lunedì, dicembre 25, 2017

L'agenda politica del Papa

Che è uguale a quella di Soros. La "immaginazione sociale".
Nei passi di Maria e Giuseppe quelli dei migranti.
La fede nel Natale, dice, «ci spinge a dare spazio a una nuova immaginazione sociale, a non avere paura di sperimentare nuove forme di relazione in cui nessuno debba sentire che in questa terra non ha un posto».

...

dal Vangelo di LUCA

In quel tempo l'imperatore Augusto con un decreto ordinò il censimento di tutti gli abitanti dell'impero romano.
Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria.
Tutti andavano a far scrivere il loro nome nei registri, e ciascuno nel proprio luogo d'origine.
Anche Giuseppe andò: partì da Nàzaret, in Galilea, e salì a Betlemme, la città del re Davide, in Giudea. Essendo un lontano discendente del re Davide,
egli con Maria, sua sposa, che era incinta, doveva farsi scrivere là.
Mentre si trovavano a Betlemme, giunse per Maria il tempo di partorire;
ed essa diede alla luce un figlio, il suo primogenito. Lo avvolse in fasce e lo mise a dormire nella mangiatoia di una stalla, perché non avevano trovato altro posto.
Prego notare che Giuseppe non stava "migrando" ne "fuggendo". Giuseppe AL CONTRARIO un posto ce l'aveva, stava tornando a Betlemme in Giudea, lasciando la Galilea dove risiedeva, per farsi registrare come "cittadino", proprio in quanto DISCENDENTE di Davide, quindi nella SUA TERRA. Il parto di Maria avvenne, come spesso capita, in un momento poco opportuno e quindi si adattarono ad una sistemazione di fortuna. Nonostante fosse deposto nella mangiatoia a Gesu non serviva lo "jus soli", era anche lui discendente di Davide. Il paragone tra la Sacra Famiglia e Bello Figo mi sembra un po' stiracchiato.


Notare che il Vangelo dice "salire", Nazareth si trova a Nord
Betlemme si trova a Sud, a sinistra del Mar Morto, sotto Gerusalemme.

Trova le differenze, lo so, è difficilissimo, usa la "immaginazione sociale":


Bartolomé Esteban Murillo - 1650 circa, barocco spagnolo


Il Corriere - oggi, barocco italiano


Corriere, ignoto


ABC News, Nigeria

Serve tanta tanta "immaginazione sociale".

Il Papa avrebbe potuto citare il Vangelo di Luca con un passaggio magari più appropriato:
«Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova: «Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso». E Gesù: «Hai risposto bene; fa' questo e vivrai». Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. Anche un levita (ndr, della tribu di Levi, addetti alla cura del Tabernacolo), giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un Samaritano (ndr, nemici dei Giudei), che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va' e anche tu fa' lo stesso». »
Ma sarebbe evidente che la Chiesa del Papa oggi occupa il posto dei "dottori della legge", dei "sacerdoti" e dei "leviti" che Gesu criticava. Sarebbe anche evidente che Gesu non ha mai predicato ne l'abolizione del sistema di caste della società ebraica della sua epoca ne l'abolizione delle "nazioni", ovvero dei diritti (e doveri) di discendenza. Ancora oggi Israele per gli Ebrei è la Terra Promessa da Dio ai loro avi che gli spetta di diritto. Ebrei si nasce, non si diventa. E Gesu, non tutti se lo ricordano, era ebreo. Sovversivo ma ebreo.

30 commenti:

  1. Leggendo il titolo del pezzo sulla Repubblica Francesco alla messa di Natale: "E' Gesù che dà a tutti noi il documento di cittadinanza" mi è venuto in mente roba simile (non così ben organizzata come l'hai scritta, comunque).

    Buon Natale.

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    1. Sempre secondo il Vangelo di Luca:

      "Postisi in osservazione, mandarono informatori, che si fingessero persone oneste, per coglierlo in fallo nelle sue parole e poi consegnarlo all'autorità e al potere del governatore. Costoro lo interrogarono: «Maestro, sappiamo che parli e insegni con rettitudine e non guardi in faccia a nessuno, ma insegni secondo verità la via di Dio. È lecito che noi paghiamo il tributo a Cesare?». Conoscendo la loro malizia, disse: «Mostratemi un denaro: di chi è l'immagine e l'iscrizione?». Risposero: «Di Cesare». Ed egli disse: «Rendete dunque a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio». Così non poterono coglierlo in fallo davanti al popolo e, meravigliati della sua risposta, tacquero.»

      Il Papa, oltre a ingerirsi nelle faccende dello Stato italiano, del resto i suoi predecessori furono presi a cannonate per l'Unità d'Italia, rasenta la blasfemia, infatti contraddice le parole del Cristo.

      Sul passaporto c'è scritto:
      "Unione Europea - Repubblica Italiana".
      E sotto c'è il logo con la stella, la ruota dentata avvolta a sinistra da un ramo d'ulivo e a destra da uno stralcio di quercia.

      Gesu non da a nessuno il documento di cittadinanza, perché, come l'antica moneta, il documento appartiene a Cesare, non a Dio.

      Buon Sole Invitto, a questo punto.

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    2. Mi fa arrabbiare per diversi motivi, perché è propaganda infame e perché per fare questa propaganda bisogna essere sicuri che chi l'ascolta è un idiota.

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    3. Come dici sotto, non è un caso se hanno eletto questo papa.
      A me, da' pure fastidio come persona (che non conosco, ma almeno mi aspetto che un papa sia edotto in fede e retto, invece, è uno che rigira la frittata probabilmente sapendo di girarla... mi fa schifo, un manipolatore).
      Comunque niente di nuovo, hai ragione.
      È propaganda infame, e fa leva sulla idiozia/ignoranza della massa che ascolta.

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    4. Purtroppo un Papa che fa bassa propaganda non è il peggiore dei mali. Io sono nessuno, col mio bloggettino. Ti sembra possibile che tocchi a me citare i Vangeli contro i discorsi del Papa? Che non lo faccia nessun altro?

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    5. Hai ragione, è sconfortante questo silenzio generale. Sono tutti d'accordo...

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    6. Lo sconforto è su due piani.

      Da una parte ci sono gli "intellettuali", persone che dovrebbero guadagnarsi il pane facendo uso dell'intelletto e, nel caso in oggetto, fare esercizio di critica. Invece sono tutti appecorati e asserviti.

      Dall'altra parte ci sono i "signor nessuno" come me, la massa. Il cui livello medio si sta allargando sul piano dei consumi e si sta assottigliando per quanto riguarda lo "spessore" umano e culturale. Sempre il solito discorso degli idioti infantili. Questi variano dello stato catatonico a quello della bestia rabbiosa.

      Quindi, l'eventuale reazione o cambiamento non può venire ne dall'alto ne dal basso.

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  2. Non nutro fiducia in questo papa, mi disorienta.

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    1. Se tu sei cattolica-credente, in teoria il Papa per te è la massima autorità riguardo la dottrina, ovvero quando parla "ex cathedra".

      Questo Papa non parla di dottrina, al contrario, la contraddice, come ho detto, mi sembra addirittura blasfemo, perché travisa le Scritture per promuovere la sua agenda politica. Agenda politica che è quella della Open Foundations di Soros-Bonino e di Scalfari col suo "meticciato" come "destino" che deve essere compiuto dalla "sinistra".

      Però, scusa Sara, non capisco cosa ti disorienti, visto che il Papa è orientatissimo, orientato parallelamente a Grasso, Boldrini eccetera. Saranno mica cose nuove ed inusitate quelle che sostiene, sono cose trite e ritrite.

      Per esempio, quanto tempo è che cercano di imbrogliare e condizionare le menti semplici con l'equivoco tra "immigrato" e "profugo" o "rifugiato"?

      Questo è solo un piccolo saltello in più nell'imbroglio, si sostiene che Giuseppe e Maria fossero "profughi" perché dovettero fare avanti e indietro tra la Galilea e la Giudea per il censimento romano. E' come dire che un insegnante siciliano che si vede assegnata una cattedra in Trentino è un profugo.

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  3. Riprovo (dopo l'update di Mac High Sierra non posso più inviare commenti: posso leggere gli articoli e anche scrivere un commento, ma dopo aver premuto invia il mio commento scompare e non è inserito nel blog).

    Dunque. Non so se avete letto la breve recensione al libro del vaticanista Aldo Maria Valli, che presumo credente, nel Giornale del 7/12/2007. Il libro s'intitola "Così la Chiesa finì". Vale la pena leggerla.

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    1. I commenti sono scritti dentro una textarea, una cosa che viene gestita dal browser sul tuo lato e dal server di Google sul lato del blog.

      Di conseguenza, se c'è un problema, è nel browser. Prova a eliminare la cache, altrimenti nota come "history", tutto compreso, cookies eccetera, chiudi, riapri, riloggati. Verifica che non ci sia qualche estensione o aggeggio similare, se c'è, disabilita e riprova.

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  4. Sembra che i commenti funzionino di nuovo. Vi copio allora l'articolo del Giornale qui sotto così non dovete cercarlo. Buon divertimento.
    Francesco Boezi - Gio, 07/12/2017 - 16:29
    "Così la Chiesa finì", ecco le conseguenze di
    Bergoglio
    La Chiesa finisce abbracciando il modernismo. Questo è l'ammonimento contenuto nel nuovo libro di
    Aldo Maria Valli, vaticanista del Tg1
    "Così la Chiesa finì" è il titolo del nuovo libro di Aldo Maria Valli. Il vaticanista di punta del Tg1 immagina -
    mediante un racconto distopico - la dissoluzione del cattolicesimo.
    Un processo lungo, che avviene tramite il succedersi di una serie di "Francesco", pontefici accomunati dalla
    necessità dottrinale di adeguare la forma, la sostanza e le istanze della religione cattolica allo "spirito del
    tempo". II Vaatticano - nell'opera di Valli - abbandona progressivamente i dogmi di fede, sino a promulgare
    l'esistenza del "Superdogma dell'accoglienza": l'unica verità dottrinale riconosciuta come tale. Laa Chiesa
    immaginata dal giornalista rinuncia - insomma - a se stessa: sposa la postmodernità, adotta il "bispensiero",
    stralcia ogni tradizione e usanza, pubblica "Il Vocabolario della Chiesa Accogliente", aderisce ad una neolingua
    di orwelliana memoria, introduce il sacerdozio femminile, concede l'eucarestia a tutti, termina di essere una
    monarchia assoluta, riduce la liturgia ad un fenomeno di "aggregazione sociale", approva la poliandria, riabilita Marcione, abolisce le tipiche forme d'espressione pastorale e così via. Nasce - infine - la "Nuova Chiesa
    antidogmatica", che proclama il "Superdogma dell'accoglienza". Nell'immaginario Concilio Ecumenico Vaticano V - inoltre - i cristiani si riuniscono in un'unica fede: un avvenimento che, nonostante l'intenzione bonaria di base
    e la valenza sempieterna del dialogo, finisce per divenire uno degli elementi determinanti per la dissoluzione finale.
    (continua)

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  5. (continuazione)
    Aldo Maria Valli affida ad un Cantore Cieco il compito di raccontare questa storia: un unico testimone che, sfidando le proibizioni del mondo rappresentato come "unificato" dal giornalista, riesce - con un messaggio in bottiglia - a tramandare la cronaca delle tappe della scomparsa del cattolicesimo. In uno scenario dominato dal relativismo e dalla secolarizzazione, l'unica preziosa testimonanza dell'estinzione della religione cattolica è commentata e affidata - non a caso - ad un personaggio di chiaro richiamo omerico. I pontefici che si susseguono dopo
    Bergoglio al soglio di Pietro - come anticipato - si chiamano tutti "Francesco". Scrive l'autore sulla rivoluzione subita dal ruolo del papa: "Come ben potete intuire, un papa oggi non è apprezzato quando mette in guardia dalle conseguenze pratiche dell'ateismo, o quando, avendo a cuore la tenuta della comunità sociale e denunciando la mancanza di un collante, chiede a tutti di vivedere "come se Dio esistesse", non è ammirato quando avverte che il più povero fra i poveri, sebbene non si veda, è il bambino che non viene lasciato
    nascere...". La religione cattolica - nel libro di Valli - finisce per abbracciare mortalmente il mondo, i suoi rinnovati schemi comunicativi i e le sue deformazioni culturali. Uno dei primi testi che contribuisce al sorgere del processo narrato - poi - è l'enciclica "Captatio Benevolentiae": pubblicata da Papa Francesco IV. Questo
    documento "contiene le istruzioni da seguire perché si metta fine a ogni differenza tra la Chiesa e il mondo". Curiosamente - ancora - ad ispirare la lettera apostolica del papa è un cardinale di cui Valli cita solo le iniziali: "W.K.". Walter Kasper, cardinale tedesco realmente esistente e avversario teologico di Benedetto XVI, che non viene mai nominato, ma rispetto al quale si potrebbe supporre l'esistenza di un riferimento indiretto.
    Sì, perché nel romanzo distopico del vaticanista c'è spazio anche per Joseph Ratzinger. Il papa Emerito viene descritto come il grande sconfitto della storia: un uomo che ha lottato per la salvezza della fede, ma la cui battaglia si è infranta inesorabilmente contro le tendenze neomoderniste dominanti. L'opera stessa - in realtà - si apre con una "profezia" di Benedetto XVI, un aforisma reale sulla "graduale perdita" della fede nel mondo occidentale e sul conseguente "ridimensionamento" della Chiesa. Ma com'è accaduto - nel corso della storia
    ecclesiale - che tutti i papi siano finiti per chiamarsi "Francesco"? Scrive il Cantore Cieco rivolgendosi al lettore: "Ebbene, devi sapere che il capostipite dei Francesco, ovvero papa Francesco I, l'argentino Josè Maria Bergoglio, fu così amato dal mondo, così osannato, così stimato, che la Chiesa dell'epoca, sotto il pontificato del successore, papa Francesco II, stabilì che da allora in avanti tutti i pontefici sarebbero stati scelti tra cardinali sudamericani e tutti si sarebbero chiamati Francesco". "Coloro che amano" - nel mondo figurato da Valli -
    governano le logiche del mondo, ma tutto è distrutto, umanità compresa. L'uomo - infatti - è ormai privato tanto delle religioni quanto della libertà. Un romanzo - quello edito da LiberiLibri - che più che una distopia sembra
    essere un avvertimento sulle conseguenze di un certo modo di intendere il magistero papale.

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    1. Secondo me non esiste contrapposizione tra Chiesa e "modernismo" almeno dai primi del Novecento.

      Perché il "modernismo" è diventato "post-moderno", abbandonato il positivismo per una qualche forma di "culto misterico" legato alla "scienza" e alla "tecnologia" e la Chiesa si è svuotata di contenuti al punto che ormai è solo una scatola vuota, riempita con concetti ispirati ai "liberal" americani (una ideologia messa a punto dalle elite apolidi nelle università alla fine degli anni Sessanta) e con un sincretismo ecumenico che fa un miscuglio di tutte le credenze e le superstizioni indifferentemente.

      Oggi della Chiesa rimane una esteriorità che può essere facilmente ridisegnata come la carrozzeria di una auto o i vestiti di una modella. Nel presepio ci puoi mettere i beduini arabi, come ho visto in giro per la Brianza, dove nessuno sa che alla nascita di Gesu mancavano seicento anni alla espansione araba ma ci puoi mettere i migranti cosi come i polinesiani. Tanto è puro intrattenimento.

      Dall'altra parte, la "modernità" per la massa ormai è superstizione e alchimia. La gente si limita ad muoversi ed agire come è istruita a fare, senza padroneggiare o capire la tecnologia sottostante e, sopratutto, lo scopo.

      Faccio un esempio collaterale:
      Gli Achei della Iliade erano probabilmente fatti cosi.
      (tre regine della civiltà minoica, Creta).
      Oggi leggo che la BBS e Netflix preparano uno sceneggiato in cui Achille, l'eroe semidio degli Achei, è questo.
      Quindi il Papa che rimpiazza Giuseppe e Maria con il "migrante/profugo/rifugiato" fa esattamente la stessa operazione, perché la natività ormai ha lo stesso spessore delle produzioni TV e deve servire allo stesso fine propagandistico.

      La gente tanto ne sa di Vangeli quanto di archeologia e storia. Ne sa quello che vede in TV.

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    2. La domanda delle domande è "perché il consesso dei Cardinali ha eletto Bergoglio?". Che rapporto c'è tra le elite apolidi e mondialiste e il Vaticano?

      Non credo che lo sapremo mai.

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  6. Meglio tardi che mai:
    Articolo di Antonio Socci.

    Io 'ste cose le dico e le scrivo da anni. Gratis.

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    1. Però Socci è mezzo matto. Su Bergoglio però dice la verità: sta distruggendo il cristianesimo come l'abbiamo conosciuto noi. Il primo papa gesuita sarà forse l'ultimo del cattolicesimo d'antan. Bergoglio era comunque da gran tempo papabile, non so per quali meriti, non lo conoscevo. Adesso però possiamo dire qualcosa su di lui. La Chiesa è una delle forze in campo (religione, democrazia, comunismo, ecologismo, liberalismo, scienza ecc.) che cercano d'imporsi o almeno sopravvivere. Bergoglio ha capito che l'Europa è ormai definitivamente scristianizzata e perduta per la Chiesa (a parte qualche sacca di resistenza, per es. la Polonia). Il boom del dopoguerra, la pillola, il '68 ecc. hanno emancipato l'occidente dalla religione. Dei dogmi non frega più niente a nessuno, a parte i Socci. La gente vuol vivere bene nell'aldiquà e non ha più paura dell'inferno. Ma la Chiesa e i preti cercano di sopravvivere e di contare ancora (Ruini: meglio rompere le scatole che essere irrilevanti). E Bergoglio cambia marcia, abolisce il cristianesimo che è ormai una religione come le altre mille presenti e passate, e punta tutto sulla carità o misericordia contribuendo alla distruzione dell'Italia, dell'Europa e dell'occidente, allineandosi alla politica delle elite mondialiste e globaliste felici di avere in Bergoglio un alleato che conta ancora (se non in Europa, in Africa, Asia e Sudamerica), alleato che magari hanno fatto loro papa, non si può escludere. È diventato persino filoricchione, la comunità lgtb sta diventando la cocca delle parrocchie. Le famose parole: chi sono io per giudicare? E allora aboliamo il diritto e i tribunali. Un'autorità giudica, se no che autorità è. Bergoglio fila il perfetto amore con atei, massoni, ricchioni, abortisti, forse memore del detto del leggendario Gesù: non giudicate, se non volete essere giudicati. Però il tanto buono Gesù condanna continuamente minacciando sfracelli a chi non fa la volontà del padre suo (in Matteo minaccia settanta volte l'inferno, alla faccia del buon Gesù).
      Difficile però dire se Bergoglio agisce pro domo sua o se in combutta coi mondialisti, anche se è dalla loro parte. Riabilitato Lutero, l'islam religione di pace - da non credere. E comunque dobbiamo continuare a subire il papa e i preti anche dopo duemila anni e la scomparsa del cristianesimo tradizionale.

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    2. Onestamente a me non sembra che il Papa abbia lo "spessore" per essere autonomo, mi sembra più probabile che sia eterodiretto.

      Lo so che siamo abituati a pensare alla Chiesa come ad una istituzione millenaria e intangibile ma se guardiamo la Storia, è stato esattamente il contrario, certi Papi incoronavano o deponevano monarchi, certi Papi scatenavano guerre sante, altri Papi erano burattini di monarchi e cortigiani e lo stesso a scendere nella gerarchia, basti pensare al proverbiale Don Abbondio.

      Mi sembra anche estremamente improbabile che l'elezione di Bergoglio al papato sia stata casuale o fondata sui suoi meriti riguardo alla dottrina (es. Ratzinger) o al carisma personale (es. Woitila). Credo invece che i Cardinali l'abbiano eletto proprio in funzione della agenda politica e quindi il problema delle direttive non riguarda lui personalmente ma il vertice e la burocrazia sottostante della Chiesa, cioè il consesso dei Cardinali, a scendere.

      Non mi sembra che abbia senso la espressione "sopravvivere". Casomai ci sarà un dot ut des. Di cui, come dicevo, non sapremo mai niente.

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  7. - il dettaglio dello spostamento di Giuseppe è interessante; non configura una migrazione ma un viaggio per motivi burocratici. Chissà perchè ognuno doveva ritornare al suo luogo d'origine per registrarsi - forse sarebbe stato più semplice fornire un'autodichiarazione con marca da bollo da 16 Lire siriane.

    - riguardo al Papa, "sento" che c'è tensione. E' incarognito insieme agli altri dal mancato varo dello Ius Soli. Ne sentiremo di nuove e con più frequenza, e non solo da lui.

    - riguardo all'immaginazione sociale, credo si riferisca all'ospitalità di immigrati in case private, un invito che costituisce un giro di vite a quel processo che vuole farci digerire la deportazione. Ieri infatti hanno proposto un servizio televisivo su Torino, dove le famiglie "accolgono" in casa propria. Quindi chi possiede un divano letto IKEA e un po' di immaginazione dovrebbe prendersi a casa un nigeriano o un senegalese.

    Ripeto, sono scornati dal fallimento dello Ius Soli.
    Torneranno alla carica con più frequenza del solito.

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    1. Tra l'altro Giuseppe e famiglia tornano a Nazareth dopo il viaggio a Betlemme.

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    2. Luca 2,39

      "Com'ebbero adempiuto tutte le prescrizioni della legge del Signore, tornarono in Galilea, a Nazaret, loro città."

      Altro dettaglio omesso chissà perché dal discorso papale.

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    3. A questo punto vale lo stesso discorso del Renzi col suo inglese. Non me la prendo con lui ma con quelli che ha attorno che non lo fermano, anzi lo incoraggiano e con le masse che lo acclamano qualsiasi cosa faccia e dica.

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    4. Come abbiamo già osservato altrove "La disposizione dell'uomo moderno a credere ha dell'incredibile" -

      Inoltre giornali come La Repubblica da tempo si sono fatti il nome di "testate serie e di cultura" (non a caso allegano inserti di approfondimento culturale come Il Venerdì, che soddisfano l'ego di chi legge elevandolo al rango di intellettuale); ora, poichè a ciascuno piace sentirsi acculturato e non nazionalpopolare, riesce ancora più facile agli articolisti pro-migranti fare breccia tra i lettori. Cioè: io leggo Repubblica e mi imbatto in un articolo sul meticciato. Magari, sotto sotto non sarei d'accordo anzi tutto il contrario, però dato che l'articolo SI TROVA dentro un contenitore accreditato come 'altamente culturale', allora ecco che il suo contenuto va "automaticamente" bene e lo accetto.

      Voglio dire che l'efficacia di certi messaggi è amplificata anche da un adeguato packaging, dal contorno.

      Nel caso dei messaggi verbali: Giovanni Paolo II fu avvantaggiato enormemente dal fatto di essere un bell'uomo, molto telegenico. Ma questo poteva bastare negli anni 80 - ora ci vuole di più, altre tattiche.
      E' il caso di Bergoglio, che spesso e volentieri "scende" dallo scranno, così che le masse lo sentono come "uno di loro" e sono più disposte a digerire gli inviti all'accoglienza incondizionata di orde di migranti.
      Alcuni esempi tra i tanti: Bergoglio che esce dal palazzo, compra le scarpe in un negozio e le paga; Bergoglio che in aereo con il microfono in mano dice che se uno insulta sua madre, lui gli dà un pugno. Bergoglio che si mette a giocare a pallone in piazza eccetera. La gente impazzisce per cose come queste e dopo è disposta ad accettare tutto. E' un po' come quando una pillola amara la nascondi dentro un cioccolatino da far ingurgitare al paziente.

      Benedetto 16° era un taciturno teologo introverso e oscuro: ovvio che sarebbe stato sulle balle al "popolo" e infatti è sparito e a stento se ne parla ancora -

      Siamo in un'epoca in cui NON conta il messaggio quanto il suo confezionamento.

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    5. Non siamo tutti idioti, però.

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    6. Il sistema di mistificazione tentacdi perpetuarsi aumentando la mistificazione.
      Semplicemente non possono dire :- Scusate, vi abbiamo detto per decenni delle assurdità tossiche.
      Ammantarsi di intellettualismo serve alla bisogna.
      Un giorno alcuni udiranno "Il Re è nudo!".

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    7. Secondo me non succederà.

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    8. UCoso, io davvero non ti capisco.
      Quando il Papa racconta di Giuseppe e Maria che "migrano" e "fuggono dalle guerre" e quindi sono profughi e rifugiati, succede che io ricordo antichissimi pomeriggi al Catechismo e vado a guardare il Vangelo di Luca. La maggior parte della gente semplicemente pensa "se lo dice il Papa sarà vero" e li basta pubblicare l'aggiornamento o il commentario al Vangelo di Luca per trasformare anche quello in "Dato di Fatto".

      Non succederà mai "un giorno" perché quel giorno sarà nello stesso eterno istante presente in cui esiste oggi e domani. Un eterno istante presente dove ci sono i "dati di fatto" e niente altro.

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  8. Questo spot sta girando in televisione da un paio di settimane; mi pare riassuma bene anzi benissimo i concetti esposti di 'immaginazione sociale' e 'nuove forme di relazione' oltre che di meticciato:

    https://www.youtube.com/watch?v=bFBw6-ijWKo

    La ditta che produce il dispositivo è svizzera.

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    1. Secondo me non ci capiamo. Il fatto che un Italiano sposi una Nigeriana non è un problema. Il problema consiste nel pretendere di trasferire la Nigeria, 200 milioni di abitanti, in Italia.
      Il "meticciato" poi è una mezza verità, perché qui da noi arrivano in grande maggioranza giovanotti infoiati e quindi si tratta della colonizzazione degli uteri, uni-direzionale.

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  9. Alberto Bagnai:
    L'immigrazionismo è la fase suprema del colonialismo
    http://goofynomics.blogspot.ch/2017/12/limmigrazionismo-e-la-fase-suprema-del.html

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