lunedì, luglio 30, 2018

A proposito del razzismo

Ve la faccio breve: ci prendono per il culo.

La premessa è questa:
L'Europa deve saper dire addio agli Stati nazionali e farsi struttura globale, aperta, democratica, moderna. Lo Stato nazionale di oggi ben presto apparirà anacronistico folclore. Oggi servono su tutti i temi e problemi soluzioni europee e valori globali. Il passo finale di questa politica deve essere la Costituzione, la carta fondamentale che ancora manca all'Europa.
Scalfari su Repubblica.

La vera politica dei Paesi europei è quindi d’essere capofila di questo movimento migratorio: ridurre le diseguaglianze, aumentare l’integrazione. Si profila come fenomeno positivo, il meticciato, la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato. Questo è un futuro che dovrà realizzarsi entro due o tre generazioni e che va politicamente effettuato dall’Europa. E questo deve essere il compito della sinistra europea e in particolare di quella italiana.
Scalfari su Espresso.

... un equivoco: che essere cittadini significhi essere comproprietari del territorio nazionale. Di qui il gesto discriminatorio che rivendica a sé il luogo in modo esclusivo. Il problema è lo Stato nazionale. Quello che viviamo è uno scontro epocale fra lo Stato e i migranti, dove i cittadini sono spinti a giudicare quel che avviene lì fuori con un’ottica statocentrica. Difendono perciò i loro privilegi, non i diritti umani. Immaginano di avere la proprietà del suolo, rivendicano una discendenza di nascita, finiscono per credere che al démos corrisponda un éthnos, che il popolo debba avere confini etnici o «razziali», immaginano di avere il diritto di decidere con chi coabitare.
Di Cesare su Corriere.

Mentre ci presentano questo progetto, senza preoccuparsi se gli Italiani siano d'accordo o meno, perché se non sono d'accordo significa che "immaginano di avere il diritto di decidere", ci martellano con la propaganda del "razzismo", ovvero che qualsiasi reazione avversa al loro progetto inizi e finisca all'interno delle parentesi del minorato che compie un atto inconsulto. Quando è l'esatto contrario. Visto come siamo messi, capisco che non faccia piacere constatarlo ma gli atti inconsulti dei minorati sono anche l'unico atto concreto di ribellione al progetto che ci vuole eliminare, fisicamente e culturalmente, che ci vuole togliere sia il passato che il futuro. Paradossalmente, anche l'unico atto sano, logico, morale, perché al contrario il Mondo Nuovo dei "diritti umani", del "popolo unico", dei "valori globali", oltre ad essere fondato sull'odio, è anche folle, illogico, amorale.

Mi piacerebbe tanto che quando questi simpaticoni affermano "ne abbiamo bisogno", sulla falsariga del "pagheranno le nostre pensioni", chiedessero agli Italiani se sono disposti a farne a meno, a non avere qualcuno che gli paga la pensione, pur di non sottostare al progetto del Mondo Nuovo, a vedere la nascita del "popolo unico", semplicemente a non avere tra i piedi gli immigrati. Se tutti vogliono avere amici immigrati, colleghi immigrati, clienti immigrati oppure se preferiscono di no. Quali sacrifici sono disposti a fare gli Italiani per conservare Patria, identità e indipendenza. Se si ricordano degli avi oppure no. Se questo è razzismo, se gli Italiani vogliono essere "razzisti" e chi glielo può e deve impedire. Chi deve obbligare gli Italiani ad accettare la "realtà" contro la loro illusione di avere il diritto di decidere.

Una brutta malattia, la "sinistrite"

Arginare il «progresso» per dare una prospettiva di identità alternativa e post ideologica per una coalizione che non vuole utilizzare la demagogia dei populisti.
Di Ernesto Galli della Loggia.

La stessa persona che proponeva il Decalogo.
Ciò che resta del Corriere. I primi tre articoli, "Volevano colpire ragazza di colore", "i migranti sono i nuovi schiavi", "marocchino colpito a pugni", sono commissionati da Soros, gli editoriali invece approfondiscono grandi tematiche come l'acqua asciutta.

Ah le risate. Amare.

mercoledì, luglio 25, 2018

Ricatto via email, parte seconda

Ricordate, avevo scritto un post a proposito di una email ricattatoria che ho ricevuto all'inizio di Luglio.

Se ne sono accorti anche sulla Pravda.

Da quello che scrivono, secondo me i dati usati per inviare le email sono quelli del servizio LinkedIn, dove la gente mette il proprio curriculum professionale e forma una lista di "contatti". Io avevo creato un account tanti anni fa perché invitato e poi l'avevo chiuso. Siccome dovete sapere che quando immettete i dati, qualsiasi, dentro un servizio Web questi NON VENGONO CANCELLATI anche se voi li "cancellate" ma vengono solo nascosti alla vista, qualche hacker ha scaricato l'archivio e poi l'ha messo in circolazione e nell'archivio c'era la mia vecchia email e la vecchia password che usavo per entrare in LinkedIn ma non per la stessa email.

Vi ricordo che la cosa potenzialmente catastrofica non è il ricatto del video porno, è l'uso che si può fare di una password.

Ora, la morale della favola è:
1. non usate la stessa password per tutti i servizi.
2. cambiate la password ogni tanto, sopratutto quelle dei servizi "critici". Lo so che è una rottura ma alla fine, come insegnano i mafiosi, meglio avere un foglietto a casa o nel portafogli con scritte tutte le password e mano a mano aggiornarlo con la biro piuttosto che qualsiasi altro sistema "digitale".
3. mettete un cerotto sopra la lente della webcam. La prudenza non è mai troppa. Basterebbe mettere un interruttore fisico che "scolleghi" le periferiche come ottica, microfono, schede di rete, eccetera, purtroppo gli aggeggi elettronici che vanno di moda adesso sono progettati allo scopo preciso di registrare quello che fa l'utente quindi le vostre opzioni, se usate un aggeggio comune, sono limitate.

Riguardo la Polizia Postale.
Non aspettatevi troppo. Le capacità di indagine e di repressione sono limitate da due fattori: le leggi italiane valgono solo in Italia e quando si esce dai confini nazionali bisogna chiedere l'intervento di autorità di un altro Paese. Fanno eccezione grandi multinazionali come Google che per tenersi buone le autorità di tutto il mondo, nella maggior parte dei casi soddisfano le richieste ufficiali per quanto riguarda i propri servizi. Difficilmente gli illeciti partono da server fisicamente collocati in Italia e difficilmente chi li gestisce ci arriva direttamente da un accesso Internet a suo nome. E' anche possibile che l'illecito parta da server di terzi, ignari di tutto, che sono sotto il controllo di malfattori.

Facciamo il caso di uno dei "luoghi comuni" di questi tempi, le "criptovalute" come Bitcoin. La tecnologia di network decentrato che usano è stata studiata apposta perché sia impossibile da "spegnere" e/o da controllare da parte di qualsiasi autorità. I parolai vi vendono i vantaggi del network decentrato ma non vi dicono che una cosa che succede dentro questo network è fuori da qualsiasi controllo. Per esempio, facciamo il caso di un file che viene condiviso sul network. Mettiamo per ipotesi che si possa localizzare il "nodo" su cui è fisicamente collocato il file, cosa che non è tanto facile se le connessioni sono criptate e se i nodi fungono reciprocamente da proxy. Appena il nodo mette il file in "condivisione", parti di questo file vengono distribuite ad altri nodi. Non serve che altri nodi abbiano tutto il file completo, basta che abbiano una o più parti e il file può essere "scaricato" in ogni momento da chiunque si colleghi al network. A questo punto se volete togliere il file dalla circolazione non dovete più localizzare un nodo che ha fisicamente il file ma tutti i nodi che abbiano almeno una parte di questo file e i nodi sono sparsi per il mondo. E' chiaro il quadro?

Partite dal presupposto che tutto quello che mettete su Internet sia di pubblico dominio e che sia impossibile rimuoverlo.

Edito: il vero punto debole è il browser. Partiamo da tanto tempo fa, quando qualche pazzoide concepì l'idea di usare il browser come "ambiente" all'interno del quale fare girare tutto il software che servisse all'utente, usando Internet per distribuire il software medesimo e per salvare i dati su server remoti. Idea che poi si è consolidata, ad esempio, nei "Chromebook", che sono PC che caricano un sistema operativo Linux semplificato e poi aprono il browser Chrome e dentro questo browser aprono Web Application fornite da Google. Più in generale l'idea "always on" conduce allo stesso ragionamento, includendo anche tutte quelle che oggi la gente chiama "app". Dato che il browser deve accedere all'hardware del dispositivo per assolvere queste funzioni, non può essere ISOLATO, questo implica che il vostro dispositivo non è protetto verso Internet come rete "insicura" per definizione, una falla del browser contente in teoria di leggere e scrivere sul vostro dispositivo da una postazione remota. Questo, tra le altre cose, significa che è una pessima idea salvare qualsiasi cosa, tipo i campi dei form e le password (vedi discorso sopra del foglietto di carta e della biro). E' divertente e comodo fare una videoconferenza col browser, quando tempo fa si doveva usare un programma dedicato? Vero ma significa che il browser può accedere ed usare la webcam e potrebbe chiedere o non chiedere il permesso. Eccetera.

martedì, luglio 24, 2018

Per fortuna io non conto nulla

Se avessi potere, sarei pericoloso. Non sopporto per esempio la propaganda schifosa, grezza, smaccata che emana da tutti i "media".
Il Corriere, quotidiano nazionale che una volta scriveva per un pubblico di "moderati". Quando un "profugo" compie un crimine, anche odioso, l'articolo dice "un cittadino". Oggi leggo il titolo: "Milano, militante leghista estrae la pistola contro un immigrato".

Rileggete.
Prima cosa, vorrei sapere quando è mai successo che un giornale scrivesse "un militante del PD ha rubato una macchina", ad esempio. Per ovvie ragioni qui bisogna specificare che la persona è un "militante leghista". Un po' come quel pensionato che fu processato dai "media" e condannato nel "processo politico" come assassino perché dicevano avesse teso una imboscata sulle scale ad un povero ladro d'appartamenti straniero. Salvo poi essere assolto nell'inevitabile ed estenuante processo della cui conclusione di certo non abbiamo letto il titolone.

Poi nell'articolo si legge che questa persona ha messo mano ad una pistola, che per altro risulta essere detenuta legalmente col regolare porto d'armi, dopo che un immigrato ha molestato la compagna e la figlia. Questa volta non si scrive che il "militante leghista" ha minacciato "un cittadino" ma bisogna specificare che si tratta di un "povero immigrato". La faccenduola della molestia sessuale, che magari coinvolge un minore, viene accantonata per perseguire il gravissimo reato di minacciare un "povero immigrato" con la pistola, su cui stanno indagando le solerti Forze dell'Ordine e interverrà senz'altro la Magistratura. Che fortunatamente difendono gli "immigrati" dai "militanti leghisti".

Appello di Saviano, un eroe che "parla" anche quando non "conviene". Perché ovviamente io sono tanto spaventato dal "militante leghista" con la pistola e invece sento solo amore e gratitudine per l'immigrato, un ragazzo esuberante come tanti, venuto qui fuggendo dalla guerra per pagarmi la pensione. Anzi, ora che ci penso, come più volte proposto dal PD, questo "povero immigrato" che si è visto minacciato solo perché molestava donne e ragazzine sul treno, deve essere ricompensato con la cittadinanza immediata. Perché ha più "diritto" lui del "militante leghista".

Come fate voi a sopportare, non lo so.

lunedì, luglio 23, 2018

Un'altra illuminazione involontaria

Editoriale sulla Pravda:
Il diritto di escludere non è legittimo.
Prima di essere culturale, la questione è politica. Si riassume in questa domanda: possono gli Stati impedire l’immigrazione? Hanno i cittadini il diritto di escludere l’immigrato, il potere sovrano di dire «no»? Se sarà forse legale, questo diritto non è legittimo. E si basa su un equivoco: che essere cittadini significhi essere comproprietari del territorio nazionale. Di qui il gesto discriminatorio che rivendica a sé il luogo in modo esclusivo. Il problema è lo Stato nazionale. Quello che viviamo è uno scontro epocale fra lo Stato e i migranti, dove i cittadini sono spinti a giudicare quel che avviene lì fuori con un’ottica statocentrica. Difendono perciò i loro privilegi, non i diritti umani. Immaginano di avere la proprietà del suolo, rivendicano una discendenza di nascita, finiscono per credere che al démos corrisponda un éthnos, che il popolo debba avere confini etnici o «razziali», immaginano di avere il diritto di decidere con chi coabitare. Già Arendt aveva denunciato in questo preteso diritto il cuore della politica nazionalsocialista. Bisogna conoscere per riconoscere.


Goyatlay, noto come Geronimo.
Uno che difendeva i suoi "privilegi" e i "confini razziali".
I diritti non legittimi.

Ecco, come il signor Scalfari ci ha descritto il progetto della sinistra, ovvero la sostituzione etnica degli Europei col "meticciato", questo editoriale della signora Di Cesare ci dice due cose, che il primo bersaglio sono gli Stati nazionali e che la retorica "europeista" è come la storiella dei "profughi", ovvero una menzogna strumentale e ci dice che il tutto si riassume nello SPOSSESSAMENTO, ovvero nel toglierci non tanto la "sovranità" come facoltà di auto-determinarci, eleggendo un Parlamento che legiferi in nostra rappresentanza, piuttosto la "sovranità" come POSSESSO DELLA TERRA, vedi l'espressione "essere cittadini significhi essere comproprietari del territorio nazionale".

La signora Di Cesare ci spiega che l'idea di "cittadinanza" sottesa a quella di Stato è un "privilegio" contrario ai "diritti umani". Quello che non dice, perché non ha il coraggio di affrontare LE CONSEGUENZE, è che se la "cittadinanza" è contraria ai "diritti umani", tutte le leggi dello Stato sono ugualmente "immorali" perché fondate sul "privilegio". Ovvero, che abolendo lo Stato nazionale bisogna cominciare abolendo ogni singola Costituzione e poi procedere ad abolire tutto il sistema legale, sia nazionale (di ogni signola Nazione), sia internazionale (che dipende dai trattati tra Nazioni). Cosa che, tra parentesi, richiede anche di negare e rimuovere tutta la storia a partire dalle leggi babilonesi fino ai giorni nostri. La signora dice che viviamo uno "scontro epocale". Si, se per "scontro epocale" si intende negare e cancellare tutto quello che esiste e che è esistito per migliaia di anni prima e fondare il Mondo Nuovo.

Un'altra cosa che la signora Di Cesare non dice è CHI DOVREBBE RISCRIVERE LE LEGGI "GLOBALI", come si definisce e regola la "esistenza umana globale", chi ha la fottuta "sovranità" sul Mondo Nuovo. Questa assomiglia un po' alla domanda a cui dovevano rispondere gli operai delle fabbriche sovietiche, chi decide. La risposta allora fu "il Partito", adesso non saprei. Me è evidente che il riflesso condizionato è il medesimo, allora era la collettivizzazione della fabbrica, adesso è la collettivizzazione della terra e della Terra. Ci sarà qualcuno che deciderà per noi con chi dobbiamo coabitare. Come dobbiamo vivere, cosa dobbiamo mangiare, tutto.

Mi fa abbastanza ridere che questi personaggi sono usciti dalla porta per rientrare dalla finestra. Intanto la Pravda ci presenta questo delirio folle come se fosse normale amministrazione, "dato di fatto".

Comunque, ricordate:
1. gli immigrati non sono ne profughi ne rifugiati, vengono qui perché sono convinti che sia il Paese del Balocchi. Vengono utilizzati come arma biologica per imporci il famoso "meticciato" e la conflittualità onnipresente che ci paralizzi e ci sfinisca.
2. la Unione Europea, come le Nazioni Unite e tutte le strutture sovra-nazionali hanno lo scopo di cancellare gli Stati Nazionali e toglierci, insieme alla auto-determinazione, il possesso della terra.
3. tutto questo non è un "fenomeno epocale" ma è stato progettato a tavolino alla fine degli anni Sessanta (per quello che ne posso capire).

Infine, la magistratura. Com'è, come non è, nessun magistrato sembra avere "notizia di reato", ne per quanto riguarda gente che a vario titolo da cent'anni propaganda la necessità di abbattere lo Stato per realizzare la propria visione del "paradiso del popolo" (adesso "paradiso dell'umanità"), ne per quanto riguarda massime autorità che lavorano, di concerto con entità terze, straniere ed ostili, all'abbattimento dello Stato.

Se avete ancora fame, il piatto del giorno è un fritto misto di post precedenti.

mercoledì, luglio 18, 2018

Il mio rifugio preferito è... il Buzzoni

Nel tentativo di conservare un minimo di sanità mentale ed evitare di ammazzare qualcuno, stamattina presto mi sono assiso sullo scooter e mi sono recato presso Introbio, Valsassina, ci vuole circa un'ora da casa mia. Da li ci sono due modi per prendere il sentiero 25 che sale verso il rifugio Buzzoni, dalla caserma dei Carabinieri all'ingresso del paese oppure dalla strada carrozzabile che dal parcheggio sull'altro lato del paese, verso nord, sale verso val Biandino, ad un certo punto c'è un bivio e si gira a destra per il Buzzoni. Si può venire anche da Barzio, sentiero 19, che vi sconsiglio oppure sull'altro versante il rifugio si può raggiungere dai Piani di Bobbio (funivia) e credo dall'abitato di Valtorta, nella Bergamasca.

Il sentiero 25 è lungo, sulla carta sono 2 ore e mezzo per mille metri di dislivello ma io, procedendo col mio passo tipo Gesu sul Golgota, ci metto oltre tre ore sia all'andata che al ritorno. Quindi, anche se non ha nessuna difficoltà particolare, bisogna avere gambe e fiato. Se non ce l'avete, prendete la funivia e arrivate ai Piani di Bobbio, da li dovrebbe essere un'oretta e dislivello contenuto. Questo consente al rifugio di avere una clientela più varia, anziani, famiglie, eccetera.


Nell'immagine, sulla Grigna, appena a destra del rifugio, un po' sopra, noterete un puntino bianco. In realtà ad occhio nudo si vede bene anche il tetto rosso. Si tratta della chiesa di San Calimero, di cui post precedente.


Sulla terrazza del Buzzoni.

Il rifugio Buzzoni, che è piccolo e a me piace perché non ha molto dell'albergo, è gestito da una famiglia di due ragazzi e una bimba bionda col pannolino. Si mangia bene a prezzi onestissimi. Oggi, che era giorno feriale, mi sono abbuffato con piattone di risotto con taleggio e un'erba che mi hanno presentato come "spinaci selvatici", è raro trovare il risotto nei rifugi, ancora più raro che sia buono, generosa porzione di polenta taragna con arrosto, torta con ricotta e cioccolato, caffe e acqua minerale, totale 20 euro con tanto di ricevuta fiscale. Avranno servito una ventina di coperti e la gente di solito prende un primo o un secondo, qualche strano tipo prende un panino con la cocacola. Mah.

Segue raccolta di immagini lungo il sentiero, che ho già illustrato in precedenza. Scusate la qualità ma essendo pigro mi porto solo il solito Nokia da due soldi.
Finché va.












Adesso però, se siete curiosi come me, vi chiederete "ma se sul davanti ci sono le Grigne, cosa c'è dietro il Buzzoni, sull'altro lato del crinale? Ecco cosa c'è, ovviamente altre montagne, solo che queste parlano bergamasco.


Nell'immagine notate un signore che sta scendendo verso il Buzzoni, non so da dove, abbiamo chiacchierato a tavola ma mi sono dimenticato di chiederlo e un palo con diversi segnavia.

Il signore era un po' preoccupato vedendo uno strano personaggio con cappello da pirla e a torso nudo che gli correva incontro in salita. Ero io, avevo lasciato maglietta e zaino con dentro soldi, chiavi ecc, cento metri a valle, abbandonato per terra. Ha fatto finta di non vedermi.

Nell'immagine sotto non è un ufo ma un insetto, stranamente immobilizzato dal Nokia.





Quello che vedete in basso è l'abitato di Valtorta.

lunedì, luglio 16, 2018

Africa, un articolo interessante

Il traffico di umani dall’Africa, le mafie e la complicità dei razzisti.
di Fred Kuwornu

Si è mai chiesto perché, a parità di condizioni di povertà e credenza che l’Europa sia una bengodi, quelli che arrivano da Mozambico, Angola, Kenya sono pochissimi, o quelli che arrivano dal Ghana (il Ghana che è il mio Paese d’origine ha una crescita del PIL del 7% e una situazione di assenza di guerre e persecuzioni) provano a venire? Perchè esiste una cosa chiamata Mafia Nigeriana, che pubblicizza nei villaggi che per 300 euro in 4 settimane è possibile venire in Italia e da lì se vogliono andare in altri Paesi Europei. Salvo poi fregarli appena salgono su un furgone aumentandogli all’improvviso la fee di altri 1000 $, la quale aumenta di nuovo quando arrivano in Libia dove gliene chiedono altri 1000$ per la traversata finale. Il tutto non in 4 settimane come promettono, ma con un tempo di attesa medio di un anno.

In tutto questo ci aggiungo minori che vengono affidate a donne che non sono le loro veri madri, che poi spariranno una volta sistemate le cose in Europa e di centinaia di donne che saranno invece dirottare a fare le prostitute ognuna delle quale vale 60 mila euro d’incasso per la mafia stessa. Solo trafficandone 100.000 verso l’Italia la mafia nigeriana muove un giro di affari di 600 milioni di euro all’anno.

A questo si somma quello che perde l’Africa: risorse giovani. Ho conosciuto ghanesi che hanno venduto il taxi o le proprie piccole mandrie per venire in Europa e ritrovarsi su una strada a elemosinare o a guadagnare 3 euro all’ora, se gli va bene, trattati come bestie e che non riescono neanche a mettere ovviamente da parte un capitale come era nei loro progetti. E anche se desiderano tornare non lo faranno mai per la vergogna perché non saprebbero cosa dire al villaggio, non saprebbero come giustificare quei soldi spesi per arrivare in Europa, anzi alimentano altre partenze facendosi selfies su facebook, che tutto va bene per non dire la verità per vergogna e quindi altri giovani (diciottenni, non scolarizzati ) cercano di venire qui perché pensano che sia facile arricchirsi.

Ecco l'immigrazione for dummies.
Però chi scrive omette di proposito due fatti. Che ci sono le Elite Apolidi a finanziare il tutto, sovvenzionando la propaganda attraverso i "media", sovvenzionando le ONG, perché le navi costano un occhio e ungendo tutti gli ingranaggi, partendo dal villaggio su su fino ai vertici dei Governi. Che, siccome i "media" sono prezzolati e lo stesso si può dire dei "dirigenti" della "sinistra", tutto il racconto sugli immigrati, sia quello "utilitaristico" del "pagheranno le nostre pensioni", sia quello pietistico del "sono profughi che fuggono dalla guerra", è una menzogna colossale che serve a condizionare la gente in modo che non cerchi nemmeno di vedere le cose scritte sopra, che pure sono ovvie.

A sostegno di quanto sopra cito un mio post precedente circa un articolo del signor Fubini sul Corriere, il quale sostiene che la molla dell'immigrazione è la promessa di un tenore di vita medio 10 volte maggiore che in Africa. Questo fa il paio col famoso "meticciato" del signor Scalfari che secondo lui dovrebbe "equalizzare" tutto il mondo in una Cultura Unica e quindi un "tenore di vita" uniforme.

Le dimensioni sia quantitative che concettuali di questo argomento sono tali per cui le persone responsabili sono la rappresentazione fisica del Male. Non pensino le anime pie dello "antifascismo" di lavarsene le mani col solito "non lo sapevo" a cui segue "ho cambiato idea". Chi sostiene l'immigrazione è gentaglia, punto. Il contrario di quello che dicono di essere, al solito.

venerdì, luglio 13, 2018

Passato e futuro

Immagini che valgono più di mille parole.


Il Passato, la nazionale di un piccolo Paese europeo, la Croazia


Il Futuro, la rappresentativa di un grande Paese europeo
gruppo di persone, la Francia Cuckoldia centro-occidentale

L'umanità si divide in due, quelli che parteggiano per il piccolo Paese di quattro milioni di abitanti e quelli che non vedono l'ora che spariscano Stati e Nazioni, che si sentono rappresentati dai "nuovi Europei", che sognano il "meticciato", quelli che io chiamerei "xenofili" ma qualcun altro ha meglio definito come "i cuckold".

Io per chi posso parteggiare? Per la nazionale croata o per la rappresentativa dei cuckold? Chissà...

Intanto, visto che l'Italia la Cuckoldia sud-orientale non si è nemmeno qualificata per i mondiali, qualche cuckold dice che è per via della mancata approvazione dello Jus Soli, grazie ai Croati per avere dimostrato che tra noi e loro la differenza è nei coglioni, che loro conservano e che noi non abbiamo più, perché tanto c'è altra gente che fa le cose che noi non vogliamo fare.

giovedì, luglio 12, 2018

Ricatto via email

Ho ricevuto un messaggio di posta elettronica ricattatorio e piuttosto interessante.
Comincia cosi:
I am aware, xxxxxxxx, is your pass word. you may not know me and you are most likely wondering why you're getting this mail, right?
Sul momento mi sono un po' preoccupato perché la password la conosco, l'ho usata molti anni fa per qualcosa anche se non più ricordo cosa. Ho controllato e oggi non è in uso in nessuno dei miei account, una dozzina, incluso quello a cui è arrivato il messaggio. Per inciso sono sicuro che la password non è mai stata associata a quell'account di posta in particolare, che è il primo account di posta che ho aperto da qualche parte attorno al '96 - '97, quando Tiscali cominciò ad offrire l'accesso ad Internet gratuito facendosi pagare da Telecom per il traffico telefonico generato dalla connessione, mentre prima oltre Telecom dovevi pagare a parte anche lo ISP, Internet Service Provider. Fu la rovina di tanti piccoli ISP locali che erano comparsi ovunque, dato che per pagare meno Telecom dovevi sfruttare la "tariffa urbana" e quindi l'ISP doveva essere nella tua stessa area/prefisso.

Come hanno fatto ad avere il mio indirizzo email e associarlo a quella password? L'unica possibilità è che l'abbiano preso dall'elenco degli utenti registrati di un sito, probabilmente un forum. E' molto tempo che non scrivo su un forum ma anni fa lo facevo e tutti i forum chiedevano di registrarsi, quindi sicuramente avrò usato quell'antico indirizzo email tra i dati del profilo utente e quella password per l'accesso al forum. Evidentemente chi mi scrive conta sul fatto che la gente usa la stessa password dappertutto, cosa che io evito di fare, quindi adesso non ricordo nemmeno a cosa serviva quella password. Potrebbe essere il vecchio sito di Emule, oppure il sito di assistenza della D-Link, chi lo sa.

Il testo del messaggio prosegue dicendo che hanno inserito un programma malevolo dentro un video porno e quando io ho guardato il video, tramite il browser hanno preso il controllo da remoto del PC e ha registrato il video che stavo guardando, il video della mia webcam e poi ha copiato le mie rubriche, cioè l'elenco dei mie contatti email, social, eccetera. Qui casca ancora l'asino, perché non ho webcam. Alla fine minacciano di mandare la registrazione a tutti i miei contatti se non gli invio 1800 dollari in bitcoin entro ventiquattro ore.

Ci sono due problemi. Il primo è che non si riesce a stare dietro a tutti gli account che devi creare su Internet. Io cerco di limitarmi al massimo ma sono tanti anni che accumulo cose. Il secondo problema, connesso al primo, è che col tempo ti lasci dietro servizi obsoleti che non usi più, per vari motivi, perché hai perso interesse, perché il servizio ha chiuso tutto o in parte oppure ha cambiato termini e caratteristiche. Ci si dovrebbe preoccupare di chiudere i servizi che non usi e cancellare gli account ma a volte succede senza che te ne accorgi, un po' per volta, il tempo passa e ti dimentichi.

Comunque, il ricatto sarebbe stato MOLTO più credibile se io avessi usato quella password per un account attivo e se usassi un PC portatile con la webcam integrata, infatti molti ci appiccicano sopra il nastro adesivo. La parte del video porno è quella meno importante. Una volta che hai accesso alla webcam puoi semplicemente fare un video a caso del mio faccione mentre leggo il Corriere e montarlo a fianco di una qualsiasi cosa, poi dire che è registrato in presa diretta. Viceversa, se la webcam mi riprende mentre sto facendo qualcosa di imbarazzante, non serve accludere un video porno.

Ah, una cosa meno banale di quanto sembri. Se qualcuno venisse a sapere la password di un servizio importante, peggio se una password usata per diversi servizi importanti, non gli servirebbe tirare in ballo il video porno e la rubrica dei contatti, gli basterebbe minacciare di buttarmi fuori dal servizio cambiando la password. E' un ulteriore elemento che rende farlocco il ricatto di cui sopra.

Aspettiamo un giorno e vediamo se vi arriva qualcosa. Non ve lo auguro.

Edito: il sito collegato sopra suggerisce la stessa conclusione a cui sono arrivato io.
... some kind of script that draws directly from the usernames and passwords from a given data breach at a popular Web site that happened more than a decade ago, and that every victim who had their password compromised as part of that breach is getting this same email at the address used to sign up at that hacked Web site.

Edit: vedi post successivo sullo stesso argomento, "ricatto via email, parte seconda".

Xenofobia e xenofilia

Stamattina mentre andavo in banca mi è venuta in mente la parola "xenofilia", ho controllato ed esiste davvero. Secondo il dizionario Hoepli:

xenofilia
[xe-no-fi-lì-a]
o senofilia
s.f. (pl. -lìe)
1 Ammirazione sistematica e indiscriminata per gli stranieri e per tutto ciò che è straniero
2 BIOL Tendenza di alcuni animali a insediarsi e a vivere nell'habitat di animali di mole maggiore

Il mio pensierino è stato questo: se cammino in un villaggio dove vedono poche facce nuove è normale che gli abitanti mi guardino un po' storto. Per "rompere il ghiaccio", come si dice, è buona norma salutare rispettosamente e magari fare due chiacchiere col nativo. Si tratta della "xenofobia", parola che viene ripetuta spesso a sproposito quando si parla degli immigrati.

xenofobia
[xe-no-fo-bì-a]
o senofobia
s.f. (pl. -bìe)
Ostilità sistematica e indiscriminata nei confronti degli stranieri e di tutto ciò che è straniero

La "xenofobia" non solo è un comportamento umano NORMALE, è anche logico, funzionale, se consideriamo che nella antichità, quando le risorse erano scarse, ogni straniero era un competitore, un avversario, un nemico POTENZIALE e per questa ragione quando si saluta uno sconosciuto, come ho scritto sopra, SI MOSTRANO LE MANI VUOTE, ad indicare che non si portano strumenti d'offesa, che si viene in pace.

La "xenofilia" al contrario è un comportamento ovviamente ANORMALE e illogico, se consideriamo le persone. La gioia con cui i "media" celebrano le virtù degli stranieri immigrati in Italia, con cui si apprezzano oltremodo le altre culture, tradizioni, cucina, lingua, insomma qualsiasi cosa venga da fuori e nello stesso tempo si dimenticano o si disdegnano le virtù locali, non solo è parossistica, è anche forzata, innaturale, soprattutto come comportamento di massa, perché eccezioni e devianze individuali sono fisiologiche. Questo significa che gli Italiani "xenofili" si comportano cosi perché sono CONDIZIONATI. Il condizionamento presuppone una intenzione, uno scopo e quindi dei mandanti e degli esecutori.


Per forza, le altre sono nazifasciste


Come doveva essere un cavaliere medievale


Immagine artefatta dai nazifascisti

Non sto scrivendo niente di particolarmente nuovo o intelligente. Sono cose banali sotto gli occhi di tutti. Adesso però viene un'altra domanda. Se i "media", sia quelli della "informazione" che quelli dello "intrattenimento", ci martellano con una propaganda cosi sfacciata, sopra le righe, eccessiva, come è possibile che, anche quando siano stati condizionati fino dall'infanzia, gli Italiani se la bevano? Che sopportino questa sostituzione meccanicamente ovvia di una "realtà" con un'altra?

A margine, faccio presente che questo meccanismo di condizionamento non riguarda solo la "xenofilia". Per esempio in passato ho citato film e serie televisive (Star Wars della Disney, Star Trek) dove si invertivano a bella posta i "ruoli" classici di genere, la donzella in pericolo e il prode cavaliere vengono rimpiazzati dall'uomo insicuro e fragile, la figura patriarcale inevitabilmente psicopatica, figure eroiche che possono essere solo donne energiche, con esiti spesso cosi irreali e forzati da ottenere un effetto comico, oppure omosessuali pieni di talento e integrità morale.


Partiamo da qui


Arriviamo qui


Partiamo da qui


Arriviamo qui

Adesso aspetto il commento di qualcuno il cui nome inizia per F che mi dice "Jeanne d'Arc era già eroina di Francia agli inizi del Quattrocento".

mercoledì, luglio 11, 2018

Una mattina mi son svegliato

No, davvero.
A parte la citazione di una popolare canzoncina che recita "una mattina mi son svegliato e ho trovato lo stranier", ah le matte risate, stamattina leggo su Repubblica un articolo giubilante circa le discordie interne al "governo Salvini".
Trenta sfida Salvini.
Elisabetta Trenta, in un'intervista ad Avvenire, a utilizzare parole che suonano come una sfida al Viminale: "Il Mediterraneo è sempre stato un mare aperto e continuerà ad esserlo. L'apertura è la sua ricchezza. La strada è regolamentare, non chiudere. La parola accoglienza è bella, la parola respingimenti è brutta. Poi accogliere si può declinare in mille maniere. E si può, anzi si deve, legare accoglienza a legalità". La ministra della Difesa avverte Salvini e l'ala intransigente del governo: "L'Italia non si gira dall'altra parte. Non l'ha fatto e non lo farà. C'è il diritto di assicurare un asilo a chi fugge dalla guerra. E il diritto di arrivare e trovare un lavoro. Ho guardato cento volte le foto di migranti e ho pensato sempre una cosa: una famiglia che mette un figlio su un barcone sperando di regalargli la vita va solo aiutata".
Premesso che se uno, uno a caso, uno ipotetico, non il Ministro che è persona coltissima, degnissima, moralmente ineccepibile, è "di sinistra", giocoforza è uno malato di mente o è un deficiente, andiamo ad esaminare.


Esempio di Mediterraneo aperto

"Il Mediterraneo è sempre stato un mare aperto e continuerà ad esserlo."
Non è MAI stato vero. Il Ministro afferma IL CONTRARIO DELLA VERITA', la menzogna assoluta. Chiunque sia andato a scuola dovrebbe sapere che le civiltà che si sono succedute hanno tutte basato la propria potenza sul controllo dei mari, la Egemonia Ateniese, Cartagine, Roma, Venezia e Genova. L'Italia ha conosciuto periodi di regresso politico ed economico quando i commerci si sono spostati dal Mediterraneo sulle rotte oceaniche, rotte che erano dominate dalle potenze "coloniali" come Spagna, Francia e Inghilterra. Le imprese dei grandi navigatori come Colombo, Magellano, Cook, non erano fini a se stesse, servivano ad aprire nuove rotte verso l'Asia (altrimenti nota come "le Indie") per aggirare l'Islam che si trovava in mezzo. Incidentalmente fu accertato che tra l'Europa e le Indie si trovava una massa continentale ignota, le Americhe.

Comunque, a partire dalle Guerre Puniche o le torri di guardia che punteggiano le coste italiane e che servivano per avvertire la popolazione delle incursioni dei "Mori", passando attraverso le piazzeforti Veneziane e Genovesi, a tratti le piazzeforti degli ordini monastici e cavallereschi fondati nel contesto delle campagne per riprendere la Terrasanta, le campagne coloniali che incidentalmente soppressero la pirateria e le Guerre Mondiali, sul fondo del mare Mediterraneo si trovano innumerevoli navi affondate col loro carico di persone e cose. Cito l'articolo sul celebre mercante veneziano Marco Polo:
Secondo una diffusa leggenda, il 5 settembre 1298 si trova su una delle novanta navi veneziane sconfitte dai genovesi nella battaglia di Curzola.
Leggere della battaglia, che è interessante.


"La parola accoglienza è bella, la parola respingimenti è brutta."
Tremila anni di filosofia se ne vanno nello sciacquone della Scuola italiana. Questo è il modo di esprimersi di un Ministro della Repubblica.


Nella foto, un gruppo di Italiani

"C'è il diritto di assicurare un asilo a chi fugge dalla guerra."
Che non è un "diritto", è un OBBLIGO, sempre se vuoi adeguarti a certe norme e trattati internazionali. Inversione tra soggetto e oggetto. Ormai si mette la parola "diritto" in ogni discorso, a casaccio, serve a condire, come il prezzemolo. Perché l'assunto è che se vuoi avere ragione devi sostenere i "diritti". Però è risaputo che la faccenda del "fuggono dalla guerra" è una MENZOGNA costruita ad arte, gli immigrati sono persone mediamente BENESTANTI nei loro Paesi, i quali, dopo essersi fatti convincere che l'Europa è il Paese del Bengodi, si vogliono trasferire qui per vivere come gli Europei. Prego fare il confronto tra Lagos, capitale della Nigeria e Copenhagen. Plain and simple, direbbero gli anglofoni.


Città di Lagos, Nigeria


Copenhagen, Danimarca

"E il diritto di arrivare e trovare un lavoro"
Eh? Da quando ARRIVARE è un "diritto"? In tutto il mondo, compresi i Paesi di provenienza degli immigrati, ci si presenta alla frontiera con un passaporto e un visto, ovvero dopo avere chiesto IL PERMESSO di entrare in quel Paese. Un permesso che è FACOLTATIVO, ovvero può essere negato, altrimenti non esisterebbe il concetto di chiedere un permesso. All'interno della Comunità Europea non si devono seguire queste regole a seguito di un trattato sottoscritto da un certo numero di Paesi per cui i rispettivi cittadini possono circolare da uno Stato all'altro senza chiedere permesso. Ancora, il fatto che esista questo trattato dipende dal fatto che, in condizioni "normali", NON SI PUO' circolare liberamente da uno Stato all'altro. Quindi il "diritto di arrivare" in realtà è un reato in tutto il mondo.

Riguardo il "diritto" a trovare un lavoro, in Italia ci sono MILIONI di disoccupati. Come sa chiunque abbia visitato un "centro per l'impiego", in Italia non esiste nessun sostegno per questi disoccupati, ne dal punto di vista economico, ne per quanto riguarda la ricerca di impiego. Mi piacerebbe tanto sapere in cosa consiste il "diritto" degli immigrati, i quali arrivano in Italia compiendo un REATO, di trovare lavoro quando questo diritto NON ESISTE per i cittadini italiani.


Diritto a trovare un lavoro

"Ho guardato cento volte le foto di migranti"
Una delle definizioni della pazzia consiste nella ripetizione di un gesto aspettandosi ogni volta un esito differente.

"una famiglia che mette un figlio su un barcone sperando di regalargli la vita va solo aiutata"
Una famiglia italiana che facesse la stessa cosa si vedrebbe togliere i figli dal tribunale dei minori. Se si trattasse di figli adulti, si tratta di complicità in un reato, come sopra. La famiglia IN TEORIA dovrebbe fornire al figlio il passaporto, il visto e un biglietto aereo. Perché gli immigrati non arrivano con l'aereo o un normale mezzo di trasporto? Perché arrivano in maniera ILLEGALE, compiendo un reato. Ovviamente anche compiendo una IMPOSIZIONE e una VIOLENZA ma stante il masochismo palese di chi fa i discorsi sulla "accoglienza", inutile rimarcarlo.

Da cui il discorsetto del Ministro è fatto solo di MENZOGNE e PARADOSSI. Posso immaginare che qualcuno faccia un discorso di menzogne e paradossi perché parla a gente che vuole sentire menzogne e paradossi. Che tipo di persone possono essere? Vedi sopra.

Chiudo con un estratto della "letterina" dalla rubrica dell'ex direttore dell'Unità su Repubblica. Chi scrive racconta di un bambino adottato, dal nome e dalla foto direi proveniente dall'est Europa, tipo Bielorussia o una cosa del genere.
"Vorrei che chi si sente in diritto di fare proclami facesse un giro e li guardasse negli occhi quei bambini, avvolti nei loro abiti logori e sformati, con i piedi segnati da scarpe troppo strette e le mani piene di calli come aveva mia nonna. Quei bambini non hanno bisogno di una mamma e di un papà, hanno bisogno di qualcuno che voglia loro bene. Vorrebbero solo sfuggire all'inferno cui sono sottoposti, per loro non ci sono differenze fra coppie composte da un uomo e una donna, due donne, due uomini, giovani, vecchi o anche persone sole. Semplicemente perché differenze non ci sono”.
Qui stiamo dicendo che ci sono posti al mondo dove lo Stato non riesce a prendersi cura degli orfani o comunque dei bambini bisognosi. Bene, bella scoperta. Nei giornali però trovi la notiziona dei bambini imprigionati in una grotta. Ora, la soluzione al problema che c'è tanta gente al mondo che vive in povertà consiste in due passi. Il primo è affermare che "le differenze non ci sono". La seconda è portare tutte queste persone che stanno male a vivere in Italia e i bimbi biondi darli in affido alle coppie omosessuali. Cavolo, come ho fatto a non pensarci?

Piccolo indizio al lettore: la ripetizione continua della parola "voglio - vorrei". E' abbastanza tipico di chi è condizionato a pensare che i desideri equivalgono a "diritti", cioè non solo quello che è giusto ma quello che deve essere garantito dalla "comunità", dato che gli Stati non devono più esistere. Non deve essere una cosa razionale o ragionevole, infatti non si "vorrebbe" che tutti i bimbi avessero una famiglia e il necessario per vivere bene, ergo risolvere le condizioni che determinano i problemi all'origine. Invece si vuole che non esistano differenze, qui e ora. In questo punto geometrico e in questo infinito istante presente. A costo di fabbricarli, i problemi. Un po' come il Partito del Proletariato è costretto a perpetuare il proletariato per continuare ad esistere e le coop ad importare poveracci.

venerdì, luglio 06, 2018

Pietà l'è morta

Il giudice di Pistoia ha riconosciuto per la prima volta l'applicabilità degli articoli 8 e 9 della legge 40/2004 in una coppia omogenitoriale, affermando che la responsabilità genitoriale della madre non biologica sorge per effetto della prestazione del consenso alla procreazione assistita eterologa.
Riconoscere i diritti della madre non biologica.
Io sono scemo e ho bisogno che qualcuno mi definisca il concetto di "madre non biologica".
Fino ad ora esisteva il concetto di "matrigna", che era la moglie del babbo sposata in seconde nozze. Poi esisteva il concetto di "madre adottiva" che di norma interveniva quando la madre naturale era deceduta o impossibilitata a prendersi cura della prole, in questo caso per millenaria consuetudine atta a preservare i legami di sangue, si cercava prima tra i parenti dei genitori.
Adesso mi rendono edotto che se qualcuno "presta il consenso" ad una procedura medica che riguarda altre tre persone, uomo - donna - infante, che è una persona anche se facciamo finta che non lo sia, questo significa, in virtù di un "diritto", essere qualificati come "madre non biologica".

Prestatemi attenzione: COSA MI IMPEDISCE DI ESSERE UNA MADRE NON BIOLOGICA?
Non ho alcuna difficoltà a prestare il consenso alla "procreazione assistita" di terzi, quindi non ho lo stesso diritto anch'io?
Mi si dirà "ma tu non sei la compagna omosessuale di una donna", no, giusto, sono un uomo che potrebbe essere il compagno omosessuale o non omosessuale di una donna, che differenza fa? Ancora, storicamente furono introdotte norme per obbligare i babbi a riconoscere i figli come propri ma in questo mondo paradossale dove tutto funziona alla rovescia, diciamo che la mia compagna mi chiede il consenso, per inciso non necessario, per farsi fecondare coi gameti di un altro, io do il mio consenso e quindi chiedo di essere riconosciuto come "madre non biologica", perché per ragioni mie non voglio essere il "padre non biologico".

Se qualcuno mi dice che un uomo non può chiedere di essere riconosciuto come "madre" allora io invoco i miei "diritti" contro la discriminazione di genere, dato che è molto più facile per me essere "madre non biologica" che per una donna fare molte professioni tradizionalmente riservate agli uomini.

Davanti a questo circo, poi mi tocca leggere i soliti sproloqui di gente che annuncia la fine del mondo causata dai "microfilamenti" di plastica nel mare o invoca "politiche di contraccezione" contro l'incremento demografico planetario.

Dimenticavo un dettaglio. La legge sopra citata, 40/2004, all'articolo 4 comma 3 recita: "È vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo".

A questo è seguito il pronunciamento della Corte Costituzionale: "La Corte, dopo aver inizialmente respinto la questione di costituzionalità sul divieto di fecondazione eterologa, ritenendo tale scelta rientrare nel legittimo esercizio della discrezionalità del legislatore, ha in seguito dichiarato illegittimo tale divieto con la sentenza del 9 aprile 2014."

La motivazione fu la seguente: "La formazione di una famiglia, che include la scelta di avere figli, costituirebbe un diritto fondamentale della coppia, rispondente ad un interesse pubblico riconosciuto e tutelato dagli art. 2, 29 e 31 Cost. Obiettivo della legge n. 40 del 2004 sarebbe «quello di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dall’infertilità della coppia mediante il ricorso alla procreazione medicalmente assistita». In considerazione di tale finalità, il divieto stabilito dal citato art. 4, comma 3, recherebbe vulnus a detti parametri, perché discriminatorio ed irragionevole, in quanto per esso sono «trattate in modo opposto coppie con limiti di procreazione, risultando differenziate solo in virtù del tipo di patologia che affligge l’uno o l’altro dei componenti della coppia»."

Non so se è chiaro. In linea teorica, se seguissimo la logica della Corte, bisognerebbe affermare che il ricorso alla fecondazione eterologa da parte di omosessuali risponde alla necessità di risolvere problemi riproduttivi causati da una patologia e non si può vietare per non fare distinzioni tra una patologia e l'altra. Non fa ridere?

Sempre a proposito delle cretinate apocalittiche che ci tocca sopportare:


Non fa ridere anche questo?

mercoledì, luglio 04, 2018

Uomini e macchine

Pare che sia abbastanza diffusa la incomprensione RAI3 - renziana - confindustriale circa la differenza tra macchine e persone. A questo proposito cito la signora Galbanelli che ci spiega come funziona il "blockchain" dicendo che è come un notaio senza i costi del notaio. Andiamo a chiarire la faccenda delle differenza tra una macchina che svolge la funzione del "notaio" e una persona "notaio".

Una macchina fa bene una cosa semplice, stupida, per un numero molto grande di volte (o molto velocemente). Per esempio fare un buco in un angolo di una lamiera. Milioni di buchi nell'angolo di milioni di lamiere. La macchina opera nei limiti della sua progettazione, IDEALMENTE facendo ne più ne meno di quello per cui è disegnata. Dico idealmente perché siccome la macchina è stata disegnata da una persona e la persona non è onnisciente, chi l'ha progettata ha considerato un certo numero di "condizioni" possibili e di solito ha omesso un certo numero di "eccezioni", oltre ovviamente i possibili difetti involontari e talvolta anche intenzionali (es. backdoor). Nell'esempio di cui sopra, il progettista può avere progettato la macchina in modo che verifichi che le dimensioni e lo spessore della lamiera siano quelli voluti ma avere omesso il controllo che la lamiera sia di acciaio invece che di rame, quindi quando capita che alla macchina viene fornita una lamiera di rame la macchina procede come da progetto e sbaglia.

L'essere umano è un aggeggio molto differente. Per prima cosa mentre la macchina rimane sempre uguale da quando viene costruita a quando viene smantellata, l'essere umano è un sistema instabile che cambia continuamente, da un istante all'altro. Poi l'essere umano esiste attraverso l'adattamento. Se una persona viene messa davanti ad una scodella di minestra, col problema di bere la minestra, può decidere di sollevare la tazza e portarla alla bocca, se non può sollevare la tazza può chinarsi per succhiare la minestra, può guardarsi attorno per vedere se trova una cannuccia, un tubo o svellere un pezzo di plastica o di legno dall'arredamento e intagliare un cucchiaio.

Ora, premesso che se il "notaio" è una funzione inutile, non serve nemmeno una macchina, la differenza tra la "macchina notaio" e il "notaio umano" è che la macchina può solo operare nei limiti della sua progettazione quindi, per esempio, confrontare un documento con un "modello" che abbia una serie di caratteristiche specifiche. Quello che la macchina non può fare è affrontare una situazione non inclusa nella progettazione, adattarsi, cercare autonomamente una soluzione al problema. Nel mondo delle macchine la cosa migliore è che la macchina si accorga che la situazione non è prevista e si arresti per chiedere l'intervento umano, la cosa peggiore è che interpreti la situazione estranea come uno dei casi previsti e proceda, perché da questo comportamento non c'è via di uscita. Viceversa, un "notaio umano" facilmente potrebbe sbagliare nel confrontare milioni di documenti con un "modello di conformità" ma la sua capacità e quindi il suo ruolo consiste nel riconoscere una situazione insolita, l'eccezione, che sia accidentale, dovuta a incuria o ancora una azione dolosa, per intraprendere autonomamente una azione correttiva se nota oppure cercare una soluzione nuova. Magari anche retroattivamente.

La macchina non "garantisce" niente, nel caso del buco nella lamiera il fatto che tutte le lamiere bucate siano conformi dipende dalla condizione a priori che tutte le lamiere siano fornite alla macchina del materiale, dimensione e spessore previsti, quindi la "garanzia" non è nella macchina, è nello stato precedente. Noi accettiamo la possibilità che la macchina fallisca nel fare il buco nella lamiera quando le condizioni a priori non sono rispettate perché IL VALORE della lamiera bucata è insignificante. Viceversa, pensiamo ai "robot chirurgici" o ai "piloti automatici", tutte queste macchine sono sempre supervisionate prima e durante le loro operazioni da delle persone. La supervisione delle persone si rende necessaria per la ragione che ho detto, non tanto "garantire" che tutte le lamiere siano bucate come previsto ma che quando capita la lamiera di rame invece che di acciaio, l'eccezione sia riconosciuta come tale e che venga intrapresa una azione correttiva, lungo una catena di eventi che non può essere determinata a priori.

Da questo consegue che affidare la propria esistenza invece che la lamiera col buco ad un meccanismo è una idea veramente stupida perché, come tante altre cose della contemporaneità, è un sistema il cui fallimento è CERTO e contenuto nelle premesse.

martedì, luglio 03, 2018

La perversione di Internet

Ricollegandomi al post precedente: la "Link Tax" e la "Censorship Machine".

La "Europa" si appresta ad approvare delle leggi che nelle intenzioni dovrebbero difendere il "diritto" di chi pubblica contenuti ad ottenere un utile. La faccenda è semplice e complicata nello stesso momento. Funziona cosi: vedendo che ci sono aziende che fanno tanti soldi in un modo o un altro, altre aziende chiedono di essere messe a parte di questi utili secondo l'idea che anche loro contribuiscono a fornire il contesto (a qualsiasi titolo, per esempio chi pubblica notizie o chi fornisce la connettività) sul quale o nel quale le prime aziende realizzano il proprio successo.

Faccio esempi più semplici e chiari: diciamo che per ipotesi Google fa soldi col servizio Youtube. Youtube esiste perché la gente realizza e pubblica i contenuti video. Google ripaga, non so dire quanto adeguatamente, le persone che pubblicano i contenuti, tanto è vero che c'è chi lo fa di mestiere. Ma Google non ripaga chi fornisce alle persone gli strumenti tecnici per realizzare i video e pubblicarli (ad es. gli Internet provider) e nemmeno ripaga chi ha prodotto i contenuti che le persone riutilizzano per creare i propri video (ad es. la casa cinematografica del film di cui viene riutilizzato uno spezzone o la casa discografica di cui viene utilizzato un brano musicale).

Il caso è ancora più evidente e diretto quando Google crea un servizio che ripubblica su una propria pagina una selezione di contenuti presenti su qualsiasi altro sito Web, tramite un cosiddetto "aggregatore". In quel caso esiste la doppia contestazione della "riproduzione non autorizzata" del contenuto e del fatto che Google crea traffico sulle proprie pagine, dove ricava soldi dalle inserzioni pubblicitarie, semplicemente riproponendo contenuti di altri. Mettiamo che Google riporti i contenuti di Repubblica e Corriere con una sua pagina, praticamente si viene a creare un "super-giornale online" che si posiziona PRIMA/DAVANTI Repubblica e Corriere, frapponendosi tra questi e i loro lettori.

Ecco che tutte le aziende dicono "Google fa soldi grazie al fatto che noi siamo sul mercato e forniamo servizi e contenuti agli utenti di Google, Google indirettamente ne approfitta, quindi ci spetta una parte degli utili".


Internet - di - prima

Cambiamo prospettiva, guardiamo la cosa dall'utente formichina come me, che pago un abbonamento a TIM per collegarmi ad Internet e basta. Bisogna ricordarsi che in origine Internet non era fatta da Google e dalle grandi aziende, era fatta solo da utenti formichina come me e questi utenti formichina avevano a che fare solo con le entità coinvolte nella parte "tecnica" necessaria a creare e mantenere il concetto della Rete, ovvero i modi per collegare tra di loro gli utenti formichina. Ora, l'utente formichina partiva dal presupposto che qualsiasi cosa pubblicasse fosse ipso-facto di pubblico dominio. Quindi potenzialmente qualsiasi cosa in suo possesso fosse "possedibile" da tutti gli altri utenti formichina, con l'unica limitazione degli strumenti disponibili per CONDIVIDERE le cose. L'idea originaria di Internet era che nessuna entità fornisse un servizio ma che ogni utente si costruisse i propri servizi che poi venivano "condivisi" con altri utenti. Per esempio, ogni utente poteva anzi idealmente avrebbe dovuto, costruire il proprio DNS server, il proprio Mail server, eccetera, attingendo solo la banda dal "provider". Col tempo si è andati nella direzione opposta, ovvero che l'utente avesse in mano un dispositivo ridefinito come "terminale" e che attingesse con questo "terminale" ai servizi forniti da grandi aziende. Per varie ragioni non i servizi forniti dal provider tramite il quale si accede ad Internet, tutti i provider hanno fallito in questo probabilmente perché sono vincolati alla parte "fisica", cioè geograficamente "locale" della Rete ma i servizi forniti da aziende "globali" come Google, Amazon, Facebook, eccetera.


Internet - di - adesso

Eccoci al botto. Complice anche la diffusione dei furbofoni, quello che era l'utente formichina non ha più nessun "diritto" se non quelli del cliente, che sono tutelati da fantomatiche agenzie che di fatto valutano molto di più l'interesse delle grandi aziende. Stante il fatto che l'utente DEVE fruire di Internet in modalità passiva, come un abbonato della TV a pagamento, nessuno si pone il problema che le cose possano essere CONDIVISE via Internet tra gli utenti formichina in autogestione senza passare da un intermediario/censore, che sia para-pubblico o grande corporation. Le cose possono esistere solo all'interno dei servizi delle grandi aziende e quindi si tratta di regolare i rapporti tra queste aziende e, come detto, la spartizione dell'utile.

E' un mondo alla rovescia. Se in origine a me utente formichina sembrava naturale anzi necessario commentare un testo di altri riportandone degli estratti e un link alla pagina originaria, adesso questo idealmente deve essere vietato per impedire che Google sfrutti le notizie di Corriere e Repubblica. A me rimane la possibilità di fare i "selfie" e raccontare delle mie vacanze, posto che accetti un contratto per cui una volta pubblicato il contenuto è di proprietà della "piattaforma". Arriverà un giorno in cui non avrò motivo di pagare una connessione ad Internet. Ah no, sarò costretto perché tutte le pratiche, tasse, pagamenti, ecc sarò costretto a sbrigarli "online". Ho appena pagato l'assicurazione della moto e in pratica non c'è altro modo.

La perversione del diritto

La parola "diritto" significa banalmente "quello che è giusto".

Dato che siamo sottoposti alla tirannia delle Elite Apolidi e conseguente lavaggio del cervello, oggi la parola "diritto" viene usata, come tante altre cose, come un'arma, come un piede di porco, per scardinare il nostro mondo e obbligarci al Mondo Nuovo.

Facciamo degli esempi.
Se io fossi gay per non essere "discriminato" dovrei avere gli stessi "diritti" di chiunque altro. Questo però non è sufficiente perché in quanto gay io DEVO avere il "diritto" di avere un figlio, NON IMPORTA COME e questo si traduce nella riduzione dei bimbi a merce che può essere fabbricata, comprata e venduta. Fermatevi a considerare quale sia il torto più grave e laido, quello di impedire a me gay di avere un figlio piuttosto che quello di "mercificare" esseri umani, i più indifesi, per interesse di chi ne fa commercio e per il mio sollazzo. Un concetto che tra parentesi è abbastanza contiguo a quello di fabbricare esseri umani come riserva di organi da trapiantare in chi può pagarli.


Se io fossi africano per non essere "discriminato" dovrei essere trattato come, che ne so, un giapponese. Ma non basta perché mentre il giapponese è soggetto alla legge, quindi deve arrivare alla frontiera con passaporto e visto, io in quanto africano devo avere il "diritto" di essere "accolto" senza che mi sia chiesto chi sono, da dove vengo e sopratutto dove vado e perché. Ovvero essere africano implica il "diritto" di spostarsi liberamente per il mondo senza che nessuno possa obbiettare. Non solo, se io porto la famiglia su un gommone e qualcuno dei miei figli o mia moglie affogano, ho il "diritto" di essere trasportato in Italia, alloggiato, sfamato e di fatto il "diritto" alla cittadinanza, senza che nessuno venga a chiedermi conto di avere causato la morte dei miei congiunti o di chiunque altro io abbia accidentalmente buttato in mare o accoltellato. Se nel caso soprastante si confronta il "diritto" del cliente col diritto dell'essere umano mercificato, qui si confronta il "diritto" del "migrante" di imporsi sulla popolazione di qualsiasi luogo, su chiunque altro. Infatti sul Corriere mi informano che anche se gli Italiani non vogliono "accogliere" immigrati, siccome la "minoranza" conta più della "maggioranza" e siccome la "maggioranza" ha ragione ed è "popolo" nel senso buono solo quando obbedisce alle Elite Apolidi, l'opinione degli Italiani non conta nulla, possono agitarsi e rumoreggiare quanto gli pare. Alla fine dovranno tacere e obbedire. Incidentalmente, ricomprare le biciclette.


Chiudo con una cosa meno drammatica, il "diritto" alla pensione.
Leggevo dei "vitalizi" che bisogna abolire. Quello che nessuno dice è che in certi casi il "vitalizio" ha come presupposto che una persona versi 3 euro di contributi e ne riceva 100 di pensione. Ingiustizia, perché tutti gli altri devono versare 30 euro di contributi per ottenere 100 di pensione. D'accordo. Adesso fermatevi a ragionare sulla logica di fondo. La differenza tra il "vitalizio" ingiusto e il "diritto" alla pensione sta solo nel diverso rapporto tra quanto versato e quanto si riceve. Ma il rapporto è comunque ARBITRARIO perché quanto si versa NON HA ALCUN RAPPORTO CON LA PENSIONE. O meglio, il rapporto viene deciso in sede governativa nel tentativo di conciliare il BILANCIO DELLO STATO con la necessità di provvedere un vitalizio a quanta più gente possibile. Come si vede, che la contribuzione sia 3 o 30 non fa differenza rispetto al "diritto" di ricevere 100. Perché NESSUNO versa 100 per ricevere 100, ovvero nessuno si vede restituire quello che ha versato.


Ora, fateci caso, ogni singola perversione del "diritto" viene dalla stessa medesima direzione. La direzione di quelli che decidono dei "diritti". Perché sono moralmente, intellettualmente e anche fisicamente superiori.

lunedì, luglio 02, 2018

Follia masochista incomprensibile

Centinaia, migliaia i tweet e i post per celebrare la vittoria di quattro ragazze felici per la vittoria nelle stesse ore in cui a Pontida si rappresentava un'Italia divisa, timorosa dell'altro. E basta scorrere alcuni di quei post come quello di Oriana Cerbone: "Realtà 1 - #Salvini 0. È davvero il caso di dire #primaleitaliane! Sono fiera di essere rappresentata da queste stupende atlete. La realtà supera la fantasia e spesso sa essere migliore #medagliadoro #4x400 #staffetta #ciaone #Pontida18" per capire quanto il nostro paese abbia ancora voglia di reagire.


L'obiezione ovvia a Oriana Carbone è che "queste stupende atlete" sono li perché non c'è nessun'altra migliore di loro in Italia. Non c'è nessuna migliore perché le Oriane scrivono "tweet" invece di muovere il proprio culone. Ci sarebbe poi a affrontare la questione di "essere rappresentata". La signora Carbone vorrebbe essere nera? Invidia alle "stupende atlete" l'origine africana? Perché chi è nero è intrinsecamente "migliore"?

Poveri scemi, "i social".
La staffetta azzurra 4x400 scatena i social.

Tanto per spegnere gli entusiasmi di chi festeggiava le ultime elezioni. Io esco di casa e trovo un ghetto "multietnico", che non solo non mi "rappresenta" ma mi vede elemento estraneo. Più andremo avanti e più saremo "rappresentati" come sopra. Ecco la nazionale di calcio francese:


Su undici giocatori ce ne sono tre che non sono chiaramente immigrati, meno di un terzo. Cosa rappresenta questa fotografia? La sostituzione etnica. Che è quello che "i social" festeggiano. Mi dovrebbero spiegare la ragione, cosa c'è da festeggiare.

Non basta? Non è abbastanza drammatico?
Pontida non è ancora Norimberga - ha detto la Serracchiani - ma può diventarlo, se la Lega prosegue sul crinale del nazionalismo, del conflitto con l'Europa, col resto del mondo e anche con noi stessi.


Pontida come la immagina la signora Serracchiani.


Per qualche strana ragione la signora Serracchiani
non immagina questa Pontida.


La signora Serracchiani, se la lega prosegue sul "crinale".

Velata minaccia. Velatissima.
Notare che Norimberga è famosa per un PROCESSO in cui furono comminate sentenze capitali ai gerarchi tedeschi. La signora Serracchiani NON CI DICE CHI SARA' IMPUTATO E CHI SARA' GIUDICE la prossima volta. Che poi la signora parla ai suoi amichetti perché dovrebbe sapere che se parlasse ai "leghisti" questi sono abituati da decenni alla seguente citazione cinematografica:
Vi racconterò di William Wallace. Gli storici inglesi diranno che sono un bugiardo ma a scrivere la storia sono stati gli stessi che hanno impiccato degli eroi.


Film razzista perché non c'è nessun "nuovo scozzese".
Però non direi un film omofobo.


Per esempio, ecco l'ultimo Achille secondo la serie "Troy" della BBC.


Oppure l'ultimo Re Artù al cinema con al fianco i suoi paladini.
Nell'Inghilterra dell'Alto Medioevo.


Inghilterra rappresentata in maniera razzista, xenofoba,
non so dire quanto omofoba, in questo celebre arazzo,
dove le sartine oppresse hanno ricamato solo Sassoni e Normanni
bianchi, lego-fascisti, violenti e maschilisti,
omettendo i "nuovi Sassoni", i "nuovi Normanni" che pure
dovevano pullulare nell'Inghilterra antica, donne guerriere e travestiti.

Titolone del Corriere di oggi:
Le cannucce di plastica permangono nei secoli: 500 anni per distruggersi.