moderno del tedesco "bereichernd" ?). E si condanna la fobia del diverso, piuttosto diffusa. Il fatto è che la diffidenza è iscritta nei nostri geni, se no non sopravvivremmo nemmeno un giorno. Buttare subito le braccia al collo al diverso, allo straniero, è contro natura e ridicolo. Una fobia poi è qualcosa di cui si soffre e che andrebbe curata, non condannata. Il fatto è poi che, sì, un certo grado di diversità va bene, è positivo, massì, arricchente. Ma oltre un certo limite non si può andare, se si è diversi in tutto o nelle cose che contano non ci si può intendere, la conflittualità è sicura.

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    1. Sergio, pane al pane e vino al vino.
      Se tu sei "cisgender" vedi una bella donna gli butti altro che le braccia al collo. Viceversa, se vedi un omaccione lo percepisci come una minaccia, un concorrente, un avversario.

      Ovviamente siccome siamo animali gregari, tenderai rispettare delle regole che ti consentono di cooperare con gli "amici" e quelli che non appartengono alla tua cerchia sono inevitabilmente "nemici", anzi, nella antichità le persone che non appartenevano alla tribù venivano nominati con parole che ne significavano la natura non-umana, bestiale, tipo "barbari" che significa "quelli che fanno bau bau, abbaiano invece di parlare".

      La "diversità" intesa come deformità fisica o comportamento insolito, viene istintivamente temuto per il meccanismo difensivo di evitare il contagio. Per razionalizzare la cosa, nella antichità i deformi e i pazzi venivano considerati "maledetti da Dio" o "indemoniati", anche se a volte succedeva l'opposto, venivano confinati in luoghi e ruoli "sacri" come manifestazione del "divino".

      Comunque, ripeto quanto sopra. Ai nostri tempi il tabu della "diseguaglianza" che coesiste col tabù della "discriminazione" non è quello che appare, ovvero non è una faccenda di filantropia, di amore per il prossimo, al contrario, nasce dalla paura e dall'odio che si risolvono nell'imperativo di controllare tutto tramite la "istituzionalizzazione" e la "normalizzazione". Ognuno deve essere incasellato e inserito nel macchinario dove ogni casellina ha il suo posto e si muove con un percorso definito e controllato. Il singolo ottiene cosi il doppio risultato che la mamma-partito-stato lo distanzia dagli altri e lo tutela come tutela chiunque altro, lo imbocca, gli pulisce il culetto. Cosa dice lo Scalfari? Che il "diverso" deve essere ricondotto al "meticciato", allo "uomo unico", non che deve rimanere "diverso". Deve essere annullato. E' un paradosso ma questa gente, dato che il "sinistrismo" è una malattia mentale, è insensibile ai paradossi.

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    2. Ti faccio uno dei mille mila altri esempi: l'aborto.

      Se una donna decide di abortire perché non ha voglia di sopportare la gravidanza, esercita un suo diritto, il feto è solo una sua escrescenza e l'aborto è assolutamente morale, anzi, quasi un metodo contraccettivo.

      Se però la donna decide di abortire perché il feto manifesta la sindrome di down allora sta discriminando una "diversità", sta applicando una eugenetica nazifascista, sta violando i "diritti" del "disabile", quindi l'aborto è un comportamento immorale.

      Quando senti, leggi, ascolti questi ragionamenti ti appare evidente che abbiamo a che fare con dei malati di mente. Una malattia mentale che dipende da un condizionamento applicato alla nascita e che dura tutta la vita.

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    3. A me sta roba mette i brividi, giuro
      Che paese di cerebrolesi

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    4. Pippa, immaginati di essere il sindaco di Livorno. Tu sai che c'è il problema dei torrenti tombati, significa che al posto del torrente c'è un tubo, come uno scarico fognario qualsiasi e sopra ci sono le case.

      Sai che il problema è stato parzialmente tamponato con le "vasche" e che le vasche sono state pagate con gli oneri di urbanizzazione di nuovi complessi edilizi.

      Arriva la "allerta" della Protezione Civile per il maltempo. Siccome arriva OGNI VOLTA che c'è un temporale, fai le spallucce tanto è inutile a fini pratici, tipo "al lupo al lupo".

      Però ci sono due soluzioni che puoi concretamente applicare per evitare la strage.

      1. avere tra i dipendenti del comune oppure tra i servizi di volontariato delle persone che si mettono di guardia di notte, sotto l'acqua, per controllare il livello dell'acqua del torrente e un metodo (presumibilmente un centralino e delle staffette) per avvisare la cittadinanza a valle che deve mettersi al riparo quando si raggiunge un certo limite.

      2. installare un sistema di sensori che misurano il livello dell'acqua e automaticamente fanno suonare una sirena che avverte i cittadini di mettersi al riparo perché una inondazione è imminente.

      Io non so se il sindaco di Livorno ci ha pensato oppure no ma sono sicuro che se ci avesse pensato sarebbe andato a sbattere contro centomila circolari, norme e accordi sindacali che impediscono di fare le cose scritte sopra.

      Perché?
      Perché nonostante storicamente sia documentata la imprevidibilità delle piene si preferisce fingere che esistano delle "tabelle" con cui fare i calcoli del "tubo", cosi tutti gli enti fanno i loro bilanci, tutti sanno quanto possono mangiare, ogni anno e a scendere la piramide, l'impiegatuzzo sa che sta tranquillo alla sua scrivania senza rogne e ferie e l'agognata pensione. Perché il livornese medio ha in testa la barca, andare a pescare e il bar con gli amici, niente altro.

      Nel frattempo leggiamo sul giornalone che secondo il compagno Veltroni, figura carismatica del PCI-PD, non si può dire "sinistra" senza dire "ambientalismo" e il Caro Leader Renzi annuncia urbi et orbi miliardi stanziati per le Grandi Opere, Ponti sullo Stretto e l'assetto idrogeologico di tutta l'Italia. Perché Veltroni e Renzi sono amici di Obama e lottano contro il Riscaldamento Globale. Alla gente non importa niente se tutto questo si traduce in qualcosa di concreto e se si traduce in qualcosa di utile o controproducente. Importa il posticino di lavoretto, andare al mare, la pensioncina, le bocce. Finche non gli capita la disgrazia, allora "lo Stato ci ha abbandonato".

      Poi per carità di patria sorvoliamo sui "sapientoni" che martellano con l'ambientalismo delle "microplastiche" e che concimano l'orto con la propria merda perché sta per finire il Fosforo mondiale.

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    5. Lore', apprezzo veramente la risposta argomentata con dovizia di particolari

      Ma all'alba di un'altra giornata di merda non ce la posso fare

      P.

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    6. Aggiungerei che se è ingestibile una cittadina come Livorno, figurarsi cosa succede che ne so, a Napoli.

      Non è mica un caso che una singola azienda municipalizzata di Roma riesca a produrre un buco di bilancio di un miliardo e mezzo di euro prima che qualcuno pensi di muovere un dito e anche allora, senza sapere come metterci una pezza, se non chiedendo l'ennesimo "statuto speciale", l'ennesimo "condono", l'ennesima "variante".

      Mentre guardi questa scena apocalittica senti le vocine che si indignano perché hanno ammazzato l'orsa XYZK. O l'invettiva del signor Gino Strada sul Capitalismo.

      Alla fine tutto parte dalla Scuola, come sopra.

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    7. Pippa, mi dispiace dirtelo ma annaspare in un oceano di merda è l'inevitabile destino di chi è consapevole.

      L'alternativa sarebbe avere sulle labbra il sorriso ebete dell'incosciente oppure lo slogan del "militante".

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    8. Sono molto meno nobile di quello che pensi tu
      Dei mali del mondo me ne sbatto, al momento, visto che devo sistemare i miei di casini

      Pensa che nei momenti di incoscienza e sorriso ebete stavo meglio. Ma tanto eh

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    9. Una cosa che impari invecchiando è che non esistono veri "casini", l'unica cosa che conta è la salute, il resto sono solo dei "giochini". Poi le donne hanno questa fastidiosa tendenza al melodramma, fattelo dire. Anzi, stante la "femminilizzazione" del Mondo Nuovo, tutti hanno la tendenza al melodramma.

      E' vero che chi non capisce un cazzo è più felice, il problema è che qui non puoi scegliere tra la pillola blu e la pillola rossa.

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    10. Concordo, Lore'.
      La salute c'è e due spicci a fine mese, come si dice a Roma, pure.

      Però mi sembra sempre di girare a vuoto, in tutti i sensi.

      Sulla "femminilizzazione" del mondo avrei da ridire. Ieri sera sono stata ad un corso di autodifesa, con simulazione di aggressione a scopo rapina e violenza.
      Molto poco a che vedere con un mondo "femminilizzato"

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    11. Apro una parentesi "tecnica", che mi viene dalla mia modesta esperienza di arti marziali. I corsi di autodifesa non servono a nulla. Non esiste nessuna tecnica che ti consente di uscire indenne e vincente dal confronto con un aggressore, perché questi è uno che è abituato alla violenza, si accerta di essere in vantaggio (numero, massa e/o armi) e ha poco o nulla da perdere. Per le donne ovviamente il divario è maggiore ma in generale è una regola che vale anche per gli uomini.

      In caso di "aggressione" la cosa migliore che puoi fare è scappare oppure buttarti per terra e raccoglierti a palla, cosa che riduce per quanto possibile i danni fisici e ti rende impossibile da muovere.

      L'unica eccezione a questa regola è il caso di un terrorista che non ti vuole "aggredire", per esempio per rapina ma ti vuole fare a pezzi. Allora il tuo scopo non è uscirne illesa, è uscirne viva e la "autodifesa" consiste nel fare come i gatti, colpire con qualsiasi cosa in qualsiasi modo, non ci sono regole.

      Girare a vuoto rispetto a cosa?

      La femminilizzazione del mondo consiste nella abolizione dei "ruoli". Nella nostra specie esiste questo adattamento evolutivo per cui le donne sono "risorsa" da tesaurizzare e gli uomini sono "risorsa" spendibile. Se arriva la tigre, le donne stanno dietro e gli uomini gli vanno contro, perché basta che ne sopravviva qualcuno o anche solo uno. Ma gli uomini devono sapere di non essere donne e che ruolo hanno. Deve esistere il concetto di "virtù", altrimenti ottieni uomini eterni bambini.

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    12. Ah, preciso. Bisogna entrare nell'ordine delle idee che qualsiasi "arte marziale" per potere avere un minimo di efficacia richiede molti anni di pratica.

      Inoltre, più si deve confrontare con situazioni "reali", più questa pratica è faticosa e dolorosa. Voglio dire, per imparare a dare pugni come un pugile devi prendere pugni in faccia per anni, non basta picchiare un sacco.

      Ne consegue che un corso di "autodifesa" deve farti assomigliare anzi superare se possibile il tuo ipotetico avversario. Diventa estremamente improbabile che una leggiadra fanciulla assomigli fisicamente e mentalmente al suo possibile aggressore.

      L'idea letteraria che ci sia qualche "magia" che faccia in modo che il mingherlino pacifico sconfigga il grosso cattivo, è FALSA, è una balla, non esiste.

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    13. Quindi mi stai dicendo che un ipotetico corso di autodifesa non mi servirebbe ad un cazzo, anzi, dandomi l'illusione di essere più al sicuro rischio di cacciarmi in qualche guaio?

      Che hai praticato, se posso chiedere?

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    14. Ho praticato karate shotokan per oltre 10 anni, senza strafare, come hobby. Ho conseguito il primo dan e poi mi sono stufato degli esami. Più avanti ho smesso per il lavoro, principalmente. C'è tutto un lunghissimo discorso dei pro e contro delle diverse arti marziali ma è inutile in questa sede.

      No, non dico che non serve a niente, il corso di autodifesa è meglio di niente.

      Solo che come ho detto, lo svantaggio che hai in un qualsiasi situazione di confronto fisico realistico è incolmabile. Se impari quello che puoi imparare e lo metti da parte, bene. Se invece ti dicono che col corso di autodifesa acquisisci la capacità di affrontare un aggressore, il quale presumibilmente è più grosso e più cattivo di te, mentono.

      Ci sono svantaggi incolmabili anche per un professionista e sono la massa e la sorpresa. La prima è la ragione per cui nelle discipline di combattimento ci sono le categorie di peso e la seconda è ovvia. A questo aggiungo che le donne non sono strutturate per il combattimento e normalmente non hanno praticato nell'infanzia sport di contatto, con implicazioni su certi movimenti e riflessi.

      Poi c'è la questione tecnica. Come dicevo, il nocciolo delle arti marziali è nella ripetizione infinita dei gesti in modo che diventino automatici e che tu non ci debba pensare per poterli attuare. Per acquisire questi automatismi servono anni e anni, poi bisogna anche considerare che certi movimenti che sono possibili a 20 anni diventano poco redditizi a 40, quindi non si finisce mai di imparare.

      Facciamo una ipotesi concreta. Io non ti conosco, non so quanto sei "grossa", però non conosco nessuna donna che mi può mettere sotto e io non sono "grosso", per essere un uomo, anzi. Quindi se un uomo ti afferra e ti viene addosso, sai già che finirai sotto. Imparare le tecniche per sfuggire ad una presa e per applicare una presa richiedono anni come sopra.

      Se provi a colpirlo con un pugno o con un calcio, prima che ti afferri, la differenza di peso, combinata col fatto che lui se lo aspetta e magari è anche uno abituato a fare a botte, lo rende quasi invulnerabile mentre se lui colpisce te, quasi sicuramente fa dei danni che tu non vuoi incassare.

      Ti rimane solo una possibilità estrema, ovvero colpire un punto debole, per esempio il naso o le ginocchia. Non provare a colpire i genitali perché non è facile come sembra. Una manata sul naso data con tutta la forza acceca l'avversario per qualche secondo. Solo che se non riesci a liberarti e a scappare in quel lasso di tempo, presumibilmente incasserai la sua reazione. Colpire un ginocchio richiede una tecnica specifica, che volendo si può imparare.

      Tutto qui, sostanzialmente non c'è altro.

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    15. Riguardo la "violenza sessuale", ti renderai conto che se tu resisti, è impossibile meccanicamente, qualsiasi cosa sia.

      Quindi per l'aggressore si tratta di immobilizzarti e, se escludiamo le corde, ottiene l'effetto desiderato minacciandoti di farti male. Dipende tutto da quanto sei determinata tu a resistere, ovvero quanto danno puoi incassare e quanto è determinato lui ad insistere, più ovviamente il fattore tempo.

      Ora, c'è un altro fattore critico. Perché tutta la manfrina di cui sopra possa funzionare, tu devi essere chiusa in un angolo. Se sei in uno spazio aperto, soltanto rotolando a destra e sinistra e chiudendoti a palla rendi la faccenda parecchio complicata.

      Per quello ti dicevo che se non puoi scappare devi evitare in tutti i modi di essere portata in uno spazio confinato e la cosa migliore è buttarsi per terra, perché sollevare un peso morto (a meno di essere due o tre) è impossibile.

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    16. Questa conversazione mi ha messo un'ansia che non hai idea...

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    17. Non so cosa intendi per "ansia" ma la paura è quella cosa che ti evita i guai. Il mondo non è mai stato un parco giochi. I recenti tristi fatti di cronaca hanno tutti alla base l'errata valutazione della pericolosità del contesto.

      Aggiungerei che molta gente si diverte cercando il pericolo di proposito. La spiegazione che posso pensare è che mentre a me la sensazione di essere in pericolo risulta sgradevole, ad altri risulti piacevole. Però questo causa un paradosso perché le persone trovano piacevole il pericolo solo fino a quando non si concretizza.

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  5. Anche Pescara si allaga ad ogni accenno di pioggia
    In quel caso penso sia la rete fognaria penosa. O le strade progettate di merda

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    1. Tutta l'Italia è fatta cosi. In questi anni ci sta crollando addosso perché, indipendentemente dal fatto che sia fatta male, richiede manutenzione. Invece abbiamo questa strana idea che le costruzioni siano eterne.

      Il punto è che di tutto si parla, del riscaldamento globale, delle microplastiche, dell'esaurimento del fosforo, della TAV ma nessuno mai dirà che bisogna rifare gli scarichi di Pescara o di Livorno.

      Come si dice, non è "glam".

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    2. "Il 7 maggio 2012 l’amministrazione comunale annunciò in una conferenza stampa dai toni trionfali il via libera al progetto delle casse di espansione, che avrebbero tenuto al loro interno le acque piovane in eccedenza del Rio Maggiore. «Il tassello definitivo per la messa in sicurezza del territorio». Gli scavi e le arginature erano già cominciati. Agli abitanti quell’opera non sarebbe costata nulla. Era una specie di baratto. «A scomputo delle opere di urbanizzazione». La formula è questa. Il Comune dava il via libera alla lottizzazione dell’area dietro il cimitero della Misericordia sulla quale sarebbe poi sorto il «Nuovo centro», un chilometro quadrato di uffici, residenze e commerci, approvando una apposita variante al Piano regolatore. L’ente attuatore, ovvero la società Le Ninfee, creata appositamente dal gruppo Fremura e dalle Unicoop Tirreno e Firenze, ricambiava assumendosi i costi delle quattro vasche sul Rio maggiore, 5,2 milioni. L’iniziativa venne esibita come un connubio virtuoso tra pubblico e privato."

      "La decisione finale spettava al Bacino Toscana Costa, autore del Piano di assetto idrogeologico. Disse che il progetto andava bene così. I lavori vennero ultimati nel gennaio del 2015. Il collaudo e l’omologazione arrivarono nell’ottobre seguente. La valutazione definitiva del tempo di ritorno spetta al Genio civile. Si calcola comunque che sabato notte in tre ore e 15 minuti siano caduti qualcosa come più di 200 millimetri di pioggia. Le casse di espansione del Rio Maggiore sono entrate in funzione per la prima volta. Non sono servite a molto. Le cose sono state fatte a norma di legge, ma la legge intanto è cambiata. "

      Lavori per cinque milioni ma sbagliati i calcoli.

      Prego notare la logica: invece di ripensare il concetto del corso d'acqua tombato si mette una pezza con delle vasche che dovrebbero contenere l'ondata di piena. Perché? Perché alla fine quello che conta è l'edificazione sui terreni "liberati" dall'ingombro e fastidio del corso d'acqua. Indietro non si torna, si va solo avanti.

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