mercoledì, dicembre 13, 2017

Internet al posto della TV

Io non possiedo la TV. Però guardo film e serie TV tramite Internet. Quasi sempre in lingua originale, saltuariamente in italiano. Lo faccio per mantenere un po' di inglese, che altrimenti perderei del tutto dato che non mi capita di usarlo praticamente mai. Ci sono due modi per farlo, legale e illegale. Io uso quello illegale, significa che guardo contenuti che sono protetti da copyright senza pagare. Si tratta per altro di contenuti liberamente accessibili tramite Internet, non serve niente altro che il browser e una connessione decente. Non descrivo qui i dettagli. Se qualcuno vuole maggiori informazioni mi deve contattare in altra maniera.

23 commenti:

  1. in honesty we trust

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  2. Servirebbe anche a me, per lo stesso motivo
    Due domande
    - C'è possibilità di sottotitoli (in inglese)?
    - Che genere di contenuti si trova?

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    1. Si trovano film e telefilm in italiano o inglese, a volte ci sono i sottotitoli ma non sempre, più facile che ci siano nelle serie TV perché i film sono doppiati alla fonte. Mi è capitato di guardare dei film in giapponese coi sottotitoli in inglese.

      Come ho scritto sopra, io non uso nessuna tecnologia o trucco particolare, sono contenuti accessibili a chiunque, come Youtube, per dire. In qualche maniera è una conseguenza diretta del fatto che Internet per sua natura consente a chiunque di pubblicare qualsiasi cosa a tutti i client collegati. Infatti su Youtube c'è una certa quota di contenuti che sono "illegali" e Google, oltre ad adoperare dei robot che cercano questi contenuti e dei "redattori" umani che fanno lo stesso, si basa sulla rimozione a seguito di un reclamo.

      Viceversa, da sempre esiste la possibilità di scaricare file di qualsiasi natura da diversi network peer-to-peer, che esistono apposta per consentire la condivisione senza restrinzioni.

      Io non lo faccio più dagli anni Novanta per vari motivi ma principalmente perché non ne ho bisogno. In quel caso l'illecito non è nella "fruizione" del contenuto. che avviene in separata sede non contestualmente ma nel possesso "fisico" di una copia "illecita" (che poi può essere un programma, un gioco, qualsiasi cosa). La prassi in Italia è che viene perseguito il "fine di lucro", ovvero chi ricava un ritorno economico dal distribuire contenuti (più in generale, file) protetti da copyright.

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  3. Non possedere la TV è una fantastica libertà. Consiglio a tutti.

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  4. Il modo più efficace per mantenere e incrementare la conoscenza dell'inglese è PROPRIO abbuffarsi quanto più e possibile di film in lingua originale. Se sono sottotitolati in inglese e non in italiano è meglio ancora. I non-sottotitolati sono davvero per "i duri".

    Il motivo per cui in Italia c'è una conoscenza scadente dell'inglese è stata la diffusa pratica del doppiaggio. Amendola sarà diventato milionario a furia di doppiare film. Altrove, tipo in Danimarca, i film non sono tutti doppiati - solo una minoranza. Ciò implica che il bambino vi assiste e apprende come una spugna, in presenza dei genitori che magari spiegano il contenuto e le parole durante la visione.
    Per questo, a 18 anni un danese parla inglese come seconda lingua, un italiano recita ancora "due gustis è meglio che uàn".
    Io ho visto diversi contenuti su una libera piattaforma che si chiama PopcornTV. Solo che in gran parte sono Horror, e se guardo film horror quando mi trovo da solo in campagna - deridimi pure - soffro subito di orrendi incubi.
    Vorrei mi dessi i "dettagli", lo vorrei ardentemente. Tanto più che la Vodafone adesso mi ha regalato 13 Gigabyte in più al mese.

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  5. Vero, molto utile ascoltare cose in lingua originale.

    Io, comunque, consiglio anche la radio (in streaming).

    Ultimamente mi sono messa ad ascoltare trasmissioni radiofoniche notturne che, per via del fuso orario, io ascolto in diretta durante il giorno.
    Il vantaggio delle trasmissioni notturne è che sono più "pacate" e, spesso, organizzate in modo logico e su argomenti interessanti (mentre quelle diurne sono la solita m3rda frenetica e idiota, con un sacco di effetti e la parlata da ganzi).

    Il massimo però è provare a parlare, e a scrivere. Preferibilmente con un madrelingua. Ciò che spinge a imparare è il bisogno di comunicare. Se hai bisogno, ti metti con più entusiasmo ed efficacia (a me succede così).

    A volte mi pare di essere una studentella alle prime armi che, davanti a certe espressioni, si chiede "Ma cosa mi si sta comunicando qui?" perché alla fine io comunico in inglese, ma solo in certi ambiti. C'è un intero universo che è ancora inesplorato per me. Una bella sfida! L'unica cosa che posso dire è che, di solito, capisco bene. Ma è un caso. Sto imparando un sacco di slang che nemmeno pensavo esistesse. L'espressione che più mi ha lasciato perplessa è stata "I hear you" (che uno direbbe: e che c'è da capire? invece, non aveva il senso letterale, ma il senso "Eh, come ti capisco, come mi trovo d'accordo con te, come capisco bene questa cosa per averla provata sulla mia pelle").

    Eh, giusto per dire che lo studiare e l'ascolto passivo va bene, ma se sei calato nella realtà e devi capire in due secondi (e poi agire di conseguenza) è efficace al massimo (e stancante).

    Comunque, come dici sopra, meglio guardare i film che perdere la lingua...

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    1. "I hear you" non è proprio slang è un modo di dire non diverso da "I see" per dire "capisco".

      Slang è più una cosa tipo "fam" per dire "la gang degli amici", come in "I’m going to hang with the fam tonight".

      Io sono contrario all'uso di espressioni gergali nelle due direzioni, ovvero un anglofono che copia gli Italiani che parlano male o un italiano che copia gli anglofoni che parlano male. Oltre l'ovvia considerazione che non ha senso sembrare un tamarro/coatto, c'è sempre il rischio di andare sopra o sotto le righe e anche di non cogliere le differenze culturali che danno senso ad una certa espressione solo nel suo contesto.

      Da cui, se un anglofono ti parla o scrive usando espressioni gergali, fondamentalmente è un cretino.

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    2. Da cui, se un anglofono ti parla o scrive usando espressioni gergali, fondamentalmente è un cretino.
      :D

      Una volta, durante il mio dottorato a Roma, ho provato ad usare una delle espressioni imparate sul "Manuale della metropoli periferica".

      Un mio amico (romano) mi ha chiesto: "Dai, dimmi come chiederesti una sigaretta!" e io, sbagliando, ho interpretato "Vediamo se sai come si dice 'hai una sigaretta?' o 'mi offri una sigaretta?' in romanesco!". Quindi, gli ho risposto "M'allunghi 'na ciospa?" ed ero molto fiera della mia conoscenza... peccato che abbiano riso tutti e che abbiano pensato che parlo come un burino laziale (pardon). Il mio amico mi ha chiesto "Ma dove hai imparato questa espressione?"

      Una cosa simile mi è capitata con i miei parenti acquisiti. Abituata a sentir parlare marito e suoi amici vari, una volta raccontando un fatto ai miei suoceri ho usato la parola "faszi" che significa "tipo, tale, generalmente di genere maschile" pensando che fosse il modo standard. Invece poi ho scoperto che "faszi" deriva da "fasz", ovvero, il membro maschile, ma detto in modo grezzo.

      Va beh.

      A me, però, piace sapere le varie espressioni idiomatiche e slang. Anche se, però, "fam" l'avrei capita.

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    3. A me invece piace scrivere in maniera corretta. Mi prenderei a calci nel sedere quando mi accorgo di parlare male.

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    4. Anche a me piace parlare in modo corretto.
      Però, mi piace anche imparare il resto.

      Il fatto è che ci sono due motivi per cui un madrelingua, a volte, si esprime in modo non corretto o slang. O non si accorge/non ci arriva/ha solo quel registro, o vuole usare quel registro.
      Per esempio, io stessa uso espressioni dialettali (VENETE (del mio paese)!!! OLÉ!!!) per esprimere con maggior enfasi certi concetti. E ai miei figli piace, è un piccolo assaggio delle loro origini.
      O, a volte, uso apposta espressioni imprecise (che non scriverei mai).

      Però per altre cose mi piace esprimermi correttamente (o al mio meglio, che probabilmente, dopo tanti anni all'estero con una limitata interazione in lingua italiana, alcune cose ora cominciano a venir meno... che stress!)

      Io in fondo sono contenta quando un madrelingua si esprime in modo libero con me, senza dosare le parole o fare il perfettino. Un po' è una sfida, un po' lo trovo un atto di fiducia. In ogni caso, è necessario all'interazione, se io necessito di interagire.

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    5. Secondo me è esattamente il contrario. Un anglofono che tiene a te ti viene incontro parlando nel modo migliore. Uno che non ci arriva meglio non averci a che fare.

      Fai anche confusione col veneto, che non è "dialetto" e meno che meno "slang", è una lingua.

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    6. Beh, quello del mio paese è un dialetto, di base veneta, ma con pronuncia verso il ferrarese. Ci sono varie differenze tra le varie province, tipo uno della mia provincia (ma non del mio paese) non vorrebbe mai essere preso per uno del mio paese o per uno di un'altra provincia...

      Non mi sarei mai aspettata che un Lombardo innalza il Veneto al rango di lingua! :D

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    7. Sei proprio brigante veneta, bisogna spiegarti tutto. Struca el botòn: Lingua Veneta.

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    8. Grassie!
      (O graxie, se scrivi come il goldoni)

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    9. E siccome i parenti non te li puoi scegliere:
      Koinè lombardo-veneta.

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    10. Ah ah ah ah! (rido a "i parenti non te li puoi scegliere"... sono parente tuo malgrado! Ah ah ah!)

      Però, non girare il dito nella piaga, che wikipedia è oscurata... magari me lo salvi in pdf e me lo mandi via mail? Oppure lo leggo il prossimo 8 gennaio quando sarò in Europa...
      :D

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    11. Te l'ho detto, scarichi Tails, la metti su una chiavetta USB, riavvii facendo il boot dalla chiavetta, oplà sparito l'oscuramento. Togli la chiavetta, riavvii normalmente, oplà torna l'oscuramento.

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  6. Io faccio fatica già a seguire la tv normale,dopo un po' mi annoia, l'unico che mi piace è Borghese.

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    1. La differenza tra Internet e la TV è che Internet ti obbliga a scegliere e cercare i contenuti che ti interessano, non esiste un "palinsesto" e non esiste il concetto di "fruizione passiva".

      Per esempio io seguo regolarmente dei tizi che hanno un canale Youtube in cui raccontano della loro vita di emigrati all'estero o del loro hobby, per es. la scherma medievale.

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    2. Dettaglio: questa canzone era la sigla di coda di un cartone animato giapponese (Boruto), credici o no, guardando e ascoltando in lingua originale cominci a farci l'orecchio anche se non hai nessuna idea della lingua.

      Dettaglio: Scholagladiatoria oppure Tommaso in Giappone.

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  7. Dove sei quando servi tu, pfffffff

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    1. Niente ha più senso, la follia e la perversione dilagano ovunque, sono la norma contemporanea.

      E' un mondo alla rovescia, vedi bene che i blog non sono moderati perché la gente ha perso cognizione del bene e del male, si può scrivere qualsiasi cosa e non fa comunque differenza. Chi non sta in prima fila tra i fenomeni da baraccone si mimetizza soltanto in seconda fila.

      Mi sono stufato di provare e riprovare a salvare il mondo contro tutti e contro tutto. Alla fine, non se lo meritano.

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