martedì, aprile 03, 2018

Rifiuti, un articolo illogico

Milano, il «sistema» degli incendi gemelli: affari sporchi nella terra dei fuochi.

Oggi la percezione della gente è cosi falsata che un professionista può scrivere cosi:
Un fenomeno non soltanto nostrano, certo. Ma che qui, non fosse altro per la quantità di rifiuti da smaltire (i 2.700 impianti lombardi, che raccolgono anche l’immondizia di altri regioni, sono al collasso), sta ampliandosi nelle sue diramazioni criminali. Non per forza con la copertura delle organizzazioni criminali che semmai entrano nel racket con la tradizionale egemonia del movimento merci.
Allora, la gestione dei rifiuti in Lombardia è al collasso perché ci tocca smaltire i rifiuti provenienti da "altre regioni" e non si dice quali. Ovviamente in quelle regioni non c'è la malavita organizzata e il problema dei rifiuti dipende dai soliti "fenomeni spontanei", succede. Poi si suppone che il collasso della organizzazione faccia strada ad un aumento delle "diramazioni criminali", che però no no, non hanno nessun rapporto con la malavita organizzata, è tutta questione dei soliti imprenditori evasori fiscali, gretti e meschini nazifascisti e sopratutto autoctoni, che la Lombardia non deve anche smaltire le persone che vengono da fuori, oltre le cose. Criminalità organizzata necessariamente autoctona, la famosa mafia lombarda, lo dice anche Saviano.

Sui rifiuti, eccetto comportamenti solitari e circoscritti a determinati Tribunali, il quadro complessivo registra una notevole lentezza «evolutiva». Nonostante la presa di coscienza delle tre Direzioni distrettuali antimafia più coinvolte: Milano, Brescia e Torino. Al pari del Pavese, Milano è centrale sia dal punto di vista statistico sia da quello delle modalità di comportamento. Vengono in aiuto i rilievi dei vigili del fuoco sull’incendio all’impianto di Cinisello Balsamo della società «Carluccio srl».
Bé, l'hai scritto sopra che sono "diramazioni criminali senza copertura delle organizzazioni criminali", perché le "direzioni distrettuali antimafia" dovrebbero essere solerti nel reprimere un fenomeno che non c'è? Dove ho sentito dire che "la mafia non esiste"? A me sembra che le Direzioni Distrettuali Antimafia non riescano a contenere la mafia nelle aree dove questa ha il controllo militare del territorio ed è comprensibile nel caso in oggetto perché migliaia di tonnellate di rifiuti sono facili da occultare all'occhio vigile della Legge.

Gli enti incaricati dei controlli nelle aziende dei rifiuti si presentano dopo aver avvisato e a distanza di giorni, con la conseguenza di agevolare la ditta esaminata. È evidente che le aziende irregolari faranno di tutto per rientrare nei parametri. Senza interventi a sorpresa, che dipendono da vincoli della burocrazia, scoprire le magagne in anticipo è pressoché impossibile.
Una ditta "irregolare" che "rientra nei parametri" in cosa sarebbe "irregolare"? Qui si confonde il mancato rispetto di normative che induce ad un incendio "colposo" con la tesi dell'articolo per cui gli incendi siano in realtà pianificati dal principio come metodo di smaltimento più remunerativo di quelli autorizzati. Tornando al fatto che i controlli, quando ci sono, sono concordati, che novità. Chissà come fanno giù in Meridione ad aprire scavi, fare l'andirivieni di decine o centinaia di camion, scaricare i rifiuti e coprire tutto senza che nessuno veda o muova un dito. Trasferiamo la cosa nelle aree industriali dei comuni lombardi. Chissà come mai l'apparire di una ditta che tratta rifiuti dentro un qualsiasi deposito non provoca allarme nei vicini, in chi affitta l'area, negli uffici comunali, nelle Forze dell'Ordine. Qui vagheggiamo di ispezioni a sorpresa quando i sopracitati scavi e l'andirivieni di camion sono invisibili.

Faccio un esempio collaterale: quando crollò un cavalcavia sulla Valassina schiacciando un automobilista, si scoprì che praticamente tutte le autorità coinvolte, locali e nazionali e i privati, avevano la responsabilità dell'incidente. Per forza, esisteva in zona una acciaieria che implicava un via vai di carichi eccezionali che transitavano sul cavalcavia, superando probabilmente il limite di carico del manufatto e il manufatto era lesionato da tempo ma nessuno aveva collegato le cose. Nessuno, dagli autisti ai titolari della acciaieria, passando per i vigili del Comune e l'ufficio tecnico, arrivando all'ANAS. Le ispezioni servono a scovare quello che viene tenuto nascosto ma qui nessuno vede quello che è davanti agli occhi di tutti. Dove la fai la ispezione?

Aggiungo un'altra mia riflessione. All'imprenditore propriamente detto non conviene incendiare i rifiuti dentro un terreno e ancora meno dentro un capannone, che siano di sua proprietà, a meno che non tenti una truffa assicurativa. L'unico modo perché l'incendio sia remunerativo è che avvenga a danno di terzi, ovvero sulla/nella proprietà di altri. Qui addiveniamo al solito discorso per cui da un certo livello in su la criminalità non è fatta di reati violenti ma di illeciti o anche leciti finanziari e amministrativi. Chiediamoci perché esiste una super-agenzia che vessa con zelo eccessivo gli Italiani "normali" quando si tratta delle imposte e a quanto pare lo Stato è impotente quando si tratta di verificare nomi e cognomi, assetti societari, contratti, movimenti di denaro, movimenti di merce, specialmente quelli collegati a certe attività come lo stoccaggio e smaltimento dei rifiuti. Tocca ai Carabinieri della stazione di Cinisello fare luce. A posteriori. Perché che la ditta Pincopalla accantoni e/o movimenti e/o smaltisca rifiuti nel Comune di Cinisello non suscita nessuna perplessità.

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