mercoledì, settembre 20, 2017

Mistero degli articoli che contraddicono la propaganda

Scusate, devo aprire una parentesi che non c'entra direttamente col post:
Annuncio preoccupante e pericoloso, quello del sottosegretario per la Funzione pubblica, che ha lanciato un «grande progetto per il Paese», consistente in mezzo milione (ma potrebbero salire a 600 mila) di posti di lavoro nei prossimi quattro anni nelle pubbliche amministrazioni. Incombono le elezioni. Chiusa la parentesi incredibile, apocalittica, riprendiamo.

Uno dei fenomeni del nostro tempo è la campagna per "egualizzare" gli studenti verso il basso, impoverendo l'insegnamento scolastico, riducendo gli anni di frequenza, accettando un livello di preparazione sempre più scarso come la "norma". Il risultato, come tutti dovrebbero sapere, è che sulla media della popolazione italiana una grande percentuale è composta dai cosiddetti "analfabeti funzionali", ovvero gente che ha frequentato abbastanza la Scuola per imparare i rudimenti ma che non è in grado di capire e gestire i "contenuti" e le "informazioni" che sono disponibili. Qui non parliamo di agricoltori ma di fior di diplomati e/o laureati.

Oggi leggo questo articolo del Corriere: "La lingua italiana siamo noi
perché siamo ciò che diciamo".

«Si dice che l’uomo vale per quello che sa; ma vale anche in gran parte per come sa dire quello che sa», concludeva De Amicis.
Mi si pone ancora la questione: quando chi dirige il Corriere pubblica questi articoli lo fa senza rendersi conto che il contenuto nega, smentisce, contraddice tutto il resto che il giornale racconta ai suoi lettori, oppure lo fa scientemente, come per reagire, ribellarsi alle direttive? O ancora, è un tentativo mal riuscito, velleitario, di ottenere una sorta di "equilibrio" tra tesi contrapposte?

La tesi dell'articolo, moderata dall'ottimismo forzato, di maniera, per cui oggi le cose sono NECESSARIAMENTE migliori che nel passato, palesemente falso per quanto riguarda la lingua e l'insegnamento scolastico, è che noi siamo quello che ci trasmettono gli avi e la nostra capacità di elaborare le informazioni e di esprimerci. Che è l'ESATTO CONTRARIO del Mondo Nuovo, del "meticciato" di Scalfari, dove si abolisce il congiuntivo in funzione della "lingua franca" semplificata dei Cittadini del Mondo. Sopratutto dove al cittadino del mondo non serve conoscere la Storia, non ne deve nemmeno avere una, si parte da zero e non serve la capacità di pensare e di esprimersi, perché tutto quello che gli serve gli viene fornito bello e pronto dalle "elite".

Ieri ascoltavo una seduta del Parlamento in cui si suonava ancora la zampogna dei "rinascenti nazifascismi", con la conseguente necessità di CENSURARE immagini, parole, idee e di farlo scatenando una sorta di "Polizia Politica" e "Tribunali Speciali" che controllino quello che la gente fa, dice e infine pensa. Dietro la lettura superficiale, questo stereotipo consiste nella pratica di eliminare fisicamente qualsiasi cosa e chiunque sia "fastidioso" per il cittadino del mondo, meticcio, istruito dalle "elite". Non solo e non tanto "fastidioso" nel senso di contrario politicamente, ideologicamente ma più semplicemente "fastidioso" a livello psicologico. Intanto il Corriere, come tutta la "in-formazione", ci propone come prassi "normale" l'abbattimento delle statue.

Siamo nell'Era del Cretino, c'è poco da fare.
Il Cretino che pensa di essere un genio perché ripete gli stereotipi che gli forniscono le "elite". La cosa ulteriormente divertente è che ci sono Cretini che ripetono il 100% degli stereotipi e questi sono gli "ortodossi", poi ci sono Cretini che fanno una loro personale selezione e questi sono i "non-del-tutto-ortodossi". Cosi si forma un finto "dibattito" tra "diverse anime". Un dibattito sul nulla perché è tutto centripeto e non intacca minimamente le direttive fondamentali sulla base delle quali viene demolito e ricostruito il mondo.

Esempio dell'Era Cretino, stessa pagina, stesso giornale:
Ferrovie mette in gara gli startupper per creare l’assistente digitale. E studia i rimedi contro i cyber-attacchi".
Le priorità delle Ferrovie sono lo "assistente digitale" e i "cyber attacchi". Come sanno bene tutti i clienti delle Ferrovie. O no?
In futuro potrai prendere la scabbia sul treno, sempre se arriva e se non si blocca in aperta campagna, se non ci piove dentro o se ci sono 300 gradi in estate, potrai magari essere rapinato ma nel farlo godrai di una fantastica "user experience" col tuo "assistente" che vive nel furbofono.

Vi potrebbe interessare:
Una selezione di post precedenti sul tema dell'Era del Cretino.
Ma anche i due post precedenti servono allo scopo, se volete.

3 commenti:

  1. > La lingua italiana siamo noi perché siamo ciò che diciamo.

    Io ritengo che siamo messi male.

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    1. Io ritengo che siamo messi cosi perché è in atto il famoso Piano e putroppo il 99.9% della gente non è equipaggiato per resistere.

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