mercoledì, maggio 30, 2018

La comica del giorno


Democrazia Populista, secondo Calenda.
Vedete un Putin preoccupato per lo "spread".


Fronte Repubblicano, secondo Calenda

Il Corriere è sempre fonte di spasso: L’intervista Carlo Calenda

Che ruolo deve avere il Pd?
«Essere promotore del fronte repubblicano per le prossime elezioni».
Oh, ecco, abbiamo trovato la ragione d'essere del PD. Il "Fronte Repubblicano". Che minchia sarebbe il "Fronte Repubblicano"? Dirà a questo punto il becero populista. Uffa, che noia. Il PD, con Grasso, Boldrini, insomma gli stessi di prima che sproloquiavano di "Industria 4.0", di "Unioni Civili", di "Rifugiati" e di "Antifascismo" ma con un simbolo diverso. Infatti...
Presentandosi col proprio nome e simbolo, in alleanza con altri partiti?
«No, con un nome, quello del Fronte Repubblicano, un simbolo diverso e una lista unica, coinvolgendo tutte quelle forze della società civile e tutti quei movimenti politici che vogliono unirsi per salvare il Paese dal sovranismo anarcoide di Di Maio e Salvini. Questi non sono nazionalisti, non sanno cos’è il patriottismo. Quando Mattarella va al parlamento europeo e Salvini dichiara “scambierei due Mattarella per mezzo Putin” (ahah, ndr) si capisce che il senso dello Stato e la difesa della nazione non hanno niente a che fare con il loro pensiero».
Ma certo, solo un becero populista non capisce che la persona di Matterella coicinde col "senso dello Stato" e la "difesa della nazione", perché Mattarella ha ricevuto l'incarico dal PD di Renzi, che è come dire che è sovrano per volontà di Dio, è tipo Re Davide per gli Ebrei. Putin poi, si sa che ha taroccato le ultime elezioni facendo vincere la Lega, come con Trump. Ah no, la Lega non ha vinto, vabè dai, uguale, avete capito.
Lo guiderebbe lei il Fronte repubblicano?
«La guida c’è già, si chiama Paolo Gentiloni. Io certamente mi batterò in prima fila al suo fianco sulle scelte di fondo che gli italiano dovranno fare: vogliamo stare in Europa o scivolare in Africa? Conservare il benessere costruito in settant’anni o distruggerlo? Difendere le istituzioni repubblicane o prendere la deriva di una democrazia populista sul modello di Putin? Avere a fondamento della vita politica la democrazia rappresentativa o i blog e le srl? È una sfida che dobbiamo affrontare con fiducia. L’Italia è più forte di chi la vuole debole».
Dai, su, populisti! Vogliamo scivolare in Africa dopo tutta la fatica che abbiamo fatto e i soldi spesi per fare scivolare l'Africa qui da noi? Sarebbe da scemi! Pensa la beffa per il povero "migrante - profugo - rifugiato" che si è fatto tutta la strada in ciabatte dal suo villaggio e si ritrova "scivolato" indietro.

Il benessere costruito. Caro signor Calenda, lei che appartiene alla casta dei compagni intellettuali, potrebbe considerare che forse il "benessere" ha qualche rapporto col "debito"? Potrebbe considerare che la ragione per cui la gente non vota PD è che il "benessere" sta venendo meno perché a forza di "politiche keynesiane" e "giustizia sociale", cioè spendere e sperperare soldi a cazzo, adesso ci troviamo indebitati all'inverosimile e coi "mercati" che ci torcono il braccio dietro la schiena?

Signor Calenda, vorrei che lei mi spiegasse cosa sarebbe una "democrazia populista" e che differenza ci sarebbe tra la "democrazia populista" e la Repubblica. La "democrazia rappresentativa" cosa deve rappresentare secondo lei, gli interessi dei "mercati" e dei grandi speculatori finanziari, vedi alla voce "spread", come sostengono nella "Europa"?


Il signor Carlo Calenda (leggere la biografia).
Rappresentante permanente presso l'Unione Europea.
Ministro dello Sviluppo economico.
Per chi vota Fronte Repubblicano, una figura carismatica,
averne di leader illuminati come lui e il signor Gentiloni.
Per noi beceri populisti invece è tutto tristemente ovvio.

18 commenti:

  1. Certo che sono proprio dei bei tomi! Un tempo si usava l'espressione "avere la faccia come il culo. Usa ancora? In caso contrario, potrebbe avere senso procedere ad un bel restauro.

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    1. Quando siamo ragazzi veniamo istradati sul percorso della vita.

      Alcuni, sbagliando, prendono la strada del "fare", per cui ritengono che ci si debba guadagnare la vita scambiando le proprie capacità di fare delle cose con quelle di altri. Io ti fabbrico una sedia e tu mi fabbrichi le scarpe.

      Altri invece capiscono che se si sceglie la strada descritta sopra si rimane al palo e invece conviene imparare a manipolare il prossimo, a gabbarlo, in modo che io ti convinco a fabbricarmi le scarpe e tu mi ringrazi per il favore che ti faccio.

      Fino a qui è tutto "fisiologico" e gestibile nel consesso umano.

      Adesso aggiungi a una cosa che non era prevista nel progetto originario: l'esistenza di masse di milioni e milioni di idioti. Dove "idiota" non significa semplicemente "stupido", significa una persona a cui manca la capacità di vivere la piena cittadinanza, l'insieme di diritti e doveri di una persona "completa".

      Queste masse, come dico sempre, non sono un "fenomeno spontaneo", sono disegnate e fabbricate secondo un certo progetto. E' diventato possibile prima con il surplus di risorse e poi con gli strumenti tecnici dell'indottrinamento.

      Quindi vado a semplificare al massimo: l'Italia repubblicana è stata devastata dai due partiti "di massa", la DC e il PCI, che hanno amplificato al massimo sia l'attitudine a gabbare il prossimo di certe piccole "elite" locali (v. "classe dirigente") e l'idiozia dei loro clienti, nel senso romano, cioè adulti affiliati che promettono fedeltà servile in cambio di tutela.

      Oggi il PEGGIO che l'Italia abbia mai prodotto si concentra nella "sinistra" come categoria astratta e nel PD in particolare, che riassume i superstiti di DC e PCI, dopo un certo numero di cataclismi da loro stessi causati come meccanismo di selezione ed evoluzione. O più probabilmente, sollecitati da "elite" globali posizionate più in alto e da loro eseguiti.

      Fatto sta che se leggi la biografia del signor Calenda capisci bene da dove viene e dove sta andando.

      Se pensi a una persona che metterà il segno sul Fronte Repubblicano, sono quelli che prima guardavano al Renzi come all'Uomo della Provvidenza. Ovvero persone con gravi problemi cognitivi. Convinti però di essere la crema, il meglio, di avere stretto la Alleanza con Yaveh.

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    2. Voglio dire, nessuno ride quando pensa che lo slogan "tutto per la Classe Operaia" oggi è diventato "tutto per i Mercati".

      D'altra parte, io conosco certi impiegati che fanno discorsi da proletario rivoluzionario e poi hanno tre case in proprietà e centinaia di migliaia di euro sul conto corrente.

      Quando Calenda sopra parla di "benessere costruito" sta descrivendo la solita scatola della "sinistra", fuori ci sono i discorsi sui "diritti umani", il "sociale", eccetera ma dentro ci sono le case e i conti correnti, che tutti sanno essere fondati sui lavoretti e pensioncine (o lavoroni e pensioncione) distribuiti a pioggia da DC e PCI per settantanni.

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    3. Bah... Io so che se il carretto va avanti è perché tra le stanghe c'è un asino che tira. Il problema è che per ogni asino che tira c'è uno (o più d'uno) che, seduto sul carretto, lo frusta per farlo trottare e ricavarne più "utile".

      Magari qualche asino che se lo merita pure esiste anche, eh! Ma mediamente direi che noi asini più che stupidi siamo asserviti, ovvero abbiamo più ritrosia di quanto sarebbe opportuno a tirare dei bei calcioni (e i calci degli asini possono fare tanto, tanto male).

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    4. Io non sono asservito perché, contrariamente a quanto insinua qualche mente compagna, non prendo niente dalla compagnaggine. Sono un po' come gli Indiani d'America, costretto a vivere da profugo in casa mia.
      Viceversa, conosco moltitudini di impiegati come sopra che invocano giuste pensioni di cui non hanno pagato il cumulo, mentre contano case e conti in banca, il tutto inneggiando a Che Guevara.

      Ah, ho saputo che "Che" è un soprannome che equivale a "cioè", perché pare che Guevara avesse questo intercalare quando parlava, ripeteva "che". Quindi l'hanno chiamato "Cioè Guevara".

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    5. Lorenzo, visto che non sei asservito immagino che tu non paghi le tasse e compia "operativamente" atti di ribellione aperta almeno tre volte al giorno... Scrivi da un carcere? (quelli veri, non in senso simbolico)

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    6. Questo tuo commento è superfluo perché quanto ho scritto sopra contiene già tutte le risposte.

      Se gli Italiani fossero come me, l'Italia sarebbe completamente diversa. Ma la stragrande maggioranza chiagne e fotte.

      Se vuoi pensare che io faccia come tutti, accomodati, a me non importa.

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    7. Non mi sono spiegato: tu (in massima parte) fai quel che puoi, non quel che vuoi. E questo vale anche per me e per la quasi totalità di tutti noi. Certo, ci sono delle varianti individuali e sicuramente tu ne esprimerai di virtuose e di meno virtuose, ma sicuramente non puoi fare quel che vuoi. Un po' di realismo.

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    8. Spero ti renderai conto che questo commento è una mezza puttanata perché, SICCOME NON SIAMO DIO, che facciamo quello che possiamo e non quello che vogliamo E' SEMPRE E COMUNQUE VERO, indipendentemente dalle condizioni al contorno. Come diceva mia nonna, l'erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del re.

      Dirò di più, tolte le famose Elite Apolidi che hanno mezzi inimmaginabili, tutti gli altri hanno due scelte, o seguire il flusso oppure tirarsene il più possibile fuori. Tutto qui il libero arbitrio. Per tirartene fuori devi semplicemente fare meno cose possibile di quelle considerate "normali". Per dire, appena vuoi usare un certo oggetto ti tocca sottostare alla trafila della registrazione e della gabella, che, nota bene, nell'evo contemporaneo dei "servizi" è il metodo principale di asservimento.

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    9. Mi sembra strano doverlo specificare ma non NON ABBIAMO la facoltà di CREARE, abbiamo solo quella di trasformare. La differenza consiste, come ho detto sopra, che la creazione è illimitata, quindi richiede un entità onnipotente (e volendo, anche fuori dal tempo/spazio) mentre la trasformazione presuppone sempre e comunque dei vincoli e la non-reversibilità, ovvero il fatto che esisti in un "fluire" lineare degli eventi.

      VOLERE=creazione/nessun vincolo/atemporale.
      POTERE=trasformazione/vincoli/temporale.

      Inoltre, nota che il concetto di "volere" è tipico di una mente infantile perché, come sopra, implica la inconsapevolezza sia dei vincoli che del tempo. Mentre il concetto di "potere" è esattamente il contrario, si impara sbattendo la faccia contro i vincoli, ovvero la famosa "misura delle cose".

      Venendo agli aspetti politici, in un mondo ideale si potrebbe cercare di ampliare al massimo il "potere", riducendo i vincoli. Nel mondo reale, siccome c'è la famosa dicotomia tra fare le cose oppure farle fare agli altri, succede che la maggior parte delle persone SI ACCONTENTA, ovvero si accomoda ad un livello molto inferiore al "potenziale".

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    10. Dunque non capisco il senso delle tue obiezioni.

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    11. Non ho espresso obiezioni. Piuttosto, osservazioni e considerazioni. Diciamo constatazioni. Insomma, zioni.

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    12. Continuo a non capirne il senso, che le chiami mariotte o cancamelle.

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    13. Possibile ma improbabile.

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  2. Se sio chiamassero "fronte europeista" o "fronte anti italiano" o "castalia parassitaria" o "oligarchia per il tuo sfruttamento" li voterebbero ancora di meno.
    Allora si usa la buzzword (termine insulso di moda che non significa un cazzo o tutto) "repubblicano" per dire tutto e nulla.
    Poi, detto da un "democratico" ovvero da un partito radical chic che ha scimmiottato copiando il nome degli omologhi statunitensi che, notoriamente sono il duale della altra metà, quella repubblicana, si capisce ancora di più che è una parola per cretini.
    Anche perché gli altri (M5S e Lega etc.) non è che si dichiarino /siano monarchici (supposto che sia il contrario di "repubblicano".

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